Ieri sera ho spento il computer un po’ prima. Ho girato la sedia, ho socchiuso la porta, ho spento la luce e… mi sono messo a guardare il mio acquario.
Mi sono divertito a seguirli una buona mezz’oretta… con calma ed in silenzio.
Ho appoggiato le braccia sul mobile e la faccia subito sopra… e sono rimasto li, con il naso a pochi centimetri dal vetro.
Ero con loro… perché con il buio della stanza i pesci riuscivano a vedere oltre… ed ogni mio movimento, li faceva schizzare via.
Ogni tanto ho provato anche ad immedesimarmi nel loro respiro ma ho dovuto smettere presto perché tengono un ritmo affannoso per un umano.
Era bello vedere come, ogni tanto, bastasse semplicemente chiudere un occhio di colpo per far spaventare il più piccolino… 🙂
Appena il timer è scattato ed ha spento la luce, il mio bel gioco è finito.
Allora ho preso il libro “Il cammino di Santiago” che, in realtà, sto leggendo da mesi e sembra che non debba finire mai.
Però, appena lette le prime pagine del capitolo che avevo lasciato a metà, mi son reso conto che… è bello anche così.
Questo libro mi sta accompagnando da oltre un anno. Lo sto interiorizzando lentamente…
Il cammino di Santiago io l’ho percorso anni fa… e così molto spesso, durante la lettura, cerco anche di immaginarmi certe sensazioni vissute li. E’ un bel viaggio.
Ieri sera, prima di addormentarmi, mi sono appuntato una frase che lascio anche a voi… perché è da tempo che dico a tante persone che io non mi preoccupo del mio futuro per un motivo ben preciso…
Secondo Petrus, l’esercizio della pesca non era altro che una rappresentazione del rapporto fra l’uomo e il mondo: sappiamo ciò che vogliamo e, con la perseveranza, lo otterremo, ma il tempo per raggiungere l’obiettivo dipende dall’aiuto di Dio.
Tratto da: “Il cammino di Santiago” di Paulo Coelho
Esistono disegni che vanno ben oltre il nostro controllo. L’unica cosa che va tenuto dentro è l’entusiasmo che sicuramente aiuta ad affrontare le difficoltà e a farle sembrare più piccole.
Stasera ho una festa di compleanno di un caro amico… se non torno distrutto (dopo una giornata in biblioteca è anche normale…), cercherò di andare avanti con la lettura… anche se, ormai, ho paura di leggerlo troppo in fretta.
Emanuele


Questa la metto qua perché… è un bel ricordo.