Amico: non riesco a sciogliere questo nodo.
Io: ma non lo vedi che non è di cera?
Amico: non riesco a sciogliere questo nodo.
Io: ma non lo vedi che non è di cera?
Io credo che – nella vita – sia una fortuna quando un hobby riesce a regalarti qualcosa.

Con questo assegno arrivo a 5005€ guadagnati, negli anni, tramite il blog. Se dovessi contare anche i premi Fineco e i 3000€ vinti tramite internet qualche anno fa, potrei proprio dire che il web paga a chi ci sa fare.
Fortunatamente mi sento un semplice fortunello, così mi godo l’andamento e poco mi importa approfondire l’argomento.
C’è chi riempie il blog di pubblicità, immagini fluttuanti, link nascosti. Io scrivo – che è ciò che (anche se male) mi piace fare – e poi quel che arriva arriva. 🙂
(non è vero, ho un segreto grandissimo che per appena 1000€ vi svelerò in privato!).
Emanuele
Che poi, diciamolo. I mobili Ikea sono le sorprese dell’ovetto Kinder per adulti.
Il foglietto delle istruzioni non usa parole, non c’è nulla da leggere, ma sfrutta una sequenza di figure così minuziose che ti mostrano persino che vite usare o quanto ruotare qualcosa. Tutto è pensato per scimmie che sanno solo guardare figure. Sorprendentemente però – nonostante il tuo essere idiota – mentre sei intento a scegliere se usare l’avvitatore o la chiavetta esagonale, prende vita davanti a te un mobile che mai avresti creduto di saper montare.
Ho passato tutta la giornata tra viti e truciolati e alla fine mi è dispiaciuto che i pezzi non fossero racchiusi in un involucro 60% latte e 40% cacao. 😐
Emanuele

Ho capito anche il vantaggio della immobilità in un punto del mondo: guardando il passare delle stagioni da uno stesso punto, si viaggia comunque insieme alla terra (…). Ma il bisogno del viaggio resta imperioso come un desiderio carnale; e allora ho ripreso ad andare e lo farò ancora, in un modo o nell’altro, finché ne avrò la forza.
Marguerite Yourcenar (scrittrice francese)
Emanuele
Mio nipote si sganascia dalle risate quando sente la parola “jazz”. :joy:
Emanuele
PS: stasera son tornato dall’azienda in cui sto facendo la tesi distrutto ma avevo una voglia enorme di rivederlo. E’ bellissimo quanto si stia facendo pacioccoso…

Il giornalismo muore ogni volta che un uomo pubblica articoli simili su una delle più grosse testate d’informazione nazionali.
Emanuele
Pensavo fosse da deviati aspettare che il dollaro perdesse quota per rinnovare l’hosting di questo blog.

Eppure il trucco mi sta riuscendo, rispetto all’inizio di Luglio oggi pagherei sette euro in meno per il rinnovo. Rimane da capire quanto margine di crescita abbia l’euro in questo periodo.
C’è qualche analista finanziario (o presunto tale) in grado di aiutarmi? 🙂
Emanuele
Ieri mi è arrivata questa (è l’ultimo dei sei premi Fineco richiesti…). Bellissima.

Freni a disco in entrambe le ruote, mozzi, dearagliatore e cambio Shimano. Sella in pelle. Forcella a steli rovesciati SR Suntour regolabili e/o bloccabili. Pedali in acciaio. Bottecchia. Davvero molto bella. Bianca con inserti in blu la mia.
Ho fatto un giro, quel sellino elegantissimo in pelle fa la sua figura.
Eppure non mi sento innamorato. Per me la bicicletta più bella (se non è da corsa, e questa non lo è) è una bicicletta anni ’50. Di quella con i raggi che vanno arrugginendo se non li asciughi dopo una giornata piovosa, con i freni che suonano, con il copertone da strada, piccolo e – magari – con tre o quattro rapporti al mozzo posteriore da tirare con un cambio in ghisa.
Una bicicletta con due molloni sotto il sedile e col manubrio in ferro duro e freddo per intenderci.
Questa sarà perfetta per le uscite fuoristrada. Per i weekend – forse con mio fratello – fuori città. Verso le Alpi magari.
Però non è magica. Non ti vien voglia di metterti due cuffie e perderti tra i marciapiedi di una città. E’ troppo tecnologica per la mia concezione di libertà in bicicletta. E’ come correre per divertimento confrontato alla corsa di uno che fa jogging in tutina, scarpette e maglietta traspirante.
Per quel che vale necessita quasi dell’antifurto e quando mi è stato chiesto “dove la conservi?” non ho potuto che rispondere “in banca“. Ieri sera ho persino riflettuto se non fosse il caso di rivenderla.
Amo la tecnologia ma ci son cose che preferisco lasciar fare al passato. Un po’ come la salsa fatta in casa che avrà sempre un sapore diverso. 🙂
Emanuele