In realtà me l’avevano già detto: noi del sud, la possibilità che un giorno potremo dover partire, l’abbiamo nel sangue. Questa cosa, seppur storicamente vera, non riuscirà mai a diventare qualcosa cui si è abituati e indifferenti. Eppure questa Sicilia, terra di mare, di sale e saline, di arance e mandarini, terra che splende d’estate è una terra che tutt’ora non può trattenere tutti.
Riflettevo su questo, stasera, sulla Vespa, mentre tornavo a casa dopo l’ultima riunione di comunità capi (scout) per due amici e – probabilmente – dopo la mia ultima riunione.
Partiranno, partiremo. Ironia della sorte, un’amica dovrei incontrarla a Milano.
Eppure stasera ho visto degli occhi rossi uscendo da quelle mura, mura che per chi scout lo è (e non lo fa), in questi anni sono state un contenitore di Speranza. Semi gettati per un futuro diverso.
E’ stato strano vedere quegli occhi emozionati. Forse (e non so dire se fortunatamente o meno), il mio distacco è avvenuto più dolcemente, con un primo momento ben preventivato a Maggio. Il loro sarà netto, la prossima settimana saranno su un aereo che li porterà verso nuovi progetti di vita, nuove scommesse personali.
Chissà quando questa terra smetterà d’essere così salata…
Emanuele


