E che noia gli aggiornamenti…

Apple ha rilasciato un aggiornamento per Airport che richiede il riavvio. Nuovamente non posso vedere fin quanto possa spingersi il mio fido Macbook senza riposarsi.

Uptime Macbook Emanuele

Posso felicemente constatare che il sistema, dopo quasi 12 giorni senza esser spento, risulta ancora reattivo in maniera impressionante (nessun decadimento delle prestazioni che sotto Windows notavo facilmente…) e, cosa ancor più bella, ho quasi raggiunto un anno da quando l’ho comprato e non sento minimamente l’esigenza di formattarlo.

La qualità si paga, di questo ne sono sempre più convinto. 🙂

Emanuele

PS: questo post è dedicato ad un ragazzo che tra qualche giorno riceverà un fiammante MacBook Pro e che attualmente sta sbavando su infiniti siti (nazionali, esteri ed extraterrestri) leggendo recensioni e commenti… 😉

“Hai il sorriso negli occhi”.

Stasera dopo l’università sono volato con la mia Vespa a prendermi un gelato con due amiche che non vedevo – letteralmente – da mesi.

L’avevo segnato nell’agenda e non potevo mancarlo!

Siamo stati a parlare per un bel po’ di tante e tante cose… ed è stato piacevole tanto quanto il mio gelato al gusto “Vienimi in sogno e Nocciola”. 🙂

Alla fine, mentre mi rimettevo il casco per tornare a casa… ho visto mia zia attraversare la strada.

Anche lei non vedevo da settimane e così mi son fermato un po’ a chiacchierare.

Una frase però, è rimasta nella mia testa. Lo sapete… Peter Pan volava con un po’ di polvere magica e dei pensieri felici e il mio pensiero felice di questa sera, per me, è la frase del titolo.

Nonostante questo periodo difficile, pieno di tantissimi nuovi impegni, pieno di infinite responsabilità (dalle quali non posso più esimermi) e di lunghissime giornate, Dio mi sta donando questo “sorriso” che io inizio a definire eterno.

Hai il sorriso negli occhi. Solitamente io associo questo stato a chi è innamorato, a chi vive quella passione tipica dell’inizio di una nuova storia d’amore. Avere il sorriso negli occhi è per me uno stato idilliaco.

Io non ho ancora questa fortuna però, a quanto pare, Dio mi ha ugualmente regalato quegli occhi.

Sono felice, mi ha riempito di gioia questa frase e penso che la porterò con me fin sotto le lenzuola questa sera.

Adesso scappo ad una riunione scout… e poi vedrò di cenare (purtroppo avevo così tanta voglia di scrivere qui che ho fatto saltare la cena… :-)).

Buona serata,

Emanuele

Ehi, dico a te… guarda che non mi fai paura!

Sono un po’ stanco.

Oggi è stata una giornata lunghissima, iniziata con una doccia la mattina e finita poco fa con un’altra bella doccia dopo la palestra.

Quando mi faccio due docce al giorno, mi rendo conto di quanto sia ricco e fortunato. C’è gente che nel mondo fa chilometri per un semplice bicchiere d’acqua…

Stasera in palestra ero solo. Da bravo bambino però, cercavo di mantenere sempre alto l’umore. Mentre mi allenavo mi guardavo allo specchio e facevo le smorfie. :joy:

Ogni metodo è buono se riesce a strapparvi un sorriso. Non abbiate paura di giocare con voi stessi…

Ho un sesto senso per certe cose… ed ho l’impressione di dovermi preparare a qualcosa di nuovo.

E così stasera, guardando il cielo mentre la Vespa mi riaccompagnava a casa, pensavo proprio alla frase del titolo.

Non ho paura, non voglio averne. Tutto è frutto di una precisa ragione, non la conosco o non la comprendo… e mi sta bene. Perché pretendere che tutto sia chiaro nella vita?

Sono sicuro che anche le risposte arriveranno, prima o poi. Volere tutto e subito è da sciocchi, e io non credo di esserlo. 🙂

Mi sto preparando.

Emanuele

Chissà e non perché.

In questo periodo mi sto accorgendo di alcuni miei cambiamenti interiori.

Come sapete mi piace tanto osservarmi dall’esterno e cercare di capire ciò che traspare di me.

Ho notato che mi chiedo molto meno il perché di tante cose… ed è un bel passo avanti.

Questa parola, “perché”, è cresciuta con me. Ricordo che ai tempi della scuola, la scrivevo un po’ dovunque quando avevo una matita in mano ed ero in uno di quei momenti in cui non riesci a star fermo…

Scrivevo “Perché?!?”, con quei punti interrogativi che abbracciavano quello esclamativo. Era finita su decine di pagine del mio diario, sul mio banco, sui fogli in cui scarabocchiavo…

C’era un mondo dietro quella parola. A quell’età avevo tantissimi perché nella mia testa. Spesso e volentieri riguardavano la mia famiglia…

Ricordo che quando ero triste, mi addormentavo addirittura ripetendola tra me e me…

Beh, in questo periodo di serenità, quella parola è stata sostituita – in maniera decisamente meno ossessiva – da dei “chissà” sparsi qua e là.

Sto imparando ad affidarmi a Dio in maniera più seria e profonda e di questo sono veramente felice ed orgoglioso.

Mesi fa dicevo che sembrava che nulla potesse più scalfirmi, e credo che tutto il segreto sia confinato li.

La Domenica, nella Chiesa del mio gruppo scout, durante la messa dedicata ai bambini del catechismo, fanno spesso una canzone che recita così…

L’allegria è nel cuore di colui che conosce Gesù, la vera pace l’ha soltanto chi ha conosciuto Gesù… è un sentimento così prezioso, che viene dal Signor…

La canzone poi continua, però queste due frasi mi son rimaste impresse. I bambini la cantano con innocenza, senza grande consapevolezza di ciò che dicono.

Io però sono sempre più convinto che sia così. 🙂

Emanuele

E non presi più l’ascensore.

Sapete che ho tante piccole manie ed anche per questo Amelie torna sempre nei miei pensieri… 🙂

Una riguarda i libretti d’istruzione, un’altra la precisione degli orologi, un’altra la scelta di dirmi ogni sera in maniera convinta le preghiere

Beh, non vi ho mai raccontato questa mia decisione.

Andavo credo al secondo superiore… e mi resi conto che potevo contribuire in qualche modo al risparmio energetico del mio pianeta.

Non potevo vivere con le candele o decidere di vivere in eremitaggio (che poi, avete sentito quanto metano producono le mucche da latte?! :-P), così… presi una scelta e mi imposi delle regole.

La scelta fu quella di non prendere più l’ascensore di casa mia, ogni volta che mi era possibile.

Le uniche eccezioni erano:

  • Avere dei sacchi pesanti da portare.
  • Essere con i miei genitori o esser stato invitato da qualcuno a salire in ascensore (ma quando posso in effetti mi defilo ugualmente…).
  • Avere qualche problema fisico: slogatura, qualcosa di rotto, etc… (fortunatamente non ricordo problemi di questo tipo…).

Per il resto, non avevo scuse.

E così prendo sempre le scale sia per salire che per scendere. Sia quando torno dalla palestra che quando torno dall’università dopo una giornata di studio con libri e portatile. Sia quando torno sudato con la bicicletta che quando torno la sera dopo un’uscita con gli amici. Idem la mattina, quando mezzo addormentato mi organizzo per volare a studiare…

Tra l’altro salire le scale fa consumare calorie. In tre piani si bruciano 15kcalorie, l’equivalente di 100 grammi di pomodori o di un cucchiaino di zucchero (così non dovrete rinunciare più a quello nel caffè…).

Fortunatamente non è il mio caso, non ho bisogno di diete (anzi, tutt’altro…), però anche questa è una piccola e sana abitudine che presi tanti anni fa e che è diventata parte di me tanto da non farci più caso.

Infine, è diventato uno strumento per misurare il mio umore: ogni volta che sono felice, faccio le rampe di corsa, precisamente come quando avevo 12 anni e tornavo a casa per bere l’acqua dopo una partita al pallone… 🙂

Tre o quattro gradini per volta… e l’ascensore può solo tentare di raggiungermi

Emanuele

Darsi tempo.

La filosofia del “è strano, non brutto!” funziona.

Se vi racconto queste cose è perché mi piacerebbe che sempre più gente imparasse a crederci. 🙂

Se siete credenti, tutto si trasformerà nell’avere fede in Dio. Se siete non-credenti (che poi secondo me, in qualcosa si crede sempre…), provate semplicemente ad affrontare le cose che non capite con questa filosofia. Io ci sto riuscendo… e sebbene scherzi sempre dicendo di essere SuperMan-u, non sono niente di speciale. Sono solamente una persona che tenta con coraggio di vivere seguendo ciò in cui crede…

Ho passato un weekend bellissimo. Ho visto la gioia di tantissimi ragazzi che crescono impressa nei loro visi ed ho rivisto in loro l’entusiasmo di quando ero piccolo io. Ogni tanto mi fermavo ad osservarli senza necessariamente stare a ridere e scherzare in continuazione come adoro fare.

I bambini hanno un fuoco incredibile dentro. E’ quello il fuoco al quale io miro in questo periodo.

Ieri era un giorno strano, c’erano un paio di cose che dentro me non capivo, forse non accettavo. Ho deciso di darmi tempo, di non rabbuiarmi inutilmente e stupidamente.

Ho continuato a vivere col sorriso. Mentre correvo in macchina a sbrigare delle cose, sotto quattro gocce d’acqua pensavo: “ecco, vedi? Ti stai confondendo ed hai anche fatto piovere…”. Si, lo so, è da pazzi pensare che il tempo dipenda da noi… però, avete presente quando nei cartoni animati i supereroi si caricano e concentrano tutte le energie per farle esplodere dopo breve? Ecco… mi stavo rabbuiando ma contemporaneamente pensavo “dai Manu, concentra tutte le energie, esplodi, e fai spuntare nuovamente il sole…”.

In realtà oggi il sole è spuntato di nuovo, così questa mia strana teoria pazza durerà ancora un po’ di tempo. 😎

E’ bello scherzare con se stessi, immaginarsi capaci di tutto ed impegnarsi in qualche modo per esserlo quanto più possibile. 🙂

Stavo confondendo i miei obiettivi principali con quelli secondari in questi giorni. Ecco che stava succedendo.

Dio mi sta regalando un periodo bellissimo, non sarò così stupido da rovinarlo dimenticando il bel dono che mi sta facendo.

Ho grandi progetti nella mia mente, e ne sono così geloso al momento, che non li ho ancora condivisi neanche con i miei migliori amici…

Non è scaramanzia, è che, probabilmente, i sogni più grandi, quelli che si tengono in fondo al cuore, difficilmente si fanno salire a galla. Sono come la linfa vitale che tiene accesa la nostra anima.

Ci spingono a… vivere. Se li raccontassi, venderei un po’ della mia linfa.

Da domani si riprende con la solita routine. Neanche oggi, purtroppo, ho potuto riposare, il che, dopo aver dormito meno di 6 ore questa notte è abbastanza grave. Nel pomeriggio ho accompagnato mia madre per quella vendita e poi ho passato una buona mezz’oretta per riparare l’ascensore della scala (ormai mio padre chiama me invece di telefonare all’ascensorista…).

Bisogna saper fare tutto nella vita mi dico sempre, e così prendo queste cose come occasioni per imparare.

Uno dei motti del centenario scout era “Si impara da piccoli a diventare grandi”, e io non credo di essere ancora abbastanza grande.

Ho tanto da imparare, ho tanto da scoprire.

Continuerò a darmi tempo. A non pretendere risposte. A vivere tentando di essere uno di loro… 🙂

Emanuele