Nel mondo si costruiscono sempre più muri.

Quando fu abbattuto il muro di Berlino, nel 1989, esistevano solo 15 muri, oggi sono 70. I muri servono a mostrare alle popolazioni che il governo sta facendo qualcosa, ma all’atto pratico non servono a nulla se non a generare morti e nuovi metodi di migrazione.
«Fammi vedere un muro di 10 metri e ti farò vedere una scala di 11 metri» ripetono spesso gli agenti di sicurezza.

Un bel video della Thomson Reuters Foundation tradotto e adattato da Internazionale.

Emanuele

Il libro Apple è touch.

Libro "Designed by Apple in California"

Del nuovo libro della Apple non mi stupisce il prezzo (parte da 200$ [1]) né mi sorprende il bianco totale che han scelto per rilegarlo [2]. Piuttosto, è notevole constatare che finché vuoi produrre un documento che rimanga nel tempo, che diventi un’icona, che sia apprezzato da tutti i sensi umani, non c’è eBook, iPad e DRM che tenga. Devi stamparlo sulla carta, devi dargli fisicità, odore e colore. A dispetto di tutti i proclami digital, sugli iPad potrai leggere tutti i libri che vuoi, tranne questo.

Emanuele

[1] Esistono tanti libri d’arte, anche prettamente fotografici, in vendita in qualsiasi libreria con prezzi con due zeri. Non mi sembra nulla di scandaloso dato che non si presenta come catalogo vendita (il librone dell’Ikea per intenderci) ma vuol rappresentare un lavoro artistico ben definito e strutturato.

[2] Di che colore avrebbe dovuto farlo l’azienda che nell’ultimo decennio ha rilanciato il bianco al punto che – qualche anno fa – l’amministratore delegato di BMW dichiarò di aver iniziato a vendere auto bianche per via di Apple e che prima quel colore faceva numeri marginali?

Come cifrare il tuo blog su WordPress.

Da ieri questo blog viaggia totalmente in HTTPS. Per i non avvezzi a certe terminologie, si tratta della connessione sicura che utilizzate già con la vostra banca: i dati viaggiano su un canale cifrato che non può essere intercettato a salvaguardia della privacy e dell’autenticità della comunicazione.

HTTPS è particolarmente importante attraverso le reti insicure (come i punti di accesso WiFi pubblici), dato che chiunque sulla stessa rete locale può sniffare i pacchetti e scoprire informazioni sensibili e non protette da HTTPS. Oltre a ciò, molti vengono pagati per impegnarsi nel fare “iniezione di pacchetti” all’interno di reti wireless allo scopo di fornire un servizio per le pubblicità delle proprie pagine web, mentre altri lo fanno liberamente. Tuttavia, questa operazione può essere sfruttata malignamente in molti modi, come iniettare dei malware su pagine web e rubare informazioni private agli utenti.

Fonte: Wikipedia – HTTPS

Sul web sono disponibili ottime guide per attivare HTTPS, così per agevolarti ti segnalo tutto quel che servirà per cifrare la tua installazione WordPress.

GUIDE:

  • Install free SSL WordPress: completissima, in pochi passaggi seguendo questo articolo riuscirete a completare il 99% del lavoro. Tempo necessario per seguire la guida: 15 minuti.
  • Migrating your WordPress website from HTTP to HTTPS: conclusa la configurazione SSL, in caso di installazioni WordPress esistenti, è bene migrare tutti gli URL interni dal protocollo HTTP a quello HTTPS. In questo articolo troverai le query già pronte da eseguire sul database [fai un backup prima!!]. Tempo necessario per seguire questa guida: 10 minuti.

Infine, per condurre automaticamente gli utenti che arrivano sul tuo sito tramite URL HTTP verso la stessa pagina in HTTPS, sostituisci la regola di WordPress su .htaccess con questa qui (la segnalo, perché è diversa da quella indicata sulla seconda guida):

# BEGIN WordPress
<IfModule mod_rewrite.c>
RewriteEngine On
RewriteCond %{SERVER_PORT} !^443$
RewriteRule (.*) https://%{HTTP_HOST}%{REQUEST_URI} [R=301,L]
RewriteBase /
RewriteRule ^index\.php$ - [L]
RewriteCond %{REQUEST_FILENAME} !-f
RewriteCond %{REQUEST_FILENAME} !-d
RewriteRule . /index.php [L]
 </IfModule>

STRUMENTI:

  • ZeroSSL: è un’interfaccia web, a prova di bambino, utile per generare il certificato e la chiave da installare nel proprio hosting. La guida indicata sopra utilizza questo sito.
  • Let’s Encrypt: è il CA (Certificate Authority) che rilascia gratuitamente i certificati. La lista dei browser compatibili con i suoi certificati la trovi qui.
  • WP Encrypt: banalissimo plugin per WordPress che si occuperà del rinnovo del certificato in automatico alla scadenza.
  • Why no padlock e SSL Check: tool utili per verificare quali risorse sulle tue pagine siano rimaste in HTTP e pertanto il browser non mostra il lucchetto verde ma un lucchetto giallo aperto.

Concluso tutto il bel percorso, ricordati di aggiungere su Google Webmaster Tools il nuovo URL in HTTPS del tuo sito e goditi il tuo sito in versione sicura-come-una-banca.

Emanuele

EdgeRouter X

Recentemente ho mandato in pensione il router che usavo [1] in quanto faticava coi 30Mbit sulla porta WAN della mia connessione Eolo e, avendo ricablato casa con cavi eth6 e connettori schermati, stavo cercando esclusivamente prodotti Gigabit-class. Avevo iniziato a valutare il glorioso Fritz! quando, stuzzicato da un amico, son finito con l’acquistare un “EdgeRouter X” della Ubiquiti.

Ubiquiti - EdgeRouter X

Si tratta di un prodotto per soli nerd basato su Debian che funge esclusivamente da router (no modem, no access point [2]) dalle prestazioni micidiali, con firewall configurabile a zone o ad ACL, PoE in-out su due porte e che permette tutto quello che siete già abituati a fare in una shell. Non si tratta di un  prodotto accendi-inserisci-le-password-et-voilà ma di un dispositivo altamente configurabile con prestazioni superiori a qualsiasi router casalingo.

Lo uso da un mesetto e ne sono soddisfattissimo. Certamente è progettato per altri carichi ma sulla mia trenta megabit non fanno più paura il numero di connessioni e posso attivare il DPI sul router senza paura di rallentare il traffico. Consigliatissimo a casa di ogni nerd, si compra (anche) su Amazon a 65€.

Emanuele

[1] Trattasi di un Linksys WRT54GL preso un decennio fa con il progetto FON e convertito poi con DD-WRT che con Eolo 30/3 iniziava a dare segni di affaticamento.

[2] Al momento a fare da Access Point è rimasto un Netgear DGN2200v3 ma spero in Babbo Natale per poterlo sostituire con un Unifi

Apple is trolling us.

Ho atteso fine Ottobre praticamente tutto l’anno. Aspettavo un refresh dei MacBook Pro per sostituire il mio – ormai obsoleto – Macbook (bianco, policarbonato, annata 2007, amato tantissimo ma ovviamente a fine vita). Quasi un decennio di vita comporterà, certamente, uno speed bump notevole. Ciò non toglie, però, che mi sento preso in giro dalle ultime dichiarazioni Apple.

Apple Macbook Pro

Non voglio concentrarmi troppo sulla Touch Bar, che non avendo provato non posso giudicare [1] ma, devo certamente, sulla favoletta delle scelte coraggiose che ci hanno raccontato ad inizio mese: «abbiamo tolto il connettore degli auricolari dall’iPhone perché è una porta nata il secolo scorso, è obsoleta, ed è arrivato il momento di avere di meglio». Giusto. Verissimo. I periodi di transizione portano inevitabilmente fastidi: io prima vivevo in un monolocale, poi mi son sposato, abbiamo comprato una bella casa e adesso è stupendo. I mesi di ristrutturazione sono stati impegnativi. Quindi è comprensibile che cambiare possa richiedere fatica.

Però Apple questa volta ci sta trollando. Perché il MacBook Pro appena presentato non si adegua al “coraggio” di cui parlavano? Perché non han colto l’occasione per allineare le porte dei dispositivi? Perché sul nuovissimo Macbook l’obsoleta porta audio da 3.5mm è rimasta? Mi sembra di capire che nel futuro vedono la USB-C come unica interfaccia fisica e tutto il resto dovrà esser wireless. Perché allora non allineare iPhone e Macbook? Siamo arrivati all’assurdo per cui, se sono in treno e sto telefonando con gli auricolari, non posso ricollegarli al Macbook per continuare il film che avevo interrotto. iPhone con porta Lightning e Macbook Pro con USB-C. Doppio auricolare o ennesimo adattatore? Inoltre in dotazione all’iPhone vi è un cavo Lightining -> USB-A che obbligherà all’uso di un adattatore per il sync cablato con iTunes. Devo assolutamente credere che l’anno prossimo l’iPhone abbandonerà la porta Lightning in favore della USB-C o – davvero – certe dichiarazioni risultano offensive.

In tanti in questi giorni inneggiano al Surface Studio rilasciato da Microsoft. E’ vero che si tratta di un prodotto coraggioso – specie perché a rilasciarlo è proprio Microsoft – ma prima di parlar di successo aspetterei di vederlo in azione. Oltre ad essere un prodotto di nicchia (sia per prezzo che per l’utenza che effettivamente beneficierà di un dispositivo simile) per Microsoft, l’attenzione al dettaglio non è mai stato un cavallo di battaglia. Certamente ci si aspettava che Apple provasse a sorprendere il mondo, ancora, come quando presentò il primo iPod o il primo iPhone: prodotti che letteralmente distrussero il mercato attuale creandone uno nuovo. Non è avvenuto nel 2016.

Comprerò il nuovo MacBook? Quasi certamente si. Ho bisogno di un computer nuovo e cercando di salvaguardare un minimo del portafoglio, attenderò paziente il Black Friday con la speranza di qualche sconticino. [2] Perché lo comprerò? Perché macOS è superiore a Windows 10 per tanti e piccoli aspetti che solo chi usa un Mac può comprendere. Purtroppo per me quest’aspetto è predominante. Tutto questo però non giustifica Apple: comprerò il Macbook Pro solo perché l’idea di usare Windows 10 non mi esalta, non più perché reputo Apple un’azienda capace di innovare coraggiosamente.

Certamente Apple non può continuare su questa strada se vuol ricevere applausi. Il decennio passato è stato un periodo magico per lei, ma la gente, e proprio Microsoft lo sa bene, sa muoversi prestissimo verso chi – piuttosto che omologarsi – prova a pensare differente…

Emanuele

[1] ma ad occhio non mi sembra così rivoluzionaria da poter evocare il significato dell'”hello, again” utilizzato per anticipare l’evento a meno di non, voler, banalmente, sottolineare che erano un po’ di anni che non si facevano vivi…

[2] Non ho memoria degli ultimi anni e se Apple oltre a sconti sugli App Store proponga ancora sconti sull’hardware, ma nove anni fa, comprai il Macbook proprio in occasione di un “Apple Friday“.

I giapponesi si liberano degli oggetti inutili per ritrovare il senso delle cose.

Minimalismo giapponese

“Sono diventato un minimalista per consentire alle cose che mi piacciono davvero di emergere fino alla superficie della mia vita. […] In occidente completare uno spazio significa metterci qualcosa dentro”, commenta Naoki Numahata, 41 anni, scrittore freelance. “Tuttavia, con le cerimonie del tè o con lo zen, le cose sono lasciate incomplete di proposito, così sarà l’immaginazione delle persone a rendere quello spazio completo”.

Sembra – non lo sapevo ma mi sembra credibile – che tra i discepoli di questa filosofia si annoveri anche Steve Jobs. Liberarsi dal superfluo è un bel modo per riuscire ad accogliere quel che reputiamo importante e per rivalutare il significato del possesso.

Emanuele