La storia sfinita, finisce qui!

Oggi finalmente, sono andato a registrare una delle materie più agognate della mia carriera universitaria.

Sarebbe roba da denuncia secondo alcuni amici… sinceramente però ho così tanta voglia di finire ed andarmene via che poco mi importano i voti, gli atteggiamenti, i comportamenti, le disattenzioni e quant’altro.

Basta che vado avanti, mi dico, è tutto ok!

Non vi dico il nome della materia per evitare casini supplementari. Questo blog è fin troppo visibile ed io così poco invisibile che certe complicazioni preferisco evitarle sul nascere.

Fatto sta che a Luglio avevo consegnato un bel compito. Ero orgoglioso di me perché avevo dato il massimo, mi ero preparato bene creandomi anche degli appunti (che adesso mi stanno addirittura tornando utili) ben scritti.

Avevo anche aiutato – per come potevo – un collega ed avevo colto l’occasione per ripetere (sebbene non fosse previsto alcun orale) e memorizzare ancora meglio i concetti.

Prima di partire però (considerate che andai all’università per conoscere i risultati un’ora prima che partisse il treno per il campo estivo…), ho ricevuto una brutta sorpresa: il mio compito insieme a pochi altri non era stato corretto.

Malinteso con il professore (chiamiamolo così per esser gentili) che – educatamente – ci informava che avrebbe corretto i compiti a Settembre e che ci saremmo dovuti fare sentire per ricordarglielo

A Settembre così, partono le e-mail. Aspettiamo trepidanti alcuni giorni finché spuntano i risultati. Beh… il mio voto era insufficiente.

INSUFFICIENTE?!? Ma come?!? Ero shockato. Avevo risposto a tutte le domande, ero certo di aver fatto la parte di programmazione (Assembly) abbastanza bene… e non ero completamente passato?!

Non avendo nulla da perdere e non avendo paura di un orale o cose simili (ve l’ho detto che avevo studiato bene…) sono diventato una zecca al collo del professore in questi mesi.

O meglio… non di lui, ma dell’ingegnere che si occupa dei compiti di questo esame. Che poi… non corregge neanche lui, perché demanda lo sporco lavoro ad una dottoressa – forse dottoranda -.

Insomma, cerco quest’ingegnere, fisso un appuntamento (e nel mentre passano i giorni) per vedere il compito.

Finalmente vengo accolto ed effettivamente (sono onesto, ho studiato ma non ho mai preteso che il mio compito fosse perfetto) due errorini in assembly c’erano. Roba da aver scambiato LDBA con LDBR per intenderci (per chi conosce l’assembly).

Bene… dopo che parlo con la dottoressa-dottoranda, torno dall’ingegnere (del professore nemmeno l’ombra quel giorno…) per discutere la parte delle domande. Sul compito erano segnate come insufficienti, così – sorpreso – gli chiedo cosa ci fosse di sbagliato nelle mie risposte.

“Mah… guardi, se questa risposta la stesse leggendo qualcuno che non ne ha mai sentito parlare, non è molto chiara…”. E grazie al ca**o!! Stiamo facendo un esame di ingegneria o dovevo raccontare la storiella del perimetro col gomitolo di lana ad un bambino di 4 anni?! Ero disgustato dalla risposta, al ché, dopo un po’ di botta e risposta, mi informa “beh, presenterò nuovamente il compito al professore, se c’è stato un errore di valutazione da parte nostra le faremo sapere”.

Questa frase non la diceva lunga ma lunghissima.

Me ne vado amareggiato… ma non sconfortato. Lo sapete, in questo periodo vivo tutto positivamente e così mi dissi che anche questa cosa dovevo viverla allo stesso modo. Dio avrebbe provveduto.

Passano i giorni e non ricevo notizie, nonostante si fosse fatto lasciare il mio indirizzo e-mail. Ogni giorno la mia casella di posta bramava una risposta che non arrivava.

Arriva il primo appello di Settembre. Non ho ancora ricevuto risposta e così scrivo all’ingegnere – un po’ incavolato – perché mi aveva lasciato in asso. Mi risponde che con la correzione dei compiti di quell’appello sarebbe stato rivisto anche il mio compito

Sarebbe stata una notizia positiva se non fosse che, quando pubblicarono i risultati, il mio mancava ancora.

Riscrivo nuovamente – forse in maniera fin troppo educata – chiedendo informazioni circa il mio compito. Mi stava bene a quel punto anche l’insufficienza, basta che mi dessero una conferma definitiva. Avrei calato le corna e mi sarei ripresentato all’appello successivo (forse con qualche bomba a mano, ma questo non vi è dato saperlo… :-P).

Nell’attesa di una risposta passa anche il secondo ed ultimo appello di Settembre. Mi ero bruciato le due possibilità per mettermi il cuore in pace e “ritenta sarai più fortunato” (si perché di questo si trattava…! :-|).

Anche tra i risultati dell’ultimo appello mancava il mio risultato, differentemente da come mi era stato nuovamente promesso.

Argh, era diventata la storia infinita. Straziante.

Così prendo nuovamente appuntamento con l’ingegnere che mi invita a venire il giorno delle registrazioni per discutere col professore il mio compito.

In questo periodo ho grinta da vendere, tanto che Rambo vien sotto casa mia a spiare i miei segreti, così non mi do per vinto. Mi vesto sistemato, mi spillo un sorriso in faccia ed esco da casa.

In realtà quel pomeriggio avevo anche l’esercitazione di un’altra materia, così… stavo anche perdendo una cosa importante.

Aspetto una buona mezz’ora (visto che il professore con grande galanteria decide di prendersela comoda per registrare la materia) e poi si aprono le porte del dipartimento: “Ragazzi mi dispiace ma oggi ho un impegno e non posso effettuare le registrazioni, tornate la prossima settimana…”. Una quarantina di ragazzi che aspettavano insieme a me si guardano basiti (c’era gente che doveva registrare la materia DA GIUGNO) e vanno via.

Io non mi perdo d’animo. Fermo il sensore delle portine e dico all’ingegnere che dovevo parlare col professore per discutere il mio compito.

Decide di farmi entrare… e mi manda prima dalla dottoressa-dottoranda che aveva il mio compito. Passo dall’ingegnere che mi dice di andare con lui dal professore (sembrava una scena da spie russe durante una crisi internazionale).

Arrivo davanti al professore, nella sua bella stanza ed aspetto. Guarda il compito e poi fa: “Potrebbe uscire un attimo che devo parlare con l’ingegnere?!”.

L’ingegnere mi accompagna fuori dalla porta ma non la chiude, la accosta semplicemente. Sento dire al professore “ma cos’ha questo compito?”. Io sono sempre più amareggiato: in questi mesi non aveva mai visto il compito!

Dopo due minuti di discussioni mi fan rientrare ed iniziamo a contrattare. InsufficienteNo proffSi, è fatto maleNo professore, l’ho anche confrontato con i miei colleghi18No professore, ma che scherza?

Alla fine, dopo 5 minuti a spiegar le mie ragioni, sale a 20. Io ero stanco e col pensiero all’esercitazione. Accetto il voto e dentro me, in stile manga giapponese, un omino divenuto 1000 volte le dimensioni del professore gridava un vaffanculo enorme.

“Ho bisogno di andare avanti” gli dico. Ho bisogno di andare avanti mi dico.

Però non mi fa registrare… mi invita a tornare la settimana dopo, come tutti gli altri.

Oggi pomeriggio mi son preso quello schifo di voto. Ho bisogno di andarmene da questa università e da questi professoroni.

So come ho studiato quella materia e poco importa il voto. La mia felicità è cosa sacra.

Let’s go on…

Emanuele

13 commenti » Scrivi un commento

  1. Azz, questa storia mi ha colpito veramente Manu.
    Cioè so bene – e infatti lo comunico anche a te – che purtroppo la vita va anche in questo modo, ma essendo sicuro che tu abbia fatto un bel compito, tutto questo andirivieni di situazioni negative per poi beccarti un misero voto, mi sembra eccessivo.
    Voglio essere obbiettivo. Io non posso giudicare nessuno anche perchè del tuo compito non ci capirei una cippa.
    Però immaginando un po’ la situazione, questa storia mi è sembrata fin troppo brusca per quello che doveva invece essere. Mi ripeto, io non sono un professore della tua università e quindi non posso sapere quanto meritava il tuo compito. Mi sto basando su quella fiducia che ti ho un po’ sempre dato. Ed è per questo che comprendo questa situazione e posso capire l’enorme sconforto subito. Comunque occhio al fatto di cambiare l’università, perchè come si dice dalle mie parti tutto il mondo è paese e funziona un po’ così anche con le altre istituzioni ecc.
    L’università va cambiata se non ti trovi bene con chi la frequenta, o se ritieni che il metodo di studio non fa per te, o se hai avuto grossi problemi con i prof. ma per altro, ti consiglierei di ponderare bene.
    E’ un po’ come cambiare gestore ADSL 😀 , in realtà fan tutti cagare.
    Beh, che dirti. Un sincero un bocca al lupo, sperando che il lupo crepi.
    P.S. So che a volte in certi commenti io ti possa risultare odioso, o un po’ negativo nei tuoi confronti. Ma in realtà io tifo per te.
    Bye

  2. Ma quando dico che voglio andar via da questa università, non intendo cambiare. Intendo che voglio finire e laurearmi al più presto. Dopo di che saluti e baci a tutti, belli e brutti indifferentemente.
    Comunque penso di esser maturato un bel po’ da questo punto vista… del voto me n’è fregato davvero pochissimo. So che quel compito valeva di più e che se solo l’avessero corretto normalmente avrei preso un voto più alto. Ovviamente dopo che ti dicono che non sei passato non possono raggiungere *certi voti*, ci perderebbero la faccia.
    Pazienza… si va avanti, non credo che la mia vita sarà tanto diversa per via di questo voto. 🙂
    Ciao,
    Emanuele

  3. VEDO CON AMAREZZA CHE LE COSE NON CAMBIANO ALL’UNIVERSITA’,CHE SIA AL NORD O AL SUD LA MALEDUCAZIONE, LA MANCANZA DI RISPETTO, L’ITER CHE ALCUNI ESAMI PRENDONO, MA SOLAMENTE PER IL COMPORTAMENTO DI ALCUNI PROFESSORI E’ DA DENUNCIA.NESSUNO LO FA PER NON ARENARSI,PER NON BLOCCARSI(NON VOGLIO INCOLPARTI).PERO LA RABBIA RIMANE DENTRO.QUESTE PERSONE(E’ UN EUFEMISMO)NON PRENDONO IL LORO LAVORO PER LAVORO E FANNO QUELLO CHE VOGLIONO CONVINTI DI POTERLO FARE.

  4. Secondo me non è tanto il voto del compito, che fosse davvero insufficiente o da 30 e lode non cambia molto il fatto che il comportamento del professore sia davvero inqualificabile: se ci fosse una vera meritocrazia quello non farebbe molta strada! La prossima volta che ti mandano il bollettino per le tasse universitarie prova a dire “rimandatemelo a settembre” 🙂

    (che poi, con tutta questa tecnologia di oggi: mandare una mail, scrivere un avviso in bacheca, pubblicare un annuncio sul sito di facoltà…troppo difficile eh? Sembra sempre che questi impegni cadano da non si sa dove 5 minuti prima del loro impegno universitario con gli studenti)

  5. Kos, vedi perché l’altra volta dicevo di non pretendere nulla di più di ciò che mi spetta?!
    Pretendevo solamente la mia valutazione. Bella o brutta che fosse… ma penso fosse il minimo che ci si aspetta dopo un esame.
    Hai ragione quando dici che la gente non si ribella a questo modo di vedere le cose… e sinceramente avrei tanta voglia di gridare a tutti ste schifezze. La mia carriera universitaria però è stata già abbastanza movimentata… non posso permettermi di diventare “il paladino della giustizia” anche qui questa volta. Non è mio stile ma… farò finta di non vedere e passerò oltre.
    Kobayashi… e-mail? E’ un professore di ingegneria informatica e tristemente non risponde alle e-mail (neanche se gli chiedi il programma della materia). Eppure poi… il mio compito insieme ad altri non è stato corretto perché pretendeva una email entro 24 ore dopo la consegna del compito in cui si affermava la volontà di ricevere la valutazione del compito. Il giorno dell’esame io ho chiesto ad un assistente (una quarta figura…) in quanto il professore quel giorno non aveva parlato di questa *procedura*. Avevo espresso esplicitamente la mia scelta nel ricevere una valutazione e che non mi stavo ritirando. Purtroppo l’assistente non ha capito un cavolo o non sapeva neanche che ci faceva li (molto più probabile) così le mie parole, insieme a quelle di altri ragazzi, sono rimaste nell’aria di quell’aula.
    E nel post non ho neanche discusso l’assurda procedura che il professore, per evitarsi lavoro ha messo in atto: email entro 24 ore attraverso l’indirizzo email assegnato dall’ateneo, tramite il portale studenti.
    Insomma, non esiste più la possibilità di dire “CONSEGNO”. Devi fare tutto sto giro stupido, così lui qualche compito di qualche indeciso se lo risparmia sempre.
    E’ triste questo: è pagato per seguirci. E’ pagato per correggere i compiti d’esame eppure… ha trovato mezzi e mezzucci per risparmiarsi quanto più possibile il lavoro.
    Altro che riforma Gelmini qui… 😐
    Ciao,
    Emanuele

  6. se tutti i professori lavorassero timbrando un cartellino,con una busta paga a fine mese delle ore effettive,senza il privilegio dell’anno sabbatico e altri privilegi, vedresti che tanti BARONI DELL’UNIVERSITA, gli intoccabili statali, non si comporterebbero da persone incivili e soprattutto non potrebbero fare ed essere coperti da ricercatori e dottoresse varie.il sistema scolastico inglese e americano funzionerebbe molto meglio

  7. Ma che metodo è? 😡
    Dovrebbe essere il contrario: chi si ritira lo esplicita (a voce, scrivendolo sul foglio del compito, via email, non so..) e tutti gli altri di conseguenza sono automaticamente compiti validi da correggere.
    Io la farei presente questa cosa, magari in segreteria o in direzione, altrimenti non cambia mai niente: non dico che devi fare il paladino, basta una semplice segnalazione (magari cumulativa, mettendo insieme tutti quelli che hanno subìto un disagio per questo strano trattamento)

  8. Mamma mia che storia! Mi pare la classica cosa fatta al’italiana… mi dispiace che l’università ti abbia così amareggiato… ma devo dire che sei stato fin troppo tenace e caparbio e hai fatto sentire le tue ragioni! Certo, il voto finale poteva essere più generoso, ma almeno non gliela hai data vinta.
    Ciao,
    Antonio

  9. Troppi ne ho incontrati di questi tipi di “materie” in uni non per nulla dopo 3 anni mi sono rotta le p… e me ne sono andata

  10. Pingback: Decisamente sempre più… SuperMan-u. - …time is what you make of it…

  11. Si Antonio… non mi son dato per vinto. Però sono sicuro che altri ragazzi nella mia situazione avranno rinunciato fin da subito. E’ un bel metodo quello del professore… tanto “i pazzi come me” si conteranno sulle dita di una mano e lui si risparmia il tempo di correggere tanti compiti… 🙂
    Barbara, io invece voglio quel pezzo di carta. So che è solo quello (tristemente), ma so che in questa società serve per avere meno problemi. E così… corna calate e andiamo avanti!
    Ciao,
    Emanuele

  12. Povera Italia! O forse sarebbe meglio dire italia (con la i minuscola),. E’ un paese finito: senza soldi e senza meritocrazia.

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