Lavoro anch’io per la Nerd Herd?!

Oggi ho passato un pomeriggio a dispensar consigli ad un amico che mi ha ripagato con mezzo pollo arrosto, tanta aria condizionata ed un pacco di Pan di Stelle… 😀

Si è comprato il portatile nuovo, un Acer Aspire 5920G che mi è sembrato un ottimo portatile tranne per una cosa: la licenza OEM di Windows Vista è venduta senza alcun cd di ripristino.

Per ripristinare il sistema, è necessario utilizzare un software pre-installato che verrà puntualmente inserito dalla procedura stessa nella nuova installazione.

L’aspetto negativo è che insieme ad essa arrivano tutte le demo di McAfee, Office, Acer Arcade Center e così via.

Praticamente non c’è modo di avere un computer pulito con la propria licenza di Windows.

A proposito di quest’ultimo… la WPA2 non l’ha accettata. La cosa buffa è che persino la PSP si è collegata al volo, ed il mio Macbook l’ha deriso richiedendomi una semplice password (su Vista va specificato, oltre al protocollo di cifratura, anche quello di autenticazione…). Che cosa orrenda per un sistema operativo “di ultima generazione”… pensavo che rispetto ad XP sarebbe andata meglio. 😐

Comunque… detto questo, ho passato la giornata davanti al pannello del router (gli ho fatto prendere un Netgear DG834G), alle procedure di configurazione di Vista e tutto l’ambaradan necessario per preparargli il pc vecchio ad una sana e necessaria formattazione (e poi dovrà raccontarmi dove va a beccarsi certi virus…).

Ad un certo punto, lui, insieme ad un amico hanno iniziato a chiedersi “ma Emanuele è un nerd o no?!”.

Alla fine sembra abbia passato indenne l’esame. Ho una vita sociale e questo non mi rende nerd. Però erano comunque affascinati dall’arte che ho in mano (vaglielo a spiegare che queste cose può farle pure una scimmietta da circo…).

In ogni caso… mi aspetta anche domani. 😮 Ho tentato di fargli capire che avrebbe fatto meglio a passare ad OS X… ma lui è rimasto dell’idea che “quello era troppo per lui”.

Bah, tanto poi a sistemar le cose – anche per telefono – ci sono sempre io! 😐

Emanuele

PS: la “Nerd Herd” è la catena informatica nella quale lavora il mitico Chuck. 😎

Sognare è un ottimo antistress…

Emanuele da piccolo - 01Ho imparato a sognare,
che non ero bambino,
che non ero neanche un’età.
Quando un giorno di scuola
mi durava una vita

e il mio mondo finiva un po’ la!
Tra quel prete palloso,
che ci dava da fare,
e il pallone che andava
come fosse a motore…
C’era chi era incapace a sognare
e chi sognava già.
Ho imparato a sognare
e ho iniziato a sperare
che chi c’ha avere avrà
.
Ho imparato a sognare
quando un sogno è un cannone,
che se sogni
“ne ammazzi metà”.
Quando inizi a capire,
che sei solo e in mutande,
quando inizi a capire
che tutto è più grande

C’ era chi era incapace a sognare,
e chi sognava già!

Emanuele da piccolo - 02Tra una botta che prendo
e una botta che do
tra un amico che perdo
e un amico che avrò…
che se cado una volta,
una volta cadrò,
e da terra,
da li m’alzerò.

C’è che ormai che ho imparato a sognare,
non smetterò…

Ho imparato a sognare,
quando inizi a scoprire,
che ogni sogno
ti porta più in la
!
Cavalcando aquiloni,
oltre muri e confini,
ho imparato a sognare da la.
Quando tutte le scuse,
per giocare son buone,
quando tutta la vita
è una bella canzone
C’era chi era incapace a sognare,
e chi sognava già!

Tra una botta che prendo… e una botta che do,
tra un amico che perdo… e un amico che avrò…
Che se cado una volta, una volta cadrò,
e da terra, da li m’alzerò!

C’è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò!!!

C’è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò

Negrita – Ho imparato a sognare

~~~

Ci sono canzoni che sanno riportarti indietro nel tempo.

Queste due foto me le ha mandate qualche tempo fa “il fratellino di un mio compagno delle elementari”. Ormai anche lui è grande e quei bambini che un tempo si vedevano il pomeriggio per giocare a pallone o metter sottosopra una casa non ci son più.

O forse, sono solamente dentro di noi…

Intanto ieri sera pensavo al mio “essere bambino”. Ricordo che una volta, mi trovavo a casa di una vicina di casa (evvai coi giochi di parole!) in campagna. Avevo massimo 6-7 anni. Un giorno, lei mi si era seduta accanto e mentre giocavo sul tavolo con delle macchinine, passò un ragazzo che la baciò sulla nuca.

Ecco che scattò l’ingenuità e subito dopo aver visto quella scena chiesi “perché la baci sulla testa?”. 🙂

Non immaginavo minimamente cosa fosse l’amore, cosa significassero certi gesti, certe azioni…

Il mondo dei bambini è un mondo molto filtrato. Tante cose accadono senza ragionevoli motivazioni ma vanno bene ugualmente perché tutto è gioco, tutto è mistero.

Credo che più si cresce più si dimentica la capacità di fantasticare. Quelle case immaginarie per i nostri pupazzini, quelle strade immaginarie per le nostre macchinine, quegli angolini “segreti” dove nessuno poteva trovarci… erano pane quotidiano nelle nostre giornate.

Adesso invece, siamo presi da mille impegni… e tutto diventa più razionale, più organizzato, più prevedibile. Io stesso mi sento così e non mi fa piacere.

Un paio di giorni fa ho detto a mio padre che non avrei avuto tempo per andare al villino a mare perché in questi giorni ho mille cose da organizzare e non posso andare li – come quando ero piccolo – a prendermi il sole, farmi il bagno e pensare a cosa mangiare.

E’ vero, non posso rinunciare agli impegni, ne ho fin sopra i capelli tanto che da quando ho fatto l’esame e “sono in vacanza” ancora non sono tornato neanche una volta a mare e non ho avuto neanche una mattina libera per dormire, però è triste rendersi conto che quel bambino che passava le estati a schiamazzare, adesso ha altro a cui pensare ed il sole, il mare, un piatto di pasta e le foglie da raccogliere nel giardino non sono più sufficienti per riempire una giornata. Crescere, ci rende più complicati.

Tutto questo discorso non è un incitamento al “dolce far niente”. Sono il primo ad esser convinto che crescere significhi anche prendersi delle responsabilità, piuttosto è una riflessione antistress, se così la si può chiamare.

Perché il mare, un buon piatto di pasta, un po’ di sole… in fin dei conti per un bambino non sono altro che il suo segreto per vivere rilassato.

E’ una cosa in cui riesce inconsapevolmente. Un automatismo, una possibilità, che noi dimentichiamo di possedere.

La vita è piena di impegni, ma credo sia importante non dimenticare il nostro segreto antistress. Teniamolo in un angolino della nostra mente, durante le nostre giornate…

Torniamo a fantasticare… 🙂

Quel giorno, quel ragazzo mi rispose semplicemente “perché le voglio bene”.

A me bastò… e ripresi a giocare con le mie macchinine…

Emanuele

Tu, chiamale, se vuoi, emozioni…

Sono appena tornato da quella festa di laurea.

Stasera – stranamente – mi sono sentito solo. E’ stato strano perché in questi mesi tutto ciò che sentivo era libertà, libertà e libertà.

Stasera invece, è andata diversamente. C’era fresco e mancava un abbraccio.

Chissà perché questa strana sensazione. E’ caduta dal cielo in maniera inaspettata.

E adesso ascolto “Emozioni” di Battisti… e voi, chiamatele come volete.

…e chiudere gli occhi per fermare, qualcosa che, è dentro me…

Lucio Battisti – Emozioni

Io domani mi risveglierò con la mia allegria, con la mia voglia di spaccare il mondo e con la grinta che in questi mesi mi sta contraddistinguendo.

Certe emozioni vanno tenute a bada. 🙂

Sogni d’oro,

Emanuele

Lentamente, l’ago della bilancia…

Meno 3 kg al mio “peso forma”.

Il traguardo sta arrivando. In questo periodo ho sempre cercato di mangiare all’ingrasso per la gioia del mio palato. :joy:

Da qualche settimana il mio peso si è stabilizzato a “meno tre”.

Alcuni mesi fa ero a meno cinque.

Manca poco e anche questa cosa sarà *perfetta*. :dogarf:

Impegno, costanza, pazienza… è così che si va avanti nella vita.

Stasera mi aspetta una festa di laurea e sono sicuro che il mio stomaco, tra alcune ore, avrà da lavorare come uno schiavo! 😛

Emanuele

PS: l’obbiettivo è chiaro, entro la prossima primavera voglio raggiungere quel fatidico numerino. 🙂

L’erba del vicino è sempre… la meno lontana.

Perché dobbiamo credere che le cose altrui siano sempre migliori?

Perché dobbiamo credere che la vita altrui sia sempre quella desiderabile?

Perché dobbiamo credere che le fortune altrui siano sempre le più belle?

L’erba del vicino… è semplicemente, la meno lontana.

Tutto qui.

Che sia più verde, è tutto da verificare.

Almeno nella mia vita in questo periodo. 🙂

Emanuele

Vivo per lei perché mi fa vibrare forte l’anima…

In questi giorni vivevo con due diverse playlist… una angelica ed una indiavolata divise nei miei due iPod Shuffle.

I miei due iPod ShuffleQuando mi muovevo da-verso l’università, la musica indiavolata mi faceva compagnia e mi teneva allegro.

Quando dovevo studiare, l’altro iPod mi isolava del mondo con un centinaio di brani di musica classica (e mi sono anche innamorato di lei…:roll:).

Finalmente è finita la necessità di isolarsi nella tranquillità ed in qualche modo dovrò creare una cover diabolica anche per l’iPod prima serie (la cover rossa me l’ha portata mia sorella tornando da Roma un paio di settimane fa…). 🙂

Sogni di rock’n’roll. E’ bello come la musica possa accompagnarci in qualsiasi situazione della nostra vita. Questo blog è pieno di musica e se non fosse per l’illegalità (…) ed i problemi di banda e spazio necessari, sarebbe sicuramente invasa da brani musicali.

Credo che siano davvero poche le volte in cui, seduto al computer, non ci sia qualche brano in sottofondo a farmi compagnia.

…la verità è che la musica mi ha salvato,
quand’ero piccolo la musica mi ha salvato.
E me ne stavo seduto sul mio prato ad ascoltare il mangiadischi cantare…

Tricarico – Musica

Credo che saprei indicarvi una canzone per ogni periodo della mia vita, non succede anche a voi di associare una canzone a ciò che vivete o avete vissuto? 🙂

Emanuele

La canzone del sole.

Sono appena tornato a casa. E’ stata una luuunga giornata questa.

Ho ancora i piedi freschi, li ho messi 2 minuti a bagno perché dopo averli tenuti tutto il giorno con le infradito erano letteralmente neri.

Stasera, tornando a casa cantavo ad alta voce “o mare nero o mare nero o mare nèèèè…” da solo, come un cretino, sulla Vespa con il vento in faccia.

E’ stata una giornata di full-immersion scout questa. Dalle 9 del mattino fino alle 11 e 30 di sera.

Aveva ragione una mia capo alcuni anni fa nel non volermi rivedere “dentro” come capo perché diceva che mi sarei gettato a capofitto in queste cose.

Oggi mi sono addirittura ritrovato a dormire in sede, prima su una panca e poi in una tenda aperta appositamente.

E poi… dritti ad un altra riunione. Così dopo il pranzo fuori, anche la cena è arrivata fuori casa.

Però ho riso, ho riso davvero tanto… e insieme a me, un amico, dal quale mi sono dovuto allontanare per smettere di ridere in un momento serio. 😀

E’ bello, chi mi conosce sa che sono così.

Dicevo… cantavo “o mare nero..”, ma non ricordavo come si chiamasse questa canzone. L’ho ricordato solo dopo esser salito a casa.

Manca una settimana al campo estivo… i preparativi sono ormai alle ultime cose ed io non vedo già l’ora di essere su quel treno.

So che sarà una risata continua, so che sarà estate, so che mi divertirò perché quello è il mio mondo.

Il tema del campo sarà “La storia infinita” e se trovo il tempo vorrei spendere in questi giorni due parole a riguardo… intanto devo ancora trovarmi il vestito visto che la parte di Atreiu è toccata a me.

Mi piace tanto questo tema… ma ne parliamo dopo.

La canzone del sole comunque. Ecco, torniamo a quella. E’ strano come sia partita nella mia testa, senza alcun motivo.

Eppure il titolo, penso possa descrivere bene questa giornata. Non perché abbia preso il sole (anzi ne ho visto ben poco) piuttosto perché sono stato così sereno… che probabilmente riuscivo a trasmettere benissimo questa mia allegria agli altri.

Oggi il sole non l’ho visto, perché forse il mio sole oggi ero io stesso.

E’ bello, quel periodo non finisce. Mi sento ancora innamorato di me, perché alla gente piace ciò che sono… e così “io ho il culo di avermi 24 ore su 24!”. 😛

Adesso vado a nanna, ancora dal giorno dell’esame non c’è stata una pausa. La sveglia ha continuato a squillare – necessariamente – alle 8 e non ho potuto riposarmi come si deve.

Domani inoltre, laurea e dormita fuori città. Giusto per non fermarmi ancora. 😀

Basta vado… ho paura di iniziare a dire cavolate pure qui, già stasera ne ho sparate fin troppe. 😐

Sogni d’oro,

Emanuele

La povertà di Giovanni Nanfa.

Io non mi posso lamentare. Perché uno che si lamenta è uno che prima è stato meglio. Io invece sono stato sempre lo stesso…

Esordisce così uno dei più bravi comici palermitani in uno sketch sulla povertà.

Gianni Nanfa, un nome una garanzia secondo me. E non perché era collega di mia madre ai tempi dell’università. Gianni Nanfa è un grande comico per la verve che gli nasce dentro, per lo sguardo che a fissarlo fa già ridere.

E’ uno dei miei comici preferiti… ed a quanto pare anche come professore universitario conserva lo stesso humor durante le sue lezioni – per la fortuna dei suoi studenti -.

Guardate questo video in cui ironizza la sua condizione di estrema povertà. 🙂

Eravamo così poveri che gli altri bambini sulla spiaggia facevano castelli di sabbia, io case popolari di sabbia.

Eravamo così poveri che da bambino ogni domenica mia nonna ci diceva “se fate i buoni vi porto a vedere mangiare un gelato…”.

Emanuele

PS: l’anno scorso ero andato a vedere “Tutti per Uno” ed in passato ho già visto anche “Meglio la gallina… domani!” e “Tra il dire e il fare” (gli spettacoli li trovate qui), c’è qualche altro fan in ascolto?! 🙂