Rallento e sorrido.

Stamattina sono andato a messa a piedi. In questi giorni avevo corso tanto, tra ospedali e libri era stata una continua gestione certosina del tempo. Gli “orari di visita” sono necessari ma terribilmente insopportabili.

Fuori il cielo non è spettacolare ma – senza perdermi d’animo – sono sceso a piedi ugualmente. Al ritorno, pochi metri dopo l’uscita della chiesa, una ragazza si volta e mi saluta.

Era tantissimo tempo che non parlavamo. Con lei partecipai ai due anni di catechismo pre-comunione. Non so perché, ma di quella classe, ricordo solo lei. Ricordo che eravamo molto amici. Amici nel vero senso della parola perché, specialmente io, vivevo ancora quella fase in cui non esistevano i fidanzamenti o tutto ciò che fa parte di quella sfera che, negli anni successivi, diventa prepotente.

Dopo il catechismo, molto spesso, rimanevamo insieme a fare gli esercizi in un’auletta della chiesa. E’ assurdo che, in questo momento, non ricordi neanche più il suo nome…

Comunque, ricordo che una volta, proprio mentre “studiavamo” entrò un ragazzo che voleva disturbarci e io, da bravo bambino, le avevo promesso che l’avrei difesa… anche perché ero iscritto a judo e a 10-12 anni, quando fai arti marziali, ti sembra di poter capovolgere l’universo con un calcio ben assestato. Tempo trenta secondi ero nelle grinfie di quel ragazzo più grande di me che mi teneva a testa in giù con lei che lo implorava di lasciarmi stare. Non dimenticherò facilmente quella scena… 🙂

Abbiamo fatto, così, la strada del ritorno insieme. Mi ha raccontato che lavora, le ho detto che sto per partire per Milano, che la vita è cambiata e che siamo cresciuti entrambi.

Ad un certo punto, proprio come quando eravamo piccoli, ha voltato «Io adesso giro, tu vai dritto vero?». Mi ha fatto sorridere, quella stessa domanda me l’avrà fatta centinaia di altre volte, quando tornavamo insieme con la carpetta che conteneva libro e quaderno del catechismo in mano…

E’ stata una bellissima idea quella di andare a piedi. Avevo bisogno di un’emozione positiva.

Emanuele

5 commenti » Scrivi un commento

  1. Ma che carino. E perchè non tenersi in contatto ancora , almeno per cercare di ricordarti il suo nome …

    • Sai, è un’idea pazza e malsana, ma da alcuni mesi penso che sia sbagliato costruire legami qui, in questa città che sto per lasciare. Non tanto perché voglia rimanere senza amici, quanto perché so che la vita, il tempo e la distanza, cambieranno le cose e quelli più stretti sono quelli che inghiottirò più lentamente. Ho già tanti amici che – so già – mi mancheranno parecchio, perché aggiungere persone alla lista? Si lo so, è un’idea malsana, ma per certi versi è un po’ meglio ricominciare a seminare dove mi stabilirò…
      Ciao,
      Emanuele

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