Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi…

Dottore che sintomi ha la felicità? Mi piace tanto quella canzone di Jovanotti. Ne parlavo già vari anni fa… e ciò che dicevo, è tutt’ora qualcosa in cui credo pienamente.

Io però, in questi giorni, aggiungerei “Dottore, che sintomi ha la serenità?”.

Mi manca, più di ogni altra cosa. Non la ricordo quasi più… e non la vedo né a destra, né a sinistra di casa mia…

Eppure non credo di non starmi impegnando nel cercarla. Sto dando spazio. Sto imparando a stare zitto al telefono per ore intere. Serenità è anche sapere ascoltare certe volte.

Però non basta.

Le rinunce che già accusavo nel 2005 sono diventate adesso qualcosa che non voglio più.

E non vedo vie d’uscita. E così… “io vorrei… non vorrei… ma se vuoi…”.

C’è ciò che non sopporto che mi torna sotto gli occhi, però allo stesso tempo, torna li anche ciò che amo.

E allora, che si fa? Chi fare vincere questa volta? La mia buona volontà nel capire che tutto va costruito, oppure la mia “voglia di serenità” che vorrebbe sempre più spesso dotarsi di un razzo e volare fin sopra qualche satellite di Giove?

Stasera tornando a casa le gomme della 500 puzzavano di bruciato. E io, nella mia mente, cercavo un muro sul quale andare a sbattere… la testa.

Ho imparato che non si può scappare dai problemi ma… come può uno scoglio arginare il mare?

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

7 commenti » Scrivi un commento

  1. Lo argina con calma e pazienza. Uno scoglio non si sposta e affronta il problema.
    Ricorda P|xel, spesso i nostri problemi sono o sembrano grandi … ma dipende SOLO (spesso) dal nostro modo di approcciarci ad essi.

  2. lasciati andare,non opporre resistenza.il passato è passato e adesso non fare niente è la difficoltà maggiore.la resa,l’accettazione che non possiamo fare niente di ciò che abbiamo fatto ma che possiamo fare molto adesso,dovrebbe darti una direzione.

  3. MMM… noto con (dis)piacere che è un periodaccio anche per altri, non solo per me.
    Che sia qualche strano virus che gira nell’aria?

  4. Stanotte ho fatto un sogno. E adesso, più ci ripenso… e più riesco a riconoscerne gli elementi.
    Ho sognato di essere in un punto indefinito della Sicilia e di dover stare “per missione” su un’isoletta deserta. Questa in realtà, più che un’isola era una piccola roccia che usciva fuori dall’acqua. Niente grandi comodità dunque…
    Tra l’altro, nel sogno, avevo difficoltà ad arrivarci. Avevo solamente una zattera e nonostante l’isoletta fosse a poca distanza dalla terra ferma l’acqua era molto agitata, tanto che dovetti chiedere aiuto per farmi trasportare fin li.
    Il sogno s’è incentrato sulla difficoltà di arrivarci e così non so che tipo di avventura sarebbe stata stare li.
    Ho voglia di serenità… però non riesco a raggiungerla.
    Emanuele

  5. Molto bello.

    Pensa che io continuo a fuggire, dai problemi, e da un qualcosa che non dirò e non ammetterò mai.

  6. Ci vuole tempo per trovare la serenità e bisogna imparare anche a diventare un pò più egoisti e capire cosa ci può far bene e cosa no e almeno fino ad aver raggiunto quella serenità cercare di scegliere “la cosa migliore” X TE

  7. Pingback: Mi era sfuggito… - …time is what you make of it…

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