I santi peccavano ma sapevano scegliere bene.

Ieri il sacerdote – durante l’omelia – ha precisato che i santi non erano persone senza peccato. Anche loro, come noi, erano macchiati non solo dal peccato originale ma anche dai piccoli peccati quotidiani. Anche loro, come recita un proverbio, peccavano almeno sette volte al giorno. Semplicemente – spiegava il sacerdote – erano persone che nel momento delle scelte difficili erano in grado di rispondere col messaggio di Cristo. Un concetto concreto quanto le quattro regole di Don Bosco: allegria, impegno, fare del bene, devozione.

M’è piaciuta questa riflessione e proverò a tenerla in mente nei prossimi giorni. 🙂

Buon inizio di settimana,

Emanuele

L’immobile.

Mi piace che quando piove, soprattutto quando piove forte, devi ricordarti di chiudere tutte le finestre, abbassare per bene le serrande che poi i vetri si sporcano e mettere il ferro alla porta prima di andare a dormire. In quel momento la casa si trasforma in un nido in cui tutto è fermo e muto. I vetri camera filtrano i rumori. Neanche l’aria si muove e l’unico sussurro che sveglia quella massa invisibile è il tuo respiro che – in dosi contenute – fa roteare piccoli cucchiaini d’aria. Tra un respiro e l’altro, però, quei turbini effimeri che nel buio della stanza volteggiavano sul tuo corpo si acquietano silenziosamente e tu – in quel preciso e minuzioso istante – diventi parte dell’immobile.

Fuori, invece, piove.

Emanuele

Stiamo bene qui, seduti in riva al fosso.

La differenza è una però. C’è chi sta scivolando e chi invece è in procinto di fare il più grande salto della propria vita. Quando sei in riva vedi entrambe le cose.

Fortunatamente mi sento nella seconda condizione e non c’è pioggia, vento o buio che mi spaventi realmente.

So che la porta dei sogni si sta per spalancare. La riconoscerò, citofonerò, non sentirò risposta ma – magicamente – un click libererà la serratura.

Spingerò un po’ e col piede preferito, la bocca leggermente aperta, gli occhi pieni di stupore varcherò la soglia (da lì in poi datemi pizzicotti per tenermi coi piedi per terra). 🙂

Emanuele

Cade la pioggia e tutto lava.

Fuori è scoppiato il diluvio, una di quelle piogge autunnali che esplodono vigorose e dopo alcune ore scompaiono.

E’ notte e pochi secondi prima che il cielo facesse sentire la sua forza varcavo la soglia di casa. Stasera ho salutato un amico, un grande amico. Partirà e spero di rivederlo tra qualche mese, se i miei progetti coincideranno coi suoi.

Lo so, è pur sempre una coincidenza, ma la malinconia di tempi che cambiano davanti gli occhi si è trasformata in acqua.

Scherzavo dicendo che so portare il sole. Scherzo dicendovi che posso portare la pioggia.

Emanuele

L’ingegnere non può perdere.

Quando la tua ragazza ti propone di installarle un software che non ne vuole proprio sapere di andare, la soluzione è semplice: prendi il telefono, con tanta tanta tranquillità aspetti che risponda e con voce gentile le dici chiaramente: cara, è finita.

Questa è la mia soluzione. Il problema l’ha il mio collega che sta perdendo ore della sua vita dietro un software che la sua dolce metà gli ha richiesto.

E’ ad un punto di stallo ormai, lo sento.

Emanuele