
Lo stolto cerca la felicità nelle cose lontane; il saggio la trova sotto ai propri piedi.
James Oppenheim (poeta statunitense)
Emanuele

Lo stolto cerca la felicità nelle cose lontane; il saggio la trova sotto ai propri piedi.
James Oppenheim (poeta statunitense)
Emanuele
Due giorni volati alla velocità della luce ed ho miliardi di cose da raccontare. La prima è che ho fatto 40km per raggiungere degli amici per una nottata a Risiko prima e Fifa poi ed ho perso indegnamente ad entrambi i giochi battendo qualsiasi record di sfiga-al-gioco: sono fortunato in amore? No… l’amore è un gioco alla fine. 😐
Poi son distrutto perché da due giorni mi son trasformato – nuovamente e per l’ennesima volta – in falegname. Stiamo costruendo una specie di cabina armadio per i cappotti (strafiga) in una nicchia che era stata lasciata vuota appositamente quando i muratori pimparono casa.
La cosa più bella da raccontare di questo weekend però è che sto cercando casa! Attendo che un paio di agenzie mi chiamino per andare a vedere alcuni appartamenti… :joy:
Questa è – per voi – la prima sorpresa di questo 2011 che inizia decisamente con la giusta dose di novità!
Era un progetto che mi frullava da mesi nella testolina. Gli amici più stretti san già tutto ma sul blog mi andava godermi una felicità per volta (che ci son giorni in cui le avrei divise volentieri…). In pratica non è che voglia fuggire da casa o avverta chissà che fastidio nell’avere i miei vecchi attorno, semplicemente però… è giusto così.
E’ giusto per varie ragioni. La prima è che per ora per raggiungere il lavoro faccio quasi 80km al giorno e oltre 3 ore di viaggio… e questa cosa alla lunga diventa insostenibile non tanto per i consumi quanto per la mia resistenza: alcune sere crollo a letto prima di cena perché è assurdo fare oltre un’ora e mezza di viaggio semplicemente per tornare a casa (non è un eufeismo, ho fatto anche due ore piene certe volte!). Amo guidare ma qui si sfiora la sensazione di partire – nel senso più aulico del termine – da casa ogni mattina. Non me ne lamento perché per ora lavorerei persino legato sottosopra ma è da stupidi non provvedere…
Poi non mi sembra il caso diventare uno di quei mammoni a vita. Ho Avrò uno stipendio, ho un lavoro stabile, così, perché non devo gestirmi in tutto e per tutto da solo? Alla fine, l’anno scorso ho dato – a me stesso – ottime dimostrazioni d’essere in grado di occuparmi di tutto il resto: dalle bollette, alla spesa, alla lavata settimanale e questa volta sarà dieci volte più bello poterlo fare con una indipendenza economica! 🙂
Anzi, amici telespettatori, se avete intenzione d’affittare a prezzi umani un trilocale nella zona ovest di Milano contattatemi privatamente che potrei essere interessato! 🙂
Emanuele
PS: il titolo è un tributo ai Coldplay perché il pianoforte di quel pezzo mi mette i brividi, ma non solo…
Ogni tanto è giusto dire le cose come stanno.
Da quando, nel 2007, son passato a Mac, la mia esperienza al computer è totalmente diversa. La differenza fondamentale, nelle operazioni più comuni, non la fa l’hardware più potente quanto un software più utilizzabile, stabile e rifinito.
Non mi dilungo – se volete possiamo farlo nei commenti – ma il mio MacBook l’ho comprato nel Dicembre 2007 e da allora non ha mai avuto bisogno di una formattazione. Va avanti come una roccia. Non ho nessun antivirus o firewall esterno installato (che sotto Windows appesantiscono abbastanza il sistema) e nonostante ciò, non ho preso alcun virus o worm in tutto questo tempo (sebbene mi sia divertito a rimuovere manualmente quelli trovati nelle penne usb degli amici…).
Credo d’essere un utilizzatore avanzato e “pesante” dello strumento. Lo uso per fare di tutto, in alcuni periodi ha avuto in dual boot Windows, in altri Linux. Un bel giorno ho persino cambiato hard disk ma OS X non si è mai scomposto e va avanti imperterrito.
Oggi esce un aggiornamento e guardando l’uptime mi accorgo anche di aver superato il precedente record: non riavviavo o spegnevo il Macbook da 48 giorni. In pratica l’ultimo riavvio è stato a Novembre 2010, presumibilmente per qualche altro aggiornamento.
Riuscite a fare una cosa simile sotto Windows? Per quel che ricordo io, dopo qualche giorno d’utilizzo, un riavvio oltre ad esser necessario era consigliabile. Raggiungete un uptime così lungo, dopo anni senza una formattazione?
Da tempo sono curioso di formattarlo. E’ assurdo. Vorrei vedere se realmente possa guadagnare qualcos’altro in prestazioni perché per ora lavora come il primo giorno e la batteria mi dura oltre tre ore. Credo proprio che a meno di uno strabiliante lavoro dei concorrenti, sarà dura per me abbandonare il mondo Apple.
Emanuele
Semplicemente, da ieri, mio fratello e mia sorella sono in giro per Parigi. Li ho anche visti con FaceTime mentre cenavano accanto il Moulin Rouge e la settimana prossima mia sorella fa anche quattro giorni ad Amsterdam.
Perché son felice io? Perché – qui a Milano – fin ora ho dormito sul divano letto lasciando la stanza tutta per loro e nei mesi passati, non ho avuto il tempo di raccontarvelo, ma ho dormito persino a terra col sacco a pelo e lo stuoino che – mi dico sempre – se uno non ha grande capacità d’adattamento nella vita ha poco senso averla solo agli scout per un puro esercizio di stile! A Palermo eravamo abituati diversamente (praticamente una stanza l’uno) ma bisogna essere in grado di adattarsi ad ogni condizione! 🙂
Così da ieri ho la stanza libera, per qualche giorno potrò svegliarmi senza dover liberare il soggiorno o andare a dormire senza sistemar le coperte ed è bellissimo visto che sono in vacanza dal lavoro fino a lunedì prossimo… 🙂
Bisogna gioire delle piccole conquiste… anche se temporanee! :joy:
Emanuele
Ogni tanto vorrei scrivere uno di quei post lì. Uno di quelli sporchi, rozzi, coi verbi tutti a casaccio e scoordinati tra loro. Vorrei provare l’ebbrezza dell’amatriciana di parole, il gusto genuino di un testo fatto in casa.
E allora mi metto seduto comodo e tranquillo, come se non avessi più nulla da fare fino alla fine dei miei giorni e tento l’impresa. Butto giù due o tre righe. Bellissime. Il correttore ortografico sviene. Gli errori zampillano e i tempi dei congiuntivi cozzano come i cavoli a merenda.
Penso – gongolando tra me e me – “questa volta ci sei riuscito Emanuele. Stai scrivendo proprio con la stessa naturalezza con cui uno scaricatore di porto erutta dopo un sorso di birra fredda”. Sorrido sornione e continuo per altri cinque minuti così, convinto che sia possibile pubblicare qualcosa di veramente illeggibile.
Ma quando son quasi arrivato alla fine, puntuale, un incredibile senso di colpa mi assale. Mi vien paura di mettere online certe corbellerie che magari, mi dico, chi passa veloce da qui pensa che questo è il blog di un contadino. E allora, in tutta fretta, inizio a scorrere dal basso verso l’alto il testo e correggo forsennatamente ciò che non va. Riguardo i tempi, sposto le virgole, seleziono meglio le parole.
A quel punto, lo so, l’amatriciana è morta e vi beccate queste pastine da ospedale.
Emanuele
Sono così nerd che in un testo stampato mi accorgo se al dattilografo è scappato uno spazio in più e non si tratta di una distanza maggiore tra le parole dovuta alla giustificazione del testo.
La cosa assurda è che mi da addirittura fastidio. 😐
Emanuele
Questo è un post realizzato insieme al sito PokerListings. Dato che l’anno scorso ho imparato a giocare a poker texano, mi hanno contattato per pubblicare questa guida sui tipi di poker… e visto che siamo in periodo di feste penso possa risultare interessante. 🙂
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Il poker è un gioco che presenta moltissime varianti alcune molto diffuse altre meno; anche il Texas Hold’em è una delle possibili varianti del poker ed attualmente quella più famosa e giocata. Volendo schematizzare il più possibile per illustrare le diverse varianti del poker conviene iniziare indicando che queste possono essere raggruppate in tre categorie:
La specialità più “vecchia” è proprio il Draw Poker, ossia quello a 5 carte e proprio da questo si sono evolute le specialità dello Stud Poker:
La seconda categoria è definita Community Card Poker:
L’ultima categoria è la Draw Poker suddivisa anch’essa in più specialità:
C’è poi una variante estremamente complessa e riservata quindi ai giocatori più esperti ossia il Poker H.O.R.S.E, che comprende in sé l’Hold’em, L’Omaha, il Razz, il Seven Card Stud e l’Eight; anche questa specialità è giocabile alle WSOP.
E adesso, chiamate almeno cinque amici e apriamo le danze! 🙂
Emanuele
Ed è incredibile come la vita possa essere variegata. E’ incredibile come possa aver passato le ultime due ore e mezza a scrivere una lettera. Una lettera intitolata in modo decisamente singolare.
I colpi di scena, all’ultimo, sorprendono sempre la platea.
Una lettera indirizzata al mio papà. Una lettera che, so già, amerò per sempre leggere e rileggere.
Chiudo gli occhi,
Emanuele