De según como se mire todo depende.

Manu, mi porti a giocare a tennis? Con due racchette buone e un po’ di palline durissime, di quelle che rimbalzano benissimo a terra…

Oggi sono tornato da Tony. In realtà mi ha dato lui la sveglia alle 7 e 30 stamattina: mi ha telefonato perché aveva bisogno di parlare e così prima di pranzo ho fatto un salto a casa sua.

E’ solo, molto solo e quando mi ha fatto quella domanda mentre mi guardava dalla poltrona in cui passa le giornate mi si è stretto il cuore.

Gliel’ho promesso.

Gli ho promesso anche che pranzeremo insieme qualche volta. Adesso però è tempo per lui di lasciar tutto e partire, magari anche ad una certa distanza dalla città. Ha bisogno di inserirsi in una comunità in cui possa riprendere in mano la sua vita, i suoi ritmi, la sua dignità.

Mi ha salutato dicendomi “Manu, se non ci fossi dovrebbero inventarti…” e mentre tornavo a casa ripensavo a quanto bello stia diventando questo legame. Si fida di me. La comunità vuole che la cerchi io e nessun altro, così gli ho promesso che cercherò un posto sistemato… che non sia né troppo comodo né troppo rigido.

Intanto domenica pomeriggio tornerò da lui, prima di andare via vuole che quella dozzina di gatti vengano sistemati da qualche parte e quindi devo trovare dove e come portarli, visto che tra scabbia e chissà cos’altro non mi va di metterli in macchina. Qualcuno di voi ha qualche idea o sa dove possa portarli?

E’ una bella giornata. Tutto dipende da come guardiamo le cose.

Persino una pallina e due racchette possono essere il sogno di qualcuno.

Emanuele

Mangiano pane e zucchero?

Ieri sera, mentre ero nella mia stanza, ho sentito arrivare le dolci note di quella bellissima scena finale di Juno, un film dolcissimo che vi consiglio di vedere.

Arrivavano da casa del mio vicino di casa e sentendole volevo quasi andare a bussare per complimentarmi per la scelta! Probabilmente a vedere il film era la figlia visto che dopo un po’ stavano rivedendo quella scena… 🙂

Qualche giorno fa invece, proprio mentre uscivo da casa, usciva dalla loro porta un bambino molto piccolo.

Lo vedo iniziare a fare le scale insieme al papà che dopo pochi secondi gli dice “dai, scendi, veloce…!” e lui, in piena coscienza dei suoi limiti risponde “ma io sono piccolo, se vado veloce cado…” con una voce che – arghma come fanno i bambini ad essere così teneri?

Ovviamente ha strappato un sorriso sia a me che al suo papà… 🙂

Emanuele

A fine mese riparto.

Sisi, proprio così. Il 2009 è un anno senza sosta e stamattina, nella pausa pranzo, sono andato a fare il biglietto della nave. Salirò con l’auto stracarica di roba verso Milano!

Un giorno di nave da solo… così iniziate a consigliarmi libri, musica e film da vedere anche perché ho preso un posto poltrona e non avrò neanche modo di dormire come vorrei!

Sfrutterò il ponte del 2 Giugno in modo da non perdere lezioni. Qualcuno viene a salutarmi quando salpo? Sarò solo, i miei partiranno qualche giorno prima in aereo! Non ho voluto farli stressare con due giorni di viaggio e mi sono immolato dicendo che avrei salito l’auto con tutto il resto da solo… 🙂

Emanuele

“Noi”. Nessuno escluso.

– Hai qualche responsabilità in quelle morti? – si azzardò a chiedere Tomas.
Silenzio.
– Nella vita siamo sempre responsabili di quello che succede attorno a noi.
Ancora silenzio.

Tratto da: Il settimo sigillo di Josè Rodrigues Dos Santos

Credo siano ben poche le occasioni in cui si possa dire a voce alta “non potevo fare più di quanto ho fatto”.

Emanuele

PS: la citazione è tratta da un libro che mi ha incuriosito qualche giorno fa alla Feltrinelli. L’ho preso in mano, l’ho sfogliato un po’, e mi è rimasta impressa quella domanda.

Aperi-scout.

Non so voi, ma io stasera sono stanco-stanco-stanco. Domani è giovedì, sarò nuovamente tutto il giorno fuori eppure da domenica non ho avuto soste. Persino i post su questo blog sono visibilmente calati in questa prima fase della settimana.

Sono tornato a studiare all’università come si deve: mattina e pomeriggio con pranzo direttamente dove capita. Quando torno però la giornata non è finita: o c’è la palestra o ci sono gli scout… o ci sono entrambe le cose.

Così arrivo a letto distrutto e quelle 7 ore di sonno (scarse) che faccio ogni notte non bastano.

Ieri  alle 18, son tornato così distrutto dall’università che prima di scendere nuovamente da casa mi sono buttato sul letto e per non rischiare di addormentarmi ho preso il cellulare ed ho settato la sveglia. 12 minuti. I Nokia indicano sempre quanto sarà lungo il conto alla rovescia… 😐

Mi ha fatto impressione, eppure è stato quello il mio riposo.

Oggi dopo l’università sono volato a due riunioni scout… la seconda però l’abbiamo fatta davanti ad un aperitivo. Mi mancava una riunione scout  con un Martini bianco, delle olivette e un bel po’ di patatine!

In realtà mi mancava del tutto l’esperienza dell’aperitivo. Non ne avevo mai fatto uno prima e tutto sommato è stato divertente. 😀

Adesso vado a cena, poi vediamo se resisto mezz’oretta sveglio…

Emanuele

I film storici non fanno per me.

Dopo una giornata bella intensa mi son ritrovato a guardare L’uomo che guardava al futuro, una miniserie televisiva sulla storia di Enrico Mattei.

Uomo coraggioso, corretto e come pochi, per carità… però diamine, mentre sto cenando non posso seguire la storia di un uomo che so già che è stato assassinato e sentire mia madre dire “dai, vediamo come l’hanno ammazzato… ma è stato la Mafia? Sono stati gli americani? O la Francia? O i russi?!” e pensare tra me e me “il momento si avvicina, tra un po’ c’è la scena dell’aereo che precipita…”.

Guardavo l’orologio scorrere come se dovessi andarci io su quell’aereo!

Mi sono immedesimato così tanto che mi è venuto il mal di pancia! 😐

(non scherzo!!)

Emanuele