N70 – Prime impressioni.

Nokia N70Da un paio di giorni sono possessore di un Nokia N70 e devo ammettere di dover quanto meno rivedere quanto detto in passato dei cellulari degli ultimi anni.

E’ vero, il mio ex 3650 mi permetteva di fare le stesse cose dell’N70… ma, c’è modo e modo di farle.

Devo riconoscere che i cellulari in questi anni sono *cresciuti*. Questa crescita però, la leggo come il passaggio da Windows 98 a Windows XP. Per intenderci, si lavorava ugualmente ma… l’user-experience (in italiano “usabilità”… ma i termini inglesi rendono tutto più dinamico certe volte…) avvertita è completamente diversa.

Innanzitutto l’hardware è migliorato: la ram è passata dai 3,5mb del 3650 ai 32mb dell’N70 e la velocità del processore è salita da 104 a 220 mhz. Questo, insieme alla nuova versione del Symbian effettivamente permette tante piccole soddisfazioni in più.

Sebbene il peso sia rimasto uguale, il cellulare incorpora in un volume più piccolo 2 fotocamere ed un chip UMTS ma tristemente, lascia a casa la porta infrarossi.

I passi in avanti però non li leggo in tal senso… non mi piacciono i cellulari che si perdono dietro un mignolo, così non ero alla spasmodica ricerca di qualcosa di miniaturizzato: al contrario, la tastiera dell’N70 la trovo troppo piccola (il tasto più scomodo da premere?! il 2!).

Mi piace invece la possibilità di aprire file pdf, documenti e presentazioni in powerpoint senza particolari problemi (impossibile riuscirci con il 3650 per via dell’hardware poco prestazionale).

Mi piace anche la nuova PC Suite (diversa da quella destinata al 3650), molto più organizzata e funzionale: in pochi clic è possibile leggere o inviare sms, salvare le nuove foto e/o video realizzati (con la possibilità di farli cancellare automaticamente dal cellulare) e sincronizzare la posta e l’agenda con il proprio client. Anche la rubrica è finalmente gestibile tramite il computer: i vecchi tempi alla ricerca di Oxygen Software per la gestione della rubrica sono finiti!

Insomma, l’N70 risulta uno strumento maggiormente integrato con il computer. Tanti piccoli accorgimenti che si sommano insieme. Un ulteriore esempio? L’active desktop che permette di avere l’accesso diretto a 5 applicazioni e la visualizzazione degli impegni e delle note della giornata direttamente sul desktop.

Il bluetooth in versione 2.0, meno assetato di risorse e più veloce, permette anche più connessioni simultanee e fa dimenticare lentezza dei trasferimenti bluetooth del 3650.

Il “Nokia Music Manager”, se la radio dell’N70 non vi bastasse, strizza l’occhio ad iTunes con playlist, gestione della collezione musicale e riempimento random della memoria del cellulare. Rimane comunque un “fratellino” in quanto, oltre a non avere un misero form di ricerca (se lo son dimenticati?!?!) al momento si sta divertendo a crashare ogni volta che tento di riempire di musica il cellulare… (mi auguro una maggiore stabilità nelle prossime versioni, sebbene quella in uso sia appena uscita…).

Non mi dilungo sulla qualità delle foto, sul display lcd con più colori e l’audio stereo in quanto, sinceramente, le caratteristiche del 3650, per l’uso che ne facevo, erano più che sufficienti.

Un appunto lo darei invece alla radio: mi chiedo perché costringere l’utente all’utilizzo degli auricolari (forniti comunque in dotazione) come antenna invece di integrarne una piccolina lungo il perimetro del cellulare. Non avendoli sempre con se, la radio diventa una funzione non sempre sfruttabile.

Per finire, anche la confezione è finalmente degna di chiamarsi tale: a corredo del cellulare ho trovato una memory card da 64mb, un laccio da polso, il caricabatterie, il cavo usb, un adattatore per i vecchi caricabatterie Nokia, gli auricolari, una pezza per pulire il display dalle ditate e… un bel manuale da 150 pagine che senza dubbio non mi sfuggirà! 😉

Emanuele

PS: tristemente invece… la mmc acquistata su Bow.it (512mb rs-mmc della Kingston) funziona con difficoltà sul Nokia (ho provato anche con il 6630 di mio fratello) mentre va alla grande con la fotocamera. Spedirla indietro? Tenersela? Venderla? Bel dilemma per 11€…

Hacking contatore Enel: come aumentarne la potenza

Ogni tanto la “conoscenza” diviene qualcosa che spinge oltre l’etica… e così, pubblico qui un articolo che lessi anni fa e che ho ritrovato per caso in questi giorni.

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Di seguito un’interessante news redatta da Luciano Rebuttini.

Cari amici, l’articolo che vi mando non è scientifico; ma dato che noi con la corrente tanto in casa che per la nostra attività ci sguazziamo dentro, vi porto a conoscenza del bel regalo truffaldino che l’enel ci sta preparando e come fregarli a nostra volta.
Ciao ed a presto rileggervi.

IL NUOVO CONTATORE ENEL GEM 2002 – GUIDA ALLA SOPRAVVIVENZA
Ovvero: come aumentare da soli e gratuitamente la potenza da 3 a 6Kw.

Premessa
ENEL ha iniziato ad installare in tutto il territorio i suoi nuovi contatori GEM 2002, sostituendo quelli vecchi che da decenni funzionavano benissimo.
L’operazione è apparentemente a carico di ENEL, e non degli utenti. In quasi 5 milioni di abitazioni italiane il contatore GEM è già in funzione, almeno altrettante abitazioni presto lo riceveranno in gradito omaggio molto presto; alla fine saranno 27 milioni i contatori rimpiazzati.
Gradito? Sapete come funziona il nuovo contatore GEM ? Ma poi, che significa GEM?
GEM è un acronimo di Gestione Elettrica Migliorata (o qualcosa del genere, subdolo a sufficienza), ed è un apparato con controllo digitale dei consumi, in tempo quasi reale. E’ stato progettato e prodotto dalla Echelon Corporation americana, società partecipata all’8% direttamente da Enel. Date un’occhiata alla loro pagina www.echelon.com/about/press/2000/stockSaleEnel.htm, prevedono di installarne 27 milioni!! Costo degli apparati: 130 milioni di dollari, buon per loro.
Al suo interno, un vero e proprio computer, che monitorizza costantemente lo stato di utilizzo della rete, ed è in grado di “dialogare” teoricamente con la centrale adeguando i carichi sul territorio. L’apparecchio è diabolico. Ogni famiglia italiana da decine d’anni ha un contratto enel che prevede erogazione per 3 Kw (chilowatt), a fronte dei quali paga un canone oltre ai consumi. La tolleranza (ovvero la capacità di sopportare carichi superiori) dei vecchi contatori è ampia, e se capita che salti la luce, quasi certamente c’erano accesi apparecchi con consumi elevati, come ad esempio una lavatrice ed una lavastoviglie allo stesso tempo. Oppure il microonde, il forno elettrico, lampade alogene ed una stufa. Il contatore staccava, perché il carico era davvero eccessivo.
Con il GEM installato, le famiglie italiane si sono di colpo trovate di fronte ad un problema. Il GEM stacca con precisione e senza tolleranza. Accendete il forno elettrico, provate ad asciugarvi i capelli mentre l’arrosto cuoce: salta la luce. L’asciugacapelli non può funzionare insieme al forno. Scordatevi la lavatrice. Se cucinate non lavate, se lavate non asciugate.
Per fortuna c’è una soluzione: con soli 200 euro (quattrocento mila vecchie lire, mica noccioline) potete “estendere” la capacità del contatore, portandola a 4,5 Kw, o anche più. Aumenta anche il canone, di 80 euro al bimestre, naturalmente. Indovinate a cosa servono le 200 euro? A ripagare il contatore e la sua installazione!
Poi vi ritrovate un canone più costoso, e le stesse identiche prestazioni del contatore vecchio. Perché la corrente disponibile con il GEM tarato per 4,5Kw senza tolleranza, è la stessa del vecchio contatore da 3 Kw che era molto tollerante. Insomma, siete stati buggerati.
L’associazione dei consumatori si sta muovendo, perché i reclami si sprecano. Inutile chiedere di controllare il contatore: il GEM funziona benissimo, e l’uscita per controllarlo è tariffata 50 euro.

Tutto questo è vergognoso. ENEL ha deliberatamente escogitato un piano per estorcere, in pieno regime di monopolio e quindi senza alternative per le sue vittime, 200 euro a famiglia italiana per il nuovo contatore, oltre ad un canone annuo maggiorato di quasi un milione di vecchie lire. Ci sarebbero gli estremi per muovere il parlamento, e tirare giù dalle sedie i nostri politici con il cervello atrofizzato. Per fortuna c’è una soluzione.
Un po’ di teoria…

Il GEM ha una “porta” di accesso remoto a raggi infrarossi, simile a quella presente sui telecomandi dei televisori, sui telefonini, e sui computer portatili. La vedete nella foto. Per la sua configurazione, non serve un cavo speciale: il personale si interfaccia con il vostro contatore semplicemente avvicinandosi a meno di 30 centimetri, e lo fa naturalmente con un computer portatile.

L’accesso è protetto per impedire di accedere all’apparato senza essere autorizzati.
Gli apparati GEM ricordatelo sono computer, ed eseguono semplicemente un programma.
Nel display a cristalli liquidi potete visualizzare in qualsiasi momento lo stato di funzionamento, il carico istantaneo, i parametri di configurazione tra i quali.. la potenza tollerata. Dice 3.6Kw: il vostro contratto è di 3 Kw, e il GEM tollera 600 watt per un minuto. Lo stacco avviene dopo un minuto dall’eccesso di assorbimento. Per visualizzare i parametri, si utilizza sempre lo stesso tasto, l’unico presente sul GEM.

Il contatore GEM parla con la centrale per comunicare i consumi E PER COMUNICARE LE VARIAZIONI LOCALI AL CONTATORE. Per il resto, i contatori stanno zitti ed il server pure, in attesa di loro eventuali notizie.

Per nostra fortuna, chi ha programmato il GEM ha previsto una condizione di emergenza denominata “network fault”, ovvero “guasto di rete. La condizione di “NF” si verifica teoricamente quando il GEM SERVER centrale, che controlla e pilota i contatori (e li legge), cessa per qualsiasi motivo di funzionare. Il “dialogo” tra server centrale GEM e contatore GEM dell’utente avviene tramite rete elettrica mediante onde convogliate, lo stesso principio usato – per esempio – dagli interfoni, e dalle reti dati di questo tipo. Enel prevede di utilizzare lo stesso sistema per offrire connettività ad internet. Un interessante articolo lo potete trovare su http://www.geocities.com/ik4nyy/cavi_elettrici.html (è datato, ma va bene lo stesso) oppure cercate su Google ‘ “onde convogliate” Enel ‘ , capirete di cosa stiamo parlando. Orbene, se il server centrale saltasse, qualcuno potrebbe “trasmettere” sulla rete elettrica al suo posto, pretendendo di essere il GEM server, e spegnere o alterare i contatori, mettendo al buio l’Italia intera. E’ un’eventualità remota, ma non impossibile: per questo, i contatori in mancanza di dialogo con il server centrale entrano in Network Fault, fase durante la quale cessano di dialogare con il server, e rimangono in attesa di un suo “risveglio ufficiale”.

Se avete letto con attenzione quanto sopra scritto, avrete certamente identificato una possibile condizione anomala, che è quella che andiamo ad esaminare.

Che succede se il contatore GEM entra in Newtork Fault ma il GEM server non lo sa?

Il server e il contatore NON si parlano.
Quindi, se per ipotesi fosse possibile:
A) metterlo in condizione di Network Fault
B) riprogrammare il GEM
C) toglierlo dalla condizione di Network Fault

Il server centrale non ne saprebbe niente, i consumi sarebbero normalmente registrati… ma la configurazione del GEM rimarrebbe quella nuova.

E’ esattamente quello che siamo riusciti ad ottenere. Utilizzando un PC portatile con porta infrarosso (ce l’hanno tutti!), collegandoci con il GEM semplicemente avvicinandoci alla sua porta infrarosso, mandando una sequenza di autenticazione locale, richiedendo la condizione di Network Fault in modo manuale (da menù di test dell’apparato, incredibilmente a disposizione!!), modificando e salvando la nuova configurazione dove il carico è di 6 Kw (il doppio di prima!), ed infine ripristinando la condizione di normalità.

Tempo necessario per l’operazione: con il codice giusto, meno di un minuto!

Cosa succede dopo? Niente. La centrale potrebbe ripristinare il carico da 3Kw. E voi rimettere i 6. Non avete richiesto alcuna modifica contrattuale, quindi non pagate alcun canone aggiuntivo né quei famosi 200 euro. Non avete alterato in alcun modo il contatore, non l’avete aperto, non avete commesso alcun atto illecito. In ogni caso, non potete sapere chi lo ha fatto, perché il contatore (che è dell’ENEL, mica vostro) è in locali pubblici o in strada, chiunque può accedervi.

Dovranno cambiare di nuovo i contatori, o meglio intervenire cambiando completamente il software, uno per uno, e sono milioni! Siete in una botte di ferro. Pagate regolarmente i consumi. Anzi, probabilmente consumate di più di prima! In fondo è quello che volevate: poter consumare di più, lasciando accesa la lavatrice, il forno e l’asciugacapelli allo stesso momento.

La procedura pratica!

Dopo tante chiacchiere sulla teoria, ecco la pratica. Come modificare la configurazione del loro/vostro contatore Enel GEM 2002 senza che la centrale lo sappia.

Una premessa importante:
Vi serve un computer portatile con porta infrarossi, senza nessun programma particolare se non Hyperterminal , che è presente su tutte le versioni di Windows.

Vi serve conoscere il vostro codice di utenza (che non è un segreto per nessuno: SI LEGGE DIRETTAMENTE DAL DISPLAY DEL CONTATORE!! QUELLO DI CHIUNQUE. Ma non approfittatene per abbassare a 1 Kw il contatore del vicino che schiamazza di notte, sarebbe molto grave).

Vi serve conoscere il codice di accesso al vostro contatore, che è un numero formato da: codice di utenza+password di 4 cifre esempio 871.917.721 è il codice di utenza il codice di accesso potrebbe essere: 8719177210000 nel caso la password fosse 0000 … cosa che in alcuni fortunati casi è vera! Sono dei geni. Si sono in molti casi dimenticati di modificare la password da centrale!
Capirete, stanno ancora installando i contatori in giro per l’italia, qualcuno ha anche preso fuoco, hanno altre grane da risolvere al momento.
Comunque, la password va da 0000 a 9999 sono diecimila tentativi (fatti dal computer, mica da voi).
La fregatura sta nel fatto che dopo 3 tentativi sbagliati, occorre aspettare 1 minuto per riprovarci (come con i telefonini). Ma il gioco vale la candela.

Lanciate Hyperterminal utilizzando la porta infrarossi come porta di comunicazione.
I parametri di trasmissione devono essere: 9600 bps, 8 bit dati, 1 bit stop, nessuna parità.
Avvicinatevi al contatore posizionando la porta infrarossi del PC il più possibile vicino alla porta infrarossi del GEM.
Digitate (o copiate con taglia incolla, o mandate con un programma anche scritto in basic) il codice di accesso. Provate con 0000 per prima cosa! In alcuni casi, 1234 è risultato funzionante.

Se il codice è corretto, il GEM risponde mandando la schermata di configurazione.

  1. Entrate nel menù TEST APPARATO (4 invio), poi 8 invio per Network Fault on.
  2. L’apparato risponde con ESEGUITO, e ritorna al menù di prima.
  3. Entrate nel menù CONFIGURAZIONE (1 invio), poi 1 invio per Capacità.
  4. Inserite 6 e poi invio (per 6 Kw, oppure 4,5 con la virgola per 4.5 Kw, non provate valori superiori a 6, potete invece provare valori decimali qualsiasi da 1 a 6 per esempio 3.6 che è quello standard che vi ritrovate a bordo).
  5. Tornate al menu TEST APPARATO, selezionate 8 invio per Nework fault off.
  6. Battete 0 invio per uscire.

Andate a casa e accendete tutto quello che volete. Ricordatevi che pagate i consumi.

Epilogo
Alcuni dettagli importanti: il GEM non invia segnalazione alla centrale se sbagliate il codice. Motivo: eventuali interferenze possono di fatto causare “falsi negativi” sulla porta, provocando in modo continuato inutili allarmi.
L’operatore che si mette col PC davanti alla porta del GEM aspetta un minuto e poi si collega, se ci sono problemi di questo tipo. Il GEM pertanto è programmato per NON inviare segnalazione di allarme sull’accesso mancato.

Per rendere automatica la ricerca del codice, se non è valido quello di default (0000 oppure 1234) sarà disponibile a breve un programmino in basic che lo fa da solo, aspettando correttamente dopo tre tentativi. La centrale potrebbe in futuro cambiare la password, ma la procedura rimane sempre la stessa. Il programmino sarà disponibile tra qualche giorno, lo stiamo facendo senza troppi fronzoli ma perfettamente funzionante: dato il codice di utenza fa tutto lui. Se conosce già la password perché l’ha trovata inprecedenza, si collega, modifica a 6Kw la capacità e si scollega da solo, il tutto in 13 secondi netti!!

Infine, il GEM non può essere aggiornato da centrale. Ovvero: il firmware (il software a bordo del GEM, che lo fa funzionare) deve essere cambiato manualmente accedendo direttamente al GEM in locale. E l’aggiornamento richiede almeno 10 minuti di lavoro per singolo apparato. Oltre alla visita in loco del tecnico. Poniamo che mediamente ci metta 30 minuti per contatore, diciamo che un tecnico riesca a fare 20 contatori in una giornata, ad un costo giornaliero bassissimo.. l’ENEL spenderà per rimettere le cose a posto tra i 35 ed i 50 miliardi di vecchie lire!! Complimenti bella mossa…

All’Enel l’avevano proprio pensata bene, farsi dare 200 euro oltre al canone maggiorato da ogni famiglia italiana. Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi! Il coperchio lo ha fornito un amico americano che ha lavorato sul progetto in Echelon negli Stati Uniti, e ha recentemente cambiato lavoro… trasferendosi qui in Italia.

Aggiornamenti
Onde convogliate: sono utilizzate?
Innanzitutto, meglio chiarire che la maggior parte dei contatori installati (che sono una minima parte di quelli che devono essere installati in Italia) NON sono collegati con la centrale mediante onde convogliate. Lo saranno in futuro, ma è probabile che prima Enel finisca di completare il rimpiazzo dei vecchi apparati. Speriamo tutti che tra un annetto o forse più (data ottimistica per installare 12 milioni di contatori, mi dicono) le associazioni dei consumatori spinte da una massa imponente di consumatori inferociti riesca a negoziare PERLOMENO il cambio di contratto gratuito, com’era all’inizio della farsa. A quel punto il popolo italiano sarà diviso in due parti: quelli che hanno versato le 200 euro, e quelli che non l’hanno fatto.

Password di accesso al contatore

Oltre a quelle di default, 0000 e 1234 sembra essere ricorrente una terza password 3635 (che in effetti corrisponde alle lettere Enel almeno sulla tastiera di un telefonino… si vede che hanno fantasia).
Io non ho riscontri da chi legge queste pagine, perché non mi fido a mettere un indirizzo di email. Ho soltanto riscontri da amici che stanno provandoci, devo dire con risultati contrastanti. In un caso la password era 1234 ma il computer che veniva usato aveva qualche problema con la sua porta infrarossi. Ha funzionato utilizzando un palmare (Palm V) che ha sia infrarossi che terminal emulator.
Non possiedo un palmare, quindi non posso fornire indicazioni per il suo utilizzo anche se sembra più semplice del Pc.

L’idea del secolo…??
Un buontempone di amico mi ha fatto notare che anche i telefonini hanno una porta infrarossi. L’idea non ha né capo né coda: lasciate perdere. Perdereste solo del tempo.

Echelon esiste? Questo sito è una farsa?
Toglietevi il dubbio, fate una ricerca su internet e traete le vostre conclusioni sull’esistenza di Echelon Corporation, sulla partnership con Enel, sul numero di contatori che hanno prodotto, sulle onde convogliate.
Troverete anche un articolo dove si parlava già dei potenziali problemi di quel prodotto, tra cui il rischio incendio, puntualmente verificatosi e documentato da Striscia la Notizia già qualche mese fa (è bruciato un appartamento, e i pompieri hanno dimostrato che a bruciare è stato… il contatore!!!).
E’ evidente che il problema la gente se lo pone quando la corrente comincia a saltare due o tre volte per sera. Questo sito non è una farsa, la farsa è di Enel che ci chiede 200 euro per ripagare il contatore che avrebbe dovuto essere gratuito. Gli scrupoli morali non dovrebbero toccare la nostra coscienza nel provare a riconfigurare il contatore, perché all’Enel non ne hanno avuti nel tentativo di “riconfigurare” il nostro portafoglio.

Ma l’associazione dei consumatori dorme il sonno del giusto o quello del narcotizzato??
Non sappiamo se queste pagine rimarranno visibili a lungo. Potete immaginare quanto sia felice Enel (wind, infostrada, fastweb… tutte società Enel) nel leggerle. Avrà un bel da fare a minacciare di non provarci, ad avvisare che è illegale (e non è vero), a smentire ed in generale a mentire, mentre le nostre associazioni dei consumatori possono fare molto poco.

marzo 2003

Luciano Rebuttini.
Via Della Pace Mondiale 92.
Badia a Settimo
Firenze.

Fonte: Autistici.

——

Personalmente non ho provato… ma sarebbe curioso (e comodo) se il sistema funzionasse a dovere.

P|xeL

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Hostingzoom non va. Oggi il mio blog va più lento di una ruota spinta da un criceto morto e a quanto pare, il disservizio, deriva da un problema all’hard disk secondario (di backup) che essendo stato sostituito si sta sincronizzando nuovamente richiedendo tante risorse al server.

I problemi dovrebbero finire nelle prossime 4-5 ore… e nel frattempo sono tornato a pensare alla magica bellezza dei libri che per i classici problemi di impaginazione, hanno sempre presentato all’inizio e/o alla fine, alcune pagine bianche.

Qualcuno ha riflettuto sul fatto che questa “particolarità” è assente su internet… ed ha voluto ricrearne, artificialmente, la magia.

Io al momento, non ho bisogno di realizzare nulla… il blog, spesso e volentieri, restituisce una misera pagina bianca, aderendo volontariamente al progetto. 😉

P|xeL

Aggiornamento e… 1.5.

Ho appena aggiornato 3 blog alla versione 2.2.1 di WordPress, rilasciata alcuni giorni fa.

Oltre alla risoluzione di alcuni bug (alcuni sono relativi alla sicurezza, per cui vi consiglio di aggiornare…) sono state introdotte un paio di novità riguardanti la gestione dei widgets ed è stata migliorata la possibilità di scegliere il colore del testo tramite la barra nascosta dell’editor avanzato (fate CTRL+SHIFT+V per farla apparire…).

Per la lista dei file cambiati rispetto all’ultima versione, date uno sguardo qui.

Visto che ci siamo… rispondo all’invito di Napolux e vi mostro la mia lista di servizi. Dopo aver fatto mente locale, mi sono accorto di essere molto “1.0”, o… se proprio vogliamo “uno punto cinque”.

Comunicare: IRC, MSN Messenger, Outlook 2003.
Ricerca: Google.
Rss Reader: Sage.
Bookmark: Bookmark di Firefox, (del.icio.us lo uso solo per il “Linkblog“: altro che Tumblr 8-)).
Statistiche: PhpStats, Google Analytics, StatCounter (gli ultimi due in modo mooolto marginale).
Immagini e Video: Youtube (per i video usati nel blog), ho un account Flickr per via della registrazione a Yahoo ma non lo uso.
Musica: Foobar, foobar, foobar (si vede che lo adoro?! ;-)).
Blog: WordPress.
Cataloghi: DueSpaghi.it (molto poco ma apprezzo l’idea).

Da questa lista mi accorgo che sono ancora molto legato alle applicazioni “client side” e che non mi piace tenere tante cose sul web e, se lo faccio, preferisco averne un totale controllo.

Sono consapevole che ormai vivo in una casa “always-on” (un tempo dovevo accendere il computer e collegarmi… ma con un router diventa superfluo persino quello…) ma l’idea di affidare a terzi le mie cose non mi fa dormire totalmente sereno la notte.

E poi… sono sempre stato molto “avaro” nello spendere risorse del mio pc, e così evito tanti servizi 2.0 per *risparmiar banda* (nonostante ormai non sfrutti a pieno neanche quella…). Sarà che sono cresciuto deviato dopo aver provato questo ed aver passato poi un decennio su un Pentium 2 con Windows XP iper-allegerito?? 😡

In definitiva, l’unica cosa che so far bene in stile 2.0 è… vivere! 🙂

P|xeL

PS: non prolungo il meme… chi vuole ne parli, la vera memetica d’altronde è quella, no?

4.

…quando vivremo insieme, ci basterà comprare una sedia, tanto, come vedi… mi seggo sempre in braccio a te…

*

Beh, non so se andrà proprio così… ma sono sicuro che oggi, quattro candeline su una torta ci stiano divinamente.

Emanuele

Guadagnare su internet? Basta un blog!

Purtroppo per voi, non c’entra con la mia recente vincita di 3000 euro tramite internet, però mi rendo conto che questa cosa debba esser detta.

In questi anni questo blog è sempre stato mantenuto per divertimento. Nacque per divertimento nel 2003, quando ancora la blogopalla stava emettendo i suoi primi gemiti. Proprio stasera notavo che in quel periodo, secondo Technorati i blog nel mondo erano meno di un milione (contro gli 82 milioni di oggi). Volendo far la media per le 236 nazioni del pianeta, significa circa 4000 blogger per nazione (ecco che dividendo sempre di più arriverò ad esser persino uno dei primi…): in pratica… se avessi detto ad un mio amico che avevo un blog mi sarei preso in cambio una sberla e qualche minaccia.

Far soldi con un blogAdesso però a conti fatti, dopo alcuni anni di puro ed appassionato “blogging” mi rendo conto di aver avuto, tramite il blog, la spinta, le occasioni e gli strumenti necessari per guadagnarci qualcosa.

Volete sapere come? Continuate a leggere…

Qualche tempo fa avevo inserito per test uno script AdSense su un post molto ben indicizzato ma, in quasi 4 mesi, ha totalizzato meno di 2 dollari di ricavi (segno che il corretto posizionamento di uno spot è importantissimo…). Diversamente è la storia dei banner di Google inseriti sul mirror dei Wallpapers che mantengo online. Dalle statistiche vedo che il sito è piaciuto tanto all’altro lato del mondo (Cina, Asia e Giappone…) che lo citano sempre più spesso. Non sono tutt’ora tanti soldi ma considerate quelle 4 paginette ed il tema non proprio impopolare, stare già oltre i 35 dollari l’anno di puro guadagno non è male: considerato che a me HostingZoom viene meno di 23€ l’anno, mi son già ripagato spazio e dominio per il futuro…

Tramite questo blog ho però avuto modo di ricevere anche un iPod Shuffle (valore 69 euro), un buono da 25€ con cui ho preso del buon vino ed un ottimo aceto balsamico, un paio di libri (valore 20 euro), ed un ottimo pacco di trofie con pesto alla genovese (valore 17 euro)… senza dimenticare il buono da 20€ ricevuto da TopHost attraverso il programma di affiliazione. Insomma, 150 euro guadagnati solamente grazie al blog.

In questi giorni c’è anche chi offre ai blogger, un paio di sandali per l’estate (ma non ho ben capito… ora che l’ho menzionato, li manderà anche a me?!). Sinceramente li trovo orripilanti e, per questa volta, meglio rinunciare all’offerta (mi chiedo come facciano a valere 30 euro…).

Tutto questo post nasce infine dall’ultima e-mail ricevuta. Sono stato contattato dal proprietario della StephenSoftware che, oltre a ringraziarmi per un mio post sul wake on lan che gli ha portato tanti visitatori inaspettati (a tal proposito ha ragione Luca quando dice che in tema di indicizzazione i blog hanno una marcia in più…), mi ha chiesto di contattarlo per vedere se riusciamo a metterci d’accordo per qualche forma di collaborazione (?) in modo da farmi guadagnare qualche soldino.

Sinceramente, non essendo la prima volta, vorrei continuare a mantenere il blog privo di pubblicità (come ho scritto sopra, ho già trovato come mantenerlo a costo zero…). Risponderò alla sua e-mail per ringraziarlo della proposta (io il post l’avrei fatto comunque e avrei ugualmente parlato del suo software ritenendolo valido…) e per sentire le sue idee che vanno, ovviamente, valutate.

Penso che nella vita, anche in quella su internet, bisogna sapersi arrangiare. Certo… da questo post non ne spunta che è possibile (senza lavorar sodo) guadagnare, con un blog, tanto abbastanza da poterci sopravvivere, ma senza dubbio è possibile togliersi qualche sfizio in più, mantenere il proprio hosting in modo gratuito, e perché no… scoprire anche, un giorno, come ho fatto a vincere 3000 euro! 😎

Emanuele aka P|xeL

La catena alimentare…

Di cosa è fatto uno spazzolino da denti? Di plastica. Da cosa si ricava la plastica? Dal petrolio. E’ rosso perché lo abbiamo colorato e ci abbiamo aggiunto un po’ di cloruro. Ogni tre mesi il tuo dentista di fiducia ti dice, devi cambiare lo spazzolino. Quanti ce ne saranno in Italia in questo momento? Venti milioni? Ogni tre mesi venti milioni vanno bruciati. I cloruri diventano diossina, vanno nell’aria. Piove, la diossina va nel mare, viene assorbita dal plancton, il pesce mangia il plancton, tu esci, vai al ristorante, mangi il pesce (80 mila lire al chilo) e ti sei mangiato il tuo spazzolino.

Beppe Grillo

La gioia.

Ma poi, riflettendoci, mi chiedo…

E’ vera gioia quella che non puoi condividere con nessuno?

Ogni tanto ripenso a quei cartoni animati in cui il “cattivo” tenta di distruggere l’intero pianeta e “conquistare il mondo”.

Io… se sono felice per qualcosa, ho bisogno di condividerla, di rendere partecipe chi mi sta vicino…

Cosa farne di una grande vittoria se non puoi condividerla?

Che gusto si prova, a gioire in solitudine?

Emanuele