Sognare è un ottimo antistress…

Emanuele da piccolo - 01Ho imparato a sognare,
che non ero bambino,
che non ero neanche un’età.
Quando un giorno di scuola
mi durava una vita

e il mio mondo finiva un po’ la!
Tra quel prete palloso,
che ci dava da fare,
e il pallone che andava
come fosse a motore…
C’era chi era incapace a sognare
e chi sognava già.
Ho imparato a sognare
e ho iniziato a sperare
che chi c’ha avere avrà
.
Ho imparato a sognare
quando un sogno è un cannone,
che se sogni
“ne ammazzi metà”.
Quando inizi a capire,
che sei solo e in mutande,
quando inizi a capire
che tutto è più grande

C’ era chi era incapace a sognare,
e chi sognava già!

Emanuele da piccolo - 02Tra una botta che prendo
e una botta che do
tra un amico che perdo
e un amico che avrò…
che se cado una volta,
una volta cadrò,
e da terra,
da li m’alzerò.

C’è che ormai che ho imparato a sognare,
non smetterò…

Ho imparato a sognare,
quando inizi a scoprire,
che ogni sogno
ti porta più in la
!
Cavalcando aquiloni,
oltre muri e confini,
ho imparato a sognare da la.
Quando tutte le scuse,
per giocare son buone,
quando tutta la vita
è una bella canzone
C’era chi era incapace a sognare,
e chi sognava già!

Tra una botta che prendo… e una botta che do,
tra un amico che perdo… e un amico che avrò…
Che se cado una volta, una volta cadrò,
e da terra, da li m’alzerò!

C’è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò!!!

C’è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò

Negrita – Ho imparato a sognare

~~~

Ci sono canzoni che sanno riportarti indietro nel tempo.

Queste due foto me le ha mandate qualche tempo fa “il fratellino di un mio compagno delle elementari”. Ormai anche lui è grande e quei bambini che un tempo si vedevano il pomeriggio per giocare a pallone o metter sottosopra una casa non ci son più.

O forse, sono solamente dentro di noi…

Intanto ieri sera pensavo al mio “essere bambino”. Ricordo che una volta, mi trovavo a casa di una vicina di casa (evvai coi giochi di parole!) in campagna. Avevo massimo 6-7 anni. Un giorno, lei mi si era seduta accanto e mentre giocavo sul tavolo con delle macchinine, passò un ragazzo che la baciò sulla nuca.

Ecco che scattò l’ingenuità e subito dopo aver visto quella scena chiesi “perché la baci sulla testa?”. 🙂

Non immaginavo minimamente cosa fosse l’amore, cosa significassero certi gesti, certe azioni…

Il mondo dei bambini è un mondo molto filtrato. Tante cose accadono senza ragionevoli motivazioni ma vanno bene ugualmente perché tutto è gioco, tutto è mistero.

Credo che più si cresce più si dimentica la capacità di fantasticare. Quelle case immaginarie per i nostri pupazzini, quelle strade immaginarie per le nostre macchinine, quegli angolini “segreti” dove nessuno poteva trovarci… erano pane quotidiano nelle nostre giornate.

Adesso invece, siamo presi da mille impegni… e tutto diventa più razionale, più organizzato, più prevedibile. Io stesso mi sento così e non mi fa piacere.

Un paio di giorni fa ho detto a mio padre che non avrei avuto tempo per andare al villino a mare perché in questi giorni ho mille cose da organizzare e non posso andare li – come quando ero piccolo – a prendermi il sole, farmi il bagno e pensare a cosa mangiare.

E’ vero, non posso rinunciare agli impegni, ne ho fin sopra i capelli tanto che da quando ho fatto l’esame e “sono in vacanza” ancora non sono tornato neanche una volta a mare e non ho avuto neanche una mattina libera per dormire, però è triste rendersi conto che quel bambino che passava le estati a schiamazzare, adesso ha altro a cui pensare ed il sole, il mare, un piatto di pasta e le foglie da raccogliere nel giardino non sono più sufficienti per riempire una giornata. Crescere, ci rende più complicati.

Tutto questo discorso non è un incitamento al “dolce far niente”. Sono il primo ad esser convinto che crescere significhi anche prendersi delle responsabilità, piuttosto è una riflessione antistress, se così la si può chiamare.

Perché il mare, un buon piatto di pasta, un po’ di sole… in fin dei conti per un bambino non sono altro che il suo segreto per vivere rilassato.

E’ una cosa in cui riesce inconsapevolmente. Un automatismo, una possibilità, che noi dimentichiamo di possedere.

La vita è piena di impegni, ma credo sia importante non dimenticare il nostro segreto antistress. Teniamolo in un angolino della nostra mente, durante le nostre giornate…

Torniamo a fantasticare… 🙂

Quel giorno, quel ragazzo mi rispose semplicemente “perché le voglio bene”.

A me bastò… e ripresi a giocare con le mie macchinine…

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

6 commenti » Scrivi un commento

  1. AAAAAAAHHHHHHHHHHHHH!!! Carinoooooooooo!!
    Manu ma nella seconda foto sei identico ad oggi!! =)
    Fortissimo!
    Ma che capelli avevi nella prima foto??!! =D

  2. Non chiederlo a me… chiedilo a mia madre ed al suo senso estetico decisamente umiliante! 😛
    Le piacevano i miei capelli ricci e li lasciava crescere… 😐
    Fortuna che adesso comando io e i capelli li tengo moooooolto più corti. 😉
    Ciao,
    Emanuele
    PS: a dir la verità c’è una foto nella mia stanza che mi piace ancora di più. Queste sono le uniche due che ho al pc visto che mi sono state inviate…

  3. E’ qualche giorno che ho scoperto questo posto 🙂
    Mi piace leggere la tua spontaneità
    ciao
    Valentina 🙂

  4. …nooooooooooooooooooooo manuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu sei troppo troppo tenero…la stessa faccia da furbetto… :-)a presto!!

  5. Grazie Valentina… è divertente essere spontanei. Anche se ogni tanto ti mette in crisi… perché non sai se sia giusto e positivo “aprirsi così tanto” con chiunque.
    Simo… ma che furbetto. Fossi furbo avrei avuto una vita diversa! 😐
    Ciao,
    Emanuele

  6. Pingback: Prendetele la mano e portatela via lontano… - …time is what you make of it…

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