Odori e sapori.

Oggi sono andato a comprarmi il portafoglio. Che comprarsi un portafoglio non é che sia una gran cosa da raccontare… però il mio era un portafoglio vecchio. Me l’aveva regalato la mia ex fiancée e l’aveva usato lei praticamente quando era adolescente. Così era vecchio, logoro, nero. Dell’Invicta. Chi se li ricorda più gli zaini Invicta? Quelli con le fibbie sottili, con le tasche coloratissime, con gli spallacci in cui il marchio si ripeteva una decina di volte.

Ecco. Avevo un portafoglio che non era più il caso d’uscir di tasca, non tanto perché fosse vecchio, quanto perché sono cresciuto con l’insegnamento che i regali – si, son belli – ma le cose comprate coi propri soldi lo son di più. E allora ho detto di no.

Ho detto di no a mia madre, qualche mese fa, che voleva regalarmi un portafoglio nuovo. No, doveva essere mio questa volta. Fosse stato un regalo sarei caduto, nuovamente, nell’ennesimo circolo. Vizioso e viziato.

Questa volta ho un portafoglio di pelle. E’ nero, ma è di pelle. Non è la mia pelle ed ho dimenticato di chiedere alla commessa di che animale sia. Però è un po’ più serio del precedente e fa un buon odore. Fa l’odore di una cosa comprata, di qualcosa che ho voluto per tanto tempo ma che – avevo già deciso – non sarebbe arrivata prima che avessi trovato un posto di lavoro.

Perché i regali son belli, ma ciò che riesci ad ottenere col tuo impegno, ha un gusto totalmente diverso.

Emanuele

Io mandari… no!

Che poi ogni tanto spunta qualcuno o qualcuna da queste parti dicendomi che scrivo bene. E allora io guardo le statistiche e mi accorgo che, nonostante tutto, oltre quel migliaio di visite al giorno non si va. Così penso e rifletto e mi convinco che dovrei provare a scrivere in inglese o in cinese, che su internet sono lingue ben più diffuse, per ampliare il pubblico potenzialmente interessato.

Anzi, proprio il cinese, come continente in piena espansione promette bene… e io sarei anche disposto ad impararla quella lingua lì. Potrei persino trovare una cinese, mi dico. Lei sarebbe la mia mandarina e io il suo mandarino.

E’ questa cosa del mandarino a bloccarmi però. Perché io come altro frutto mi ci vedrei, ma come mandarino non so.

«Ciao mia bella mandarina», le direi io ogni mattina stropicciandomi gli occhi. «Ciao mandarino mio» mi risponderebbe lei dall’altro ramo. «Vieni un po’ qui mandarina, vieni più vicina a me che ti do una frullata mattutina!» attaccherei io con una gran voglia di donarle la prima dose di coccole mattutine.
«Lo sai che non posso mandarino mio, ho un capello impigliato al ramo e non riesco a liberarmelo: ho provato con qualsiasi balsamo!» risponderebbe lei con l’aria – un po’ seccata ed a tratti imbronciata – di chi ripete la stessa cosa, amorevolmente, per l’ennesima volta.
«E allora buttiamoci mandarina mia, buttiamoci giù insieme tra quelle foglie! Al mio segnale tratteniamo la buccia e balziamo giù!» continuerei io, con la speranza di chi non vuol arrendersi mai.

Ma mandarina non sa come buttarsi giù e il tempo passa per entrambi finché un bella mattina, al mio “buongiorno mandarina mia” non sentirei risposta. Mandarina nella notte è finalmente caduta giù e potrei persino raggiungerla presto ma guardandola attentamente delle macchie scure e verdoline sulla sua pelle mi metterebbero i brividi e mi verrebbe, probabilmente, voglia di scappare dall’intero frutteto.

La morale insomma, amici miei, è che io con una mandarina così non saprei proprio stare e facciamo che mi tengo i miei mille visitatori al giorno e non mi trasformo in un mandarino che a furia d’aspettare diventa aspro e molliccio! 🙂

Tra l’altro, se mi trovassi un’italiana potrei trasformarmi – al massimo – in spaghetto, pizza o mandolino (che gli italiani – si sa – son tutti così!) e la storia da raccontare sarebbe decisamente più avvincente…

Non ricordo più cosa volevo dirvi all’inizio…

Emanuele

Fischiettando “Una pietra, dopo l’altra…”

Vado veloce che è già tardi! Innanzitutto la prima bella notizia di oggi è che nel pomeriggio ho formalizzato il contratto. Mettere quella firma è stato paurosamente bello anche perché sono cose che, secondo me, non si dimenticano mai nella vita. Ho il contratto nella borsa del lavoro e l’avrò già letto una dozzina di volte! :joy:

La novità che vi avevo preannunciato ieri però è un’altra: da oggi non vivo più a casa!

E’ bello pensare che lo stesso giorno in cui ho firmato il contratto dormirò altrove: mi sembra di girare una pagina immensa di uno dei più grandi quadernoni mai visti. In pratica inizio un periodo di convivenza con gli altri due idioti (che mi leggono 😎 ) con cui prenderò l’appartamento. Loro hanno già casa e avevano una stanza libera… magari nei prossimi giorni vi racconto meglio!

Bene, avevo detto velocissimo e così è stato! Gute Nacht!

Emanuele

Go on, go on, leave me breathless!

Un amico dice che ho un culo immenso in questo periodo e questa volta ho persino battuto nel tempo il 2009 ed il 2010 che mi avevano regalato un 30 ed un 30 e lode rispettivamente il 13 ed il 15 Gennaio!

Come sapete il 3 sarebbe dovuto scattare il contratto. Nelle previsioni sarebbe stato un “contratto di formazione lavoro” da rivedere dopo 18 o 24 mesi. In questi giorni ho aspettato pazientemente che tornassero dalle feste prima la segretaria che se ne occupa e poi lo studio dei commercialisti che gestisce gli atti legali dell’azienda.

Ieri il boss viene da me e senza tanti giri di parole parte direttamente con: “Emanuele, sembra che per quel tipo di contratto i tempi saranno lunghetti…”, io nel frattempo mi stavo preparando a dire “vabbé, non importa, basta che arriva…” visto che non bisogna mai essere preoccupati più del dovuto, quando continua “così ti assumiamo direttamente a tempo indeterminato!”.

Contratto Emanuele

Ecco. Ho una fortuna immensa!!! :joy: Perché non solo ho avuto il lavoro ancor prima di laurearmi, non solo mi pagheranno attraverso un bonus il mese senza contratto, non solo mi si prospettava un ottimo contratto invece di finire, per anni, come tanti giovani con contratti a progetto… ma, addirittura, inizio direttamente con una sicurezza che per molti è una chimera! Da oggi, ufficialmente, sono un lavoratore per l’ISTAT e l’INPS… adesso aspetto di firmare il contratto! :joy:

Mi lascia realmente senza fiato e senza parole questo periodo che ormai si trascina da vari anni… è qualcosa che sicuramente sta scalfendo ciò che sono dentro, qualcosa che negli anni futuri non potrò dimenticare. Sto saltando varie tappe in una maniera incredibile: nessun periodo di disoccupazione, nessuna difficoltà nel cercare lavoro via internet o con colloqui dal vivo, nessun pensiero persino nell’avere garanzie per un futuro stabile! Vivo ogni giorno in miracoli sempre più grandi e tutto – io lo so – iniziò quando smisi di chiedermi il perché delle cose per fare la cosa più stupida che possa esistere: Affidarsi.

Emanuele

PS: tra 24 ore c’è già in cantiere un’altra novità ma… ripassate domani, per oggi accontentatevi di questa! 😎

Basito. :-|

L’ho trovato per Capodanno, conservato in alto su un mobile, a casa di mio cognato. Non potevo non fotografarlo… 🙂

Macina caffè - Faccina basita

Secondo me era dispiaciuto d’esser finito lassù.

Emanuele

PS: ovviamente è entrato di diritto nel mio piccolissimo set di volti dal mondo