Appunti su Lisbona.

Avrei voluto tornare prima su queste pagine. Gennaio però è stato un mese-frullatore e solo adesso, forse, ho trovato l’interruttore e l’occasione per riflettere con calma su quanto vissuto.

Durante le vacanze invernali, Lisbona è stata una bella parentesi. Abbiamo salutato il 2025 e dato il benvenuto al nuovo anno in otto giorni passati a rimpinguarci di Pasteis de Belem e bere Ginjinha, il caratteristico liquore portoghese a base di ciliegia. Sebbene non possa dire che Lisbona non mi sia piaciuta, ho ritrovato aspetti ed (in)efficenze tipiche di tante città di mare italiane. Se avete dei passeggini, ad esempio, non è la più comoda città da visitare per via dei suoi marciapiedi stretti e mal tenuti.

In ogni caso ho apprezzato il clima, la sua aria che profuma di mare, la luce e la particolare conformazione della città. I continui cambi di livello per passare da un colle all’altro possono esser impegnativi a fine giornata ma, in definitiva, Lisbona è piena di angoli da scoprire e da cui ammirare il resto della città che inizia a brillare non appena due raggi di sole fanno capolino.

Penso che la Pink Street, definita una delle più belle vie d’Europa, sia assolutamente sopravvalutata o – se in passato abbia avuto un particolare fascino – questi sia andato perso negli ultimi anni. Direi lo stesso del TimeOut Market, uno storico mercato di Lisbona che da alcuni anni è proprietà di una multinazionale della ristorazione. Non andate lì se siete alla ricerca del miglior cibo di Lisbona.

Mi è piaciuto invece l’Oceanário de Lisboa – l’acquario costruito una ventina d’anni fa e tutt’ora uno degli acquari più grandi d’Europa. Per le bambine è stato un pomeriggio molto affascinante e rilassante. Bello anche passeggiare prima del tramonto tra le mura del Castelo De São Jorge o andare a scoprire i suoi musei (mi è piaciuto sia il Lisboa Story Centre che il museo della navigazione accanto al Monastero dos Jerónimos). Entrambi i posti hanno incantato grandi e piccini.

Infine, tra le cose da ricordare i castelli di Sintra, molto affascinanti e ben tenuti anche se forse vittime incolpevoli di over-tourism. L’unica occasione mancata? Una serata ad ascoltare del Fado, ma sarà per la prossima volta…

Emanuele

1 commento » Scrivi un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.