Passate di pomodoro a confronto.

Ieri mi è arrivata questa (è l’ultimo dei sei premi Fineco richiesti). Bellissima.
Bottecchia FX520

Freni a disco in entrambe le ruote, mozzi, dearagliatore e cambio Shimano. Sella in pelle. Forcella a steli rovesciati SR Suntour regolabili e/o bloccabili. Pedali in acciaio. Bottecchia. Davvero molto bella. Bianca con inserti in blu la mia.

Ho fatto un giro, quel sellino elegantissimo in pelle fa la sua figura.

Eppure non mi sento innamorato. Per me la bicicletta più bella (se non è da corsa, e questa non lo è) è una bicicletta anni ’50. Di quella con i raggi che vanno arrugginendo se non li asciughi dopo una giornata piovosa, con i freni che suonano, con il copertone da strada, piccolo e – magari – con tre o quattro rapporti al mozzo posteriore da tirare con un cambio in ghisa.

Una bicicletta con due molloni sotto il sedile e col manubrio in ferro duro e freddo per intenderci.

Questa sarà perfetta per le uscite fuoristrada. Per i weekend – forse con mio fratello – fuori città. Verso le Alpi magari.

Però non è magica. Non ti vien voglia di metterti due cuffie e perderti tra i marciapiedi di una città. E’ troppo tecnologica per la mia concezione di libertà in bicicletta. E’ come correre per divertimento confrontato alla corsa di uno che fa jogging in tutina, scarpette e maglietta traspirante.

Per quel che vale necessita quasi dell’antifurto e quando mi è stato chiesto “dove la conservi?” non ho potuto che rispondere “in banca“. Ieri sera ho persino riflettuto se non fosse il caso di rivenderla.

Amo la tecnologia ma ci son cose che preferisco lasciar fare al passato. Un po’ come la salsa fatta in casa che avrà sempre un sapore diverso. 🙂

Emanuele

16 commenti » Scrivi un commento

  1. Ho imparato tardi ad andare in bicicletta ma poi ho avuto dei periodi (quando ancora non guidavo) che prenderla e andarci in giro era metafora di estrema libertà.

    Poi è arrivata la macchina e ho dimenticato come si fa a pedalare! 😀

    • No, la bici è una parte di me. Possiamo stare più o meno distanti, dipende dai periodi, ma come una vera innamorata, non mi dimenticherà mai e io farò lo stesso con lei.
      Anche perché sei obbligato a star con te stesso lì sopra. Puoi sognare, riflettere o semplicemente osservare il mondo. Sei su un mezzo che ti distacca dagli altri anche perché un pedone può affiancare un altro pedone ma non può affiancare una ciclista.
      Amo guidare in auto, ma la bicicletta è qualcos’altro… 🙂
      Ciao,
      Emanuele

  2. Facciamo un affare.
    In questi giorni ho scartavetrato una vecchia bicicletta, di quelle che hai descritto tu nel tuo post.
    Adesso la dovrei colorare.
    Se ti va bene facciamo che la finisco di colorare e te la do.
    Però tu mi dai quella lì!

  3. Bella la bici…
    ne avevo una quando ero piccola come mi piaceva giocarci!
    Mi piacerebbe averne una tutt’ora, purtroppo dove abito è abbastanza scomodo, la strada è tutta in salita e piena di curve. Troppe macchine che pensano di stare ad Imola e poi sicuramente farei una bella faticaccia 😀
    Però ogni tanto rubo un giro alle nipotine anche se non dovrei… :p

    ciao ciao
    🙂

    • Mao, lo scambio equo, considerata la bicicletta, sarebbe con una bici da corsa anche non del tutto professionale. Riesci ad offrirmi tanto? 😛
      Valentina: peccato! E lo dico veramente dispiaciuto! Peccato perdere contatto con la bicicletta! E’ uno strumento potentissimo e, col suo fascino, capace di riportarti indietro nel tempo! Non trovi alcuna pista ciclabile dalle tue parti? Sarà che io problemi di auto me ne pongo pochi (forse sono più pericolo io in bici che loro in auto…) però se hai quest’inconveniente prova a trovar una soluzione! 🙂
      Ciao,
      Emanuele

  4. Piste dedicate non ce ne sono. E dovrei comunque spostarmi in macchina per cercarle o per arrivarci. La macchina per forza di cose mi è indispensabile visto che abito distante dal centro.
    Ti dirò, a me piace guidare quindi non mi pongo molto il problema, solo che con la bici si ha un contatto differente con ciò che ci circonda…
    Pazienza. 😐

  5. La passata di pomodoro fatta in casa e’ una delle tante cose che mi mancano!
    magari pero’ potrei iniziare una produzione negli stati uniti! 🙂

    Bello spostarsi in bici… qui per me e’ il mio unico mezzo di trasporto, la uso per andare al supermercato, in palestra, al mare ecc… e pedalare da’ un grande senso di liberta’!
    Ma invece hai mai fatto le vacanze in bici?
    Che meraviglia… e’ proprio un bel modo di spostarsi… 🙂

    • Valentina, purtroppo non so da che parte d’Italia mi scrivi così non posso aiutarti. La macchina la uso anch’io ed è indispensabile in tanti momenti della giornata… la bicicletta invece serve a colmare tutto il resto… 🙂
      Marica, no, mai fatto una vacanza in bici! Mi manca! Ma tu dici proprio di quelle con borse ai lati delle ruote e attrezzatura da campeggio? Oppure viaggiare con le bici a seguito per girare le città? E’ da organizzare in effetti… 🙂
      Ciao,
      Emanuele

    • Ah, wow! E tu che tragitto hai fatto? In effetti ho sempre visto turisti così ma non mi son mai preoccupato di capire quanto fosse fattibile una vacanza in questo modo…
      Così tante cose da fare in questa vita e così poco tempo…!.
      Ciao,
      Emanuele

  6. Scrivo da Marano di Napoli (una delle tante periferie di Napoli nord).
    Ma tranquillo, spero di finire presto gli studi per poter andare via. Il mio posto non è qui 😉 magari una bella pista ciclabile la cercherò altrove 🙂
    ciao
    buon w.e.

    • Argh dunque tu sei una donna dal bell’accento. Amo il napoletano… voi cantate mentre parlate, non parlate e basta! 😛
      Comunque è triste sentire di gente che scappa dal luogo in cui è nato: in questo periodo storico, la nostra terra (io son nato più a sud di te) offre realmente poche opportunità ai giovani! 😐
      Ciao,
      Emanuele

  7. Beh si infatti, concordo con te. Però il bisogno di confrontarsi diventa molto spesso un bisogno più forte di quello di rimanere legati qui. Forse sarà anche questione caratteriale, di mentalità, di esperienze.. ma mi sento davvero “stretta”, quasi distante. Non mi piace dire di voler scappare però ho bisogno di avere “dall’altra parte”, una risposta concreta a quello che sono.

    Ps: Fra pochi giorni sarò in Sicilia, per la precisione a Catania, per un matrimonio di amici. Ci sono stata per la prima volta questa estate e ne sono rimasta innamorata :)Non vedo l’ora di tornarci!

    Baci a presto!
    Vale 🙂

  8. sisi, e’ fattibilissimo….
    noi ci siamo fatti l’irlanda, la danimarca, e l’olanda (in 3 viaggi diversi)

    vero, troppe cose da fare, troppi posti da vedere 🙂

  9. Valentina, probabile entrambe le cose: questione di carattere e questione di opportunità. Dall’altro lato è anche vero che una mente aperta è “cittadina del mondo”, così ovunque troverà un luogo in cui sentirsi a casa, senza fermarsi troppo alle proprie radici. 🙂
    Marica… wow! Complimenti! Hai qualche diario dei viaggi? Consigli? Tragitti? Chilometraggi? :dogarf:
    Decisamente troppo poco tempo! 👿
    Ciao,
    Emanuele

  10. Pingback: Questo è sempre stato un modo per fermare il tempo e la velocità. - …time is what you make of it…

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