Ieri pomeriggio sono uscito con due amiche. Cercavo un jeans nuovo.
Sono tornato a casa con due camicie della Sisley.
E’ sempre bello quando trovi ciò che cerchi. 😐
Emanuele
Ieri pomeriggio sono uscito con due amiche. Cercavo un jeans nuovo.
Sono tornato a casa con due camicie della Sisley.
E’ sempre bello quando trovi ciò che cerchi. 😐
Emanuele

Già mi immagino la scena.
Con i poteri a me conferiti, ti nomino transessuale!
Emanuele
Articolo originale: Repubblica
Ero sulla mia Vespa. Fasciacollo rosso, casco in testa e cuffie alle orecchie.
Seconda, terza, seconda, terza, quarta. Mi dimenavo tra le auto incolonnate con un continuo zig-zag.
Ad un certo punto inizia una canzone che non ascoltavo da tempo. Ho iniziato a prestare attenzione alle parole così che – istintivamente – mi son chiesto cosa avrei voluto rivivere del mio passato.
Mi è tornata in mente una scena bellissima, vissuta chissà quante volte, della mia infanzia.
Era ora di cena, eravamo tutti piccoli… così piccoli che fatico a ricordare mia sorella più piccola seduta a quel tavolo. Aspettavamo la cena e mia madre cucinava con la finestra aperta. Immagino fosse estate.
Stava preparando la pastina… ma non una pastina qualsiasi: le stelline!
Ecco, il mio ricordo felice riguarda proprio le stelline e mia madre che faceva finta di prenderle per noi direttamente dal cielo chiudendo il pugno fuori dalla finestra e mimando di gettar qualcosa dentro la pentola… :joy:
Noi eravamo contentissimi, quando arrivava nel piatto la pastina era più speciale di un semplice piatto di pasta. Erano tante stelline.
Voi, dove vorreste ritrovarvi se aveste la possibilità di far tornare indietro il mondo? 🙂
Emanuele
Sabato sera, invece di uscire, ho preferito rimanere a casa per vedere The Secret, un film uscito nel 2006 che l’anno successivo superò, in quanto a vendite, alcuni titoli hollywodiani.
Il film mi era stato consigliato da Daniele, alcune settimane fa, tramite i commenti e mi aveva incuriosito l’argomento.
Sebbene possa sembrare uno di quei video in cui vari esaltati vi descrivono il loro equilibrio spirituale e quanto riesca ad influenzare le loro vite, il messaggio finale è positivo.

Va preso con le pinze ma allo stesso tempo sarebbe consigliabile tentare di seguire quei consigli. Alla fine si tratta del mettere in pratica quel detto che recita “sorridi che la vita ti sorride” e che forse spesso siamo soliti sottovalutare.
Un film motivazionale che usa alcune tecniche di psicologia (quelle della visualizzazione dei propri desideri ad esempio, nota fin dai tempi di Aristotele) per aiutarci a vivere meglio.
Se lo guardate, provate a coglierne questo aspetto… è facilissimo diventar critici verso la storia in sé ma ricevere e circondarsi di “messaggi positivi” fa sempre bene, non dimenticatelo! 🙂
Emanuele
Questa guida approfondita risolverà una volta per tutte il dubbio che da anni assale milioni di utilizzatori del network di chat MSN.
Quando la Microsoft realizzò il protocollo MSN sapeva benissimo che i computer moderni avrebbero permesso cose strabilianti, tra cui il potere dell’invisibilità di qualsiasi contatto avessimo tra i nostri amici.
Purtroppo l’uomo fino ad oggi non è stato educato allo studio dell’invisibilità e, tutt’ora, non esistono corsi o programmi scolastici che prevedano la trattazione di tale argomento. Per questi motivi, cercherò d’essere il più chiaro possibile affinché chiunque riesca a riconoscere con facilità se un contatto è diventato invisibile o meno.
I test che vi consiglierò di fare esulano da grosse competenze in ambito informatico permettendo a chiunque di riconoscere un contatto invisibile e poter, così, prendere provvedimenti.
Va precisato che i metodi descritti valgono per qualsiasi versione di MSN Messenger (anche le versioni Live vanno bene o WebMessenger) e ogni imprevisto dovuto alla messa in atto dei metodi è esclusivamente di vostra responsabilità.
Mettiamoci all’opera!
PRIMO METODO PER RICONOSCERE SE UN CONTATTO E’ DIVENTATO INVISIBILE.
Il primo metodo è abbastanza semplice. Dovrete procurarvi circa 5kg di farina di tipo doppio zero. Vi consiglio di usare quella bianca per maggiori risultati, ma anche altre farine dovrebbero andare bene (io non ho mai provato). In commercio ne esistono di varie qualità ad ottimo prezzo.
Adesso cerchiamo un complice che ci faccia da spalla durante l’operazione.
Chiediamo ad un contatto in comune di trillare ripetutamente al suo indirizzo o scrivere quantomeno frasi tipo “rispondi presto! Abbiamo vinto!” che attireranno certamente l’attenzione del contatto invisibile. Quando inizierà la discussione teniamolo occupato instaurando un lungo dialogo su un tema senza soluzione (se non vi viene nulla in mente sfruttate questo: gli alieni esistono o sono solo un’invenzione cinematografica?) in modo da assicurarci che sia incollato alla sedia di fronte al suo bel client MSN.
Superato questo passo si dovrà raggiungere l’alloggio dell’amico che pensiamo possa essere invisibile. Dovremo essere rapidi e per questo sarebbe consigliabile se al momento dell’inizio della discussione fossimo già sotto casa del contatto.
Arrivati a casa evitate di suonare e cercate di entrare in qualche modo. Una soluzione molto comoda è quella di un SMS mandato alla madre o alla sorella del contatto invisibile, chiedendo il gentil permesso di entrare in casa.
Entrati in casa, molto silenziosamente, iniziate a spargere la farina un po’ ovunque, dal pavimento ai tavoli, ai divani, ai davanzali delle finestre (non dimenticateli!).
A questo punto dovete avvertire il vostro complice di interrompere la discussione senza destar sospetti (potreste far dire che si ritiene utile una ricerca sugli alieni in biblioteca…) e iniziate ad attendere.
Nonostante l’invisibilità, è assodato che un umano ha comunque dei bisogni fisiologici da espletare: mangiare, urinare, dormire… e prima o poi il vostro contatto invisibile dovrà alzarsi dal computer.
Scattate periodicamente fotografie dei luoghi invasi dalla farina e confrontate i risultati. Se doveste incontrare impronte di mani o piedi senza un uomo sopra avrete la conferma che il vostro contatto è invisibile!
Ah, ricordatevi ovviamente dove mettete i piedi voi o arriverete a conclusioni affrettate.
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SECONDO METODO PER RICONOSCERE SE UN CONTATTO E’ DIVENTATO INVISIBILE.
Il secondo metodo che vi descriverò richiede qualche conoscenza in più sul fenomeno dell’invisibilità.
Avete mai riflettuto come mai alcune porte sbattono anche senza molto vento? O perché vi si appannano gli occhiali senza che il vostro fiato vi finisca sopra? O perché alcune volte prendete la scossa aprendo lo sportello dell’auto?
Probabilmente avete sempre sottovalutato quei momenti. Per semplicità diciamo che i contatti invisibili tendono ad esser dispettosi. Due fili invisibili e una batteria caricano elettricamente l’auto, le porte sbattono perché tirate con forza e gli occhiali si appannano per un motivo quasi inquietante: in quel momento qualche contatto invisibile è di fronte a voi!
Considerato questo aspetto potremo imparare a sfruttare le occasioni in cui succede qualcosa per scoprire se un contatto è diventato invisibile!
Il metodo per la porta che vi descriverò adesso è antichissimo ma spesso è proprio la saggezza degli anziani a dare la soluzione ai nostri problemi.
Procuratevi un secchio da riempire con colla vilinica e piume. Mi raccomando scegliete piume di piccione nero in modo da distinguerle comodamente dal colore della colla (le piume della gallina non vanno bene). Dovreste riuscire a procurarvi tutto il materiale con meno di 10€.
Fatto questo posizionate il secchio pieno di colla e piume sopra una porta leggermente socchiusa e assicuratevi che sia abbastanza stabile.
Adesso posizionatevi di fronte la porta in modo da occupare la zona antistante il passaggio dal lato in cui la porta NON si può aprire. Mi raccomando questo passaggio è fondamentale e non dovrete assolutamente confondere la posizione.
In questo modo sarete sicuri che il contatto invisibile, per chiudere la porta, dovrà necessariamente posizionarsi dal lato in cui la porta può ruotare. Aspettate un po’ e… zac, beccate il vostro contatto invisibile con le mani nel sacco!
Allo stesso modo potrete inventar qualcosa per scovare un contatto invisibile che vi soffia sugli occhiali o quello che tenta di farvi prendere la scossa. Usate un po’ d’arguzia e vedrete che i vostri amici smetteranno di usare l’invisibilità!
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NOTA FINALE: il protocollo MSN permette anche di bloccare una persona, questo perché i tecnici Microsoft erano consapevoli della difficoltà di riconoscere un contatto invisibile e pensarono bene di costruire metodi di immobilizzazione (che sembrano funzionare perché i contatti non tornano più come “disponibili”).
Detto ciò, spirò.
Emanuele

Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini.
E quando permettiamo alla nostra luce di illuminare,
diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza libera gli altri.Nelson Mandela (politico sudafricano)
E’ la prima Domenica dell’anno. 365 giorni fa vi ricordavo che la “la magia siamo noi” e quest’anno mi piacerebbe che ognuno di noi sapesse fare un passo in più: condividere la propria magia! Rendere utile per le persone che abbiamo intorno ciò che abbiamo dentro.
E’ un augurio al servizio sincero e gratuito poiché, questi, è l’unico vero strumento capace di cambiare il mondo… in 365 giorni.
Emanuele
Dicono che il 2010 sarà l’anno dei Pesci… e se il 2009, che non era “il mio anno”, è andato così, come sarà questo che sta iniziando? :joy:
Credo poco negli oroscopi ma mi diverte leggerli, soprattutto quando dicono cose positive! 😛
Staremo a vedere quanto riscontro avrà nella realtà, intanto è un’ottima notizia! :joy:
Emanuele
Siamo nel duemiladieci da pochi istanti e io avrei da parlare per ore perché il 2009 non l’ho concluso. Avevo voglia di fare un resoconto per l’ultimo dell’anno ma gli impegni hanno letteralmente fatto volare questi giorni.
Il 2009 è stato un anno s-p-e-t-t-a-c-o-l-a-r-e. Sia perché nasceva da un 2008 altrettanto bello, sia perché credo di non aver vissuto assolutamente giorni che ti lasciano l’amaro in bocca. Le difficoltà ci son state, ma è ovvio… fan parte della vita tanto quanto il letto con un piumone, lo zucchero nel caffè e i guanti per la Vespa.
Il 2009 è stato spettacolare perché per ogni singolo mese saprei raccontarvi almeno un momento, un pensiero, un giorno felice. Proverò adesso a fare un breve riassunto ma la cosa più stupefacente è che se scorrerete l’archivio non troverete mai un giorno vissuto con pessimismo.

Gennaio aprì le danze con un capodanno spettacolare, con l’alba incontrata con i piedi immersi nell’acqua gelida del mare e il trenta in una materia arrivato proprio i primissimi giorni. Pochi giorni prima scrissi “la bacchetta magica è dentro di noi” e… sembrava dovesse essere proprio così!
Febbraio mi regalò la possibilità di rivedere i miei fratelli, trascorrendo una bellissima settimana a Milano e regalò alla famiglia il contratto dell’auto. Era il giorno di San Valentino e io, mio padre e mia madre uscimmo dalla concessionaria con una novità in più (e qualche soldo in meno…).
Di Marzo ricordo con affetto la prima settimana in cui pubblicai le foto del mio viaggio a Milano, il mio compleanno e quei due bellissimi libri ricevuti, il primo pesciolino nato nell’acquario e la pubblicazione del nuovo layout del blog.
Di Aprile va sicuramente menzionato il concerto degli Akkura e l’arrivo della PandaPanda: un’attesa lunga un mese che ogni giorno mi dava tanta fretta di vivere i giorni per raggiungere il prima possibile la data di consegna…
Di Maggio ricordo sicuramente una data che non andrà mai via dalla mia mente. Dieci Maggio 2009. Mio padre ebbe un infarto. Il momento di paura più grande di tutta la vita fin ora vissuta probabilmente. Cercai subito di aver Speranza però… ed è proprio questo che voglio ricordare di quel mese. La Speranza toccata con mano. I giorni frenetici vissuti senza sosta ma senza mai perdermi d’animo. Sapevo che era il momento di dare il massimo e per alcune settimane dedicai tutte le mie energie, esclusivamente, alla famiglia. Furono giorni intensi in cui le preghiere sembravano trasformarsi, notizia dopo notizia, in concretezza come non mai.
Giugno fu un mese strano. Sia perché mi ritrovai ancora a sopportare gli strascichi di Maggio, sia perché trasformai quella Speranza vissuta il mese prima in un impegno profondo per ogni cosa che facevo. Studiai tanto e sembrava quasi che la stanchezza del mese precedente fosse una briciola tant’era la mia carica. Proprio l’ultimo giorno del mese ricevetti una conferma. Ah, a Giugno vidi – in foto – quello spettacolo che è la casa di Milano.
Luglio fu concretezza. Due materie tolte quasi “miracolosamente“, con l’aiuto di due colleghi che in quel momento furono per me due autentici angeli custodi e mi piaceva tantissimo l’idea di averli riconosciuti. E’ una cosa che, spesso, nella vita si fa con difficoltà… io non vedevo le loro ali ma quasi. Una materia, poi, fu la conferma che se si crede intensamente in qualcosa i risultati prima o poi arrivano. Passai l’esame al primo tentativo, nonostante solitamente questo scoglio fosse più arduo per tantissima gente.
Agosto fu sole, mare, amici, sorrisi, gioia sfrenata. Prima con il campo scout e poi col viaggio in Croazia… e soprattutto per il modo con cui nacque: a Maggio decisi di non fare il biglietto per via dell’infarto di mio padre ma gli amici decisero di farlo ugualmente a sorpresa. Fu un gesto che sarà difficile dimenticare e che credo possa insegnare tanto…
Settembre fu un mese veloce. Sia perché quando torni dalle vacanze le prime settimane volano, sia perché tornai a studiare. Di Settembre ricordo il giorno in cui feci il biglietto per Milano… l’ennesimo viaggio, l’ennesima vacanza, l’ennesima possibilità di rivedere i fratelli. Ricordo che ogni giorno facevo il conto alla rovescia verso la data di partenza… proprio come un bambino impaziente.
Ottobre è Milano. La possibilità di vedere la casa nuova, l’occasione di riabbracciare i miei fratelli ma non solo. Di Ottobre ricordo questo bellissimo post, con un titolo fenomenale: “L’abitudine alla felicità”. Era qualcosa che nei mesi precedenti mi era entrata nelle vene, nel sangue, nell’aria contenuta dagli alveoli polmonari. Parlare di abitudine alla felicità è qualcosa di paurosamente sconvolgente: tutto è tramutato in gioia, come l’oro che Re Mida sapeva creare semplicemente toccando gli oggetti con le mani.
Novembre è una notizia. Una delle più belle che una persona nella vita possa attendere. I giorni prima erano tutti stati belli e intensi ed era anche arrivato un bel voto, ma quel giorno cambiarono tante cose a casa e tante sono dettate, tutt’ora, da quella sorpresa…
Dicembre è il mio CFA. L’ennesima conferma interiore di ciò che cerco di testimoniare (non solo agli scout). Un’esperienza indimenticabile, soprattutto una cena. Dicembre segna anche l’inizio della Materia e questo non è un dato da sottovalutare…
E’ incredibile come il duemilanove sia stato intenso, allegro e ricco. Come al solito, rivedendo ciò che ho vissuto mi vien da pensare che in questo periodo della mia vita stia ricevendo decisamente più di quanto riesca a dare e allo stesso tempo mi chiedo cosa dovrà essere il duemiladieci con un anno così alle spalle! Ho fatto una scorpacciata di entusiasmo che difficilmente si consumerà…

Di novità sembrano non mancarne e già ci sono mille progetti in cantiere che magari vi farò conoscere più avanti… uno su tutti però voglio annunciarlo. Da metà Gennaio sarò “solo a casa”. Quando sono tornato dal campo invernale ho scoperto che i miei avevano fatto i biglietti per Milano. Dopo un mio “ah bello! E quando tornate?” non ho ricevuto – ahimé – una data ma un laconico “i biglietti sono di sola andata!”.
Si preannunciano giorni scintillanti ed è con questa novità che vorrei chiudere questo post. Aggiungo solo due parole sul campo invernale: l’attività è andata benissimo e (quand’è giusto è giusto) credo che gran parte del merito sia della capacità dello staff che sta crescendo tanto. Abbiamo fatto esperienza in questi anni e lavorando sempre con lo stesso entusiasmo le cose man mano diventano sempre più belle e semplici.
Ecco, forse è proprio questa la frase con cui salutarvi e augurare anche a voi un buon 2010.
Siate entusiasti di ciò che vivete, non guardatene il colore ma l’opportunità di crescita!
Emanuele