Insoddisfatto.

Mi rendo conto che quando l’insoddisfazione deriva da altre persone, riesco a stringere i denti ed a guardare al meglio.

Quando l’insoddisfazione deriva da ciò che sono invece… mi sembra di non vedere più alcun raggio di luce.

Sono insoddisfatto di me… e penso che stasera ho preso l’ennesima decisione che – per certi versi – mi cambierà la vita.

Ho bisogno di lavorare un po’ su me stesso… sebbene per certe persone io sia già un valido esempio. Per me che però ho altri “validi esempi”, ciò che sono sembra davvero poco.

L’unico vantaggio che riesco a cogliere è che solitamente chi pensa di non avere errori sta già commettendo il primo. Almeno io sono consapevole di aver tanto su cui lavorare.

Sogni d’oro,

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

6 commenti » Scrivi un commento

  1. Lavorare su te stesso… stai per impelagarti nella più faticosa delle idee che potevano saltarti in mente. Gli americani hanno un aggettivo perfetto per definirla: excruciating. D’altra parte, di solito se ne esce con una soddisfazione che nè in Italiano nè in Inglese si può definire. Buon lavoro, di cuore.

  2. Grazie dell’augurio…
    Ma la gente è soddisfatta di se perché non si guarda allo specchio o perché realmente è così *perfetta*?
    Ogni tanto ho paura di essere fin troppo severo con me stesso… ci sono persino tanti sogni che ho paura di dire a voce alta perché non voglio *sembrar ridicolo*. Così li tengo per me… e come un bambino, ci gioco a farli diventare grandi e belli.
    Ciao,
    Emanuele

  3. Se sia soddisfatta non lo so, ma è vero che gli standard correnti sono così disperatamente bassi che chiunque può guardarsi allo specchio e trovarsi adeguato. Quanto ai sogni ridicoli, io ne ho una cassapanca piena. Ogni tanto ne tiro fuori uno a viva forza, lo butto là fuori e gli dico amico mio, è ora di darsi da fare. A tenerli per me, stanno ad accumulare polvere e nient’altro.

  4. il fumo dei sogni ormai mi ha fatto soffocare… 🙁
    “I just want what I can’t have
    ‘Til my dreams burn down and
    choke me every time”
    (“Dreams burn down” – Ride)

  5. Io ci sto dando dentro. Stanotte sono andato a letto abbastanza tardi e stamattina alle 9 e 30 ero già in facoltà.
    Tutto il giorno fuori, fino alle 22 tornando dalla palestra.
    Ho voglia di riuscire. Come non mai forse.
    “…come se… io dovessi mostrar di me quello che ancora no… non sono stato mai…”.
    E domani si continua…
    Stay tuned!
    Emanuele

  6. Pingback: Un anno, dico io, un anno. - …time is what you make of it…

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