Protetto, ancora.

Ricordate quando vi dicevo che mi sentivo sotto una campana di vetro? In questi giorni mi sembra che ne siano state poste, sopra la mia testa, tante altre!

Forse questa è la volta buona che quei canini, affilati,
per una volta diventano belli belli, come le spade dei soldati…

Akkura – Beddu lupu

Da Lassù ho ricevuto la fortuna di avere un’offerta di lavoro qualche settimana prima della laurea. Questo mi ha evitato di conoscere l’angoscia della disoccupazione e la difficoltà nel presentarsi in giro inviando curriculum (inclusa la noia del doverli scrivere…) che non è, assolutamente, una cosa da poco. E’ una fortuna incredibile. Ho trovato il coraggio di dirlo ad un collega solo oggi… perché mi sembrava spudoratamente egoista gioire mentre lui dovrà mettersi alla ricerca di un posto.

Oggi ho consegnato la fotocopia dei miei documenti visto che la prossima settimana torno nel mio sud… ogni giorno torno a casa con un sorriso in più e mentre guido – nella strada verso casa – sogno.

La cosa più bella è che – inoltre – la realtà lavorativa che mi sta offrendo l’opportunità è attualmente molto molto molto positiva: ambiente sereno, settore interessante, ferie, ticket pranzo, straordinari, trasferte pagate. Tredicesima e quattordicesima assicurate. Ma soprattutto farò il lavoro per cui ho studiato! Non sarà un ripiego, qualcosa di temporaneo in attesa dell’occasione d’oro…

Insomma, mi sembra di sognare ad occhi aperti, ho atteso per anni questo momento e adesso, forse addirittura fin troppo velocemente, sta diventando realtà nel migliore dei modi.

Ok, basta riflettere adesso. E’ quasi ora di cena e poi volo fuori per una birra (direttamente in un birrificio!) con due amiche! 🙂

Grazie… come dovrò mai dirtelo meglio di così…?

Emanuele

PS: la canzone potete ascoltarla in questo post… 🙂

Sfondi MacBook (strafiqui).

Mi capita spesso di sentirmi dire “ma che bello sfondo che hai!”, sarà merito del Mac che esalta le figure con la sua interfaccia strafiqua, sarà che non mi è mai piaciuto (neanche sul cellulare in realtà) utilizzare foto-ricordo come sfondo, però da un po’ di tempo avevo voglia di condividerli con voi.

Avevo pensato di pubblicarli tutti sul blog ma poi mi son reso conto che sarebbe venuto un post pesantissimo, avevo anche considerato di metter su un archivio zippato ma la scelta non m’ha convinto. Alla fine ho aperto QuickTime (che sul Mac fa anche registrare) e ho fatto un video. 🙂

Ogni cinque secondi lo sfondo cambia automaticamente. Se ve ne piace qualcuno segnatevi i secondi che ve lo mando via e-mail. 🙂

Emanuele

I am not the pc guy!

Me lo devo stampare in testa. Qualche giorno fa, in azienda, non funzionava un computer e sono venuti nel nostro reparto a chiedere aiuto. Io – che per passione – ho sempre giocato (ihih, giocato: la gente paga per aiuti simili!) con queste cose sapevo come risolvere il problema ma non ho potuto insistere più di tanto.

Sentendo parlare i colleghi con più esperienza ho capito una cosa fondamentale: io sono (sarò!) pagato come ingegnere, non come tecnico dei pc! Se c’è un problema ad un pc si chiama l’assistenza, si chiedono lumi e si risolve il problema. Il mio lavoro è altro.

Ho dato la mia disponibilità ma non ho insistito più di tanto: mi sembrava giusto fidarmi dell’atteggiamento degli altri… anche perché – da brava “ultima ruota del carro” – penso sia il caso di osservare l’ambiente prima di seguire filosofie personali.

Ho proprio tanto da imparare… 🙂

Emanuele

Questo è il ballo del qua qua (e di un papero che sa…).

Che fossimo gli amanti dei cortili non era cosa nuova. Che siamo i primi al mondo, sinceramente, mi dispiace.

Italiani record su Facebook

Mi piacerebbe vedere l’Italia svettare su internet per ben altri aspetti (non scrivo “ricerca, innovazione” che la Gelmini vuole addirittura chiudere alcuni atenei e non è forse neanche colpa sua: è colpa di un popolo che punta i suoi soldi su ben altri settori).

Insomma, un futuro sempre più pieno di calciatori, veline e gossip da sbandierare. E’ ciò di cui siamo, ahimè, fatti dentro.

Emanuele

PS: certe notizie vanno decisamente a braccetto.

Brusio.

Ieri sera, sul suo blog, Mauro si interrogava se ciò che scrivesse non fosse brusio. Io non ho perso troppo tempo e in un commento gli ho dato la mia risposta.

Poco fa, cambiando canale alla tv, ho incrociato uno speciale in tv sul caso di Sarah, la ragazza uccisa dallo zio o dalla cugina. Era stato invitato un sociologo, c’era un giornalista che aveva seguito tutti i passi della vicenda e un pubblico pronto a dir la sua e fare domande. In quel momento ho capito – chiaramente – cosa fosse il brusio.

Brusio sono quei discorsi che non portano a nulla. Brusio è questa smania delle persone di parlare di fatti distanti dalla loro vita senza alcuno scopo. Chi interveniva non erano persone utili alla risoluzione del caso e, personalmente, ho piena fiducia nel lavoro dei magistrati che si adopereranno per scovare la verità.

Brusio è dunque questa necessità delle persone di fare cortile per il puro piacere di curiosare nella vita degli altri. Pensiamo di aver fatto passi in avanti rispetto a duecento anni fa ma le dinamiche sono sempre le stesse: in quel periodo si viveva in paese e le voci giravano.

<< Sai, Tizia ha un debole per Sempronio >>, << Wow, aspetta che lo racconto a Caio! >>. E via via così.

La tv di oggi è quel filo che continua a farci vivere di gossip, di pettegolezzi, di notizie urlate per il puro gusto di intrufolarsi in affari privati. Chiedetevi perché la gente sia andata a visitare – quasi fosse un luna park degli orrori – il pozzo dove è stato gettato quel corpo. Non c’è nulla da vedere, la gente ha solo voglia di curiosare.

Brusio. La gente mormora (e mormorare è l’esatto opposto dell’ascoltare). Poco importa la notizia, poco importa il dramma, la tragedia o il momento particolare che delle persone stanno vivendo. Tutto va portato sotto i riflettori perché la gente ama chiacchierare senza un fine preciso. Tutto diventa qualcosa da non ascoltare mentre si è sdraiati sul divano. Come se un omicidio, una soap-opera ed un telefilm fossero la stessa identica cosa: una forma di intrattenimento.

Non ho nulla contro i programmi di informazione: Matrix, Porta a Porta, Report o chissà quale altro format possono anche essere un veicolo di riflessioni serie ed utili. Apprezzo i loro special sulla politica, o sulle condizioni disagiate di un’area del nostro paese o oltre confine, giusto per fare due esempi. Apprezzo anche le discussioni che ne nascono, il fatto che la volta dopo ci sia la replica di chi è chiamato in causa. Quelli però sono fatti che ci riguardano. La guerra in un paese è qualcosa da portare alla ribalta. Una mossa politica è, per un cittadino attivo, una strategia da seguire con attenzione.

Un omicidio da portare nelle case degli italiani come un giallo d’autore, quello non è utile. E’ solo gossip, brusio per l’appunto e la gente non se ne accorge o, se lo fa, continua a vivere proprio come si faceva nel 1800.

<< Sai, tizio ha violentato clementina… >>.

Emanuele

La forma mentis di un blogger.

La tesi che mi hai mandato va già bene così, non credo siano necessarie modifiche.

Il mio proff

La notizia che aspettavo è arrivata! La cosa supercalifragilistichevolese è che non ha ritenuto necessarie modifiche! Gli va tutto perfettamente bene già a primo colpo! :joy:

So che non c’entra nulla, ma secondo me scrivere su un blog m’ha aiutato. Non dal punto di vista dei contenuti che fanno parte di un bagaglio creato in questi mesi e negli anni passati, quanto dal punto di vista della forma e dell’esposizione.

Il blog è un continuo esercizio di stile. Scrivere sembrerà banale ma ogni volta che butto giù qualche frase la rileggo almeno un paio di volte… non sarò mai Shakespeare ma avrò sicuramente maturato la capacità di scrivere in maniera elegante, pesando le frasi e la lunghezza dei contenuti, senza trascinare troppo un concetto o renderlo come un cespuglio folto e intricato. Inoltre scrivere continuamente aiuta a razionalizzare i concetti, a dar loro priorità e importanza diverse. Insegna a star attenti nel non ripetere la stessa parola in frasi vicine (non sapete quanto suona male rileggerle!) e a cercare – spesso e volentieri – il termine più adatto ad esprimere quel che si vuol dire. 🙂

Bene bene, adesso manca solo la presentazione… :joy:

Emanuele