Una ruota, un cerchio.

Emanuele sul mononiclo

Yuko, tu sarai completo come poeta solo quando nella tua scrittura
fonderai nozioni di pittura, di calligrafia, di musica e di danza.
E, soprattutto, quando padroneggerai l’arte del funambolo.

Tratto da: “Neve” di Maxence Fermine

Non credo di aver già padronanza di tutto ciò che la vita ti chiede, mi piace però l’idea di fondere insieme ogni cosa.

Emanuele

PS: tra qualche giorno un piccolo video… stay tuned… 🙂

Le signore dei confetti.

La qualità dei confetti, nel negozio di dolciumi, non la individui dalla bellezza delle vetrine o dall’odore di mandorla che aleggia più o meno velatamente nell’aria. La certezza che ciò che compri sarà incredibilmente buono, l’avrai solo dopo aver parlato con le due signore di quella piccola bottega del centro storico. Le due donne, che – avendo confezionato matrimoni, battesimi, lauree e comunioni –  fanno un po’ parte della storia delle cerimonie palermitane, da dietro quel bancone in vetro, con tanti oggettini forse un po’ troppo kitsch per i miei gusti, hanno un biglietto da visita di cui nessuno potrà dubitare, una verità che neanche la migliore delle commesse armata di corsi e studi di marketing potrà mai pareggiare. Loro sono imbattibili nella vendita dei confetti, con quel sorriso a trentadue denti. In due.

Emanuele

La descrizione di un attimo.

In questi giorni chiunque mi finisca intorno mi chiede “Allora, come ti senti? Agitato? Pensieroso?”. Sono tutti convinti che – necessariamente – l’arrivo del giorno dell’esame di laurea debba esser vissuto con ansia. Io, lo ripeto agli amici e lo confermo – sornione – a me stesso: in questi giorni sono di una tranquillità spaventosa.

La descrizione di un attimo, le convinzioni che cambiano,
e crolla la fortezza del mio debole per te…

Tiromancino – La descrizione di un attimo

Ero più pensieroso, se proprio vogliamo fare un paragone, i giorni prima del penultimo esame. Non ora. Ho la presentazione pronta, ho la tesi stampata, ho da raccontare il lavoro svolto in questi mesi. Perché dovrei essere agitato?

Io sono così tranquillo che, in questi giorni, il pensiero più grosso è capire se portarmi o meno il monociclo così da poter uscire dal dipartimento e farmi un giro. Libero, solo, spensierato. A braccia aperte.

E’ quello l’attimo che voglio fissare. Tutto ciò che avverrà prima è ormai scritto, deve ancora accadere ma poco importa. Entrerò in quell’aula, sarò serio, silenzioso. Poi parlerò mentre tutti fisseranno le mie slide che, una dietro l’altra, avanzeranno. Molti non capiranno, tanti si fingeranno interessati. Pochi realmente lo saranno. Poi sarà tutto finito. A fine presentazione, nell’ultima slide ho messo una frase: “Lascia il mondo un po’ migliore di come l’hai trovato” (Baden Powell).

Secondo me esiste sempre un modo alternativo di vivere le cose.

Emanuele

Siamo legati ormai, tu ed io.

La bellezza del sorriso di un bambino è qualcosa di incredibile. La donna è bella per natura ma, mi rendo conto, nulla può contro quelle labbra delicatissime. Forse è l’innocenza di una risata inconsapevole, incapace di distinguere il bene dal male o di tenere atteggiamenti diversi in base a chi – quel sorriso angelico – glielo provoca. Non so.

Quando sento ridere mio nipote provo un brivido. Quando lo vedo sorridermi, mentre le mie dita si incontrano dietro la sua piccola schiena, tutto il mondo si ferma.

Emanuele

Gli americani non sono così bravi come sembrano.

Io proprio non lo capisco. Io l’ho con gli americani. L’ho con Obama. L’ho con la sua amministrazione e, sorprendentemente per voi, oggi ho voglia di scriverlo qui a chiare lettere.

L’America si è sempre premurata di correre in ogni angolo del pianeta in soccorso di popoli sotto assedio. In Iraq, con questa scusa è lì da anni e governa, gestisce le aree, aiuta la popolazione. Spende miliardi di dollari ogni anno per queste “missioni di pace”. E io, proprio per questo, l’ho con gli americani.

Ultimamente mi chiedo perché non si preoccupino di invadere l’Italia! Contiamo così poco noi?!

Io vedo già da troppo tempo lesa la mia libertà d’informazione, la mia dignità di italiano con diritto al voto. Vedo offesa e diffamata la mia moralità con un governo (rappresentante del popolo) che si fa conoscere all’estero per i suoi festini privati. Che di giorno professa l’amore per la famiglia, per certi valori, e la sera quelle stesse parole muoiono investite dalle auto che si recano ad Arcore.

Ditemi, ditemi voi perché. Americani, che dobbiamo fare per impietosirvi abbastanza? Devo trovare del petrolio? Lo vado a comprare! Quanto ne volete? Quanti barili? Ditemi ditemi.

Però cavolo, invadeteci. Arrestate quel dittatore. Processatelo e poi dateci anche un Obama tutto nostro. Anche “meno abbronzato” (cit.), fate voi, però non lasciateci così, oppure dovrò iniziare ad uscire per strada – io – col burqa tra qualche tempo.

Motivi religiosi? No. Vergogna. Grande e profonda vergogna.

Emanuele

Ehm, mi dovete uno stipendio.

La scorsa settimana sono stato contattato da una azienda che si occupa di vendita di link (non vi dico qual è, ma è nata in Germania nel 2006 e s’è allargata poi in altre 4 nazioni) per farmi una proposta semplice semplice: mi offrivano lauti guadagni in cambio di alcuni link sul blog. Adesso voi vi starete chiedendo: beh, non fai già pubblicità – ogni tanto – da queste parti?

Si, è vero questo blog ogni tanto ospita qualche post sponsorizzato ma – quando lo faccio – lo scrivo sempre a chiare lettere: “Questo è un post sponsorizzato, però ciò che scrivo non è vincolato in alcun modo etc, etc.”. In questo caso invece, un sistema automatico provvedeva ad inserire dei link sponsorizzati all’interno dei miei post, delle mie riflessioni, delle migliaia di stupidaggini che vi racconto.

Questa cosa ha fatto e fa la differenza. Perché lasciare che altri inseriscano link pubblicitari, silenziosamente, tra le mie pagine, significa dare le chiavi di questo blog a degli estranei e permettergli di usarlo secondo criteri loro.

La cosa nonostante l’allettante offerta mi ha fatto storcere il naso parecchio. In pratica il sistema funzionerebbe così: io scrivo un post in cui parlo di capra e cavoli e se un fruttivendolo vuole pubblicità, il sistema inserisce un link al suo negozio sulla parola “cavolo”. Col cavolo dico io! Far apparire link poco inerenti alla mio pensiero, alla lunga mi priva della possibilità di segnalarvi qualcosa di interessante senza perdere da parte vostra la dovuta fiducia quando navigate sul blog. Mi seguite già con grosso affetto e queste pagine sono un gioco che mi sta bene così: non è mai nato come fonte di guadagno e mi sembra più che giusto mantenere l’equilibrio tra paghette utili a mantenere le spese per blog e rispetto per voi che siete sacri e importanti tanto quanto i miei pensieri. 🙂

Ah, se vi state chiedendo “ma quanto ti offrivano?”, questo è un estratto dell’e-mail ricevuta:

Per quanto riguarda il lato economico, credo potrà vendere dagli 8 ai 10 link a 8,00 euro mensili per singolo link indipendentemente da quanti click genera. Quindi annualmente parliamo, con una media di 10 link, di 800,00 euro circa per un singolo sito.

Capite quanto vi voglio bene? 🙂

Emanuele

PS: penso sia la risposta migliore ai miei due più affezionati lettori… 😛

Interludio.

Sto per andare a letto ma sono felice e soddisfatto. I miei pensieri devono scorrere in silenzio questa sera perché c’è anche il nipotino e abbiamo l’obbligo t-a-s-s-a-t-i-v-o di vivere col tasto mute acceso non appena lui chiude gli occhi. Non ho ancora capito se devo trattenere anche il respiro, ma nel dubbio, vado di tanto in tanto al balcone.

Comunque. Sono arrivati e hanno riempito la casa. Ci sono valige ovunque, son servite due macchine per trasportarli dall’aeroporto a casa ed è bellissimo anche questo.

Ho passato la giornata facendo pulizie. Ho lavato vetri, pavimenti, tappeti, mobili, persino le cornici dei quadri e i ripiani del frigorifero. Ho preparato cinque letti e organizzato le tovaglie per il volto nei bagni. I miei genitori non rimettevano piede in casa da Gennaio e volevo regalargli lo splendore. Sarà tanto, sarà poco, non so. Intanto l’hanno apprezzato e mia madre mi ha persino chiesto cosa avessi usato per i pavimenti tanto era il buon odore. 😎

Non gliel’ho ancora detto ma nel pomeriggio mi si è rotta una bottiglia di vino bianco (nuova, chiusa… è volata dal frigo!), forse era questo il segreto, non so, intanto non provate che mi sembra proprio un grosso spreco usare il vino bianco per i pavimenti… 😀 (e poi ho scoperto che il vetro delle bottiglie ha il brutto vizio di cospargersi nel raggio di 200 metri).

Ieri sera ho fatto le tre di notte per concludere la presentazione della tesi. Forse domani, in facoltà, sarò l’unico che non ha passato il giorno prima a rivederla, ripassarla, ripeterla. Eppure mi sembrava giusto metterla di lato per abbandonarmi ai pensieri più felici. Per Vivere la mia famiglia.

Sto andando a letto, ma son proprio felice. L’unica nota stonata di oggi è la mia tosse: mi sembra quasi una punizione rivedere mio nipote e non poterlo tenere in braccio…

Emanuele