Spero che in questo nuovo anno voi facciate errori. Perché se state facendo errori, allora state facendo cose nuove, provando cose nuove, imparando, vivendo, spingendo voi stessi, cambiando voi stessi, cambiando il mondo. State facendo cose che non avete mai fatto prima e, ancora più importante, state Facendo Qualcosa.

 

Questo è il mio augurio per voi e per tutti noi ed il mio augurio per me stesso. Fate Nuovi Errori. Fate gloriosi, stupefacenti errori. Fate errori che nessuno ha fatto prima. Non congelatevi, non fermatevi, non preoccupatevi che non sia “abbastanza buono” o che non sia perfetto, qualunque cosa sia: arte o amore o lavoro o famiglia o vita.

 

Qualunque cosa abbiate paura di farla, fatela. Fate i vostri errori, il prossimo anno e per sempre.
(Neil Gaiman)

[via kOoLiNuS]

 
Non potevo non condividere. Tanti tanti auguri.

Emanuele

Non incartate i vostri auguri.

Mia sorella ha iniziato una guerra contro l’uso distratto e ingiustificato della plastica.

Da alcuni anni, molto silenziosamente, nei nostri supermercati tutto è stato plastificato. In Inghilterra, dove vive da qualche anno, nei market vendono persino le banane sbucciate e confezionate o fette di mela in simpatici contenitori plastici. L’uomo ha dimenticato che la natura, specialmente per la frutta, aveva già previsto un “contenitore salva freschezza“.

Purtroppo la nostra cecità ha riversato in mare una quantità di rifiuti plastici galleggianti così grande che, nelle stime più ottimistiche, ha le dimensioni dell’intera Spagna.

Plastica al supermercato

Per queste ragioni, quest’anno ha chiesto alla famiglia una cosa semplice: evitare di avvolgere con carta e plastica i regali. E’ un regalo che facciamo al pianeta ed è un gesto che richiede pochissimo sforzo.

Tanti auguri di buone feste ecologiche a tutti.

Emanuele

Come le auto che si guidano da sole cambieranno le città

Operatore suona un po’ strano, quando si parla di automobili, ma è più preciso: non siamo forse ormai tutti degli operatori, per buona parte del tempo? Sono i computer a svolgere il lavoro, mentre gli esseri umani li convincono a farlo.
 
[…] Le auto finiranno per accomodarsi sullo sfondo delle nostre città. Diventeranno infrastrutture: saranno sempre importanti, ma passeranno inosservate, a meno che non si rompano. Le persone non si preoccuperanno più del modello delle automobili, non più di quanto potrebbero essere interessate alla marca di un ascensore o del materiale rotabile di una metropolitana.

The Atlantic – Vita in una città senza autisti

Che sia tra cinque o tra venticinque anni, le auto a guida autonoma saranno il mezzo che le persone in futuro useranno per spostarsi da un posto all’altro.

Personalmente non vedo l’ora e insieme alla città verrà rivoluzionata anche la periferia o la campagna: se la mia auto può accompagnare ogni mattina mia figlia a scuola in città, che necessità ho di cercar casa in centro dove è tutto cementificato?

Emanuele

Luci che arrivano, luci che van via.

Lights On, Lights Out

Siamo una popolazione in movimento – creature che continuano a cercare di migliorare, si avvicinano alle risorse, fuggono dal pericolo e si diffondono sulla superficie della terra.

Le nostre luci, quando viste nello spazio, nel corso del tempo, scintillano in un modo che non è diverso da quello che vediamo quando guardiamo gli spettacolari punti di luce nel cielo notturno stellato.

Lights in lights out“, un lavoro affascinante che mette al confronto la diffusione delle luci notturne negli ultimi 4 anni. «Dove viviamo? Dove vivevamo? Dove stiamo costruendo nuove città e dove scompaiono le esistenti?». Sono tutte domande visibili ad un’osservatore posto al di fuori della nostra atmosfera.

Emanuele

Da dove vieni?

Ciao figlia mia, tra qualche giorno nascerai e tra le tante cose, come la mia vita negli ultimi anni, sarai del nord.

Un giorno però arriverà il momento in cui verrà chiesto direttamente a te «da dove vieni?» e probabilmente la tua vita nordica ti avrà regalato un accento che io non avrò mai, un linguaggio pieno di parole che stento a capire, un atteggiamento che osservo divertito.

Non so cosa risponderai. Non so se distrattamente o razionalmente ti concentrerai su quanto scriveranno sulla tua carta d’identità. Non so neanche se avrai o meno voglia di raccontare. Non credo neanche di poter pretendere qualcosa di diverso da quel che vorrai dire.

C’è un punto però. Qualsiasi sia il tuo accento, qualsiasi siano le scuole e i compagni che frequenterai, qualsiasi cosa la maestra potrà mai raccontarti di questa amata Italia, certamente tu sarai anche figlia di una terra che ti insegnerò a conoscere.

Ricorda che dentro te esisterà sempre una parte di quel sole che io, inevitabilmente, mi impegnerò a far splendere sulla tua pelle.

Ci vediamo presto…

Emanuele

Aiutatemi voi.

E’ così la vita? Tutto un tratto accelera all’impazzata senza neanche darti tempo di abbassare la visiera? Me lo domando ma – al contempo – provo a chiederlo a voi e specialmente a chi è più avanti di me con l’età. O a chi, almeno questa risposta, ha la convinzione di saperla dare.

Qui i giorni volano. Ho, praticamente, smesso di scrivere sul blog. Poi ho iniziato a usare il cellulare per fare tutto. Perché? Perché è più rapido. Perché prendere il computer per fare certe cose era un lusso. Poi il tempo non bastava ugualmente, così ho iniziato ad usare i Promemoria. Prima una sola lista. Poi varie liste. Adesso ho anche la lista delle cose da fare nel weekend. Così torno a casa e combatto interiormente tra la voglia di riposarmi e la necessità di gestire cose che io stesso ho programmato per i weekend.

Forse sto sbagliando qualcosa. O forse dai 30 ai 40 anni si corre. Non so. Tra sei anni proverò a dire com’è andata. Per ora però mi manca un po’ il fiato interiormente.

Lamento da tempo la sensazione che il tempo non mi basti, che mi sfuggano le occasioni di fare tutte le cose che vorrei (ahah!). Manca circa un mese all’arrivo di una nuova inquilina in giro per casa e io so già che tanti amici rivedranno Sofia solo senza pancia: «in un mese non riusciremo a vederci».

Ma io davvero voglio presentarmi a mia figlia in queste condizioni?!

Emanuele