Ehm, mi dovete uno stipendio.

La scorsa settimana sono stato contattato da una azienda che si occupa di vendita di link (non vi dico qual è, ma è nata in Germania nel 2006 e s’è allargata poi in altre 4 nazioni) per farmi una proposta semplice semplice: mi offrivano lauti guadagni in cambio di alcuni link sul blog. Adesso voi vi starete chiedendo: beh, non fai già pubblicità – ogni tanto – da queste parti?

Si, è vero questo blog ogni tanto ospita qualche post sponsorizzato ma – quando lo faccio – lo scrivo sempre a chiare lettere: “Questo è un post sponsorizzato, però ciò che scrivo non è vincolato in alcun modo etc, etc.”. In questo caso invece, un sistema automatico provvedeva ad inserire dei link sponsorizzati all’interno dei miei post, delle mie riflessioni, delle migliaia di stupidaggini che vi racconto.

Questa cosa ha fatto e fa la differenza. Perché lasciare che altri inseriscano link pubblicitari, silenziosamente, tra le mie pagine, significa dare le chiavi di questo blog a degli estranei e permettergli di usarlo secondo criteri loro.

La cosa nonostante l’allettante offerta mi ha fatto storcere il naso parecchio. In pratica il sistema funzionerebbe così: io scrivo un post in cui parlo di capra e cavoli e se un fruttivendolo vuole pubblicità, il sistema inserisce un link al suo negozio sulla parola “cavolo”. Col cavolo dico io! Far apparire link poco inerenti alla mio pensiero, alla lunga mi priva della possibilità di segnalarvi qualcosa di interessante senza perdere da parte vostra la dovuta fiducia quando navigate sul blog. Mi seguite già con grosso affetto e queste pagine sono un gioco che mi sta bene così: non è mai nato come fonte di guadagno e mi sembra più che giusto mantenere l’equilibrio tra paghette utili a mantenere le spese per blog e rispetto per voi che siete sacri e importanti tanto quanto i miei pensieri. 🙂

Ah, se vi state chiedendo “ma quanto ti offrivano?”, questo è un estratto dell’e-mail ricevuta:

Per quanto riguarda il lato economico, credo potrà vendere dagli 8 ai 10 link a 8,00 euro mensili per singolo link indipendentemente da quanti click genera. Quindi annualmente parliamo, con una media di 10 link, di 800,00 euro circa per un singolo sito.

Capite quanto vi voglio bene? 🙂

Emanuele

PS: penso sia la risposta migliore ai miei due più affezionati lettori… 😛

Interludio.

Sto per andare a letto ma sono felice e soddisfatto. I miei pensieri devono scorrere in silenzio questa sera perché c’è anche il nipotino e abbiamo l’obbligo t-a-s-s-a-t-i-v-o di vivere col tasto mute acceso non appena lui chiude gli occhi. Non ho ancora capito se devo trattenere anche il respiro, ma nel dubbio, vado di tanto in tanto al balcone.

Comunque. Sono arrivati e hanno riempito la casa. Ci sono valige ovunque, son servite due macchine per trasportarli dall’aeroporto a casa ed è bellissimo anche questo.

Ho passato la giornata facendo pulizie. Ho lavato vetri, pavimenti, tappeti, mobili, persino le cornici dei quadri e i ripiani del frigorifero. Ho preparato cinque letti e organizzato le tovaglie per il volto nei bagni. I miei genitori non rimettevano piede in casa da Gennaio e volevo regalargli lo splendore. Sarà tanto, sarà poco, non so. Intanto l’hanno apprezzato e mia madre mi ha persino chiesto cosa avessi usato per i pavimenti tanto era il buon odore. 😎

Non gliel’ho ancora detto ma nel pomeriggio mi si è rotta una bottiglia di vino bianco (nuova, chiusa… è volata dal frigo!), forse era questo il segreto, non so, intanto non provate che mi sembra proprio un grosso spreco usare il vino bianco per i pavimenti… 😀 (e poi ho scoperto che il vetro delle bottiglie ha il brutto vizio di cospargersi nel raggio di 200 metri).

Ieri sera ho fatto le tre di notte per concludere la presentazione della tesi. Forse domani, in facoltà, sarò l’unico che non ha passato il giorno prima a rivederla, ripassarla, ripeterla. Eppure mi sembrava giusto metterla di lato per abbandonarmi ai pensieri più felici. Per Vivere la mia famiglia.

Sto andando a letto, ma son proprio felice. L’unica nota stonata di oggi è la mia tosse: mi sembra quasi una punizione rivedere mio nipote e non poterlo tenere in braccio…

Emanuele

Tra 24 ore.

Tra 24 ore la mia vita cambia ancora. 12 giorni fa tornavo a Palermo, da solo. Iniziavo ad affrontare un mese indimenticabile.

Domani mi raggiungerà la famiglia. Saranno giorni intensi, veloci, felici. Non ho mai modo di annoiarmi e devo continuamente ringraziare Dio perché giorno dopo giorno arrivano valigie e cambiamenti nella mia quotidianità. Non ho modo di abituarmi ad un ritmo che ne subentra un altro come una valanga prepotente. Questo, devo ammettere, mi rende vivo – in uno stato di perenne agitazione – consentendomi di vivere tutto con continuo e rinnovato entusiasmo.

Intanto ho poco meno di 24 ore per finire di sistemare casa, dare un’ultima passata di aspirapolvere e straccio ovunque, preparare i letti con le lenzuola pulite e riordinare quel poco che ho lasciato in giro. La casa poi si riscalderà, tornerà a vivere, le luci saranno accese e sarà – sicuramente – un piacere sentire il pianoforte tornare a suonare.

Emanuele

Siate portatori di cambiamento!

Io credo che – nella vita – il cambiamento non sia una rivoluzione che un bel giorno mentre dormi, ti sveglia, tu alzi la serranda e vedi un corteo di migliaia di uomini sfilare, coi cartelli in mano, direzionati verso non sai dove.

Il cambiamento è una rivoluzione sottile, invisibile, silenziosissima. L’unica arma necessaria, tra l’altro l’abbiamo già e bisogna solo credere di poterla mettere in atto: la nostra testimonianza.

A Maggio, quando mi trasferii la prima volta a Milano, trovai la mia famiglia che, insediata da quelle parti da circa un anno, aveva preso l’abitudine di bere acqua in bottiglia. A me questa cosa non andava a genio così mi informai, chiesi sul blog ma anche ad amici milanesi finché non seppi rispondere in maniera convincente (soprattutto a mia madre che con la salute-che-passa-dall’igiene è più fissata). Fatto sta che adesso bevono tutti acqua dal rubinetto e sono scomparse le preoccupazioni, i dubbi e le perplessità che in quei giorni circolavano a pranzo e cena. E’ stata una piccola-grande soddisfazione quella. Ero lì da pochi giorni ma seppi dire la mia su qualcosa che non accettavo e condividevo. Quell’occasione mi ha fatto riflettere tanto su quanto, certe volte, basta davvero poco per rimescolare delle carte che non possiamo tenere in mano. 🙂

Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo! (questa stupenda frase di Gandhi mi torna sempre in mente).

Emanuele

PS: ah, se volete informarvi meglio sull’acqua e perché sia giustissimo bere quella del rubinetto, andate a leggere questo recentissimo post di Ecoalfabeta!

Continua a girare…

Trottola del film Inception

Ieri sera, complice anche il raffreddore, ho preferito non uscire e rimanere a casa. Ho visto Inception con una coperta di pile per riscaldarmi e una tazza di ciobar tra le gambe.

Nonostante i fazzolettini sempre pronti però, stavo bene, perché – specialmente a fine film – riflettevo che questo è un periodo della mia vita veramente felice. Tra pochi giorni mi laureo, ho già una proposta di lavoro, ho imparato a cavalcare il monociclo, tra un mese cambio città e vita. Cos’altro devo desiderare?

Non svegliatemi… (o lasciatemi perso in questo sogno!).

Emanuele