I am not that naive.

Grande riunione oggi, divertentissima. Mi son ritrovato più volte a ridere con le squadriglie… e non c’è niente di più bello.

Tornando a casa, i muscoli bruciavano un po’. Ieri ho fatto “gambe e tricipiti” in palestra… ed oggi col bel tempo che c’era, non ho saputo dir di no alla mia bicicletta. 🙂

Alle orecchie è finita una vecchia canzone, molto dolce. Superman dei Five for fighting.

Questi giorni stanno passando in serenità. Sono sempre pieni di impegni ma anche di risa con gli amici.

Eppure, tutta questa euforia che sembra non finire più, quasi da iniziare a farmi credere di esser parte di me, mi preoccupa.

“Sto solo cercando la parte migliore di me” dice la canzone. “Sono solo un uomo in cerca di un sogno”.

Superman, nella canzone, viene dipinto non come una creatura potente ed infallibile, ma come un semplice essere umano, con addosso la pressione di dover soddisfare le aspettative altrui, e adempiere ai propri doveri.

Questo periodo mi sta dando tanto, regalandomi una carrellata (ormai infinita, visto che si parla di mesi) di giornate vissute col sorriso dalla mattina alla sera, ma mi sta chiedendo altrettanto in quanto impegni e doveri (come a casa ad esempio…).

Qualche giorno fa, una mia amica era in ansia per un’attività che doveva preparare.

Io, scherzando, le dissi che le avrei dato due boffe se non avesse smesso di agitarsi inutilmente.

E io? Adesso? Vivo, non agitato, ma euforico. Dovrei darmi due boffette anch’io?!

Non so, non voglio diventare ciò che non sono.

Non mi piacciono gli esaltati… solo che la felicità, forse, è più dura da controllare persino della tristezza.

Emanuele

Se ne vale la pena oppure vorrei più fortuna…

Un paio di giorni fa, mentre correvo nel traffico cittadino sulla mia Vespa, è partita questa canzone…

Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile parlare dei fantasmi di una mente.

Vedi cara, tutto quel che posso dire è che cambio un po’ ogni giorno e che sono differente.
Vedi cara, certe volte sono in cielo come un aquilone al vento che poi a terra ricadrà.
Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già.
Vedi cara, certe crisi son soltanto segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire.
Vedi cara, certi giorni sono un anno, certe frasi sono un niente che non serve più sentire.
Vedi cara, le stagioni ed i sorrisi son denari che van spesi con dovuta proprietà.
Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già.

Non capisci quando cerco in una sera un mistero d’atmosfera che è difficile afferrare.
Quando rido senza muovere il mio viso, quando piango senza un grido, quando invece vorrei urlare.
Quando sogno dietro a frasi di canzoni, dietro a libri e ad aquiloni, dietro a ciò che non sarà.
Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già.

Non rimpiango tutto quello che mi hai dato, che son io che l’ho creato e potrei rifarlo ora.
Anche se tutto il mio tempo con te non dimentico perché questo tempo dura ancora.
Non cercare in un viso la ragione, in un nome la passione che lontano ora mi fa.
Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già.

Tu sei molto anche se non sei abbastanza e non vedi la distanza che è fra i miei pensieri e i tuoi.
Tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco, tu sei paga del tuo gioco ed hai già quello che vuoi.
Io cerco ancora, e così non spaventarti quando senti allontanarmi: fugge il sogno, io resto qua.
Sii contenta della parte che tu hai, ti do quello che mi dai, chi ha la colpa non si sa.
Cerca dentro per capir quello che sento, per sentir che ciò che cerco non è il nuovo, libertà!
Vedi cara è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già.

Francesco Guccini – Vedi cara

Questa canzone mi ha fatto sorridere.

Ci sono tante frasi che io – e solo io – so perché hanno un senso.

Non fermatevi all’apparenza. C’è tanto che non vi ho raccontato e che faccio finta di non vedere perché non mi va d’esser cattivo.

Però, forse, oggi sono un po’ altezzoso.

Domani vado a confessarmi…

Emanuele

PS: tranquilli, accade solo qui, in questo spazietto pieno dei miei sfoghi. Per strada non mi vedrete mai far così… 🙂

E ci risiamo.

Gay, coglione, pazzo. Adesso anche imbecille!

Imbecille perché poi?! Perché non condivido il suo strano umorismo su una persona con un colore della pelle diverso dal mio.

Imbecille sono io che non comprendo. Non lui che poteva semplicemente evitare.

Mi chiedo perché ad altri premier europei non succeda e solo lui sia riuscito a finire in mezzo ad una simpatica polemica (a volergli bene…).

Dalle mie parti se ad un ragazzino nero dici “oh ma come sei abbronzato”, quello come minimo sgancia due boffe.

Obama è troppo un signore.

Ma come fa quest’uomo ad offendere il suo popolo così spesso e continuare ad essere eletto?! 😐

Emanuele

PS: qualche giorno fa, io addirittura mi chiedevo perché concentrarsi sul colore della pelle di Obama. Finché ci accorgeremo di questa differenza, la differenza esisterà. No?!

Giocando con la luce…

Stasera mentre tornavo verso la mia stanza, ho sentito arrivare l’ascensore al mio piano.

Non aspettavamo nessuno, così dallo spioncino come un bambino curioso, ho voluto vedere chi fosse.

Era la mia vicina di casa che rientrava a casa…

Vestita sistemata, cellulare e borsa in mano… stava cercando le chiavi per aprire la porta.

Io ero dietro la mia porta. Invisibile.

Senza pensarci due volte, s’è svegliato in me qualcosa. Una voglia infinita di mettermi a giocare.

Ho spento la luce della scala… lei l’ha riaccesa. Io ho contato fino a 10 e l’ho rispenta.

Non riusciva a trovar le chiavi… sinceramente avrei continuato ancora se non fosse che mi dicevo “ma la smetti di fare il cretino”?! :joy:

Sono proprio convinto che dentro me ci sia ancora un bambino che gioca col triciclo… e questi sono i momenti in cui riesce a controllare anche le mie azioni.

Bellissimo! Perché lasciarlo vivere solo nei ricordi?! :dogarf:

Emanuele

Il peso di un ferro da stiro.

Come vi dicevo qualche tempo fa, in questo periodo ci siam ritrovati senza collaboratrice domestica.

In queste settimane, così, abbiamo fatto alcuni colloqui per capire chi potesse sostituire la precedente (che era talmente integrata che ci preparava persino i dolci a casa sua per le feste…).

Mi sono sentito nella parte di Ray Liotta in “Una moglie per papà“.

Sono venute varie signore a casa, a presentarsi e parlar di loro. Palermitane ma non solo.

Una signora, albanese, è venuta con la figlia perché lei non parla italiano. Fu un pomeriggio comico quello, con la traduzione continua di ciò che mia madre raccontava… 😀

Per non lasciare i miei soli nella scelta, ho sempre cercato d’esser presente (adesso capite quando dico che cerco di dividermi tra 1000 impegni?!) e non ho fatto mancare le mie impressioni dopo che qualcuna di queste faceva qualche giorno di prova.

Due settimane fa è arrivata l’ultima. Palermitana, in condizioni economiche non proprio stupende (ma non è ciò che conta nella vita…!), consigliata da una suora amica di mia madre.

Beh… alcuni giorni fa, ha pensato bene di abusare della bella accoglienza ricevuta qui.

Tornato dall’università trovo mia madre che cercava il ferro da stiro. Dovendomi stirare il pantalone della tuta per andare in palestra, mi unisco alle ricerche.

Giro tutta la casa, consapevole che un ferro da stiro non può camminare solo. Inizio però ad ipotizzare che possa esserselo portato.

Mia madre, fin troppo buona e fiduciosa, non voleva crederci e continuava a cercare (ovunque!!).

Pian piano però, l’ho convinta a telefonare. Questa signora aveva deciso che quel giorno non sarebbe servito a casa e che… serviva a sua figlia per stirarsi delle cose visto che il loro si era rotto quel giorno.

Ora… a parte il fatto che avrebbe potuto chiederlo in prestito ai suoi parenti, la domanda che sorge spontanea è: non poteva domandare?!

Non credo minimamente che mia madre avrebbe rifiutato una cosa simile. In fin dei conti, consapevoli delle loro condizioni economiche, in questo periodo mia madre le aveva più volte fatto un po’ di spesa e le abbiamo anticipato anche la tredicesima (nonostante sia ancora in prova!!).

Perché la gente dimentica che la fiducia è più sacra del denaro, più sacra del lavoro e di tante altre cose?! Una volta persa quella, è difficilissimo riconquistarla per davvero.

Bastava una telefonata, bastava anzi… chiederlo a mio padre visto che era in casa.

Personalmente mi è caduta dal cuore. Avevo un’ottima impressione di lei ma questa cosa me l’ha un po’ smontata.

Dopo averne parlato (e avergliene parlato abbondantemente), abbiamo deciso di darle fiducia, anche perché, come ho detto a mia madre, è più importante fare del bene che pensare a qualche bene materiale.

Però… boh, il dubbio rimane. Eccessivo buonismo?

Voi che avreste fatto? Licenziata in tronco?! Ce lo siam chiesti anche noi… in fin dei conti è ancora in prova.

Però davanti a Dio, come si potrà raccontare che quella persona era in prova?

Anche Lui in fin dei conti c’ha messi al mondo con enorme fiducia a priori

Emanuele

Non sento Mozart da un mese.

Non sono diventato pazzo, so benissimo che Mozart ci ha dolcemente salutati 216 anni e… (wow, precisamente) 11 mesi fa.

Però… non sento più due pianoforti suonare dentro casa da un mese.

Ed è strano, molto strano.

Ogni tanto sento un altro pianoforte nel palazzo… e mi tornano subito in mente i pomeriggi d’inverno in cui mio fratello iniziava a… distruggerti i timpani… 😀

E’ chiuso. Qualche giorno fa, per pura malinconia, l’ho aperto ed ho ammaccato due tasti. Così, giusto per sentirne l’odore.

Son passati 30 giorni da quando mio fratello e mia sorella son partiti.

Viviamo in tre a casa adesso, ed è decisamente diverso.

Alcune volte aprendo la porta saluto“Hey… sono qui…” ma non risponde nessuno.

La casa è deserta. Ed io del deserto ho sempre avuto la paura di perdermi e morire di sete.

E così metto un po’ di musica e colmo quel vuoto.

La vita è diversa dicevo. Gli impegni si sono quintuplicati.

Vivo seriamente seguendo una scaletta di marcia che preparo il giorno prima. Non posso demandare ad altri le cose da sbrigare per la famiglia. Giornalmente sincronizzo l’agenda del mio Macbook con il mio cellulare.

Intanto loro stan bene – nonostante il freddo –. Con mia sorella ho imparato a parlare giornalmente su msn… e il tempo che passo a scherzar con lei è maggiore della somma del tempo speso per tutti gli altri contatti che ho.

Addirittura capita che la cerco anche quando è offline, sperando che sia semplicemente invisibile.

E’ proprio vero che la distanza avvicina. 🙂

Magicamente mi manca anche mio fratello. Mi manca entrare nella sua stanza per chiedergli due secondi come va.

Anzi… quella stanza è tristemente diventata un po’ più mia.

Da quando è andato via, il disordine li dentro è quasi raddoppiato (questo ovviamente non gliel’ho raccontato… ;-)), tanto che mia madre m’ha già chiesto di occuparmene prima possibile: non è un magazzino… anche se i miei intenti erano chiarissimi… 😛

Torneranno qui per le feste natalizie… ma sono sicuro che questo mese e mezzo volerà come i primi trenta giorni e tornerò ad odiare Mozart! :joy:

Emanuele

Fai cheeeeeese con la melina…

Ahimè, è già andato via. Però un giretto se l’è fatto.

Hackintosh Emanuele

L’immagine qui sopra mostra Leopard installato sul mio nuovo computer fisso.

iDeneb + alcuni driver, un paio di patch e alcuni giochetti col bios.

Non è impossibile da installare, anzi devo dire che mi aspettavo di peggio.

E per girare… girava anche bene con un tempo di boot inferiore ai 25 secondi.

Il problema è che si tratta di un bel gioco: mancano i driver!

Me ne sono reso conto quando ho smanettato un po’ per cercare quelli audio (e dovevo accontentarmi di un suono stereo, pur avendo un sistema 5.1). Mi sono arreso durante la ricerca di quelli della scheda di rete integrata nella mia motherboard.

Introvabili o inesistenti, non so.

Intanto mi son reso conto che il vero pregio di OS X è che insieme ad un computer Apple è inimitabile. Tutto funziona perfettamente proprio perché il software è costruito per un hardware specifico. L’esperienza utente è impareggiabile.

La semplicità oggi stava andando a farsi friggere, mi sentivo sotto la più ostica delle distribuzioni unix.

Così ho tolto tutto, ho riformattato il disco e messo Ubuntu.

Non è la stessa cosa, ma vedrò di abituarmi…

Emanuele