WebPerTe… ma perché?!

Mi trovavo bene con WebPerTe. Avevo addirittura iniziato la procedura di rinnovo 10 mesi prima della scadenza del contratto. Tutto funzionava come desideravo… fino al primo d’Aprile.

Quel maledetto pesce lo scherzo l’ha fatto a me. S’è vestito da hosting provider ed ha iniziato a prendermi in giro. Si… perché è stata una presa in giro quasi.

In un giorno migliaia e migliaia di connessioni tramite le ricerche di Google misero k.o. il server, come già successo in passato.

Mi misi, così, in contatto (soprattutto telefonicamente) con il supporto di WebPerTe per cercare la soluzione del problema.

Inizialmente pensai potesse dipendere da Wp-SuperCache che non avevo riattivato dopo il cambio di template, però, dopo pochi minuti il problema si ripresentava.

Le connessioni venivano segnate da Apache con il flag “W – Sending reply“. Tutte le connessioni. Sembrava quasi che stessi facendo streaming di non so che.

Iniziai ad ipotizzare qualsiasi cosa e dopo aver chiesto consigli in giro, mi preoccupai di affrontare radicalmente il problema rasando WordPress a zero, reinstallandolo, ripulendo tabelle, disinstallando plugin ed eliminando record inutili. Per maggiore pulizia, volevo effettuare l’importazione tramite XML ma WordPress con archivi così lunghi mostrò problemi (riusciva ad importarmi solamente i primi 3 anni…).

I problemi però continuavano e non riuscivo a spiegarmi il perché.

Da settimane mi sento dire “ma perché hai lasciato WebPerTe? Ancora non l’hai raccontato…”. E’ vero, non l’ho raccontato semplicemente  perché volevo vedere come evolveva la situazione e qualche giorno fa ho ricevuto l’ultima sorpresa che mi ha spinto finalmente a sputar tutto su questo blog.

Da quando sono tornato su HostingZoom mi chiedo perché in Italia non abbia ancora trovato servizi paragonabili a questo. In America c’è più mercato e più concorrenza? Non credo sia solo questo.

WebPerTe offre l’uptime garantito ma sono solo chiacchiere perché poi non te lo rimborsa se dovesse mancare la promessa (ho chiesto informazioni tramite ticket in passato). HostingZoom se supera un tot di ore di downtime mi rimborsa addirittura un mese intero.

Comunque sia, sarei rimasto volentieri su WebPerTe se avessero voluto preoccuparsi del mio problema. Come vedete da quando ho trasferito il blog i problemi sono scomparsi. Eppure dopo il trasferimento non ho più toccato nulla. Nessuna modifica al database, nessun plugin rimosso o script modificato. WebPerTe non mi reggeva, HostingZoom, a parità di richieste di risorse, lo fa (e non si lamenta).

In realtà qualche vocina della blogosfera mi ha raccontato che stanno cercando di far cassa. Invitano gli utenti a passare a piani di hosting superiori e la stessa proposta, in effetti, è stata fatta anche a me più volte (non solo in quest’ultima occasione).

Non han tempo da dedicare ai servizi di hosting da 30€? E’ deludente questa politica perché in fin dei conti il prezzo non lo sceglie il cliente ma viene proposto da loro. E loro con 30€ promettono di tenerti il sito online. Non ti dicono “hai questa CPU, non devi avere più di tot connessioni aperte” e cose di questo genere. Son fatti loro questi, no?

Ho provato ad essere più che paziente con loro. Durante quei giorni di downtime ho perso più volte persino l’accesso via FTP: dovevo chiamarli per riacquistare l’accesso verso i miei dati! Inammissibile, indescrivibile. Bloccami l’HTTP così eviti il carico verso il server ma non inibire mai il recupero dei miei file.

Ho spiegato che ero dispiaciuto e che a quel punto annullavo l’ordine di rinnovo… ma sembra che, nonostante la crisi, 30€ valgano poco per loro. Non hanno battuto ciglio. Beati loro direi.

Inutile affondare il coltello dicendovi che per telefono ogni tanto mi son sentito trattato con poca attenzione o come un cliente di serie B. Sentire che squilla un altro telefono, dare la possibilità al tecnico di rispondere e sentirsi dire “può richiamarmi dopo? Per ora devo risolvere un altro problema” mentre hai il sito down da due giorni non è molto carino.

Comunque, come vi dicevo all’inizio, l’altro ieri ho ricevuto l’ultima amara vicenda di questo capitolo.

Una e-mail mi comunicava testuali parole:

Gentile Sig. Emanuele *****,

la sua sottoscrizione dreamsworld.it è stata cancellata.

Cancellata?!? Ma come diamine vi siete permessi?!

Ho pagato l’hosting fino al 16 Gennaio 2010! Va bene che non lo uso più! Va bene che ho spostato i record DNS su HostingZoom…ma chi vi autorizza a eliminare tutti i miei dati?

Chi vi dice che non stessi più usando quello spazio come appoggio per altro? O come semplice spazio di backup? O… *saranno-fattacci-miei-non-lo-uso-ma-lo-guardo*?

Ho aperto un ticket paventando una possibile azione legale. Mi è stato risposto che un problema di Parallels (il software che gli gestisce tutto quanto) ha causato questo errore (chiamalo errore, fortuna che ormai avevo salvato tutto…) e, molto velocemente mi han proposto il rimborso totale di quanto pagato per l’anno in corso. Ho accettato senza affondare il dito nella piaga ma, a volerla dir tutta, quando trasferii il blog per il downtime chiesi un rimborso (erano loro a non reggermi!) ma mi fu detto che non avevano possibilità di emettere bonifici in uscita. Sapevo che era una cavolata e questa ne è stata la conferma.

C’è la crisi ma se questo è l’amore verso il cliente sembra quasi che certe aziende si meritino di soffrirla un po’! Non credete?

Emanuele

28 commenti » Scrivi un commento

  1. Purtroppo capita , ci sono hosting che vendono piani e poi non hanno strutture adeguate per supportare tanti siti … insomma io di hosting seri ne ho provati pochi alla fine pago un po’ di più ma preferisco avere assistenza 24 ore su 24 compreso il week end , gentilezza, attenzione , risoluzione di qualsiasi problema … quel che ora come ora fa la differenza tra un servizio e un altro

  2. Io sto mettendo alla prova WebPerTe con il sito personale. Il blog continuerà a stare online grazie al server dedicato comodamente piazzato in Germania, assolutamente non paragonabile a qualsiasi offerta italiana.

    Speriamo non capiti mai una casistica come la tua, sarebbe parecchio spiacevole per entrambe le parti, “checche ne dica la blogopalla” … incrocio le dita 😉

    • Nicola, non ho capito! :-O
      Barbara e Giovanni, sinceramente io ero soddisfatto di WebPerTe. Ho visto pochi down e per la prima volta mi sembrava di essere finito nelle mani di un servizio serio e con un prezzo accettabile. Credetemi, scrivere questo post mi è dispiaciuto… ma le cose sono andate così, son dovuto tornare su HostingZoom senza ricevere alcun supporto da parte loro e non avendo accesso al server (ovviamente) avevo ben poco da capire perché le connessioni rimanevano aperte. Su HostingZoom in passato il servizio tecnico mi ha aiutato persino con script PHP che non funzionavano (timeout e cose simili) andando a consigliarmi addirittura del codice da utilizzare. Perché questa differenza? Non hanno paura di perdere clienti e soldi?
      Ciao,
      Emanuele
      PS: Barbara, con chi sei tu per ora?

  3. Io sono sempre più tentato di passare a MediaTemple qui in America… dopo l’ultimo mese a singhiozzo con Tophost forse è arrivato il momento di far fare le valigie anche al mio blog. Mi dispiace, perché ho sempre voluto mantenere tutto in Italia e dare fiducia ai provider del Belpaese… ma il confronto non regge proprio! Ed il prezzo non è poi così più alto!

    • Argh camu, io proprio in questi giorni ho consigliato TopHost ad un amico e ho portato te come esempio di sito mantenuto online… dici davvero di voler cambiare?
      Comunque MediaTemple mi sembra un tantino eccessivo, anche l’offerta base ha un bel prezzo d’ingresso!
      Barbara, in realtà TopHost per piccoli siti in cui non si hanno grosse pretese (almeno inizialmente) va più che bene. Fa il suo lavoro e costa poco.
      ServerPlan sembra buono ma sicuramente fa pagare la qualità… ho visto il suo SLA e sinceramente lo trovo poco convincente.
      Ciao,
      Emanuele

  4. @ Camu Tophost dopo i casini di qualche tempo ( per quanto tanti dicano che è cambiato è migliorato etc) io lo eviterei proprio …

    Emanuele io sono con Serverplan da anni ormai per i miei siti di lavoro , sono fantastici 🙂 ( stanno facendo dei lavoretti sul loro sito quindi al momento sono offline ovviamente tutti i server dei clienti sono up)

  5. così impari ad avere il blog frequentatissimo. Io con le misere 4 visite che faccio non ho mai avuto problemi di questo tenore con WPT 😛

    • Eheh… in realtà le visite sono anche calate. Secondo me, come mi è stato suggerito, avevan voglia di far cassa. Peccato, sarei stato con loro volentieri… dare soldi agli americani è un peccato: sono in crisi ma anche le nostre aziende han bisogno di clienti per mangiare… 🙂
      Ciao,
      Emanuele

  6. quanti siti hai su WPT? no perché sta cosa del fare cassa la vedo applicabile soprattutto a chi ha molti siti. Tipo “hey, invece di avere 10 hosting base comprati un server dedicato” oppure “due dei tuoi dieci siti soffrono criticità di traffico, upgrada tutto”.

    • In realtà ne avevo solo uno… ma uno l’aveva anche chi mi ha messo questa pulce nell’orecchio (e credimi che se ti dico il nome capirai che non è l’ultimo arrivato). Non so cos’altro pensare… han preferito perdermi invece di preoccuparsi del problema. Io ero disponibilissimo a venire incontro alle loro richieste e sono stato vari giorni a far test e contro test per tentare di capire meglio. Loro mi han fatto notare che quella non era una macchina di test (ok, mi sta benissimo, è normale!) ma contestualmente mi han detto che in caso di down successivo non avrebbero più riattivato l’account definitivamente. Assurdo, ho sempre visto con cattivo occhio Aruba, ma li almeno in caso di problemi ti spostano su macchine meno cariche per permetterti di sistemare il problema…
      Non so. Si son fatti ricchi? Non so cosa pensare.
      Ciao,
      Emanuele

  7. Post interessante, non posso fare a meno di intervenire 😉

    Da quanto ho capito ti abbiamo detto che il tuo sito impattava in modo grave sulle prestazioni degli altri utenti e quindi di prendere provvedimenti.

    Dici che il supporto non ti ha messo in condizioni di agire sul sito ma poi dici di averci lavorato lungamente.
    Dici che ti sei sentito ignorato ma poi leggo che parlavi telefonicamente con un operatore (anche se il tuo piano non prevede alcun supporto telefonico).
    Dalla lettura sembra che ti abbiamo ‘cacciato’ ma poi dici che si voleva ‘fare cassa’ vendendoti qualche cosa di più adeguato.

    Ora, prescindendo dagli aspetti tecnici che non mi competono e che in gran parte ignoro, vedo che il tuo sito è stato da noi per un periodo piuttosto lungo e sostanzialmente non hai mai rilevato problemi anzi, il tuo giudizio è nel complesso positivo.
    Posso quindi supporre che 1. un bel giorno il server ha deciso di impazzire 2. un bel giorno è impazzito il tuo sito (non chiedermi perchè :)) 3. abbiamo ordito una congiura nei tuoi confronti.

    Vedi, io comprendo perfettamente la tua posizione ma tu dovresti cercare di comprendere la nostra; abbiamo degli obblighi formali e morali nei confronti anche di altri Clienti.

    Cosa avremmo dovuto dire a gioxx e tambu (per citarne due che ci leggono)? “Scusate, i vostri siti non saranno funzionanti per un pò perchè Emanuele deve verificare cosa non funziona sul suo” ? Certo, potrebbe essere un’idea ma non so cosa ci avrebbero risposto loro.

    Il nostro gruppo possiede un’azienda anche in Repubblica Ceca e quello che posso dirti (confrontandomi con i colleghi di Praga) è che il ‘problema’ della clientela italiana è un certo ‘egoismo’. “Mi devi dare… devi fare… io ti pago …”.
    Ti faccio un esempio stupidissimo: Se ti vendo una pistola, tu credi di essere in diritto di spare a me ed agli altri clienti presenti nel negozio perchè l’hai pagata?

    La nostra azienda è attiva dal 1999 quindi non siamo nati proprio ieri. Forniamo un servizio molto apprezzato (basta ‘sfogliare’ google per farsene un’idea).
    Il nostro obiettivo primario è quello di egorare un servizio eccellente. Non può essere consentito a nessuno di ledere il diritto altrui alla fruizione di un servizio pagato. Purtroppo in questo caso, il tuo sito pregiudicava il buon funzionamento di quello di altri Clienti.

    Quanto al problema della cancellazione della sottoscrizione ci sarebbe bastato qualche secondo per ripristinare un backup del tuo account. Si è preferito rifonderti i denari ed anzi, dartene più di quanti non te ne spettassero. Ti meravigli di questo? Si chiama ‘stile’. Il problema era stato causato da noi e ci siamo assunti le nostre responsabilità.
    Non va bene neppure così? Hai rimostranze anche sul rimborso?

    Con i nostri Clienti cerchiamo sempre di instaurare un clima di cordiale collaborazione che auspichiamo vada oltre la ‘fredda’ fornitura di un servizio. Quando un giovane studente ci contatta ‘minacciando azioni legali’ per noi è un dispiacere. I nostri legali sono pagati sempre, anche se non lavorano, spero tu capisca che lo sbandierare il legalese (prassi molto comune in Italia) non comporta molte preoccupazioni per un’azienda strutturata.

    Ti vorrei poi anche rasserenare sul fatto di ‘fare cassa’. Con tutto il dovuto rispetto, anche volendo, il tuo account non si presta ad alcuna azione di questo tipo.
    Se qualche fringuello ti ha messo delle pulci nell’orecchio puoi stare tranquillo che si tratta non ‘dell’ultimo arrivato’ ma sicuramente ‘dell’ultimissimo’.

    Il nostro prodotto di punta è un piano di hosting da 20 euro circa. Ciò significa che la struttura è ampiamente tarate e strutturata per questo prodotto che alla fine riusciamo ad ammortizzare bene. A noi costa più fornire un server virtuale o un server dedicato. Il ‘sospetto’ è quindi più che ridicolo.

    Da noi puoi registrare un dominio a 7 euro, pubblicare un sito con 20 euro, avere un server virtuale a 120 euro ed un server dedicato da 1200.
    Tutto è presente, poi è il Cliente che si farà i conti e deciderà cosa vuole o cosa è disposto a spendere.

    Avrai notato che ogni volta che un cliente contatta il nostro supporto tecnico trova in bella mostra un link dal quale poter esprimere un giudizio sull’operato dei tecnici. Pensi che un’azienda che controlla in questo modo l’opererato dei propri addetti possa non aver a cuore la soddisfazione del Cliente?

    Spero quindi di averti dato quelle risposte che ti erano ancora rimaste oscure. Ti chiedo di interpretare questo mio intervento come un segno di rispetto nei tuoi confronti ed un’attenzione alla nostra comunicazione aziendale.

    Ti prometto di non invadere più le pagine del tuo blog e ti auguro le migliori cose per tutte le tue attività.

    Ciao Sandro
    Pubbliche relazioni
    http://www.webperte.com

  8. Iniziamo con i complimenti.
    Sono felice che siate così attenti alla customer-satisfaction (quale azienda non lo è?!) che tramite Google venite a “bussare” tra le pagine dei vostri clienti. Non mi è sembrata un’invasione questa e apprezzo le aziende che dedicano parte del loro tempo per costruire un dialogo piuttosto che contare cifre e sfornare statistiche tenendo le distanze senza reali motivazioni. Complimenti.
    Complimenti anche per il tono usato e per la comprensione mostrata.
    Purtroppo però (essì, ci sono anche quelli) io sono andato via da WebPerTe non per mia volontà. Continuo a ripeterlo ancora una volta, così come ho già ripetuto più volte che scrivere questo post e andar via mi è dispiaciuto.
    E’ vero, mi trovavo bene e tutto funzionava. L’ho detto e lo ripeto.
    Però… è anche vero che senza alcuna modifica il sito “altrove” è tornato a funzionare correttamente e, senza alcuna modifica, il sito funzionava da oltre un anno su WebPerTe.
    Riguardo l’aspetto tecnico, visto che non l’ho ancora fatto, copio qui un pezzo del log di Apache che mi è stato fornito dal supporto tecnico:

    Srv	PID	Acc	M	CPU SS	Req	Conn	Child	Slot	Client	VHost	Request
    0-1	16320	0/84/4095	W 1.03	638	0	0.0	2.14	53.52 87.1.158.97	dreamsworld.it	GET /emanuele/2005-12-19/lasciarsi-e-ritrovarsi/ HTTP/1.1
    1-1	17686	0/121/4271	W 8.49	327	0	0.0	2.25	75.17 66.235.124.28	dreamsworld.it	GET /emanuele/2006-10-13/trenitalia-lancia-viaggiatreno/ HTTP/1
    2-1	22300	0/44/3340	W 0.32	641	0	0.0	1.74	78.73 87.1.158.97	dreamsworld.it	GET /emanuele/2005-12-19/lasciarsi-e-ritrovarsi/ HTTP/1.1
    3-1	28547	0/72/4018	W 7.06	287	0	0.0	1.21	75.34 89.97.178.154	dreamsworld.it	GET /emanuele/2007-10-31/voglio-sentirmi-vivo/ HTTP/1.1
    4-1	28551	0/11/3592	W 0.00	645	0	0.0	0.27	49.70 87.1.158.97	dreamsworld.it	GET /emanuele/2005-12-19/lasciarsi-e-ritrovarsi/ HTTP/1.1
    5-1	28552	0/20/2891	W 0.52	499	0	0.0	0.23	73.34 83.139.194.164	dreamsworld.it	GET /emanuele/2004-06-08/sono-un-ragazzo-fortunato/ HTTP/1.0
    6-1	31846	0/80/3664	W 4.16	195	0	0.0	0.67	71.32 80.74.176.32	dreamsworld.it	GET /emanuele/2007-11-28/e-isso-ai/ HTTP/1.0

    L’apertura delle pagine veniva contrassegnata da Apache con flag “W” che indica uno streaming o comunque un trasferimento non concluso. Insomma, le richieste di connessione non venivano richiuse da Apache.
    Purtroppo le pagine create da WordPress sono abbastanza collaudate (anche voi avete un buon numero di clienti blogger) e l’uso di Wp-SuperCache le rende ancora più “statiche” (crea un file html che blablabla…).
    Insomma, avevo ben poco da ripulire. Ho comunque iniziato a disattivare plugin e fare tentativi (quando uso questa parola, intendo dire d’aver ricevuto 3 o 4 possibilità in tutto, non credo d’essere arrivato a 5). Nulla, il servizio tecnico diceva che dipendeva da me e io… non avevo modo di metter mano su Apache per capire meglio cosa non andasse. Avevo questo stralcio di log e dovevo farmelo bastare.
    In queste condizioni, anche per mancanza di tempo (sono uno studente, non un pensionato) ho deciso, dopo un paio di giorni di down di riaffidarmi al vecchio provider con cui avevo già un contratto attivo. Ho spostato i file e cambiato i DNS.
    Capisci bene che ero dispiaciuto. Studio ingegneria informatica e di colleghi con esperienze di hosting provider più o meno affidabili ne ho parecchi. Un amico ad esempio mi diceva che Aruba in condizioni simili gli spostò l’account su un server meno carico per evitare problemi agli altri clienti (sacrosanto!). Su WebPerTe ho ricevuto una delle risposte più brutte che un cliente pagante possa mai ricevere: “questa è l’ultima volta che riattiviamo l’account, se succede qualcosa verrà bloccato e le sarà anche negato l’accesso ai file”. Ovviamente in tali condizioni i “giochi” (figurarsi che piacere possa esserci nel tentare di alleggerire WordPress) erano finiti. L’unica era prendere tutto al volo.
    Ecco perché ho pensato che vi foste arricchiti. Perché una risposta simile denota sicuramente voglia di concludere il problema prima possibile (cosa ovviamente che speravo anch’io, dall’altro lato…), anche a costo di perdere il cliente.
    Su HostingZoom il supporto tecnico spesso mi è stato d’aiuto per risolvere problemi che erano ben distanti dall’essere di loro pertinenza. Sono situazioni che ovviamente col tempo si ricordano e si apprezzano.
    Riguardo l’azione legale, capisco che possa sembrar facile “averla in bocca” ma in tali condizioni non sapevo più “a che Santo appellarmi” pur di riuscire ad avere un minimo di rispetto. La chiusura dell’account è caduta dall’alto con una mail arrivata senza ulteriori spiegazioni dopo tutto questo trambusto. Era un’ulteriore goccia di dispiacere.
    Capisco che noi italiani forse pretendiamo di più, però è anche vero che molte aziende si permettono tante “libertà”. Probabilmente non è il vostro caso, ma in questa situazione non ne è uscito nessuno vincitore.
    Io son dovuto tornare in America, voi avete perso un cliente (e per quanto mi dici i piani da 30€ son quelli che vi fruttano di più). Non so se in futuro ci sarà modo di tentare una nuova esperienza, certo è che non potrò rischiare di rivedere il sito down per vari giorni e finché su HostingZoom tutto funzionerà è ovvio che non avrò motivi per traslocare.
    In ogni caso, ripeto, ricevere questo commento mi ha fatto tanto piacere e spero che dalla mia risposta sia uscita quella stessa voglia di “costruire un dialogo” di cui si parlava. La reputo fondamentale nella vita (sono anche un educatore scout) e non vedo perché non debba farne uso in queste situazioni.
    Ciao,
    Emanuele

  9. Posso farti una domanda? Ma quanta banda mensile consumavi e quanta “banda garantita” aveva il tuo piano?

    Perchè in effetti sui loro piani vedo scritto:

    “Nel caso in cui il volume di traffico sviluppato dal sito ecceda i valori indicati potrebbero verificarsi dei rallentamenti nella navigazione dello stesso.”

    • In realtà non ho mai superato i 10GB di traffico mensile (dovrei ricontrollare ma a spanne ero li…). Comunque il problema non era la banda, anche loro confermavano una richiesta anomala di CPU. Purtroppo però io avevo ben poco da fare: WordPress è collaudatissimo e usato nel mondo da milioni di persone.
      Ciao,
      Emanuele

  10. Ciao,
    purtroppo anche io avevo un’abbonamento VPS Medium con WebPerTe e dopo 3 anni sono dovuto andare altrove, devo dire che all’inizio ero molto soddisfatto di come andavano le cose, ma purtroppo quando venne l’esigenza di installare sulla mia VPS la java virtual machine oppure ffmpeg, mi è stato negato, inoltre quando volevo installare un pacchetto aggiuntivo sulla VPS ero obbligato a farlo tramite ticket, dunque in realtà non ero padrone della mia VPS.Immaginate di voler installare qualcosa sulla propria VPS durante il weekend, IMPOSSIBILE rispondevano solo dal lunedì al venerdì.
    Allor che decido di cambiare rotta e rivolgermi anch’io al di fuori dell’italia, ed ora viene il bello, cambiando VPS ho la necessità che i domini comprati con WebPerTe puntino al nuovo server esterno, dunque di modificare i NameServer, apro un ticket, chiedo assistenza, attendo 20h per ricevere un minimo di attenzione e loro cosa mi rispondono ???
    >>Salve,
    >>la gestione dei domini è a carico del cliente.
    Praticamente da quando non ho rinnovato più l’abbonamento VPS non ho avuto più adeguata assistenza per i domini.
    Cosa dire, io sono rimasto scioccato, e tra l’altro sono 3 giorni che ho i siti down, dunque chiedo cortesemente a EMANUELE o qualcun’altro che ha avuto esperienze con WebPerTe di indicarmi la procedura per impostare i DNS in modo che puntino al nuovo VPS.

    Sperando che le nostre esperienze siano d’aiuto a chi deve ancora scegliere,
    Buona Giornata.

    • Nicola, non ricordo di preciso in che senzione, ma nel pannello di Parallels che usano c’è la gestione dei DNS (dagli NS ai CNAME…).
      Mi dispiace per la tua esperienza. Dove sei andato a finire?
      Ciao,
      Emanuele

  11. Pingback: Best of Week #21 | Gioxx's Wall

  12. Io dubito che il problema sia di webperte. Non voglio ne difenderlo ne colpevolizzarlo, ma tenere un hosting da 30 euro annui che consuma 10GB di banda e chissà quante risorse CPU e RAM è assurdo. Nelle policy di ogni provider c’è scritto che il consumo anomalo che causa problemi può essere bloccato con sospensioni. Lo fanno tutti i provider seri per evitare di far sedere il server su cui ci sono anche altri clienti. Se fai tanto traffico provvedi a prendere un virtuale, un dedicato o quanto meno un hosting con maggiori risorse allocate. Diamo sempre la colpa ai provider, ma a volte dovremmo riflettere prima.

  13. Luca, ma hai letto tutto il post o solamente la metà? Penso di essere abbastanza preparato per riconoscere che le risorse non sono infinite e che è necessario ottimizzare i dati da far gestire al server. Se curiosi un po’ su questo blog ti accorgerai che gran parte del lavoro è effettuato: ottimizzazione delle immagini, uso dei CSS sprites, compressione di js e css, uso di CDN per jquery…
    In ogni caso mi son spostato, l’atteggiamento di WebPerTe però è stato deludente (specie se leggi la parte finale del post).
    Ciao,
    Emanuele

  14. No, io ho letto tutto. Però credimi siti o clienti che consumano molto meno, spendono di più di 30 euro all’anno. Lascia stare quello che fai tu sul sito per ottimizzare. Quello è giusto, va fatto a priori, non solo per risparmiare sul consumo, ma per etica e per velocizzare la consultazione.
    Io ho sui miei server un cliente che spendeva 20.66 euro con un noto provider nazionale, che dalla sera alla mattina gli ha chiuso il sito, chiedendogli upgrade a server virtuale o dedicato per consumo eccessivo. Spostato su server miei, mi sono reso conto che il cliente faceva circa 10GB di traffico / mese. Al di la del fatto che il sito era fatto male, e solo dopo alcune patch riesce a limitare il consumo, comunque non può certo pensare di andare lontano con quella spesa annua. Io non volevo certo dire che non sei preparato…lungi da me. La mia era solo una riflessione, nella mia lunga carriera ne ho viste e ne vedo di tutti i colori e personalmente ritengo che un cosumo di 10GB di banda meritino più di 30 euro al mese in generale.

    • Luca, sono d’accordo con te ma fino ad un certo punto. Se un provider ti vende il servizio senza limiti definiti (vedi il discorso della banda) non vedo perché debba esser io a decidere che quei 30€ non siano sufficienti. Dove sto adesso mi offrono x GB di spazio, y GB/mese di banda, z %cpu/min e io so che pago quelli e quelli dovrò avere. Se tu mi dici che per 30€ puoi darmi “illimitato” (teorico, ma comunque più di y) io sottoscrivo un contratto con te che non prevede limiti di banda e poi sono problemi tuoi (del provider) trovarli. Di provider negli anni ne ho provati tanti ed è triste vedere che questa brutta abitudine non cessa a morire: non offrire più di quanto si ha dovrebbe essere un impegno di serietà. Se fai over-selling sono problemi tuoi, io ti ho pagato quel tot e tu mi dicevi che ci saresti riuscito. La fortuna di questi provider è che nessuno intenta mai cause a riguardo ma, come ho fatto io, preferisce tagliar corto e spostarsi altrove. Il discorso ovviamente si è allargato un po’, reputo WebPertTe, tra i meno-peggio nel panorama italiano (c’è decisamente mooolto di più disgustoso) ma l’esperienza non mi ha lasciato contento anche per gli altri aspetti (il tecnico che mi dice telefonicamente “devo risolvere un altro problema” o l’area commerciale che mi inventa frottole sui bonifici in uscita).
      Ciao,
      Emanuele

  15. Ciao Emanuele, mi sono imbattuto in questo tuo blog ed in questo post e volevo fare una osservazione su tutta la faccenda. Perdonami ma non concordo con te. Utilizzo una metafora che credo sia più chiara di ogni inutile lungaggine. Se devo fare un viaggio in auto, diciamo la traversata asiatica posso farla con una utilitaria o con un suv…
    È normale che se vado con l’utilitaria rischio eppure la casa madre mi dice che quell’auto quando vai in moto è fatta per camminare…
    Tutto sta nell’importanza che noi diamo ai nostri progetti e a quanto siamo disposti ad investire su questi e l’hosting è un aspetto cruciale per progetti web.
    Detto questo in Italia la situazione è questa, i costi sono maggiori perchè purtroppo il costo del lavoro e la pressione fiscale è alta e quindi di meglio non si può.
    Spero comunque che dove sei ti trovi bene.
    Saluti, Luca

    • Ciao Luca, hai ripescato questo post fermo da anni ed hai riscritto cose che molto simili a quanto avevi già scritto 3 anni fa in un commento precedente.
      Sinceramente il tuo paragone non lo trovo del tutto equivalente. Nell’ambito automobilistico una casa produce una vettura che sarà gestita totalmente dal cliente: potrà farne una versione più robusta e una più debole ed economica. Sarà poi il cliente a dover dosare le richieste in modo da non chieder troppo all’auto poco potente.
      Nel mondo dell’hosting invece è abbastanza chiaro quali siano i parametri che influiscono in maniera diretta sui costi (e in qualsiasi momento rimangono in mano al venditore). Stabilirli piuttosto che pubblicizzare tutto con “illimitato a destra, illimitato a sinistra” mi sembra possa esser utile per vivere – entrambi – in maniera serena. Purtroppo però le compagnie devono piegarsi al marketing ed ai contratti “veloci” in cui le cose da leggere son poche e intuitive: “disco, banda” (e quando va bene ram/cpu). Stop.
      Con HostingZoom mi trovo bene da anni, sono con loro dal 2006 ormai e la loro infrastruttura è cresciuta nel tempo. Il costo è più basso, sia per il cambio favorevole che per la maggiore concorrenza all’estero.
      Riguardo il costo del lavoro in Italia e la pressione fiscale, senza ombra di dubbio, mi trovo d’accordo con te. E’ un problema, questo, che va risolto in fretta (le aziende italiane, in un mercato globale, non riescono ad essere competitive).
      Ciao,
      Emanuele

    • E commentate entrambi indicando stesso indirizzo e-mail e stesso sito web personale? Ahah, ma che magica coincidenza. 🙂
      Ciao,
      Emanuele

  16. Ahaha ma lo sai che hai ragione. Ho riletto i post scritti e mi sono ricordato.
    Scusa ma era passato un po’ di tempo e avevo rimosso proprio la questione.
    Comunque leggendo vedo che non ho cambiato idea nel tempo, segno di coerenza.

    Ti saluto e mi scuso se ti ho disturbato.
    Ciao

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