Il blog di Mao.

Io anelo alla mia terra, nella cui polvere si sono consunte le membra e le ossa dei miei. Ricordo la Sicilia, e il ricordo viene dal dolore che mi travaglia. Ma se fui bandito da un paradiso come posso io darne informazioni.

Esordisce così Mao agli occhi dei visitatori. Una frase un po’ malinconica, un po’ innamorata della sua terra. Quelle parole suonano per me come un futuro che potrebbe toccarmi da vicino e così le osservo con rispetto.

Mauro è un ex-scout, che ha lasciato la sua terra per cercar fortuna al nord (e mi chiedo… siamo tanto diversi dai cercatori d’oro che lasciavano le famiglie per risalire i fiumi con i loro calessi?!). In tempo di crisi si va dove c’è lavoro, non si può aspettare che sia il lavoro a venir dove sei tu. E’ un po’ come la storia di Maometto e la montagna…

Ecco, Mauro è dunque un ingegnere con un blog. E però, diciamolo, il suo blog non è un blog da ingegneri. Il primo motivo è che è ospitato su Blogspot e un ingegnere, se non può usufruire della soluzione migliore (WordPress + dominio), quanto meno cerca, tramite una bella analisi qualcosa che vi si avvicini (qualcuno ha detto WordPress.com?).

E vabbè… errori di gioventù, scommetto quando ha iniziato non immaginava neanche quanto sarebbe durato questo gioco, come me che aprii un blog, per curiosità, su Splinder quasi 6 anni fa.

Bene… si è sempre in tempo per rimediare, vero Mauro?! 😉

Detto questo (forse sono stato troppo critico ma mi han detto che spronare le persone a puntare al meglio è sempre un bene!) vi consiglio di leggerlo, così come faccio io.

Scrive molto meno di me, vi stressa molto meno con le avventure della sua vita (come invece amo fare io :-|), però sa scrivere riflessioni, brevi e concise ma non per questo banali. Riesce a trasmettere in poche parole ciò che in quel momento vuol comunicare. Gran bella qualità! 🙂

Dovessi chiedergli qualcosa, proverei a domandare perché non ci racconta di più del suo lavoro. E’ un ingegnere e sicuramente ci saranno cose in cui è specializzato che potrebbero risultare interessanti o diventare utili per altri visitatori.

Infine, oltre ad aspettarlo su una piattaforma migliore (Word *coff* press) a questo punto gli regalo una brutta gatta da pelare: scrivere una recensione di ritorno! Sono curioso di sentire le sue critiche! 😉

Emanuele

PS: perché tutto questo? Perché si è impuntato nell’indovinare il titolo di quella canzone (ma tu vedi quanto tempo libero ‘sti ingegneri! :-|).

Compagni di viaggio.

I libri erano i miei migliori compagni di viaggio. Stavano zitti quando volevo che stessero zitti, mi parlavano quando avevo bisogno che mi parlassero. Un compagno di viaggio invece è difficile perché impone la sua presenza, le sue esigenze. Un libro no, tace. Ma è pieno di tante belle cose.

Tiziano Terzani – La fine è il mio inizio

Questa frase mi ha fatto tornare il mente “Il cammino di Santiago” di Paulo Coelho. E’ fermo li, posato su una mensola nella mia stanza. Mancano ormai poche pagine e non ho ancora deciso quando “farle parlare”. Dopo il mio compleanno ho pensato fosse arrivato il momento giusto per concludere quel cammino invece, un po’ per mancanza di tempo, un po’ per strane coincidenze, il libro è ancora li che aspetta me.

Bello vedere che non sono l’unico a sentire i libri come “compagni di viaggio” piuttosto che semplici storie da conoscere. 🙂

Emanuele

La mia gioia mi costa sudore.

Canta così Lorenzo Cherubini in Stella Cometa e non posso che esser d’accordo con lui.

La vita scorre serena, ma questo non significa che non siano necessari sforzi affinché sia così! Nulla cade dal cielo nella vita! 🙂

Oggi ho dedicato la giornata ai miei genitori che altrimenti sarebbero rimasti a casa soli. Queste feste stranamente non le ho festeggiate come gli altri anni.

Niente carne, niente spiedini, niente salsiccia, niente puntine di maiale, niente vinello di paese insieme agli amici.

A Pasqua e pasquetta ero con (tutta) la famiglia. Il 25 Aprile ero impegnato con gli scout e oggi ho passato una bellissima giornata nella casa al mare con i miei.

Ho fatto tornare splendente la nuova Panda Panda, ho tagliato un po’ di erbacce, ho letto sdraiato al sole e poi passeggiata e gelato.

Adesso sono stanco ma ho il cuore pieno di ciò che ho vissuto. E non è il “grazie” che entrambi mi han detto quando siamo entrati nuovamente a casa a rendermi felice.

Quanti ricordi sono riemersi stando li. La vita scorre veloce. La vicina di casa ha la figlia che si sposa. Ecco, io con lei ci giocavo. Da piccoli, durante le lunghissime sere d’estate, guardavamo le stelle o sulla mia o sulla sua terrazza.

Tanti pensieri si intrecciano. Domani si torna a studiare eppure sto qui, felice senza sapere bene perché.

Voi, vi siete divertiti? 🙂

Emanuele

241543903: teste nel frigo!!!

241543903 - Emanuele

Scattatevi una foto, salvatela (e/o taggatela) con questo numero: 241543903

Pian piano, Google e tutti gli altri motori di ricerca indicizzeranno il risultato… e avremo milioni di teste fotografate dentro il frigo! 🙂

Se non mi credete… cliccate qui o qui per vedere i primi risultati! 😎

E’ proprio il caso di dirlo… farsi una foto in quella posizione è stata una vera frigata! :joy:

Emanuele

PS: l’idea è nata a lui e se mi chiedete “ma perché?” la risposta, semplicemente, è… “perché no?!”

Fai un salto… fanne un altro! =)

Stamattina la giornata è iniziata così, con questa canzone partita per caso sull’iPod mentre andavo verso l’università! :joy:

Mi ha messo di buon umore e, visto che è tornato il bel tempo (sono uscito – finalmente – in Vespa a maniche corte!! 8-)) ed è da tanto che non gioco con voi, ecco qui la sorpresa! 🙂

Se indovini il titolo della canzone che inizia così (sisi, proprio così…) ti becchi una recensione su questo blog! :joy:

Ah, ovviamente devi aver utilizzato almeno una volta nella tua vita questa filastrocca (mi racconti quando?!)! 🙂

Emanuele

Campane e campanelle.

Oggi, mentre ero in palestra, è andato in onda questo video. Ho fatto un volo indietro negli anni. I pesi… ecco, i pesi son diventati leggerissimi. Ero distratto da quella melodia e mi son ritrovato a fare più ripetizioni di quante avrei dovuto farne.

Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo
e quando dormo taglia bene l’aquilone,
togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace…
Libero com’ero stato ieri,
ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi,
adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori…

Samuele Bersani – Giudizi universali

Sognare. Ecco cosa mi riesce più di tutto. E’ questo forse il vero segreto di questa allegria che ormai mi sembra debba diventare eterna (capito Luca?).

Mesi, mesi, mesi e mesi senza mai una giornata in cui mi sia ritrovato a dire “…gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare…” come quel gran genio di Gino Bartali. Uno che in bicicletta ci andava per professione. Uno che usava quelle due ruote per trasportare documenti falsi e salvare decine di ebrei durante la seconda guerra mondiale.

Uno che… trovava la sua libertà su quelle due ruote. Un po’ come amo fare io. 🙂

Eppure, un paio di settimane fa qualcosa la stavo sbagliando. Mi sono distratto… e mentre mi distraevo iniziavo già a pensare “ma è giusta questa distrazione”?

Ho iniziato a parlarne con un paio di amici e amiche e sono giunto (da solo) alla conclusione che probabilmente dovrei rivedere per bene le mie scelte. Non posso permettermi distrazioni proprio adesso.

Lo sapete, amo pensare che bisogna vivere come gli uccelli del cielo. Dio vede e provvede è più di un motto per me e, così, sono sicuro che Dio sa di cosa ho bisogno per ora… e non ho minimamente intenzione di stressarmi per qualcosa.

Io… io il numero di quella ragazza l’ho avuto. Le ho parlato. Abbiamo parlato varie volte. Gliel’ho chiesto. Ho vinto io, eh. Niente internet, niente chat, niente amici in mezzo, niente feisbuk o altre diavolerie simili. Solo io, con ciò che sono di fronte a lei.

La timidezza… quella l’ho lasciata a casa in quei giorni, le ho fatto credere che dentro una scatola c’era una cosa bellissima e l’ho rinchiusa li. E poi, come nella canzone, ho tirato la maniglia della porta prima di correr giù per le scale. Proprio come un bambino che non è mai cresciuto.

Ho quel numero sul cellulare ma non so che farmene. Però in realtà non è del numero che non so cosa farne. E’ delle scelte, è delle strade che dovrei intraprendere che non ho ancora deciso bene cosa farne.

Non voglio distrarmi. Me lo ripeto ogni giorno ed è più che responsabile come cosa.

Io – diamine – sto benissimo così in fin dei conti. La vita mi sorride e io sorrido a lei ogni giorno in una maniera che non ho mai visto prima. Sto, giorno per giorno, conoscendo un Emanuele che non avrei mai sospettato prima potesse esistere.

Mia madre stessa tempo fa m’ha chiesto se fossi innamorato nuovamente semplicemente perché mi vedeva dannatamente allegro. No, no, no e no.

L’amore, per quel che intendo io, non c’è ancora. Però vivo felice. Mica devono coincidere le due cose, no?

So di essere stato in grado di conoscere una persona alla quale praticamente non dicevo neanche “ciao” e questo mi rende già soddisfatto.

Sembrerò altezzoso ma… mi sento capace di tutto, un po’ come Edward Bloom in Big Fish, un film che dovreste vedere se non l’avete ancora fatto.

Ieri facendo un resoconto di quest’ultimo mese ripensavo a certe cose che son successe e nuovamente pensavo che Dio mi tiene sotto una grossa campana. E’ stata una bellissima sensazione rendersene conto. Non c’è verso di rendermi infelice perché per ogni notizia che chiunque direbbe che può far male, c’era già pronto, servito istantaneamente un motivo per cui gioire. :joy:

Così, probabilmente è il caso di affidarsi a Lui ancora una volta e continuare ad andare avanti senza pensare di aggiungere novità che non so bene dove possano portare.

Aspetterò che i tempi siano maturi e so benissimo quando lo saranno. Non voglio fare errori proprio adesso.

Ecco, mentre prendo questa decisione mi chiedo perché Dio mi abbia trasportato fin qui. Che progetti ha per me?

Continuo a rifletterci su…

Emanuele

Ubuntu 9.04 attiva e operativa.

Aggiornamento ad Ubuntu 9.04

L’ho fatto. Ho aspettato alcuni giorni per scaramanzia. Oggi però prima di andare a pranzo ho lanciato l’aggiornamento.

In linea di massima funziona tutto, qualcosina andava riconfigurata ma roba di poco conto.

Più veloce? Non so.

Più stabile? Non so… prima dell’aggiornamento non riavviavo Ubuntu 8.10 da 18 giorni. Quali sono i parametri di stabilità in questo caso?

Ah, flash funziona senza dover toccare nulla… invece il server audio fa ancora i capricci quando più risorse tentano di utilizzarlo.

Vedremo…

Emanuele

Movie library, competitor di iTunes Store?

Questo post è sponsorizzato. Questa volta mi pagano benino (una cena fuori per due persone…) però non sono ugualmente obbligato a parlar bene di ciò che descrivo. Come consueto ve lo segnalo perché mi piace esser chiaro con tutti.

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Il sito di cui devo parlare questa volta è LibMov.com, un servizio di Movie library che propone ai visitatori una discreta lista di titoli cinematografici da acquistare.

Sfortunatamente per noi italiani il servizio risulta inutile in quanto i titoli mi sembra siano tutti in lingua inglese (o potrebbe tornare utile a chi cerca la versione originale di alcuni film) ma la cosa che a prima vista mi ha colpito è la struttura abbastanza confusionaria (amatoriale?!) del sito.

I prezzi sono abbastanza concorrenziali (vanno dai 2 ai 5 dollari) ed è possibile scegliere tra vari formati e risoluzioni, però non so quanto queste soluzioni possano fare reale concorrenza all’iTunes Store.

L’utente non sceglie semplicemente in base al prezzo, ma anche in base all’esperienza che vive ed alla solidità che il servizio riesce a trasmettergli. La Apple, con il suo store così chiuso e ben definito (accessibile praticamente solamente tramite un software curato per fare giusto tre cose: ricerca, acquisto, riproduzione) è riuscita a regalare agli utenti proprio quello: una bella esperienza, affidabile e matura, per effettuare acquisti multimediali in comodità.

Riusciranno ad imporsi mai realtà così piccole? Personalmente ne dubito.

Emanuele