Posseduto dal ritmo ragatanga.

Ieri è tornata la pioggia.

Non so perché ma m’immaginavo di peggio. Invece m’è piaciuta… e poi era tantissimo che non prendevo la macchina.

E’ stato bello guidare, è stato bello usare i tergicristalli, è stato bello tornare a cercare una stazione radio decente tra quelle misere quattro che riesce a trovare la mia radio a cassette di 10 anni fa… ed è stato bello ritrovarsi a cantare Aserejé nel traffico. 😀

Ok, l’ultima cosa non dovevo raccontarla, però… bella anche la pioggia dai! :joy:

Emanuele

Decisamente sempre più… SuperMan-u.

La mia idiozia in certi momenti degenera.

Sarà che dentro me c’è realmente un bambino che gioca col triciclo, ma ogni scusa è buona per immaginarmi dei poteri particolari. 😀

Mentre ascoltavo la discussione tra il professore e l’ingegnere fuori dalla porta, nonostante fosse un momento serio ed importante, mi sforzavo affinché mi spuntasse il super-udito, consentendomi di sentire benissimo ciò che stavano dicendo invece di fare fatica a leggere le labbra e quel brusio che arrivava.

Ieri pomeriggio tornando a casa, mi son guardato nello specchio dell’androne del mio palazzo e siccome avevo una maglietta blu, ho iniziato a dirmi… “Vola… vola, vola, vola…!”, come se potesse spuntarmi improvvisamente questo strano potere. 😐

Oggi invece, dopo pranzo, sono sceso dalle ragazze del piano di sotto perché la signora delle pulizie aveva fatto cadere una zanzariera nel loro balcone.

Suono il campanello ma non risponde nessuno… così, inizio a sforzare gli occhi, sfocando l’immagine, sperando di riuscire a vedere tutt’un tratto dentro l’appartamento per capire se ci fosse qualcuno.

Fortuna che rido da me e non mi convinco di poter volare o cose simili, però è stato bello ritornare a casa, senza la zanzariera, ma con un sorriso che solo io potevo capire. :joy:

Emanuele

Amare senza ammalarsi.

In questi giorni sto facendo spesso compagnia ad un amico in piena confusione sentimentale.

L’ho visto anche saltare da una persona all’altra, incapace di comprendere “per chi” battesse il suo cuore.

Confuso è dir poco.

Il problema maggiore però è che sta concentrando le sue attenzioni esclusivamente su questo aspetto della vita, come se il resto fosse meno importante, fonte di gioia in maniera inferiore.

E’ un bravissimo ragazzo, con miliardi di qualità. Giornalmente tento di ricordargliele e gli ricordo anche che anch’io sono single da mesi e mesi e non sono mica morto… 😎

Vorrei trasmettergli la mia positività ma non ho ancora trovato come estrarla fisicamente dal mio corpo. 🙂

L’amore è una brutta bestia se non si impara a controllarlo, a gestirlo… a conoscerlo e prenderlo per quel che è.

L’ho già detto decine di volte su questo blog. Cos’è amore se non il volere il bene di qualcuno?!

Perché necessariamente trasformare l’amore in possessività dimenticando la sua essenza che, secondo me, è la sua parte più bella?

Perché non tentare di capire che è più grande un amore che lascia liberi, di un amore che pretende?

Perché appiattirsi secondo i canoni di questa società in cui l’amore è fatto di grandi gesti ed è sempre più soffocante?

La gelosia. Quando anni fa iniziai la mia storia con Fabiana, lei si lamentava perché ero poco geloso. Vivevo però quel rapporto in maniera diversa. Era la piena fiducia a guidare tutto il resto.

La gelosia che si trasforma in possessività, fa male, uccide quel sentimento che magari, esiste realmente in maniera pura dentro di noi.

Amare non è dipendere da qualcuno. Colui che misura l’amore dell’innamorato in base alla sua dipendenza credo abbia capito ben poco dell’amore.

Amare è voler bene, con sincerità. Si può dunque amare senza star male.

Io stesso credo di amare dentro me. Non credo di esser diventato una pietra insensibile.

Di tutte queste cose con questo amico ne ho parlato più volte in questi giorni… cercando sempre le parole giuste per far passare il messaggio nella maniera meno dolorosa possibile. Sono convinto però che tutte le mie parole saranno inutili finché non si convincerà, da se, che le cose vanno così.

Sto cercando di esser d’esempio per lui, non so se basterà… intanto mi auguro che si ricordi che trova di più chi non cerca nulla. 🙂

Emanuele

PS: forse dovrei avere il coraggio di fargli conoscere le mie 10 regole… che sento così forti dentro me che – realmente – stan cambiando la mia vita in questo periodo.

Assistenza Lacie discreta e gentile.

Logo LacieCome vi avevo detto un mesetto fa, l’hard disk di rete quest’estate ha smesso di funzionare.

Avevo paura che fosse morto il disco ma alcuni indizi mi facevano ben sperare che fosse solo un problema di alimentazione (probabilmente il caldo lo aveva fuso…).

Purtroppo il connettore proprietario non mi ha permesso di verificare la mia supposizione utilizzando un altro alimentatore.

Fortunatamente l’hard disk era ancora in garanzia così, senza perder tempo, ho contattato l’assistenza Lacie (che avevo cercato in passato per altre perplessità come gestione quote utenti e cose simili) e si è dimostrata, ancora una volta, molto cortese anche se forse un pizzico lenta (per rispondere ad ogni aggiornamento del mio ticket passavano almeno 3-4 giorni), alla fine comunque si sono offerti di mandarmi, senza spese, un alimentatore per verificare se fosse questo il problema.

Fortunatamente (e con grande sollievo per non aver perso alcun dato), attaccato il nuovo alimentatore all’hard disk di rete, tutto è tornato a funzionare correttamente.

Adesso dovrò contattarli per ringraziarli e per spedir loro quello rotto.

Tutto è bene quel che finisce bene… con grande gioia del mio Macbook che può tornare a fare i suoi backup via wi-fi, con Time Machine, ogni volta che entro a casa (senza necessariamente dover attaccare un hard disk USB…). 🙂

Emanuele

La storia sfinita, finisce qui!

Oggi finalmente, sono andato a registrare una delle materie più agognate della mia carriera universitaria.

Sarebbe roba da denuncia secondo alcuni amici… sinceramente però ho così tanta voglia di finire ed andarmene via che poco mi importano i voti, gli atteggiamenti, i comportamenti, le disattenzioni e quant’altro.

Basta che vado avanti, mi dico, è tutto ok!

Non vi dico il nome della materia per evitare casini supplementari. Questo blog è fin troppo visibile ed io così poco invisibile che certe complicazioni preferisco evitarle sul nascere.

Fatto sta che a Luglio avevo consegnato un bel compito. Ero orgoglioso di me perché avevo dato il massimo, mi ero preparato bene creandomi anche degli appunti (che adesso mi stanno addirittura tornando utili) ben scritti.

Avevo anche aiutato – per come potevo – un collega ed avevo colto l’occasione per ripetere (sebbene non fosse previsto alcun orale) e memorizzare ancora meglio i concetti.

Prima di partire però (considerate che andai all’università per conoscere i risultati un’ora prima che partisse il treno per il campo estivo…), ho ricevuto una brutta sorpresa: il mio compito insieme a pochi altri non era stato corretto.

Malinteso con il professore (chiamiamolo così per esser gentili) che – educatamente – ci informava che avrebbe corretto i compiti a Settembre e che ci saremmo dovuti fare sentire per ricordarglielo

A Settembre così, partono le e-mail. Aspettiamo trepidanti alcuni giorni finché spuntano i risultati. Beh… il mio voto era insufficiente.

INSUFFICIENTE?!? Ma come?!? Ero shockato. Avevo risposto a tutte le domande, ero certo di aver fatto la parte di programmazione (Assembly) abbastanza bene… e non ero completamente passato?!

Non avendo nulla da perdere e non avendo paura di un orale o cose simili (ve l’ho detto che avevo studiato bene…) sono diventato una zecca al collo del professore in questi mesi.

O meglio… non di lui, ma dell’ingegnere che si occupa dei compiti di questo esame. Che poi… non corregge neanche lui, perché demanda lo sporco lavoro ad una dottoressa – forse dottoranda -.

Insomma, cerco quest’ingegnere, fisso un appuntamento (e nel mentre passano i giorni) per vedere il compito.

Finalmente vengo accolto ed effettivamente (sono onesto, ho studiato ma non ho mai preteso che il mio compito fosse perfetto) due errorini in assembly c’erano. Roba da aver scambiato LDBA con LDBR per intenderci (per chi conosce l’assembly).

Bene… dopo che parlo con la dottoressa-dottoranda, torno dall’ingegnere (del professore nemmeno l’ombra quel giorno…) per discutere la parte delle domande. Sul compito erano segnate come insufficienti, così – sorpreso – gli chiedo cosa ci fosse di sbagliato nelle mie risposte.

“Mah… guardi, se questa risposta la stesse leggendo qualcuno che non ne ha mai sentito parlare, non è molto chiara…”. E grazie al ca**o!! Stiamo facendo un esame di ingegneria o dovevo raccontare la storiella del perimetro col gomitolo di lana ad un bambino di 4 anni?! Ero disgustato dalla risposta, al ché, dopo un po’ di botta e risposta, mi informa “beh, presenterò nuovamente il compito al professore, se c’è stato un errore di valutazione da parte nostra le faremo sapere”.

Questa frase non la diceva lunga ma lunghissima.

Me ne vado amareggiato… ma non sconfortato. Lo sapete, in questo periodo vivo tutto positivamente e così mi dissi che anche questa cosa dovevo viverla allo stesso modo. Dio avrebbe provveduto.

Passano i giorni e non ricevo notizie, nonostante si fosse fatto lasciare il mio indirizzo e-mail. Ogni giorno la mia casella di posta bramava una risposta che non arrivava.

Arriva il primo appello di Settembre. Non ho ancora ricevuto risposta e così scrivo all’ingegnere – un po’ incavolato – perché mi aveva lasciato in asso. Mi risponde che con la correzione dei compiti di quell’appello sarebbe stato rivisto anche il mio compito

Sarebbe stata una notizia positiva se non fosse che, quando pubblicarono i risultati, il mio mancava ancora.

Riscrivo nuovamente – forse in maniera fin troppo educata – chiedendo informazioni circa il mio compito. Mi stava bene a quel punto anche l’insufficienza, basta che mi dessero una conferma definitiva. Avrei calato le corna e mi sarei ripresentato all’appello successivo (forse con qualche bomba a mano, ma questo non vi è dato saperlo… :-P).

Nell’attesa di una risposta passa anche il secondo ed ultimo appello di Settembre. Mi ero bruciato le due possibilità per mettermi il cuore in pace e “ritenta sarai più fortunato” (si perché di questo si trattava…! :-|).

Anche tra i risultati dell’ultimo appello mancava il mio risultato, differentemente da come mi era stato nuovamente promesso.

Argh, era diventata la storia infinita. Straziante.

Così prendo nuovamente appuntamento con l’ingegnere che mi invita a venire il giorno delle registrazioni per discutere col professore il mio compito.

In questo periodo ho grinta da vendere, tanto che Rambo vien sotto casa mia a spiare i miei segreti, così non mi do per vinto. Mi vesto sistemato, mi spillo un sorriso in faccia ed esco da casa.

In realtà quel pomeriggio avevo anche l’esercitazione di un’altra materia, così… stavo anche perdendo una cosa importante.

Aspetto una buona mezz’ora (visto che il professore con grande galanteria decide di prendersela comoda per registrare la materia) e poi si aprono le porte del dipartimento: “Ragazzi mi dispiace ma oggi ho un impegno e non posso effettuare le registrazioni, tornate la prossima settimana…”. Una quarantina di ragazzi che aspettavano insieme a me si guardano basiti (c’era gente che doveva registrare la materia DA GIUGNO) e vanno via.

Io non mi perdo d’animo. Fermo il sensore delle portine e dico all’ingegnere che dovevo parlare col professore per discutere il mio compito.

Decide di farmi entrare… e mi manda prima dalla dottoressa-dottoranda che aveva il mio compito. Passo dall’ingegnere che mi dice di andare con lui dal professore (sembrava una scena da spie russe durante una crisi internazionale).

Arrivo davanti al professore, nella sua bella stanza ed aspetto. Guarda il compito e poi fa: “Potrebbe uscire un attimo che devo parlare con l’ingegnere?!”.

L’ingegnere mi accompagna fuori dalla porta ma non la chiude, la accosta semplicemente. Sento dire al professore “ma cos’ha questo compito?”. Io sono sempre più amareggiato: in questi mesi non aveva mai visto il compito!

Dopo due minuti di discussioni mi fan rientrare ed iniziamo a contrattare. InsufficienteNo proffSi, è fatto maleNo professore, l’ho anche confrontato con i miei colleghi18No professore, ma che scherza?

Alla fine, dopo 5 minuti a spiegar le mie ragioni, sale a 20. Io ero stanco e col pensiero all’esercitazione. Accetto il voto e dentro me, in stile manga giapponese, un omino divenuto 1000 volte le dimensioni del professore gridava un vaffanculo enorme.

“Ho bisogno di andare avanti” gli dico. Ho bisogno di andare avanti mi dico.

Però non mi fa registrare… mi invita a tornare la settimana dopo, come tutti gli altri.

Oggi pomeriggio mi son preso quello schifo di voto. Ho bisogno di andarmene da questa università e da questi professoroni.

So come ho studiato quella materia e poco importa il voto. La mia felicità è cosa sacra.

Let’s go on…

Emanuele

E che noia gli aggiornamenti…

Apple ha rilasciato un aggiornamento per Airport che richiede il riavvio. Nuovamente non posso vedere fin quanto possa spingersi il mio fido Macbook senza riposarsi.

Uptime Macbook Emanuele

Posso felicemente constatare che il sistema, dopo quasi 12 giorni senza esser spento, risulta ancora reattivo in maniera impressionante (nessun decadimento delle prestazioni che sotto Windows notavo facilmente…) e, cosa ancor più bella, ho quasi raggiunto un anno da quando l’ho comprato e non sento minimamente l’esigenza di formattarlo.

La qualità si paga, di questo ne sono sempre più convinto. 🙂

Emanuele

PS: questo post è dedicato ad un ragazzo che tra qualche giorno riceverà un fiammante MacBook Pro e che attualmente sta sbavando su infiniti siti (nazionali, esteri ed extraterrestri) leggendo recensioni e commenti… 😉

“Hai il sorriso negli occhi”.

Stasera dopo l’università sono volato con la mia Vespa a prendermi un gelato con due amiche che non vedevo – letteralmente – da mesi.

L’avevo segnato nell’agenda e non potevo mancarlo!

Siamo stati a parlare per un bel po’ di tante e tante cose… ed è stato piacevole tanto quanto il mio gelato al gusto “Vienimi in sogno e Nocciola”. 🙂

Alla fine, mentre mi rimettevo il casco per tornare a casa… ho visto mia zia attraversare la strada.

Anche lei non vedevo da settimane e così mi son fermato un po’ a chiacchierare.

Una frase però, è rimasta nella mia testa. Lo sapete… Peter Pan volava con un po’ di polvere magica e dei pensieri felici e il mio pensiero felice di questa sera, per me, è la frase del titolo.

Nonostante questo periodo difficile, pieno di tantissimi nuovi impegni, pieno di infinite responsabilità (dalle quali non posso più esimermi) e di lunghissime giornate, Dio mi sta donando questo “sorriso” che io inizio a definire eterno.

Hai il sorriso negli occhi. Solitamente io associo questo stato a chi è innamorato, a chi vive quella passione tipica dell’inizio di una nuova storia d’amore. Avere il sorriso negli occhi è per me uno stato idilliaco.

Io non ho ancora questa fortuna però, a quanto pare, Dio mi ha ugualmente regalato quegli occhi.

Sono felice, mi ha riempito di gioia questa frase e penso che la porterò con me fin sotto le lenzuola questa sera.

Adesso scappo ad una riunione scout… e poi vedrò di cenare (purtroppo avevo così tanta voglia di scrivere qui che ho fatto saltare la cena… :-)).

Buona serata,

Emanuele