Sono i veri siciliani e non si fermeranno più!

Un paio d’anni partecipai ad un campo di formazione per capi in Toscana. Ero l’unico siciliano, ero “la persona venuta da più lontano” e sebbene non abbia avuto più l’occasione di incontrare gli altri ragazzi con cui ho condiviso allegria e stanchezza quella settimana, li ricordo ancora tutti con affetto.

Dedica fazzolettone CFMQuel campo fu per me un ulteriore trampolino di lancio verso l’attenzione per i particolari. Perché è vero che chiunque può fare educazione con un minimo di sale in zucca, però è anche vero che l’educazione scout ha un metodo abbastanza preciso che se applicato con attenzione riesce a coprire tutti gli aspetti della crescita di un ragazzo.

Stasera, tornando in macchina dall’università, ho ascoltato dopo tanto tempo una bella canzone dei Modena City Ramblers intitolata “La banda del sogno interrotto” e mi è tornata in mente una dedica. Giacomo era aiuto-capo campo al mio CFM.

E’ strano come tutte le altre dediche siano passate in secondo piano. Non ne ricordo a memoria nessuna… solo quella è rimasta impressa nella mia mente.

E adesso, la porto con orgoglio dentro di me. Perché in questa terra ci son nato. Perché quelle parole includono anche me. Perché… appartengo a questa terra fatta di tanto folklore unito a migliaia di contraddizioni.

“La banda del sogno interrotto” è un gruppo che non si arrende… e anch’io sono una persona che difficilmente abbandona i propri sogni. Lotto e preferisco soffrire piuttosto che arrendermi.

Sarà il sangue siciliano? Non so… però in questo momento ne vado fiero e canto e ballo nella mia stanza… 🙂

Emanuele

Serenità, il pianoforte della propria vita.

Serenità. Che bella parola.

Penso che… tutta la vita umana, senza rendercene conto, sia incentrata su questa parola.

La si cerca, la si brama. Si lotta e si prega per… un po’ di serenità.

La serenità è un elemento così importante per la vita dell’uomo che si è disposti a tutto pur di trovarla. In passato le popolazioni intraprendevano viaggi o guerre contro altri popoli per garantire la propria serenità. E… anche le guerre odierne in fin dei conti non sono tanto differenti da quelle che la storia ci ricorda. Perché serenità e benessere sono due cose che vanno a braccetto. Un uomo che non sta bene, è un uomo a cui difficilmente vedi un volto sereno, disteso.

Esistono, così, tanti metodi per sopperire alla mancanza di serenità. L’uomo per sua natura, tende ad adattarsi alle situazioni… ed è anche disposto ad ingannarsi da solo. E’ un istinto alla sopravvivenza che ci porta a sostituire con altro ciò che manca.

Mentre scrivo, sono in una piccola biblioteca dell’università. Sono rimasto solo dopo aver studiato tutta la mattina con un mio collega. Ho voglia di continuare… in questo periodo sto realmente dando il massimo da questo punto di vista.

Ho le cuffie alle orecchie… e per poter riflettere in pace, ho messo “Concerto Per Piano N.21 In Do Maggiore – Andante” di Mozart. Il mondo ha un colore tutto diverso quando ci si immerge nella musica.

Di fronte a me c’è una bella ragazza che studia e che ogni tanto si distrae col suo ragazzo. Si scrivono bigliettini… e io li osservo sommessamente sulle note di questo magnifico pianoforte.

E’ periodo d’esami per tutti questo… e così, scambiarsi quei bigliettini e scherzare col ragazzo diventa un metodo per distrarsi dalla tensione degli esami. Rilassarsi due secondi, pensare ad altro invece che a quegli esercizi – che le fan solo mettere le mani ai capelli – è una necessita della quale non può fare a meno.

E’ bello quando l’amore da serenità. Però – allo stesso tempo – la serenità non deve darla l’amore.

E’ un gioco di parole che sembra un controsenso. Riflettendoci un po’ meglio però, ci si rende conto della sottile differenza che esiste tra le due frasi.

Perché è vero che l’amore, quello vero, dona tanta serenità dentro. Regala un senso di appagamento e benessere che ci fa addirittura dimenticare tante altre difficoltà.

Però è anche vero che… se stiamo cercando la Serenità, non possiamo cercarla nell’amore. Perché amore e serenità rimangono comunque due cose diverse.

Probabilmente ci staremmo ingannando da soli, sempre per quell’istinto di sopravvivenza.

Qualche settimana fa, parlando con una persona, le dicevo che stavo ritrovando la mia serenità e che ero felice di questo. Lei invece, parlandomi di una nuova storia mi disse “io la mia serenità non l’ho cercata… mi è capitata…” perché era un periodo duro anche per questa persona ed aveva trovato casualmente un nuovo amore.

Quella frase mi ha fatto riflettere tanto in queste settimane… e sul momento risposi solamente “questione di carattere”.

Perché è vero che è questione di carattere… ma è anche vero che – secondo me – tanta gente confonde le due cose. Non sa neanche distinguerle.

Un paio di anni fa, lessi alcuni libri di De Mello, uno psicoterapeuta nato in India. Ne estrapolai alcune riflessioni che, in quel momento, non riuscirono a dare i loro frutti. Avevano bisogno di tempo per maturare dentro me. La riflessione che però in questo periodo è divenuta il mio cavallo di battaglia, è quella che due anni fa, con tanta speranza di riuscirci, definii “La chiave“.

Perché sapevo che il segreto era tutto li ma non avevo ancora la forza interiore per riuscirci.

E’ passato del tempo e… sono cresciuto. Me ne rendo conto sempre di più, in questi giorni in cui quella frase è così viva dentro me che a chiunque dico sempre “sembra che nulla possa più abbattermi”. Ho raggiunto il Santo Graal della serenità già a quest’età? No… tranquilli, non è ancora così, perché so bene di avere ancora alcuni talloni d’Achille sui quali rifletto ed ai quali mi sto preparando. Però penso di essere almeno sulla buona strada. 🙂

L’amore non può e non deve essere la soluzione alla nostra mancanza di serenità. Perché ci renderà legati a qualcosa che non sta dentro di noi. E… tutto ciò che non è dentro di noi, è qualcosa che potremmo anche perdere. Cosa succederà in tal caso? Avevamo affidato la nostra serenità a qualcuno/a che è andato/a via lasciandoci privi di una fonte di benessere.

Su questa cosa ho riflettuto tanto in questi anni perché succedeva anche a me. Ogni qual volta Fabiana andava via, io mi sentivo morire dentro. Credevo fosse la fine del mondo. Ve l’ho detto, non mi vedevo felice, e così ho iniziato a fare un punto della situazione. Cosa c’era che non andava? Cosa volevo? Cosa mi mancava? Perché le cose non cambiavano?

E’ una domanda che non deve suonarvi nuova. In quelle regole, che mi sembrano sempre più perfette ogni giorno che passa, avevo parlato anche di questo. Avevo cercato di analizzare il problema, senza prendermi in giro. Ho iniziato a credere in me, nelle mie capacità… ed ho iniziato a combattere nonostante – come in ogni guerra – abbia dovuto affrontare delle perdite.

Un guerriero accetta la sconfitta. Non la tratta con indifferenza, non tenta di trasformarla in vittoria. Egli è amareggiato dal dolore della perdita, soffre all’indifferenza. Dopo aver passato tutto ciò, si lecca le ferite e ricomincia tutto di nuovo. Un guerriero sa che la guerra è fatta di molte battaglie: egli va avanti.

Tratto da: “Monte Cinque” di Paulo Coelho

La serenità bisogna cercarla dentro se stessi. E’ l’unico modo per esser sicuri che nella vita niente e nessuno possano portarcela via.

E’ una strada tutta da scoprire, tutta in salita… ma come al solito non si può pretendere che le cose ci cadano dal cielo.

Non si può affidare la serenità all’amore, ma non la si può affidare neanche ai beni materiali. Quello di avere-avere-avere, oltre ad essere un affanno, è qualcosa che non potrà mai soddisfarci pienamente. Il mondo è pieno di esempi di persone che cercando la serenità nella ricchezza han finito di vivere perché nulla li soddisfava mai abbastanza.

La serenità deve diventare un “modo di affrontare le cose”. E’ un atteggiamento positivo che deriva da una adeguata coscienza e conoscenza di noi stessi e del mondo che ci circonda.

Conoscere se stessi. L’altro giorno – scherzando con una ragazza che mi diceva “prima o poi riuscirò a conoscerti”, le ho risposto “il vero problema è che prima dovrò conoscere io me stesso”. Se non ci si conosce, come si fa a farsi conoscere? E’ una cosa tipo “io non so come sono, vedi tu?!”. 😛

Così, come penso di avere tanto da scoprire nel resto del mondo, tanto da non volermi fossilizzare solo su certi aspetti, in questo periodo sto cercando di scoprire meglio anche me stesso. Perché abbiamo tanto che, secondo me, non venendo mai a galla, non immaginiamo neanche di possedere. 🙂

E… io sono sereno? Forse ve lo starete chiedendo… dopo tutte queste riflessioni a riguardo. E insieme a voi… me lo chiedo anch’io.

Credo di non essere sereno (e adesso mi immagino un “ma noooooo, ma comeeeee…” di delusione da parte di tutti… :-D). Bene, spieghiamo.

Penso che questo sia un bel periodo per me. Molto tranquillo e privo di sbalzi di temperatura, però non mi accontento. Voglio di più per certi versi. Credo che sarò veramente sereno solo quando non avrò neanche più il pensiero di mettermi a ragionare su cosa sia la serenità.

Un po’ come il respiro. E’ talmente scontato per noi dover respirare che non ci mettiamo mai a rifletter per ore su come si respiri e quale aria sia la migliore. 🙂

Ecco, so di essere sulla buona strada. So di star bene così… ma voglio che serenità e respiro diventino due cose molto simili. Solo quel giorno immagino che potrò ritenermi soddisfatto.

Ecco perché un paio di giorni fa scrivevo “credo di esserci riuscito“. Perché sto finalmente trovando una serenità che va al di là delle difficoltà, delle brutte notizie, delle perdite e dei dispiaceri. E’ una serenità disposta ad accettare tutto perché è tutto frutto della volontà di Dio.

Comunque… adesso quella bella ragazza è andata via insieme al ragazzo, senza che me ne rendessi conto. Ero immerso tra queste parole e volendoci scherzar su, ho visto “l’amore andar via”.

E a me non rimane che questo magnifico pianoforte alle orecchie… che è già sufficiente per farmi sorridere e convincermi di tornare a studiare. 🙂

Buon pomeriggio…

Emanuele

Happy ending.

Domanda: …sentiamo, di cosa hai bisogno?

Ho risposto così: Mmm… un mondo tutto colorato, con le case di marzapane e la gente allegra. E poi ho voglia di nuotare e non aver bisogno di risalire sopra a prender l’aria. E poi ho bisogno di sorridere e poter guardare il sole senza strizzare gli occhi. 🙂

Da quasi 2 mesi, su msn, accanto al mio nome, c’è scritta questa frase.

E mi immagino una scena semplicissima. Un bambino con la testa fra le gambe… pronto a fare una capriola.

E’ un momento bellissimo. La testa ti gira… ma ti aspetta un piccolo confronto col tuo equilibrio.

Nel mentre, il resto del mondo, ha tutto un’altra forma.

I bambini han tanto da insegnarci… 🙂

Emanuele

Solo per te… non per tutti: coglione!

Non ce la faccio più! 😐

Da una settimana c’è uno psicopatico che da qualche palazzo di fronte alla mia camera mette a palla questa canzone.

Ogni santo pomeriggio. In loop. 😕

Ok, è una bella canzone. Ok, è dolce. Ok… alla tua ragazza farà piacere.

Però basta! C’è un limite a tutto!

Altrimenti tra un po’ parto anch’io.

Apro la finestra, alzo il volume al massimo e ti faccio sentire Vaffanculo di Marco Masini. 👿

Chissà cosa penserà il quartiere poi…

Emanuele

OSX 10.5.4.

Ah anch’io. Ho aggiornato ieri sera mentre scrivevo

Mac OS X 10.5.4

Non so a che cazzo serva dirlo su un blog ma l’ho visto fare spesso in giro. 😐

Faccio anche la raccolta punti Agip se può interessarvi.

Emanuele

Cuore e faccia.

Da un lato lui, dall’altro io.

Ieri sera chiacchierando con una amica ho detto “io e l’Amore per ora siamo due cose che… ci guardiamo e riflettiamo l’uno sull’altro”.

Io sto tentando di capire meglio lui. Lui, forse sta tentando di mostrarmi un po’ meglio cosa sia. Perché è vero, ho le mie belle idee che non credo siano sbagliate… ma penso ci sia ancora tanto da imparare e il metodo migliore è mettere tutto in discussione.

Intanto c’è tempo. Non ho fretta e fortunatamente ho altro da fare. Meglio tenerlo a distanza e continuare ad osservarlo, studiarlo e immaginarlo.

Scappo a studiare…

Emanuele

Credo di esserci riuscito.

E’ passata una settimana ormai. E’ passata una settimana da quello che doveva essere l’ultimo pugno.

Mi ero dato una settimana per capire. Senza dirvelo, sono stato una settimana ad osservare il mio umore, a guardare il mio atteggiamento, ad odorare il mio entusiasmo (si, perché l’entusiasmo lo puoi sentire nell’aria…).

Ancora però continuo a dirmi “vedrai che i pugni arriveranno in futuro…” e così, anche quello della settimana scorsa è passato senza farmi male. Senza rovinare la mia allegria, la mia positività, la mia voglia di trovare sempre il sole.

Stanchezza? Voglia di pensare ad altro o non pensare completamente? Non lo so. Sto continuando per la mia strada, con le mie gambe e sono orgoglioso di questo.

Continuo ad af-fidarmi (quanto mi piace questo verbo!) a Dio e trovare puntualmente la positività per me e per le persone che mi stanno accanto (che magari ne han bisogno). Come dicevo tempo fa, sono addirittura la mia forza. Giornalmente cerco di regalare un sorriso a chi ne ha bisogno. E’ una cosa bellissima, sia per chi riceve il mio affetto (babbio?! :-P), sia per me. E’ un atteggiamento preso alcuni mesi fa… che fa proprio bene al cuore. Provate anche voi.

Visto perché mi piace scrivere sul blog?! Mi aiuta a verificare al volo le mie mete, i miei obbiettivi. Posso capire se sto andando bene o devo raddrizzare qualcosa.

E qualcosa… io in questi mesi l’ho raddrizzata.

Non mi vedevo più felice. Mi immaginavo un futuro triste, quasi avvilito. Era triste immaginarsi così a 25 anni.

E per questo… ho voluto provare a saltare. Ho voluto aver coraggio. Ho voluto dire a tutti: “è stato bello, mi mancate e vi voglio bene, ma ho bisogno di viaggiare un po’ per la mia strada…”.

Perché, come ormai mi ripeto da mesi “vola solo chi osa farlo”. E io non volevo passare il futuro pensando di non essere in grado di volare. Dovevo dimostrarlo a me stesso. Volevo che quella Speranza che insegniamo agli scout non rimanesse solo una bella parola. Un po’ come tutti gli altri valori in cui credo. Un po’ come ho fatto con altre parole in passato.

Sarà il caso, ma… andate a rivedere l’immagine della homepage di questo dominio. C’è un bambino che salta una duna di sabbia… spicca il volo.

Questa immagine la scelsi anni fa, quando registrai il dominio “dreamsworld” – di cui magari un giorno vi spiegherò anche le ragioni.

Penso di aver preso una bella rincorsa ormai e sono felice… perché sono stato anche in grado di rendermi conto che per superare certi ostacoli, è necessario sforzarsi più del solito.

Quel bambino in questi giorni mi rispecchia tantissimo. Sia per come affronto le cose, sia perché… sto ritrovando me stesso.

Alcuni giorni fa ho scritto su msn “Dentro di me c’è un bambino che gioca ancora col triciclo”… e proprio ieri un mio amico mi ha detto che gli ricordo Charlie Chaplin per i miei modi di fare. Scherzare fa parte di me. E’ bello non perdere mai la capacità di guardare il mondo come dei bambini.

Mi sento così in questo periodo. Ho voglia di pensare che c’è un mondo ancora da scoprire. E… non voglio accontentarmi di ciò che non mi convince. Come canta Ligabue, “voglio un mondo all’altezza dei sogni che ho”. E i miei sogni sono pochi ma… importanti.

Avrei tante cose da dire circa quella notizia. Avrei tante cose da dirle… ma ho ancora lo scotch sulla bocca e non credo che lo rimuoverò presto. Avrei tanti consigli da darle – da amico -. Ma non perché i miei consigli siano vitali… semplicemente perché sono i consigli di una persona che la conosce fin dentro l’anima e che le vuol bene sinceramente (e vallo a trovare un amico sincero di questi tempi…). Però mi rendo conto che non è tempo per me. E poi… in fin dei conti, penso che la regola #10 debba fare la sua parte. E’ giusto che si cresca soli. Un po’ come sto facendo io con me stesso…

Sono felice. Dio mi sta donando tanta serenità… e non so più cosa stia donando io a Lui. Mi inizio quasi a sentire in difetto perché… non riesco più a lamentarmi.

La sera mi addormento e lo ringrazio sempre… sebbene le giornate per ora siano “tutte le stesse”. Lo vedete anche voi. In questo periodo non c’è giornata in cui non sia entusiasta per qualcosa.

Chissà… forse “sentirsi in difetto” mi spingerà a credere ancora di più in Lui. Però… se questo circolo vizioso non si interrompe, prima o poi mi sentirò dire “e smettila di dirmi Grazie!”. Ne sono sicuro! 😛

Buona notte…

Emanuele

PS: il titolo fa da anteprima a qualcosa che scriverò nei prossimi giorni (tempo permettendo…).

Abbassare la temperatura dell’acquario: that’s the way I like it!

In queste settimane ho trascurato totalmente l’acquario. 🙁

Mi sono concentrato esclusivamente sull’università e tutto era secondario.

Ai miei pesciolini ho garantito il cibo e le ore di luce… per il resto dovevano gestirsi da soli. 😐

Ieri però… è morto il pesce rosso (che rimarrà nei secoli immortalato in questo video dolcemente malinconico) così dovevo decisamente occuparmene.

Oggi sono andato a comprare l’ennesimo bidone da 20 litri di acqua di osmosi ed ho chiesto un paio di consigli per il problema più grave per chi ha un acquario e vive in Sicilia: il caldo.

Ieri sera la temperatura dell’acqua, nonostante nella mia stanza non batta mai il sole, aveva superato i 30°C.

Impensabile poter continuare così… quando la temperatura ideale per un acquario d’acqua dolce è intorno ai 26°C.

La risposta più bella è arrivata dal negoziante: “fai all’antica, immergi nell’acquario una bella bottiglia di ghiaccio.

Mi ha anche detto che esistono ventoline e bombolette all’azoto per creare un sistema refrigerante… ma era assurdo pensare a cose simili per un acquario da 60 litri.

Il metodo della nonna è sempre il migliore. 🙂

Insieme ai 20 litri ho preso anche altre due piantine (due nuove anubias che mi piacciono tanto…) ed ho risistemato le altre. Ho inserito infine, 2 pilloline di Flore Plus e 15ml di Nitrivec.

Ah, quando inserite una piantina nuova, oltre a togliere la spugna dalle radici, ricordatevi di sciacquarla bene in modo da evitare di portarvi dentro eventuali uova di lumaca. 😉

Emanuele