L’ingegnere non può perdere.

Quando la tua ragazza ti propone di installarle un software che non ne vuole proprio sapere di andare, la soluzione è semplice: prendi il telefono, con tanta tanta tranquillità aspetti che risponda e con voce gentile le dici chiaramente: cara, è finita.

Questa è la mia soluzione. Il problema l’ha il mio collega che sta perdendo ore della sua vita dietro un software che la sua dolce metà gli ha richiesto.

E’ ad un punto di stallo ormai, lo sento.

Emanuele

D’altronde la terra – mentre leggi – sta viaggiando.

No ma il fatto che l’estate sia finita non lo vedo dai ritmi di studio, dal calendario, dal fatto che non mi senta in vacanza da un pezzo o che non riesca a trovare due orette da passare sul col monociclo.

L’altra sera, tornando a casa – non erano neanche le otto – ho visto il cielo buio.

Ecco, mi son reso conto che dovevo accendere le luci dell’auto e si, le giornate si stanno accorciando inoppugnabilmente.

C’è meno tempo per prendere il sole…

Emanuele

Rapporto tra blogger e lettori.

Scrivere, quando è fatto come si deve, (come potete star certi che ritengo di fare io) è solo un modo diverso di conversare: Come nessuno, che sappia il fatto suo, in buona compagnia, si azzarderebbe a dire tutto;—così nessun autore, che comprenda i giusti confini del decoro e della buona educazione, pretenderebbe di pensare tutto: Il rispetto più autentico che possiate dimostrare all’intelligenza del lettore, consiste nel fare amichevolmente a metà, e lasciargli qualcosa da immaginare, a sua volta, al pari di voi.
Per parte mia, non faccio che rivolgergli complimenti di questo genere, e faccio tutto quanto è in mio potere per mantenere occupata la sua fantasia quanto la mia.

Tratto da: Vita e opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo di Laurence Sterne

C’è gente, che nel 1700, sapeva già come l’avrei pensata. 🙂

Emanuele

L’uomo di sale.

In realtà me l’avevano già detto: noi del sud, la possibilità che un giorno potremo dover partire, l’abbiamo nel sangue. Questa cosa, seppur storicamente vera, non riuscirà mai a diventare qualcosa cui si è abituati e indifferenti. Eppure questa Sicilia, terra di mare, di sale e saline, di arance e mandarini, terra che splende d’estate è una terra che tutt’ora non può trattenere tutti.

Riflettevo su questo, stasera, sulla Vespa, mentre tornavo a casa dopo l’ultima riunione di comunità capi (scout) per due amici e – probabilmente – dopo la mia ultima riunione.

Partiranno, partiremo. Ironia della sorte, un’amica dovrei incontrarla a Milano.

Eppure stasera ho visto degli occhi rossi uscendo da quelle mura, mura che per chi scout lo è (e non lo fa), in questi anni sono state un contenitore di Speranza. Semi gettati per un futuro diverso.

E’ stato strano vedere quegli occhi emozionati. Forse (e non so dire se fortunatamente o meno), il mio distacco è avvenuto più dolcemente, con un primo momento ben preventivato a Maggio. Il loro sarà netto, la prossima settimana saranno su un aereo che li porterà verso nuovi progetti di vita, nuove scommesse personali.

Chissà quando questa terra smetterà d’essere così salata

Emanuele

Potrebbe essere l’ultimo post prima del mio matrimonio.

Oggi pomeriggio mio fratello tornerà a Milano, io riprenderò a fare un po’ di vita da single in una casa enorme e Settembre sta correndo quasi come se avesse fretta di andar via.

Che poi, a volerci pensare, tutto il 2010 fin ora ha avuto lo stesso ritmo. Le vacanze non le ho viste e l’inverno – passato sui libri – è scomparso dopo quattro piogge.

Ho necessità di rallentare i ritmi, non tanto perché non riesca a sopportarli, quanto perché se continuo così mi ritrovo sposato e con 3 figli già maggiorenni nel giro di pochi post. 😐

Emanuele

E il futuro sarà nuovi cammini, nuove storie.

A proposito di cambiamenti. Stamattina ho partecipato alla firma di una decisione importante che da alcune settimane ronzava nella testa di tutta la famiglia.

Probabilmente siamo cresciuti e, ormai, il tempo di bagni, pranzi e schiamazzi per tre mesi d’estate è un ricordo che conserviamo in noi come parte di un’infanzia indubbiamente felice e fortunata.

Bastone Cammino di Santiago - Emanuele

Il villino fuori città, mèta voluta prima e forzata poi, delle nostre vacanze è ufficialmente in affitto: il giardiniere sta sistemando il giardino, con mio fratello stamattina abbiamo fatto una bella cernita di ciò che va tolto e prima di pranzo è passato a vederla uno di un’agenzia immobiliare.

Le estati future saranno diverse. Quello non sarà più un punto d’appoggio, ma già da mesi mi chiedevo “sarà Palermo il fulcro delle nostre prossime vacanze“? In fondo – per me – quest’estate “vacanza” è stato andare dapprima a Milano e poi a Venezia

E’ la vita di una famiglia che cambia, o che forse è già cambiata inesorabilmente. Una strada che tutti abbiamo percorso e che la vita ha proposto ad ognuno di noi senza far distinzione d’età o aspettative.

Il mare, quello, sarà ancora il mio mare. Ricordo di corse in bicicletta, di gelati presi al bar-punto-di-ritrovo, di stelle cadenti e amicizie estive che si allentavano d’inverno. Di tornei di ping pong e serate a nascondino tra le auto e i villini. Di tuffi dalle rocce, quelle in alto, quelle che poi l’acqua che entrava nell’orecchio ti stordiva per qualche minuto. Ricordo di serate con gli amici, di cene di capodanno e compleanni (anche a sorpresa) festeggiati tra quelle mura e quel giardino.

Ho preso le mie poche cose che amavo tenere lì. Tra tutte, ho riportato indietro il bastone che mi fece strada, alcuni anni fa, durante il mio cammino di Santiago. Un bastone che – potesse parlare – son sicuro mi svelerebbe che saremo sempre dei viaggiatori perché è il destino di tutti coloro che fanno della Vita il luogo in cui vivere.

Emanuele