Regola #3: Io penso positivo perché son vivo.

“Gianni… l’ottimismo è il profumo della vita!”. Se non sbaglio diceva così uno spot televisivo di qualche anno fa. 🙂

Perché concentrarsi su ciò che non si ha o che non si è invece di ricordarsi tutte le fortune che si hanno?

Esisterà sicuramente almeno un motivo per sentirsi fortunati. Chi non lo trova sta solamente mettendosi le mani davanti agli occhi…

Essere ottimisti è un consiglio, ma anche un dovere.

Essere pessimisti innanzitutto è in contrasto con la prima regola… e poi da bravi cristiani, dovremo essere uomini e donne di speranza.

Dove finisce la nostra Fede se diventiamo pessimisti? Il diavoletto è subdolo… e non agisce solamente sulle azioni che compiamo verso gli altri… ma anche con l’umore con cui affrontiamo la nostra vita.

Dio è risorto per noi. E’ risorto perché la sua luce si diffondesse tra noi.

Ecco, il pessimismo è come coprirsi e non farsi abbracciare da questa luce. E quel mantello… beh, avete capito chi lo fornisce…

E poi… ti rendi conto quanto sia stupido esser pessimisti?! Ti credi il mago Zurlì? Pensi di poter prevedere il futuro? Preoccuparsi in maniera eccessiva del futuro ti aiuterà tanto quanto masticare una caramella.

Kahlil Gibran disse: “com’è cieco colui che immagina e progetta qualcosa fino ai più realistici dettagli”.

Penso positivo perché son vivo.

Accontentarsi non è un peccato. Può denotare anche saggezza… perché la storia è piena di persone che cercando di conquistare il mondo morirono con un pugno di sabbia (o una spada nel petto…).

Va male qualcosa? Va male un esame? Hai litigato con qualcuno per qualcosa? Qualcuno disse “prometto di fare del mio meglio”. Non disse “prometto di riuscire in tutto”. Non siamo super-eroi… abbiamo però il dovere di dare il massimo, perché non possiamo sprecare i nostri talenti. Se si riesce… bene, altrimenti potremo dire, con serenità, di aver fatto tutto ciò che era nelle nostre capacità.

Siamo vivi, e questo è già sufficiente per esser positivi. Siamo vivi… e sicuramente intorno abbiamo tantissimo: valorizziamolo!

C’è un mondo da scoprire… non concentriamoci solo su alcuni aspetti, questa “chiusura mentale” ci precluderà la possibilità di vivere tutto il resto…

Emanuele

PS: ovviamente, se siete il mago Zurlì e siete capitati da queste parti, telefonatemi al 32065… che ho un paio di domande su un gioco di prestigio che non mi riesce mai… 😎

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive con sua moglie in una casa con un ciliegio e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

14 commenti » Scrivi un commento

  1. “chi si contenta gode” come dice un vecchio detto. Non posso che trovarmi nuovamente d’accordo con te.
    Ciao

  2. Beh Nicco… va fatta una precisazione però.
    Non bisogna mai “accontentarsi” per lavativismo. Se le cose vanno male bisogna combattere. Il punto è imparare a riconoscere i propri limiti e per tanto accettare tutto il resto positivamente.
    Io ad esempio di me non sono mai contento… e questo però penso mi aiuti a migliorarmi.
    Ciao,
    Emanuele

  3. Io accetto i miei limiti ad esempio, che sono una miriade. A volte mi sembra di essere troppo indecente e troppo limitato per certe cose ma accetto la situazione 😛 . Perchè l’importante alla fine è metterla tutta non credi?
    Però c’è la metto sempre tutta per cercare di migliorarmi, questo si deve proprio dire. :joy:

    P.S. ti confido un segreto… shhhh…. a volte mi sembra che tutto e tutti siano meglio di me… 😛 shhhh 😀

  4. Questi tuoi consigli cadono proprio a fagiolo in questo mio periodo… sto cercando di seguirli, anche perchè li ritengo piuttosto validi, ed in un certo senso li ho sempre pensati anche io… solo che non ho mai trovato la motivazione giusta per metterli in atto.

    Volere è potere, e io in questo momento voglio molto…

  5. Davide, mi fa molto piacere che quanto scrivo non rimane solamente un mucchio di lettere.
    Sono consigli, semplici e “scontati” probabilmente, però averli davanti gli occhi aiuta a non dimenticarli.
    E credimi… stan facendo tanto bene anche a me che li ho scritti.
    Ciao,
    Emanuele

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