Le han fatto l’occhio nero.

Sono un po’ agitato, ma ridiamoci sopra. 🙂

Avevo dimenticato un quaderno a casa… decido di andarlo a prendere: faccio retromarcia, esco dal posteggio.

Percorro… mmm… 15 metri e poi SBANG!

Fiat 500 incidentata

Un idiota figlio di papà, arriva lanciatissimo in retromarcia in una strada a senso unico col suo Mercedes Classe C e mi finisce di sopra.

Aveva visto un parcheggio, il furbo.

Io dentro avevo voglia, letteralmente, di posargli due boffe, mi son controllato e gli ho chiesto solamente tutti i dati…

Il figlio di papà è ripartito. Io ho la 500 ferma, col radiatore bucato e il paraurti anteriore conservato in macchina.

Di pomeriggio, invece di studiare, dovrò organizzarmi per trainarla fino a casa.

Respiriamo e manteniamo la calma…

Emanuele

PS: la vita tenta di farmi perdere l’equilibrio? Glielo dite che vinco io?!?! 🙂

E sto tranquillo manco fosse una domenica mattina.

La settimana scorsa penso di aver finalmente visto Fabiana col suo ragazzo.

Ho voluto prendermi una settimana di tempo… sebbene queste parole volevo scriverle già mezz’ora dopo averli visti insieme.

Ho voluto darmi tempo, per osservare il mio umore, proprio come feci tempo fa.

E’ facile infatti cadere nella trappola malefica dell’euforia del momento. Volevo esser sicuro che ciò che adesso scrivo fosse realmente ciò che è dentro di me.

Beh. Averli visti insieme non m’ha cambiato di una virgola.

Anzi, non so perché… mi ha anche fatto piacere. L’ho vista sorridere e questo m’è piaciuto. 🙂

Se non fosse stato che andavo di fretta ad una lezione, mi stavo quasi fermando per salutarli (quel “quasi” non è li a caso però… ma ne parliamo un’altra volta magari!). Boh, sarà che c’ho davvero un cuore di panna… e che è vero che a chi ho voluto bene continuerò a volerne… ma mi ha fatto davvero un enorme piacere vederla sorridere.

C’erano tante ragioni che in questi mesi mi facevano dubitare che sorridesse dentro. Eppure il sorriso che le ho visto in faccia, mi è sembrato spensierato. Credo di conoscerla abbastanza e so riconoscere certe cose: l’ho vista crescere! 🙂

Quella scena mi regalato tanto dentro. E’ strano… quello che tempo fa credevo sarebbe stato un pugno, adesso sembra quasi un sollievo per il cuore. Una carezza interiore.

Le ho sempre voluto un enorme bene sincero e adesso non posso prendermi in giro o non ammettere che sia ancora così.

In questi mesi, appositamente, ho evitato di scrivere sul blog tante e tante cose che ancora non avevo chiare. Non di me, di lei.

Non volevo diventare causa di giornate storte per lei. Ho tenuto per me tutti i dubbi che nutro… e li ho lasciati sfogare nell’aria e negli impegni delle mie giornate. Continuo ancora a far così a dir la verità.

E’ assurdo come ragionamento in fin dei conti. E’ lei la persona che ha nuovamente trovato qualcuno e che ha iniziato a costruire qualcosa. Eppure, non so perché ma io in questo periodo mi sento fortunato il doppio. Non è altezzosità, è che, sento qualcosa dentro che sta maturando e non so ancora descrivere.

Un annetto fa scrissi “come se, io dovessi mostrar di me, quello che non sono ancora stato mai…”. Sono queste le parole esatte di ciò che ho dentro e dopo 12 mesi tutto ciò sta divenendo concretezza nelle mie giornate. :joy:

Vederla sorridere è stato realmente un sollievo. Si vede che anche se dovesse avere dell’altro dentro (che, sono convinto ci sia, ma tralasciamo…), il sorriso non le manca. E’ giusto vivere sempre con quello. E’ il mio migliore amico, vorrei che fosse anche il suo.

E io… io sono felice, come lo ero in quel momento.

Sono felice perché finalmente… “la felicità è parte di me”. Non dipendo più da nessuno ed è per questo che tutte le mie giornate scorrono serene, al massimo possono essere più o meno stancanti.

Sono felice ed orgoglioso di me, perché ho raggiunto questo traguardo con le mie forze, con tanto impegno e credendoci fino in fondo.

Sono felice perché ho fatto mie tutte le cose che ho scritto e riscritto da queste parti.

Un mio amico mi ha detto che sto così perché ho realmente chiuso un capitolo della mia vita. Probabilmente ha ragione. L’ho chiuso e l’ho fatto senza dover necessariamente buttarmi altrove per ripartire.

C’è tanto dentro me. Ci sono tante qualità che in momenti come questi, mi fanno sentire veramente SuperMan-u. 🙂

Guardate Big Fish per avere una minima idea di come cammini per strada in questo periodo. Mi sento uno degli uomini più fortunati del mondo! :joy:

E per il futuro, ho ancora tanti sogni… e so già che realizzerò anche quelli. Mi piace mettere in grassetto quelle due parole. E’ una assurda consapevolezza.

E’ forse anche per questo che sono stato felice di vederla sorridere. E’ come se sentissi dentro un futuro così bello per me che quasi mi dispiaceva che per lei potesse non essere uguale.

Non so davvero cosa mi stia succedendo. Sono sempre più sorpreso di ciò che sono e sto diventando. Quasi non mi riconosco più.

Non ho incontrato nessuna cartomante che m’ha svelato il futuro. Non ho trovato nessuna sfera di cristallo in qualche angolo sperduto di casa mia.

Eppure lo sento: sarà una vita felice. Ho un ottimismo che non so realmente spiegarmi. Sono sempre felice di tutto ciò che ho o che vivo.

Riesco realmente a godere delle cose che non ho. Nella mia mente, sono una fortuna anch’esse! :joy:

Sento questo ottimismo forte dentro me, come se pulsasse dentro tentando fisicamente di rompere le costole per uscir fuori.

Penso che Dio mi stia facendo un regalo enorme. Chissà perché stia facendo tutto ciò, chissà a cosa mi sta preparando.

E io, pieno di gioia e serenità, continuerò ad andare avanti nelle mie giornate.

Tanto non esco più solo da tempo. Sono sempre col mio sorriso… 🙂

Emanuele

Tutto è a puntate…!

In questi giorni, ogni volta che torno a casa, mi fermo al semaforo a guardare un grande cartellone pubblicitario.

Spot SuperEnalotto - I grandi sogni sono sempre a puntate.

“I grandi sogni sono sempre a puntate”.

E’ un bel gioco di parole per incentivare a puntare su qualche numero… eppure quella frase è più bella di quanto possa sembrare.

Tutto nella vita arriva con calma e non si può sperare che si realizzi ogni desiderio al primo colpo.

Ci vuole pazienza e perseveranza…

I grandi sogni, in fondo, sono tali proprio perché qualsiasi evento non li fa morire mai! 🙂

Emanuele

E riprende la vita dentro te.

Gabbiano in volo

E ti ritrovi senza amore, così tu scopri finalmente che cosa sei.
Ti confronti col dolore, prendi coscienza del coraggio che tu non hai…
Ma poi, sulle ali di un pensiero indefinito, tu… tu ti senti più leggero…
Così, incominci a respirare… e a muoverti e a danzare… e guardi avanti.

Adriano Celentano – L’ultima donna che amo

Emanuele

(photo credits)

I am not that naive.

Grande riunione oggi, divertentissima. Mi son ritrovato più volte a ridere con le squadriglie… e non c’è niente di più bello.

Tornando a casa, i muscoli bruciavano un po’. Ieri ho fatto “gambe e tricipiti” in palestra… ed oggi col bel tempo che c’era, non ho saputo dir di no alla mia bicicletta. 🙂

Alle orecchie è finita una vecchia canzone, molto dolce. Superman dei Five for fighting.

Questi giorni stanno passando in serenità. Sono sempre pieni di impegni ma anche di risa con gli amici.

Eppure, tutta questa euforia che sembra non finire più, quasi da iniziare a farmi credere di esser parte di me, mi preoccupa.

“Sto solo cercando la parte migliore di me” dice la canzone. “Sono solo un uomo in cerca di un sogno”.

Superman, nella canzone, viene dipinto non come una creatura potente ed infallibile, ma come un semplice essere umano, con addosso la pressione di dover soddisfare le aspettative altrui, e adempiere ai propri doveri.

Questo periodo mi sta dando tanto, regalandomi una carrellata (ormai infinita, visto che si parla di mesi) di giornate vissute col sorriso dalla mattina alla sera, ma mi sta chiedendo altrettanto in quanto impegni e doveri (come a casa ad esempio…).

Qualche giorno fa, una mia amica era in ansia per un’attività che doveva preparare.

Io, scherzando, le dissi che le avrei dato due boffe se non avesse smesso di agitarsi inutilmente.

E io? Adesso? Vivo, non agitato, ma euforico. Dovrei darmi due boffette anch’io?!

Non so, non voglio diventare ciò che non sono.

Non mi piacciono gli esaltati… solo che la felicità, forse, è più dura da controllare persino della tristezza.

Emanuele

Se ne vale la pena oppure vorrei più fortuna…

Un paio di giorni fa, mentre correvo nel traffico cittadino sulla mia Vespa, è partita questa canzone…

Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile parlare dei fantasmi di una mente.

Vedi cara, tutto quel che posso dire è che cambio un po’ ogni giorno e che sono differente.
Vedi cara, certe volte sono in cielo come un aquilone al vento che poi a terra ricadrà.
Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già.
Vedi cara, certe crisi son soltanto segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire.
Vedi cara, certi giorni sono un anno, certe frasi sono un niente che non serve più sentire.
Vedi cara, le stagioni ed i sorrisi son denari che van spesi con dovuta proprietà.
Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già.

Non capisci quando cerco in una sera un mistero d’atmosfera che è difficile afferrare.
Quando rido senza muovere il mio viso, quando piango senza un grido, quando invece vorrei urlare.
Quando sogno dietro a frasi di canzoni, dietro a libri e ad aquiloni, dietro a ciò che non sarà.
Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già.

Non rimpiango tutto quello che mi hai dato, che son io che l’ho creato e potrei rifarlo ora.
Anche se tutto il mio tempo con te non dimentico perché questo tempo dura ancora.
Non cercare in un viso la ragione, in un nome la passione che lontano ora mi fa.
Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già.

Tu sei molto anche se non sei abbastanza e non vedi la distanza che è fra i miei pensieri e i tuoi.
Tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco, tu sei paga del tuo gioco ed hai già quello che vuoi.
Io cerco ancora, e così non spaventarti quando senti allontanarmi: fugge il sogno, io resto qua.
Sii contenta della parte che tu hai, ti do quello che mi dai, chi ha la colpa non si sa.
Cerca dentro per capir quello che sento, per sentir che ciò che cerco non è il nuovo, libertà!
Vedi cara è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già.

Francesco Guccini – Vedi cara

Questa canzone mi ha fatto sorridere.

Ci sono tante frasi che io – e solo io – so perché hanno un senso.

Non fermatevi all’apparenza. C’è tanto che non vi ho raccontato e che faccio finta di non vedere perché non mi va d’esser cattivo.

Però, forse, oggi sono un po’ altezzoso.

Domani vado a confessarmi…

Emanuele

PS: tranquilli, accade solo qui, in questo spazietto pieno dei miei sfoghi. Per strada non mi vedrete mai far così… 🙂

E ci risiamo.

Gay, coglione, pazzo. Adesso anche imbecille!

Imbecille perché poi?! Perché non condivido il suo strano umorismo su una persona con un colore della pelle diverso dal mio.

Imbecille sono io che non comprendo. Non lui che poteva semplicemente evitare.

Mi chiedo perché ad altri premier europei non succeda e solo lui sia riuscito a finire in mezzo ad una simpatica polemica (a volergli bene…).

Dalle mie parti se ad un ragazzino nero dici “oh ma come sei abbronzato”, quello come minimo sgancia due boffe.

Obama è troppo un signore.

Ma come fa quest’uomo ad offendere il suo popolo così spesso e continuare ad essere eletto?! 😐

Emanuele

PS: qualche giorno fa, io addirittura mi chiedevo perché concentrarsi sul colore della pelle di Obama. Finché ci accorgeremo di questa differenza, la differenza esisterà. No?!

Giocando con la luce…

Stasera mentre tornavo verso la mia stanza, ho sentito arrivare l’ascensore al mio piano.

Non aspettavamo nessuno, così dallo spioncino come un bambino curioso, ho voluto vedere chi fosse.

Era la mia vicina di casa che rientrava a casa…

Vestita sistemata, cellulare e borsa in mano… stava cercando le chiavi per aprire la porta.

Io ero dietro la mia porta. Invisibile.

Senza pensarci due volte, s’è svegliato in me qualcosa. Una voglia infinita di mettermi a giocare.

Ho spento la luce della scala… lei l’ha riaccesa. Io ho contato fino a 10 e l’ho rispenta.

Non riusciva a trovar le chiavi… sinceramente avrei continuato ancora se non fosse che mi dicevo “ma la smetti di fare il cretino”?! :joy:

Sono proprio convinto che dentro me ci sia ancora un bambino che gioca col triciclo… e questi sono i momenti in cui riesce a controllare anche le mie azioni.

Bellissimo! Perché lasciarlo vivere solo nei ricordi?! :dogarf:

Emanuele