WebPerTe… ma perché?!

Mi trovavo bene con WebPerTe. Avevo addirittura iniziato la procedura di rinnovo 10 mesi prima della scadenza del contratto. Tutto funzionava come desideravo… fino al primo d’Aprile.

Quel maledetto pesce lo scherzo l’ha fatto a me. S’è vestito da hosting provider ed ha iniziato a prendermi in giro. Si… perché è stata una presa in giro quasi.

In un giorno migliaia e migliaia di connessioni tramite le ricerche di Google misero k.o. il server, come già successo in passato.

Mi misi, così, in contatto (soprattutto telefonicamente) con il supporto di WebPerTe per cercare la soluzione del problema.

Inizialmente pensai potesse dipendere da Wp-SuperCache che non avevo riattivato dopo il cambio di template, però, dopo pochi minuti il problema si ripresentava.

Le connessioni venivano segnate da Apache con il flag “W – Sending reply“. Tutte le connessioni. Sembrava quasi che stessi facendo streaming di non so che.

Iniziai ad ipotizzare qualsiasi cosa e dopo aver chiesto consigli in giro, mi preoccupai di affrontare radicalmente il problema rasando WordPress a zero, reinstallandolo, ripulendo tabelle, disinstallando plugin ed eliminando record inutili. Per maggiore pulizia, volevo effettuare l’importazione tramite XML ma WordPress con archivi così lunghi mostrò problemi (riusciva ad importarmi solamente i primi 3 anni…).

I problemi però continuavano e non riuscivo a spiegarmi il perché.

Da settimane mi sento dire “ma perché hai lasciato WebPerTe? Ancora non l’hai raccontato…”. E’ vero, non l’ho raccontato semplicemente  perché volevo vedere come evolveva la situazione e qualche giorno fa ho ricevuto l’ultima sorpresa che mi ha spinto finalmente a sputar tutto su questo blog.

Da quando sono tornato su HostingZoom mi chiedo perché in Italia non abbia ancora trovato servizi paragonabili a questo. In America c’è più mercato e più concorrenza? Non credo sia solo questo.

WebPerTe offre l’uptime garantito ma sono solo chiacchiere perché poi non te lo rimborsa se dovesse mancare la promessa (ho chiesto informazioni tramite ticket in passato). HostingZoom se supera un tot di ore di downtime mi rimborsa addirittura un mese intero.

Comunque sia, sarei rimasto volentieri su WebPerTe se avessero voluto preoccuparsi del mio problema. Come vedete da quando ho trasferito il blog i problemi sono scomparsi. Eppure dopo il trasferimento non ho più toccato nulla. Nessuna modifica al database, nessun plugin rimosso o script modificato. WebPerTe non mi reggeva, HostingZoom, a parità di richieste di risorse, lo fa (e non si lamenta).

In realtà qualche vocina della blogosfera mi ha raccontato che stanno cercando di far cassa. Invitano gli utenti a passare a piani di hosting superiori e la stessa proposta, in effetti, è stata fatta anche a me più volte (non solo in quest’ultima occasione).

Non han tempo da dedicare ai servizi di hosting da 30€? E’ deludente questa politica perché in fin dei conti il prezzo non lo sceglie il cliente ma viene proposto da loro. E loro con 30€ promettono di tenerti il sito online. Non ti dicono “hai questa CPU, non devi avere più di tot connessioni aperte” e cose di questo genere. Son fatti loro questi, no?

Ho provato ad essere più che paziente con loro. Durante quei giorni di downtime ho perso più volte persino l’accesso via FTP: dovevo chiamarli per riacquistare l’accesso verso i miei dati! Inammissibile, indescrivibile. Bloccami l’HTTP così eviti il carico verso il server ma non inibire mai il recupero dei miei file.

Ho spiegato che ero dispiaciuto e che a quel punto annullavo l’ordine di rinnovo… ma sembra che, nonostante la crisi, 30€ valgano poco per loro. Non hanno battuto ciglio. Beati loro direi.

Inutile affondare il coltello dicendovi che per telefono ogni tanto mi son sentito trattato con poca attenzione o come un cliente di serie B. Sentire che squilla un altro telefono, dare la possibilità al tecnico di rispondere e sentirsi dire “può richiamarmi dopo? Per ora devo risolvere un altro problema” mentre hai il sito down da due giorni non è molto carino.

Comunque, come vi dicevo all’inizio, l’altro ieri ho ricevuto l’ultima amara vicenda di questo capitolo.

Una e-mail mi comunicava testuali parole:

Gentile Sig. Emanuele *****,

la sua sottoscrizione dreamsworld.it è stata cancellata.

Cancellata?!? Ma come diamine vi siete permessi?!

Ho pagato l’hosting fino al 16 Gennaio 2010! Va bene che non lo uso più! Va bene che ho spostato i record DNS su HostingZoom…ma chi vi autorizza a eliminare tutti i miei dati?

Chi vi dice che non stessi più usando quello spazio come appoggio per altro? O come semplice spazio di backup? O… *saranno-fattacci-miei-non-lo-uso-ma-lo-guardo*?

Ho aperto un ticket paventando una possibile azione legale. Mi è stato risposto che un problema di Parallels (il software che gli gestisce tutto quanto) ha causato questo errore (chiamalo errore, fortuna che ormai avevo salvato tutto…) e, molto velocemente mi han proposto il rimborso totale di quanto pagato per l’anno in corso. Ho accettato senza affondare il dito nella piaga ma, a volerla dir tutta, quando trasferii il blog per il downtime chiesi un rimborso (erano loro a non reggermi!) ma mi fu detto che non avevano possibilità di emettere bonifici in uscita. Sapevo che era una cavolata e questa ne è stata la conferma.

C’è la crisi ma se questo è l’amore verso il cliente sembra quasi che certe aziende si meritino di soffrirla un po’! Non credete?

Emanuele

Ah, ma forse, anche lui…

Ci sono giorni in cui ti torna in mente: “Ah, ma forse anche lui si riavviava…”.

Uptime Mac OS X - 42 giorni

Ecco, non capitava da 42 giorni, eppure l’ho usato per fare di tutto e di più, l’ho portato in giro, l’ho strapazzato. C’ho visto film, programmato, navigato, installato e disinstallato applicazioni, ascoltato musica, scaricato, chattato e chi più ne ha più ne metta.

E’ uscito OS X 10.5.7, altrimenti chissà a quanto arrivavo.

Credo proprio che in futuro metteranno un post-it sul display dei Mac con scritto “è inarrestabile ma non temete: è sempre possibile spegnerlo!”. 🙂

Emanuele

PS: interessanti le statistiche della scheda di rete. In 42 giorni ho inviato 89GB di dati e ricevuto 63,4GB.

“Noi”. Nessuno escluso.

– Hai qualche responsabilità in quelle morti? – si azzardò a chiedere Tomas.
Silenzio.
– Nella vita siamo sempre responsabili di quello che succede attorno a noi.
Ancora silenzio.

Tratto da: Il settimo sigillo di Josè Rodrigues Dos Santos

Credo siano ben poche le occasioni in cui si possa dire a voce alta “non potevo fare più di quanto ho fatto”.

Emanuele

PS: la citazione è tratta da un libro che mi ha incuriosito qualche giorno fa alla Feltrinelli. L’ho preso in mano, l’ho sfogliato un po’, e mi è rimasta impressa quella domanda.

A bocca aperta. Per sempre.

Fuochi d'artificio

Il terzo fuochista, l’artista quotato di più, sparò i suoi colori nel cielo e nel silenzio vennero giù.
Oro, turchese, amaranto, corallo, smeraldo, caffè!
La bimba in quel cielo d’oriente vide la vita e l’amore che c’è…
Un, due, tre.
Tre colpi a finire e la notte tornò.
Da allora rimase a sognare e i colori per sempre con sé si portò.

Tosca – Il terzo fuochista

Emanuele

(photo credits)

Il blog di Mao.

Io anelo alla mia terra, nella cui polvere si sono consunte le membra e le ossa dei miei. Ricordo la Sicilia, e il ricordo viene dal dolore che mi travaglia. Ma se fui bandito da un paradiso come posso io darne informazioni.

Esordisce così Mao agli occhi dei visitatori. Una frase un po’ malinconica, un po’ innamorata della sua terra. Quelle parole suonano per me come un futuro che potrebbe toccarmi da vicino e così le osservo con rispetto.

Mauro è un ex-scout, che ha lasciato la sua terra per cercar fortuna al nord (e mi chiedo… siamo tanto diversi dai cercatori d’oro che lasciavano le famiglie per risalire i fiumi con i loro calessi?!). In tempo di crisi si va dove c’è lavoro, non si può aspettare che sia il lavoro a venir dove sei tu. E’ un po’ come la storia di Maometto e la montagna…

Ecco, Mauro è dunque un ingegnere con un blog. E però, diciamolo, il suo blog non è un blog da ingegneri. Il primo motivo è che è ospitato su Blogspot e un ingegnere, se non può usufruire della soluzione migliore (WordPress + dominio), quanto meno cerca, tramite una bella analisi qualcosa che vi si avvicini (qualcuno ha detto WordPress.com?).

E vabbè… errori di gioventù, scommetto quando ha iniziato non immaginava neanche quanto sarebbe durato questo gioco, come me che aprii un blog, per curiosità, su Splinder quasi 6 anni fa.

Bene… si è sempre in tempo per rimediare, vero Mauro?! 😉

Detto questo (forse sono stato troppo critico ma mi han detto che spronare le persone a puntare al meglio è sempre un bene!) vi consiglio di leggerlo, così come faccio io.

Scrive molto meno di me, vi stressa molto meno con le avventure della sua vita (come invece amo fare io :-|), però sa scrivere riflessioni, brevi e concise ma non per questo banali. Riesce a trasmettere in poche parole ciò che in quel momento vuol comunicare. Gran bella qualità! 🙂

Dovessi chiedergli qualcosa, proverei a domandare perché non ci racconta di più del suo lavoro. E’ un ingegnere e sicuramente ci saranno cose in cui è specializzato che potrebbero risultare interessanti o diventare utili per altri visitatori.

Infine, oltre ad aspettarlo su una piattaforma migliore (Word *coff* press) a questo punto gli regalo una brutta gatta da pelare: scrivere una recensione di ritorno! Sono curioso di sentire le sue critiche! 😉

Emanuele

PS: perché tutto questo? Perché si è impuntato nell’indovinare il titolo di quella canzone (ma tu vedi quanto tempo libero ‘sti ingegneri! :-|).

Compagni di viaggio.

I libri erano i miei migliori compagni di viaggio. Stavano zitti quando volevo che stessero zitti, mi parlavano quando avevo bisogno che mi parlassero. Un compagno di viaggio invece è difficile perché impone la sua presenza, le sue esigenze. Un libro no, tace. Ma è pieno di tante belle cose.

Tiziano Terzani – La fine è il mio inizio

Questa frase mi ha fatto tornare il mente “Il cammino di Santiago” di Paulo Coelho. E’ fermo li, posato su una mensola nella mia stanza. Mancano ormai poche pagine e non ho ancora deciso quando “farle parlare”. Dopo il mio compleanno ho pensato fosse arrivato il momento giusto per concludere quel cammino invece, un po’ per mancanza di tempo, un po’ per strane coincidenze, il libro è ancora li che aspetta me.

Bello vedere che non sono l’unico a sentire i libri come “compagni di viaggio” piuttosto che semplici storie da conoscere. 🙂

Emanuele

Campane e campanelle.

Oggi, mentre ero in palestra, è andato in onda questo video. Ho fatto un volo indietro negli anni. I pesi… ecco, i pesi son diventati leggerissimi. Ero distratto da quella melodia e mi son ritrovato a fare più ripetizioni di quante avrei dovuto farne.

Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo
e quando dormo taglia bene l’aquilone,
togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace…
Libero com’ero stato ieri,
ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi,
adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori…

Samuele Bersani – Giudizi universali

Sognare. Ecco cosa mi riesce più di tutto. E’ questo forse il vero segreto di questa allegria che ormai mi sembra debba diventare eterna (capito Luca?).

Mesi, mesi, mesi e mesi senza mai una giornata in cui mi sia ritrovato a dire “…gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare…” come quel gran genio di Gino Bartali. Uno che in bicicletta ci andava per professione. Uno che usava quelle due ruote per trasportare documenti falsi e salvare decine di ebrei durante la seconda guerra mondiale.

Uno che… trovava la sua libertà su quelle due ruote. Un po’ come amo fare io. 🙂

Eppure, un paio di settimane fa qualcosa la stavo sbagliando. Mi sono distratto… e mentre mi distraevo iniziavo già a pensare “ma è giusta questa distrazione”?

Ho iniziato a parlarne con un paio di amici e amiche e sono giunto (da solo) alla conclusione che probabilmente dovrei rivedere per bene le mie scelte. Non posso permettermi distrazioni proprio adesso.

Lo sapete, amo pensare che bisogna vivere come gli uccelli del cielo. Dio vede e provvede è più di un motto per me e, così, sono sicuro che Dio sa di cosa ho bisogno per ora… e non ho minimamente intenzione di stressarmi per qualcosa.

Io… io il numero di quella ragazza l’ho avuto. Le ho parlato. Abbiamo parlato varie volte. Gliel’ho chiesto. Ho vinto io, eh. Niente internet, niente chat, niente amici in mezzo, niente feisbuk o altre diavolerie simili. Solo io, con ciò che sono di fronte a lei.

La timidezza… quella l’ho lasciata a casa in quei giorni, le ho fatto credere che dentro una scatola c’era una cosa bellissima e l’ho rinchiusa li. E poi, come nella canzone, ho tirato la maniglia della porta prima di correr giù per le scale. Proprio come un bambino che non è mai cresciuto.

Ho quel numero sul cellulare ma non so che farmene. Però in realtà non è del numero che non so cosa farne. E’ delle scelte, è delle strade che dovrei intraprendere che non ho ancora deciso bene cosa farne.

Non voglio distrarmi. Me lo ripeto ogni giorno ed è più che responsabile come cosa.

Io – diamine – sto benissimo così in fin dei conti. La vita mi sorride e io sorrido a lei ogni giorno in una maniera che non ho mai visto prima. Sto, giorno per giorno, conoscendo un Emanuele che non avrei mai sospettato prima potesse esistere.

Mia madre stessa tempo fa m’ha chiesto se fossi innamorato nuovamente semplicemente perché mi vedeva dannatamente allegro. No, no, no e no.

L’amore, per quel che intendo io, non c’è ancora. Però vivo felice. Mica devono coincidere le due cose, no?

So di essere stato in grado di conoscere una persona alla quale praticamente non dicevo neanche “ciao” e questo mi rende già soddisfatto.

Sembrerò altezzoso ma… mi sento capace di tutto, un po’ come Edward Bloom in Big Fish, un film che dovreste vedere se non l’avete ancora fatto.

Ieri facendo un resoconto di quest’ultimo mese ripensavo a certe cose che son successe e nuovamente pensavo che Dio mi tiene sotto una grossa campana. E’ stata una bellissima sensazione rendersene conto. Non c’è verso di rendermi infelice perché per ogni notizia che chiunque direbbe che può far male, c’era già pronto, servito istantaneamente un motivo per cui gioire. :joy:

Così, probabilmente è il caso di affidarsi a Lui ancora una volta e continuare ad andare avanti senza pensare di aggiungere novità che non so bene dove possano portare.

Aspetterò che i tempi siano maturi e so benissimo quando lo saranno. Non voglio fare errori proprio adesso.

Ecco, mentre prendo questa decisione mi chiedo perché Dio mi abbia trasportato fin qui. Che progetti ha per me?

Continuo a rifletterci su…

Emanuele