I pesciolini a Milano!!!

Sono a letto finalmente! Ai pesciolini Milano sembra piacere anche se quando hanno visto la neve ai bordi dell’autostrada hanno tentato di riportarmi indietro… fortuna che guidavo io e non loro. In macchina abbiamo cantato tante belle canzoni dei Coldplay e io ho messo il riscaldamento a palla! Certo che fa proprio freddino! Non ero mai venuto a Milano a Dicembre!

Comunque, adesso i pesciolini son tornati a sguazzare nella loro acqua mantenuta a 25 gradi… 🙂 speriamo non si sia raffreddato nessuno (sapevate che i pesci soffrono le differenze repentine di temperatura come noi?).

Cambiando discorso, ma non del tutto, devo dirvi che è un piacere immenso esser tornato dalla famiglia… e tutte quelle montagne di neve viste durante il tragitto mi hanno regalato emozioni incredibili! È tutto bianco qui! Se non avessi dovuto guidare (no, i miei pesciolini non hanno la patente) avrei voluto riempirvi di foto. Ho visto squarci di natura spettacolari con gli alberi che tenevano la neve con l’eleganza della panna sopra una torta importante!

Basta, adesso vado a nanna, magari domani vi racconto meglio il viaggio… :joy:

Emanuele

Ohoh, non ho fatto 10 biglietti…

Io non so se la gente, cinquant’anni fa, partiva come me.

L’auto è quasi pronta e sembra più il trasloco di uno che lavora al circo che quello di qualcuno che lascia la propria terra per mordere una fetta di futuro.

Oltre al MacBook – amato compagno di viaggio – in auto han trovato posto due (!) chitarre, un trucco di magia (da sfoggiare col nipotino appena cresce un po’…), panca e pesi, il mio monociclo (così inizio a far sorridere anche i milanesi…), la lampada da notte per bambini (non sembra ma c’è del tenero in me…), vari album di foto cui son molto legato, un’infinità di cianfrusaglie tecnologiche e – rullo di tamburi – i miei pesciolini!!!

Sisi, l’acquario farà 1000km insieme a me e se domani, sulla Genova-Milano, incontriamo la neve (stamattina ho comprato le catene!) ci stringeremo tutti vicini-vicini per non congelare! 😮

Già immagino la scena dei vigili che mi fermano: quasi quasi dovrei portarmi il naso rosso e i pantaloni da pagliaccio (lo confesso, da piccolo – per anni – mia madre mi ha vestito così a carnevale… mentre io sognavo i vestiti da principe con la spada!). Trenta secondi dopo, in pieno stile Benny Hill, li avrò alle spalle che mi inseguono con un manganello intorno all’auto! 😐

Sarà divertente fare le curve coi pesciolini che si sentiranno allo stadio durante i più accesi degli inni… “tutti a destraaaaaaa – oh oh – tutti a sinistraaaaaaaa…”.

Bien bien, vado a vedere con cosa pranzare e poi continuo a chiuder tutto.

A Palermo oggi c’è il sole, a Milano nevica. Evvai.

Emanuele

PS: sulla nave ci saranno 10 clandestini, ma non ditelo a nessuno! :worry:

Voltati, di continuo.

Trottola gira

Penso che le cose più grandi della vita succedono nei tuoi sogni.
Insegnerei ai nostri bambini ad imparare a sognare piuttosto che imparare a ricordare.
Perché ciò che è importante non è quello che è successo, ma quello che potrebbe succedere. E per questo motivo devi essere pronto a sviluppare la tua immaginazione e permetterti di avere un sogno di giorno e di notte.

Shimon Peres (politico israeliano)

Emanuele

(photo credits)

PS: la foto è scattata da Peppe, un amico che sta scoprendo (con successo) una via d’espressione foto-filosofica. La trottolina che gira è parte della mia bomboniera di laurea (vedo, con piacere, che non è passata inosservata…).

04-12.

Sto riempiendo scatole e valigie come non mai. Ogni cosa che prendo è un brivido. Attimi di vita passata cristallizzati in oggetti. Anche ora, mentre scrivo, ripenso a cosa sto facendo e mi vien la pelle d’oca. Sto chiudendo un giro di ruota e sta per partirne un altro.

Alle otto arrivano due amici a casa. Pizza veloce con loro due e poi si esce. Saluto gli altri.

Domenica e lunedì voleranno, così – so già – mi ritroverò seduto sulla poltrona di quella nave nell’arco di un respiro

Emanuele

Perché alla fine dei vostri giorni, i soldi li vedrete come… carta.

Soldi per la raccolta di beneficenza

No, stanotte non ho rapinato una banca o scippato una borsetta. Questi sono soldi vostri. O meglio, sono i soldi della raccolta fatta per la mia laurea. Gli amici, invece di comprarmi qualcosa, si son tassati. Avevo già spiegato le mie intenzioni ma in questi giorni una certa Samantha, proprio su quella pagina aveva esposto alcune perplessità: perché doveva darmi qualcosa invece di fare beneficenza per conto suo?

La domanda si allargava e sbordava in “perplessità” (più che lecite per una sconosciuta) che però mi hanno amareggiato un po’.

Non tanto perché non ci fosse fiducia nei miei confronti, quanto perché quella paura diretta, perentoria e a tratti arrogante è segno di tante cose. Mi piace leggere sempre tra le righe e negli spazi vuoti tra le parole perché la comunicazione è frutto di ciò che siamo o viviamo.

Quella sfiducia totale è segno di una insicurezza, paura e distacco verso prossimo impressionante. In un mondo ideale (quello che ho in testa purtroppo) la fiducia tra le persone non viene mai tradita e per questo è difficile che qualcuno dubiti di un fratello. La realtà è ben diversa e Samantha ne era la prova. E’ finita sul mio blog cercando come fare una donazione e si è spaventata pensando volessi rubare qualcosa agli sprovveduti del web.

Personalmente sono abituato a fare raccolte. Fin da piccolo, con gli scout, abbiamo raccolto soldi per le più disparate emergenze (dalla costruzione di un pozzo in Africa alle missioni in Brasile o alla riparazione di una base scout cittadina confiscata alla mafia e continuamente oggetto di vandalismi o furti) e così, quest’altra era – semplicemente – un’altra occasione per fare del bene. Niente di più, niente di meno.

Io so che esiste la violenza, la prepotenza, l’egoismo, ma quando guardo le persone cerco sempre di credere che ci sia del buono in loro. Come esiste il nero esiste il bianco, così intorno a noi ci son tante persone che non passano le giornate pensando come fregare il prossimo. La tv, mi rendo conto, non aiuta in questo. L’informazione, i telegiornali, le radio ci tartassano continuamente di notizie “nere“, dimenticando invece le notizie “bianche“. La criminalità fa notizia. Ci raccontano sempre di furti e rapine ma mai dell’opera di infinite associazioni che giornalmente regalano anche semplicemente un sorriso. Non sarebbe bello un telegiornale totalmente incentrato sulle notizie “bianche”? Vi ponete mai certi quesiti?

Per trasparenza vi comunico che la somma raccolta è di 615€: 95€ raccolti attraverso voi lettori del blog e 520€ attraverso il mio passaparola tra amici e parenti. Ogni busta che ricevevo finiva in quella grande predisposta per l’occasione.

Oggi quei soldi son arrivati alle mani di due famiglie palermitane che stanno attraversando un periodo particolarmente difficile. Le due famiglie non le conoscevo direttamente e mi son fidato di mio zio sacerdote.

Non sarà una cifra da win for life (e non parlatemene entusiasti che vi guardo con rassegnazione), ma mi piace pensare che grazie a quella busta queste due famiglie passeranno un Natale un po’ più sereno.

Grazie ancora a tutti per il regalo che mi avete fatto. Era proprio ciò che volevo… 🙂

Emanuele

Oh, my life is changing everyday, in every possible way.

Questa canzone dei Cranberries (Dreams) l’ho nel cuore. Fu lei a darmi l’ispirazione quando fondai un canale di chat su IRC (ah, bei tempi quelli, il web era totalmente diverso…) ancora accessibile tramite la prima pagina di questo sito. Fu sempre Dreams ad ispirarmi nella scelta del nome di questo dominio.

“Time is what you make of it” e il titolo di questo post mi sembravano e mi sembrano due frasi ancora così legate fra loro.

Il 2009 lo ricordai mese per mese, ma Novembre 2010 andrebbe sezionato per settimana. Sembra che il ritmo delle novità, ultimamente, sia accelerato ulteriormente.

La prima settimana di Novembre tornavo da Milano e trascorrevo una settimana solo. La settimana successiva arrivavano i miei col nipotino e tutto il loro entusiasmo. La terza settimana mi laureavo, festeggiavo, sorridevo. La settimana successiva mio zio decideva di vedersela col Principale (e ancora stan decidendo che fare…). Novembre finiva ma non le novità: l’ultimo giorno del mese e il primo di Dicembre mi aspettavano i primi due esami d’abilitazione. Volati anch’essi le novità continuano a farsi sotto incessantemente.

Emanuele - biglietto per Genova

Un anno fa, in questi giorni, preparavo lo zaino per una bella avventura tra le montagne della costiera amalfitana. Lunedì parto nuovamente. Quello che vedete sopra è il biglietto della nave per Genova. Sempre grazie a quel concetto di zig-zag mensile che mi accompagna da mesi tornerò a Milano e questa volta sarà l’inizio, reale, di una nuova avventura. Quella proposta d’assunzione diventerà concretezza. Inizierò a lavorare, a strisciare il tesserino, a pormi – perché no – nuovi problemi. Non tornerò a Palermo prima di metà Gennaio (per gli altri due esami d’abilitazione) e così, quello in arrivo, sarà il primo capodanno realmente distanti da “casa” (ma il concetto di casa va rivisto…).

Già però si parla di ulteriori conquiste e traguardi da raggiungere. Tanto bolle in pentola e io continuo a sentirmi una trottola che ha la fortuna di avere un piano abbastanza stabile su cui girare.

I want more, impossible to ignore,
impossible to ignore.
And they’ll come true,
impossible not to do,
impossible not to do…

The Cranberries – Dreams

Emanuele

Fortezzza.

Della serie “bisogna saper fare tutto nella vita“, son due giorni che mi sto divertendo – da solo – con l’installazione di un impianto d’allarme. Sensori per porte e finestre, sensori di temperatura e movimento, sensori anti-incendio, composizione automatica dei numeri in caso d’allarme… da bravo nerd però, la prima cosa che ho fatto, è stata aprire il pannello posteriore della centralina per vedere il circuito (speravo ci fosse qualche switch hardware per abilitare alcune funzioni di un modello superiore…).

La mia paura – continuamente – è far partire la sirena e non riuscire a fermarla più. 😛

Emanuele