Altruismo paziente.

Il guerriero della luce sa che nessuno è stupido, e che la vita è maestra per tutti, anche se ciò richiede tempo.
Egli dà sempre il meglio di sé, e dalla vita si attende il meglio. Inoltre, con generosità, cerca di dimostrare a tutti le potenzialità di ciascuno.
Alcuni compagni commentano: “Esistono persone ingrate.”
Il guerriero non si lascia scoraggiare. E continua a stimolare il prossimo, perché è una maniera di spronare se stesso.

Tratto da: “Manuale del guerriero della luce” di Paulo Coelho

Quando consapevolezza e pazzia confluiscono nell’altruismo paziente. Saper aspettare è qualcosa che questo mondo non vuole fare. Tutto è veloce, tutto è istantaneo. Domanda e risposta devono susseguirsi a ritmi frenetici perché anche il tempo di risposta è valutato. Così la domanda – ingenua – è la seguente: quanto sappiamo essere diversi dalla massa? 🙂

Emanuele

17 commenti » Scrivi un commento

  1. Quanto sappiamo essere diversi dalla massa? …a questa domanda mi viene da aggiungere: quanto, a volte, “l’alternativo” rappresenta un problema, per gli altri? E, tanto per complicare le cose, perché far parte della massa? A quest’ultima domanda, l’unica risposta che mi viene -di getto- è: perché è la cosa più semplice!! La gente, le cose complicate non le ama perché presuppongono di fermarsi a pensare ma, oggi, sta diventando un optional pure quello.. E così, sopraffatti dallo stress, (perché -bisogna ammetterlo- la vita di oggi è una corsa serratissima, un sovrabbondare di stimoli) preferiscono seguire come degli automi “gli altri”, e quindi, vestirsi seguendo i dettami della moda … : così non si rischia di sbagliare ! Poi bisogna possedere quello che hanno gli altri, perché : “poverini, i nostri figli potrebbero finire per sentirsi inferiori” !!…e allora si finisce per assecondarli e viziarli .. E questi damerini -che sono stati abituati a vivere nella bambagia e aver tutto ad un loro schiocco di dita -una volta fuori da quella casa, non hanno “gli anticorpi” per sopravvivere, perché non hanno radici, non hanno principi e quindi, deboli, seguono la massa, il leader, e staccarsi dal leader, per loro, significa autocondannarsi alla solitudine. Ma dato che le generalizzazioni non mi piacciono, come sono convinta che ci siano, al giorno d’oggi, dei genitori incapaci e fragilissimi, sono altresì sicura che ci sono pure quelli solerti. Il problema per quest’ultimi, però, è che tutto quello che costruiscono “sembra” essere una battaglia persa fin dall’inizio, perché la società sta andando nella direzione opposta rispetto ai valori.. C’è troppa cura dell’apparenza e troppo poca per l’invisibile delle cose … si trascura l’essenziale. Per arrivare alla domanda iniziale, il punto è che, a volte, siamo così sopraffatti dai condizionamenti esterni che, per quanti valori uno abbia, di fronte a quello che poi si tocca con mano nella quotidianità, un po’ di destabilizzazione la si sente e quindi, saper essere diversi dalla massa…: costa più fatica!! Il segreto forse sta nel cercare di rialzarsi e di non incolpare gli altri (perché colpevolizzare gli altri è la via più facile) ma cercare di incassare i colpi e continuare a migliorare sé stessi. “Per costruire una vita migliore, devono diventare migliori i singoli”. Ti dirò, quando ho letto questa domanda è stata una boccata d’ossigeno… perché sono quelle domande che mi pongo anch’io… e (quando sono in vena) intaso le bozze del mio telefono (della serie : “si faccia una domanda e si dia una risposta “, alla Marzullo). Quindi, anche il solo sapere che qualcuno ad interrogarsi su queste cose ci sia ..la cosa mi dà sollievo. 😉 Ciao!!

  2. Viviamo nella bambagia. Concordo con ciò che dici, ne ho parlato altre volte in passato sul blog…
    L’uomo di oggi non vuol faticare, tutto ciò che pesa si lascia andare. Siamo – pienamente – la generazione dell’usa e getta. Un rapporto? Un sentimento? Un lavoro? Qualsiasi cosa ormai è destinata al cestino quando richiede impegno. Perché faticare? Persino i valori in cui si crede vengono messi da parte in certe situazioni…
    Non è un modo di vivere che mi piace e penso si veda da come vivo la vita.
    Ciao,
    Emanuele

  3. Eh già !! … Ehi, mi dispiace doverti fare ripetere, ma quel post -risalendo all’anno scorso- non l’avevo letto 🙁 … Certo che potevi ”fare un fischio” quando hai deciso di aprire il blog : una bella pubblicità in mondovisione, … così ti avrei seguito dall’inizio !! 😛 .. e invece, se non era per una “pandina”.. non ti avrei mai scovato !! 🙂

    • Uhm, sai che non ricordavo come fossi finita qui? Quindi hai anche tu una pandina?
      In ogni caso avevo intenzione di scrivere qualche canzone Berlusconi-Emanuele al posto di Apicella in modo da acquisire notorietà… ma la cosa è saltata per mancanza di tempo… 😛
      Ciao,
      Emanuele

  4. Ci crediamo tutti a nostro modo originali e diversi dalla massa, ci attacchiamo alle nostre concezioni e, con il passare del tempo, nessuno può smuoverci da queste.
    Ci crediamo cosi diversi da appartenere però alla stessa massa che critichiamo.

    • Mao, io non credo sia così. Secondo me un modo di pensare e fare alternativo può esistere. Sei scout, sai benissimo che è così, altrimenti tutti gli anni passati a credere e mostrare certe cose sono anni buttati al vento. Non trovi?
      E’ vero che facilmente ci si illude di esser diversi, ma con un pizzico d’attenzione si può tornare sulla retta via e… non seguire necessariamente ciò che la massa va borbottando.
      Poi è ovvio che “siamo figli dei nostri tempi…”, ma non è quello il punto. Sicuramente non è far finta d’essere dell’età del bronzo ciò su cui puntava la mia riflessione…
      Ciao,
      Emanuele

  5. Ehm, Emanuele, non te lo ricordi, perché non te l’ho detto proprio 🙂 La “pandina a metano” è stata una trovata di mio papà, ( in pieno luglio, il caldo, si sà, gioca dei brutti scherzi!!) …senza possibilità d’appello da parte del resto della famiglia, e così io -che con questa decisione non era d’accordo- (non avrebbe potuto essere diversamente, perché se loro dicono bianco io ribatto sempre nero!!), ho deciso di mettermi a cercare più materiale possibile in internet per persuaderlo a cambiare idea … Invece mi sono imbattuta nella tua “apologia della panda” 😀 .. che mi ha lasciata di stucco!! Alla fine ho deciso che la scelta che aveva fatto non potevo che avvallarla ( e si sta rivelando una buona scelta) … ps ah però, insomma, se non fosse stato per mancanza di tempo, avresti scelto la via più facile per raggiungere la notorietà..??!! mmm… Fede ti avrebbe dedicato l’intero telegiornale… 😛

    • Ahah, addirittura “l’apologia della pandina”! Quindi sono una leva di marketing anch’io! Altro che spot TV… :eeeh:
      Ma che colore è la tua? Quanti km ha? 🙂
      Riguardo la notorietà ho scelto la stra opposta…: sai che questo blog quando nacque non lo facevo neanche leggere in giro? Cioè, mi piaceva semplicemente che fosse un angolino del web in cui esprimere i miei pensieri. Avevo solo voglia di scrivere. Visite e visitatori sono arrivati tutti dopo senza alcuno sforzo da parte mia e senza immaginare di poter raggiungere una media di quasi mille (MILLE!!!) pagine viste al giorno…! :joy:
      Ciao,
      Emanuele

  6. Ah guarda, lo ricordo bene quel pomeriggio: io, combattiva, pronta a cercare tutti i difetti dell’auto.. e, alla fine, dopo aver letto, ero convinta dell’opposto! Quindi, bravo, davvero! … era una pagina convincente , divertente, ben scritta!! ( Comincia ad inviare qualche richiesta alla Fiat, perché gli sei debitore 😀 ). La pandina è grigio sfrenato… ed ha appena 534 km… è arrivata il 23 luglio, il giorno in cui gioivi per il tuo esame! Io c’ho girato poco perché, in realtà, continuo a contendermi la macchina di famiglia con mia sorella mentre la panda la userà prevalentemente mio papà che deve macinare un bel po’ di km… Ah, la prima volta che ci sono salita …ho controllato il condizionatore ..per vedere se servisse davvero procurarsi un passamontagna. 😉 ps sul fatto della riservatezza.. è comprensibilissima!!! All’inizio, infatti, quando ho iniziato a leggere il blog, sono rimasta un po’ perplessa per il fatto che una persona condividesse (potenzialmente) così tante cose di sé con dei perfetti estranei … ma nonostante questo ho continuato a leggere e sono arrivata alla conclusione che in realtà è un bel gesto di altruismo, il tuo! È molto più di una semplice scrittura … è libera da ogni artificiosità, sono parole chiaramente sincere … ottimiste e per me riescono a contagiare positivamente chi le legge
    . Sai quando vedi una persona sorridente, felice e in qualche modo quel suo sorriso riesce ad arrivare anche a te e cambiare il tuo umore ?.. ecco le tue parole, sono… come quel sorriso! Adesso fine dell’elogio sennò finisci per esaltarti troppo !!! 😛 Ciao!

    • Ahaha… una volta in effetti un’amica psicologa disse di me che le sembravo un ottimo venditore…! La Fiat mi deve qualche soldino (o qualche riparazione gratuita…! :-P). Il condizionatore funziona bene? 🙂 Da me raffredda tantissimo (complice l’abitacolo piccolerrimo… :-|).
      E… grazie per le belle parole che mi hai riservato! In effetti ciò che scrivo è sempre molto spontaneo, non dico “di getto” semplicemente perché prima di pubblicare leggo e rileggo tutto, le frasi devono piacermi (e quando sono stanco o vado di fretta mi accontento di frasi che non mi piacciono…). Le guardo e riguardo, un post deve lasciare – in primis – soddisfatto me stesso! 🙂
      Ti ho cambiato qualche giornata? 🙂
      Ciao,
      Emanuele

  7. Buondì!! 🙂 oh sì , ne sono convinta anch’io, la Fiat ti deve proprio qualcosa!!…Il condizionatore funziona alla grande ;-)(mmm…. sai che “piccolerrimo” è la prima volta che lo sento ma lo trovo “superlativo in tutti i sensi”?? 😀 …bellissimo ed incisivo… altro che francesismi ed inglesismi!!)..ps e non c’è di che, lo pensavo e non potevo non dirtelo!! Buona giornata!

  8. Grazie!! 🙂 … sarebbe più “buona” se uscisse un po’ di sole, visto che oggi, più che una giornata estiva sembra una giornata autunnale! Piove ad intermittenza e c’è pure freddo!! 🙁

  9. Eh, qui è uscito il sole… e adesso prendo la bicicletta vecchissima, l’iPod, il portafoglio e dopo un bel giro per il centro di Milano evitando turisti e vecchiette vado ad infilarmi in qualche grossa libreria… :joy:
    Ciao,
    Emanuele

  10. Pingback: Sarei un ottimo venditore (forse). - …time is what you make of it…

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