La mia grinta.

Medaglia corsa - Campo estivo 2008Questa la metto qua perché… è un bel ricordo.

Quel giorno ero io il campione tra un centinaio di persone. Era bello e fa sorridere.

Fa sorridere anche perché le medaglie, come questa, le ho preparate anch’io… così, me la sono guadagnata, me la sono costruita e… ci mancava poco che me la consegnassi.

Non sono una persona a cui interessa arrivare primo nella vita, però ricordo bene che quel giorno, avevo la grinta necessaria per battere tutti.

Si, perché correre non è solo questione di gambe, è anche questione di cuore. E io so che quando mi impegno in qualcosa, metto il cuore prima di tutto. E il resto non conta, puoi correre con persone più giovani, più atletiche o più alte di te.

Non si aspettavano la mia grinta quel giorno. E questo periodo è forse descritto benissimo da quella stupida medaglia in legno, che da mesi è rimasta poggiata sul tavolo, con un 1 scritto da me.

Per certi versi, è come se avessi deciso come dovevo essere.

Quel giorno tutti dicevano che era merito della bicicletta che amo usare… e che finalmente avevano le prove che non era solo questione doping alle partite… io in realtà volevo vincere, ma non volevo vincere contro gli altri, mi importava ben poco arrivare primo.

Mi interessava – piuttosto – vincere con me stesso. Dimostrare ad Emanuele d’esser capace.

E… lo sono stato… e lo sono.

E questa grinta è, da tempo, un mio pensiero felice. 🙂

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

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