Fai cheeeeeese con la melina…

Ahimè, è già andato via. Però un giretto se l’è fatto.

Hackintosh Emanuele

L’immagine qui sopra mostra Leopard installato sul mio nuovo computer fisso.

iDeneb + alcuni driver, un paio di patch e alcuni giochetti col bios.

Non è impossibile da installare, anzi devo dire che mi aspettavo di peggio.

E per girare… girava anche bene con un tempo di boot inferiore ai 25 secondi.

Il problema è che si tratta di un bel gioco: mancano i driver!

Me ne sono reso conto quando ho smanettato un po’ per cercare quelli audio (e dovevo accontentarmi di un suono stereo, pur avendo un sistema 5.1). Mi sono arreso durante la ricerca di quelli della scheda di rete integrata nella mia motherboard.

Introvabili o inesistenti, non so.

Intanto mi son reso conto che il vero pregio di OS X è che insieme ad un computer Apple è inimitabile. Tutto funziona perfettamente proprio perché il software è costruito per un hardware specifico. L’esperienza utente è impareggiabile.

La semplicità oggi stava andando a farsi friggere, mi sentivo sotto la più ostica delle distribuzioni unix.

Così ho tolto tutto, ho riformattato il disco e messo Ubuntu.

Non è la stessa cosa, ma vedrò di abituarmi…

Emanuele

E chi l’avrebbe mai detto…

Stamattina, visto che era già andata al lavoro, ho mandato questo sms a mia madre:

Sei una grande mamma e c’hai le palle quadrate. Hai detto tutte le cose che andavano dette.

Adesso stai serena e buon lavoro…

Ti voglio bene,

Emanuele

Mia madre è molto buona (decisamente più di me…) ma quando esce gli artigli… beh, penso che anche il diavolo si preoccuperebbe nel mettersi in competizione.

Penso di aver preso moooolto da lei… 🙄

Emanuele

La via è difficile, ma non è grave.

Prendetevi cinque minuti e leggete quanto segue. 🙂

Immaginatevi questa ragazza ventottenne, con tanta serenità dentro nonostante fuori non ci fosse altro che la guerra.

Sabato sera, mezzanotte e mezzo

(…) Per umiliare qualcuno si deve essere in due: colui che umilia, e colui che è umiliato e soprattutto: che si lascia umiliare. Se manca il secondo, e cioè se la parte passiva è immune da ogni umiliazione, questa evapora nell’aria. Restano solo delle disposizioni fastidiose che interferiscono nella vita di tutti i giorni, ma nessuna umiliazione e oppressione angosciose.

Si deve insegnarlo agli ebrei.

Stamattina pedalavo lungo lo Stadionkade e mi godevo l’ampio cielo ai margini della città, respiravo la fresca aria non razionata. Dappertutto c’erano cartelli che ci vietano le strade per la campagna. Ma sopra quell’unico pezzo di strada che ci rimane c’è pur sempre il cielo, tutto quanto.

Non possono farci niente, non possono veramente farci niente.

Possono renderci la vita un po’ spiacevole, possono privarci di qualche bene materiale o di un po’ di libertà di movimento, ma siamo noi stessi a privarci delle nostre forze migliori con il nostro atteggiamento sbagliato: col il nostro sentirci perseguitati, umiliati e oppressi, col il nostro odio e con la millanteria che maschera paura. Certo ogni tanto si può esser tristi e abbattuti per quel che ci fanno, è umano e comprensibile che sia così. E tuttavia: siamo soprattutto noi stessi a derubarci da soli.

Trovo bella la vita, e mi sento libera.

I cieli si stendono dentro di me come sopra di me. Credo in Dio e negli uomini e oso dirlo senza falso pudore.

La via è difficile, ma non è grave.

Dobbiamo prendere sul serio il nostro lato serio, il resto verrà allora da sé: e “lavorare se stessi” non è proprio una forma di d’individualismo malaticcio.

Una pace futura potrà esser veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in se stesso – se ogni uomo si sarà liberato dall’odio contro il prossimo, di qualunque razza o popolo, se avrà superato quest’odio e l’avrà trasformato in qualcosa di diverso, forse alla lunga in amore se non è chiedere troppo. E’ l’unica soluzione possibile.

E così potrei continuare per pagine e pagine. Quel pezzetto d’eternità che ci portiamo dentro può esser espresso in una parola come in dieci volumi.

Sono una persona felice e lodo questa vita, la lodo prorio, nell’anno del Signore 1942, l’ennesimo anno di guerra.

Tratto da: Diario di Etty Hillesum

Etty Hillesum morì nel campo di sterminio di Auschwitz. Vide e conobbe bene le atrocità di quel tempo, eppure trovò, tramite un cammino interiore, la capacità di vedere il bello nel poco che aveva.

Noi, siamo molto più ricchi.

Con che coraggio osiamo lamentarci di ciò che ci manca?!

Emanuele

Otto titoli costruttori in dieci anni: per questa volta ci basta questo.

E’ finito un campionato lunghissimo.

Ultima gara spettacolare con la pioggia che ha scelto sempre i momenti migliori per farsi vedere. 🙂

Ultimo giro da brivido. Sarei bugiardo se non ammettessi di averlo passato in piedi, davanti la televisione, esultando per ciò che stava accadendo. 😐

Alla fine… gara della Ferrari (e mondiale costruttori anche nostro) grazie a Felipe Massa impareggiabile, e mondiale piloti ad Hamilton (meritato, per carità).

E’ andata così. L’anno prossimo cambieranno tante regole e sarà una nuova sfida…

Emanuele

PS: una pulce malpensante mi dice che Glock potrebbe non aver avuto reali problemi… :worry:

Non ragionate come i funghi.

Bimbo con occhiali

Piccolo Principe: E tu credi, tu, credi che i fiori…

Aviatore: Ma no! Ma no! Non credo niente! Ho risposto una cosa qualsiasi. Mi occupo di cose serie, io!

Piccolo Principe: Di cose serie…! Parli come i grandi…! Tu confondi tutto… tu mescoli tutto! Io conosco un pianeta su cui c’è un signor Chermisi. Non ha mai respirato un fiore. Non ha mai guardato una stella. Non ha mai voluto bene a nessuno. Non fa altro che addizioni. E tutto il giorno ripete come te. “Io sono un uomo serio! Io sono un uomo serio!” e si gonfia di orgoglio. Ma non è un uomo, è un fungo!

Piccolo principe: E se io conosco un fiore unico al mondo, che non esiste da nessuna parte, e che una piccola pecora può distruggere di colpo, così un mattino, senza rendersi conto di quello che fa, non è importante questo?!

Antoine de Saint-ExupéryIl piccolo principe

Emanuele

(photo credits)