Serenità, il pianoforte della propria vita.

Serenità. Che bella parola.

Penso che… tutta la vita umana, senza rendercene conto, sia incentrata su questa parola.

La si cerca, la si brama. Si lotta e si prega per… un po’ di serenità.

La serenità è un elemento così importante per la vita dell’uomo che si è disposti a tutto pur di trovarla. In passato le popolazioni intraprendevano viaggi o guerre contro altri popoli per garantire la propria serenità. E… anche le guerre odierne in fin dei conti non sono tanto differenti da quelle che la storia ci ricorda. Perché serenità e benessere sono due cose che vanno a braccetto. Un uomo che non sta bene, è un uomo a cui difficilmente vedi un volto sereno, disteso.

Esistono, così, tanti metodi per sopperire alla mancanza di serenità. L’uomo per sua natura, tende ad adattarsi alle situazioni… ed è anche disposto ad ingannarsi da solo. E’ un istinto alla sopravvivenza che ci porta a sostituire con altro ciò che manca.

Mentre scrivo, sono in una piccola biblioteca dell’università. Sono rimasto solo dopo aver studiato tutta la mattina con un mio collega. Ho voglia di continuare… in questo periodo sto realmente dando il massimo da questo punto di vista.

Ho le cuffie alle orecchie… e per poter riflettere in pace, ho messo “Concerto Per Piano N.21 In Do Maggiore – Andante” di Mozart. Il mondo ha un colore tutto diverso quando ci si immerge nella musica.

Di fronte a me c’è una bella ragazza che studia e che ogni tanto si distrae col suo ragazzo. Si scrivono bigliettini… e io li osservo sommessamente sulle note di questo magnifico pianoforte.

E’ periodo d’esami per tutti questo… e così, scambiarsi quei bigliettini e scherzare col ragazzo diventa un metodo per distrarsi dalla tensione degli esami. Rilassarsi due secondi, pensare ad altro invece che a quegli esercizi – che le fan solo mettere le mani ai capelli – è una necessita della quale non può fare a meno.

E’ bello quando l’amore da serenità. Però – allo stesso tempo – la serenità non deve darla l’amore.

E’ un gioco di parole che sembra un controsenso. Riflettendoci un po’ meglio però, ci si rende conto della sottile differenza che esiste tra le due frasi.

Perché è vero che l’amore, quello vero, dona tanta serenità dentro. Regala un senso di appagamento e benessere che ci fa addirittura dimenticare tante altre difficoltà.

Però è anche vero che… se stiamo cercando la Serenità, non possiamo cercarla nell’amore. Perché amore e serenità rimangono comunque due cose diverse.

Probabilmente ci staremmo ingannando da soli, sempre per quell’istinto di sopravvivenza.

Qualche settimana fa, parlando con una persona, le dicevo che stavo ritrovando la mia serenità e che ero felice di questo. Lei invece, parlandomi di una nuova storia mi disse “io la mia serenità non l’ho cercata… mi è capitata…” perché era un periodo duro anche per questa persona ed aveva trovato casualmente un nuovo amore.

Quella frase mi ha fatto riflettere tanto in queste settimane… e sul momento risposi solamente “questione di carattere”.

Perché è vero che è questione di carattere… ma è anche vero che – secondo me – tanta gente confonde le due cose. Non sa neanche distinguerle.

Un paio di anni fa, lessi alcuni libri di De Mello, uno psicoterapeuta nato in India. Ne estrapolai alcune riflessioni che, in quel momento, non riuscirono a dare i loro frutti. Avevano bisogno di tempo per maturare dentro me. La riflessione che però in questo periodo è divenuta il mio cavallo di battaglia, è quella che due anni fa, con tanta speranza di riuscirci, definii “La chiave“.

Perché sapevo che il segreto era tutto li ma non avevo ancora la forza interiore per riuscirci.

E’ passato del tempo e… sono cresciuto. Me ne rendo conto sempre di più, in questi giorni in cui quella frase è così viva dentro me che a chiunque dico sempre “sembra che nulla possa più abbattermi”. Ho raggiunto il Santo Graal della serenità già a quest’età? No… tranquilli, non è ancora così, perché so bene di avere ancora alcuni talloni d’Achille sui quali rifletto ed ai quali mi sto preparando. Però penso di essere almeno sulla buona strada. 🙂

L’amore non può e non deve essere la soluzione alla nostra mancanza di serenità. Perché ci renderà legati a qualcosa che non sta dentro di noi. E… tutto ciò che non è dentro di noi, è qualcosa che potremmo anche perdere. Cosa succederà in tal caso? Avevamo affidato la nostra serenità a qualcuno/a che è andato/a via lasciandoci privi di una fonte di benessere.

Su questa cosa ho riflettuto tanto in questi anni perché succedeva anche a me. Ogni qual volta Fabiana andava via, io mi sentivo morire dentro. Credevo fosse la fine del mondo. Ve l’ho detto, non mi vedevo felice, e così ho iniziato a fare un punto della situazione. Cosa c’era che non andava? Cosa volevo? Cosa mi mancava? Perché le cose non cambiavano?

E’ una domanda che non deve suonarvi nuova. In quelle regole, che mi sembrano sempre più perfette ogni giorno che passa, avevo parlato anche di questo. Avevo cercato di analizzare il problema, senza prendermi in giro. Ho iniziato a credere in me, nelle mie capacità… ed ho iniziato a combattere nonostante – come in ogni guerra – abbia dovuto affrontare delle perdite.

Un guerriero accetta la sconfitta. Non la tratta con indifferenza, non tenta di trasformarla in vittoria. Egli è amareggiato dal dolore della perdita, soffre all’indifferenza. Dopo aver passato tutto ciò, si lecca le ferite e ricomincia tutto di nuovo. Un guerriero sa che la guerra è fatta di molte battaglie: egli va avanti.

Tratto da: “Monte Cinque” di Paulo Coelho

La serenità bisogna cercarla dentro se stessi. E’ l’unico modo per esser sicuri che nella vita niente e nessuno possano portarcela via.

E’ una strada tutta da scoprire, tutta in salita… ma come al solito non si può pretendere che le cose ci cadano dal cielo.

Non si può affidare la serenità all’amore, ma non la si può affidare neanche ai beni materiali. Quello di avere-avere-avere, oltre ad essere un affanno, è qualcosa che non potrà mai soddisfarci pienamente. Il mondo è pieno di esempi di persone che cercando la serenità nella ricchezza han finito di vivere perché nulla li soddisfava mai abbastanza.

La serenità deve diventare un “modo di affrontare le cose”. E’ un atteggiamento positivo che deriva da una adeguata coscienza e conoscenza di noi stessi e del mondo che ci circonda.

Conoscere se stessi. L’altro giorno – scherzando con una ragazza che mi diceva “prima o poi riuscirò a conoscerti”, le ho risposto “il vero problema è che prima dovrò conoscere io me stesso”. Se non ci si conosce, come si fa a farsi conoscere? E’ una cosa tipo “io non so come sono, vedi tu?!”. 😛

Così, come penso di avere tanto da scoprire nel resto del mondo, tanto da non volermi fossilizzare solo su certi aspetti, in questo periodo sto cercando di scoprire meglio anche me stesso. Perché abbiamo tanto che, secondo me, non venendo mai a galla, non immaginiamo neanche di possedere. 🙂

E… io sono sereno? Forse ve lo starete chiedendo… dopo tutte queste riflessioni a riguardo. E insieme a voi… me lo chiedo anch’io.

Credo di non essere sereno (e adesso mi immagino un “ma noooooo, ma comeeeee…” di delusione da parte di tutti… :-D). Bene, spieghiamo.

Penso che questo sia un bel periodo per me. Molto tranquillo e privo di sbalzi di temperatura, però non mi accontento. Voglio di più per certi versi. Credo che sarò veramente sereno solo quando non avrò neanche più il pensiero di mettermi a ragionare su cosa sia la serenità.

Un po’ come il respiro. E’ talmente scontato per noi dover respirare che non ci mettiamo mai a rifletter per ore su come si respiri e quale aria sia la migliore. 🙂

Ecco, so di essere sulla buona strada. So di star bene così… ma voglio che serenità e respiro diventino due cose molto simili. Solo quel giorno immagino che potrò ritenermi soddisfatto.

Ecco perché un paio di giorni fa scrivevo “credo di esserci riuscito“. Perché sto finalmente trovando una serenità che va al di là delle difficoltà, delle brutte notizie, delle perdite e dei dispiaceri. E’ una serenità disposta ad accettare tutto perché è tutto frutto della volontà di Dio.

Comunque… adesso quella bella ragazza è andata via insieme al ragazzo, senza che me ne rendessi conto. Ero immerso tra queste parole e volendoci scherzar su, ho visto “l’amore andar via”.

E a me non rimane che questo magnifico pianoforte alle orecchie… che è già sufficiente per farmi sorridere e convincermi di tornare a studiare. 🙂

Buon pomeriggio…

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

9 commenti » Scrivi un commento

  1. …condivido in particolar modo due cose: binomio amore-serenità…solo se si sta bene con se stessi l’Amore quello Vero ti regala ed è in grado di dare tranquillità! …Quando si è realmente sereni non ti accorgi nemmeno di esserlo…o quantomeno non ti metti a riflettere su come fare per essere sereni e via dicendo…cmq sia un passo alla volta…e…dritti verso la meta…

  2. Ma si… l’ho scritto più volte in questo periodo. Prima devo essere sereno… e solo dopo posso pensare di poter dare Amore. Perché ci si può concentrare totalmente su quello solo se non si hanno altri problemi. “Una cosa alla volta” vale anche per queste cose probabilmente.
    Che senso ha lasciare le cose irrisolute ed iniziarne di nuove?! Non ho fretta… sebbene si dica che i destrorsi vivano in media 9 anni in più dei mancini, sono convinto che di tempo ancora ne ho tanto nonostante sia mancino. 😛
    L’Amore deve essere Amore secondo me. E non un bisogno di serenità, altrimenti si traduce anche in “paura di star soli” di cui parlavo qualche tempo fa e non è, ancora una volta… Amore. E’ altro… solo che siam bravi a “farcelo bastare” e prendere in giro noi stessi. 🙂
    Un passo alla volta, hai detto bene… e me lo ripeto anch’io giornalmente. Perché preoccuparsi del futuro! La strada è quella giusta e questo mi rende felice. 🙂
    Ciao,
    Emanuele

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