É isso aí…

Oggi è stata l’ennesima giornata di corsa.

Mattina in biblioteca a studiare, alle 2 e 30 pranzo e pseudo-relax ed alle 4 in sede (scout) per permettere ad una squadriglia di fare riunione.

Continuo a studiare li… e mi innamoro di una canzone.

E più la sento, più mi viene la pelle d’oca… e l’unica parola che mi viene in mente è riconciliazione.

Ci sono canzoni d’amore, canzoni estive che fan sognare l’euforia di una serata con gli amici, ci sono canzoni malinconiche e canzoni d’atmosfera.

É isso aí… “è proprio così…”. É isso aí… è una canzone che, a me, fa pensare al perdono.

La traduzione in italiano l’ho trovata ma la aggiungo nei commenti per non rendere questo post troppo lungo. Anche l’occhio vuole la sua parte… e poi non voglio distrarvi troppo.

Ascoltatela, lasciate parlare lei… e pensate ad un lungo abbraccio in silenzio.

“un venditore di fiori che insegna ai suoi figli a scegliere il loro amore…”.

Fuori piove… niente Vespa stasera per andare in palestra. Quasi quasi però, mi porto l’iPod…

Emanuele

PS: a cantare “É isso aí” sono Ana Carolina & Seu Jorge.

Un bacio appassionato.

Stasera sono andato all’ultimo incontro del cineforum dell’ArciRagazzi. Nei prossimi giorni ci vedremo per organizzare qualcosa da presentare alla mostra del 7 Settembre…

Locandina del film ‘Un bacio appassionato’Detto questo… andiamo al film. E devo dire: che film!

Un bacio appassionato è la storia d’amore tra due ragazzi di etnie diverse.

Questa volta la famiglia viene analizzata sotto un altro punto di vista… e per questo nel percorso di questo cineforum, è risultato un film molto interessante.

Un musulmano che si innamora di una ragazza occidentale.

Ma non è la religione in sé ad essere il problema, piuttosto la differenza culturale, l’attaccamento alle tradizioni e le usanze da rispettare.

Sono queste le pretese della famiglia… ed è qui che si attorciglierà tutto il dilemma di questi due ragazzi.

E’ vero, i tempi sono cambiati e i figli sono sempre più liberi di dire fare e disfare per la propria vita. Siamo nell’epoca dell’indipendenza – per certi versi – precoce, e così l’autorità dei genitori viene messa sempre più spesso in secondo piano. Non è così per tutti però. Esistono realtà in cui ci si trova ancora a vivere schemi mentali e obblighi nei confronti della società molto forti.

E non serve arrivare ai musulmani per accorgersene. Senza andare tanto distante, da noi è spesso poco accettato un matrimonio tra ceti o colori della pelle diversi.

Non continuo questo argomento in quanto penso che chi mi conosce ha chiara la mia posizione: non credo che l’Amore sia qualcosa vincolato ad una razza, un colore, una etnia o un ceto sociale.

Andare contro la propria famiglia… e vedere la propria famiglia come “non totalmente perfetta” è qualcosa che difficilmente ci riesce ed anche nel film si evincerà questo – comunissimo – aspetto. Sia per l’affetto che nutriamo, sia per il senso di gratitudine verso coloro che ci hanno educati… è difficile parlar male della propria famiglia. La vera grandezza risulta però nel comprendere i limiti di persone che – non per loro volontà – hanno vissuto un’epoca un pizzico diversa dalla nostra. E così vanno compresi ma non sempre giustificati

Un altro aspetto che è nato è quello del “proprio futuro”. Spesso i nostri genitori tendono a proiettare su di noi tutte le loro aspettative, ma non necessariamente per loro frustrazioni quanto per una innata voglia di proteggerci.

Ci pianificano il futuro “mio figlio diventerà medico…” e – un tempo – anche i matrimoni “sposerà la figlia del farmacista…”. Così quello che per il resto del mondo è una cosa incerta, per noi diventa qualcosa di scontato e scritto. Una cosa solamente da percorrere.

“Lo amerai tra 3 mesi?” lo chiede la sorella di Casim (il ragazzo pachistano) a Rosin (la ragazza occidentale). La sua risposta è un bel “non lo so, chi può saperlo?” che però non è una ammissione di superficialità. E’ semplicemente un modo di vivere diversamente il proprio futuro. Nessuno l’ha scritto per lei… è lei che può costruirselo.

E’ lei che infatti dirà a Casim che con la volontà si possono superare tutte le difficoltà. Ed è pure lei che gli fa notare che ormai si capiscono al volo su tutto…

Mi è piaciuto questo film… mi ha regalato tanti nuovi spunti di riflessione e quest’ultimo è quello che mi ha incuriosito di più.

E’ giusto che il futuro sia incerto nella misura in cui noi vogliamo scoprirlo costruendolo responsabilmente.

E’ una cosa che ho la fortuna di possedere, ma mi rendo conto che per molti non è così…

Sogni d’oro,

Emanuele

PS: non lo consiglio ai bambini per via di alcune scene un po’ troppo accese.

Un mese a pagerank 5: cosa è cambiato?

Dopodomani sarà trascorso un mese dalla promozione di questo blog da pagerank 4 a pagerank 5 e di cose da dire ce ne sono tante perché in queste settimane ho cercato di prestare attenzione a cosa è cambiato.

Pagerank 5Si parla sempre dell’importanza di un pagerank elevato, ma poi non si capisce in cosa si tramuti un aumento di quel magico numero assegnato da Google. Questa volta l’ho provato sulla mia pelle… e vi riporto le mie impressioni.

Innanzitutto va detto che non ho guadagnato di più. Come sapete alcuni mesi fa ho inserito la pubblicità di Google AdSense nella barra laterale del blog ma guardando il totale degli introiti di Novembre, il ricavo si è mantenuto stabile rispetto agli altri mesi. Addirittura il numero di impressioni (visualizzazioni della pubblicità) rispetto al mese scorso – in cui ho guadagnato sensibilmente di più – è calato.

E’ calato perché, confrontando tramite Google Analytics gli ultimi 30 giorni, rispetto ai 30 giorni precedenti, il numero di accessi al blog è diminuito. Una media del 12% di accessi in meno.

Sarà colpa dei post meno interessanti, di un maggiore utilizzo di plugin come AdBlock o del periodo più stressante per i navigatori? L’accesso alla pagina principale è diminuito del 3%, segno che ad esser diminuiti sono gli accessi tramite feed e quelli tramite motori di ricerca ai post più vecchi.

Eppure, guardando proprio quest’ultimi noto una tendenza contraria.

Innanzitutto, i post ben indicizzati come quello sul router Netgear o sul Wake on Lan hanno segnato un incremento di accessi (oltre il 22% il primo ed oltre il 10% il secondo). Un post relativamente giovane come quello della modifica al contatore dell’enel ha segnato un incremento del 12% rispetto al periodo precedente. Sono diminuiti invece drasticamente gli accessi al post sugli errori di Msn Messenger (da oltre 6000 ad appena 3000 pagine visualizzate, un decremento del 52%).

Ma per quest’ultimo c’è anche da dire che nei mesi, ho sempre notato alti e bassi, legati alla presenza o meno di problemi sul network di istant messaging della Microsoft.

E allora, cosa è successo? Facendo due calcoli, potrei anche pensare che in linea di massima è rimasto tutto uguale. Alcuni post prendono valore, altri ne perdono.

Ma non è solo questo che va valutato. Un aspetto da considerare è quello della “coda lunga” delle parole chiave.

Forse l’aspetto più rilevante di questa promozione è proprio questo. Tante nuove parole chiave hanno dato come risultato una pagina del mio blog mentre altre hanno portato un numero di accessi di oltre il 300% maggiore rispetto al passato.

Il mio nome ha acquisito autorevolezza tra i risultati e… sono addirittura un buon candidato come sposo dolce & gabbana (con la seconda immagine!). 😎

Cambiando aspetto invece… devo ammettere che l’aumento di pagerank ha portato tanti nuovi spambot da queste parti. Sono oltre 350 i pingback/trackback di spam ricevuti a Novembre su un totale di 2500 da quando questo blog è su WordPress: un incremento notevolissimo.

Insomma, riassumendo, mi sento di poter dire che un miglior pagerank:

  • non fa guadagnare di più;
  • non aumenta il numero di visitatori;
  • aumenta il numero di spambot (con conseguente spreco di banda e risorse…) :-(;
  • aumenta il peso delle parole nell’algoritmo di Google;
  • aumenta il numero di parole chiave che portano accessi al blog.

Adesso ci sarebbe da fare la domanda al contrario. Tutti coloro che hanno perso qualche punto di pagerank durante l’ultimo aggiornamento, cosa hanno notato?

A conti fatti, secondo me, non vale completamente la pena impazzire dietro questo bel numeretto… e la regola d’oro per aumentare guadagni e visitatori rimane sempre e solo una: scrivere contenuti di qualità.

Emanuele

PS: mi chiedo se all’aumento di PageRank possa aver influito, anche solo in parte, la mia scelta di eliminare il tag nofollow dai commenti giusto 3 mesi fa…

E se non supera la notte?!

Il pesciolino che ho nella mia stanza è l’ultimo di una lunga serie.

Questo però ha dimostrato di avere la pelle dura… sia perché sta sopravvivendo molto più degli altri (nessun pesciolino aveva mai raggiunto i 5 mesi a casa mia…), sia perché ha resistito alle mie disattenzioni.

Qualche tempo fa, cambiandogli l’acqua, non avevo fatto caso che il miscelatore era girato dal lato dell’acqua calda e non ho smesso di fargli una sauna finché non ho visto l’acqua appannarsi e tanto bel fumo salire…

Ho cambiato subito l’acqua e dopo un po’ di stordimento si è magicamente ripreso.

Questa volta invece… gli ho fatto vivere una nuova esperienza.

Un tuffo carpiato verso il cesso.

Come se non bastasse però… mia madre aveva appena versato un po’ di candeggina per disinfettarlo.

Insomma… è stato traumatico per me infilare un braccio con un bicchiere di plastica fin li giù… ma sicuramente adesso quello che soffre di più è lui.

Al momento sta quasi **rto a galla… gli ho cambiato l’acqua per benino e gli ho pure dato un po’ di cibo ma ho tanta paura che questa volta sia fatale.

Si muove… è ancora vivo, ma non nuota regolarmente. Avrà i sensori dell’equilibrio abbastanza irritati infatti si ritrova a pancia in su mentre tenta di spostarsi…

ARGH! 😥

Era di compagnia… per certi versi, una parte di me, non vorrebbe vederlo morire mai. 🙁

Ciao,

Emanuele

N70: la riparazione misteriosa…

Finalmente stamattina sono tornato in possesso del mio Nokia N70.

Sorvoliamo sui ritardi del Nokia Point e sull’sms ambiguo “il cellulare è pronto, può venire a ritirarlo da Lunedi…” (perché far aspettare ancora se il cellulare è pronto?!) e concentriamoci sull’esperienza post assistenza.

Innanzitutto devo ringraziare la Nokia PC Suite che, una volta tanto, si è dimostrata all’altezza della situazione.

Rispetto ai ricordi della PC Suite del mio 3650, il nuovo software è molto più user-friendly.

Come sapete, ero riuscito a fare un backup totale prima di portare il cellulare in assistenza e tramite cavo usb erano stati trasferiti oltre 400mb di dati.

Oggi ho riaperto la PC Suite e in appena un’ora e mezza l’intero backup è stato riscritto senza problemi sul cellulare.

Nessun intoppo, nessun dato perso… e nessun programma mal funzionante soltanto eProfilesPro ha mostrato problemi all’avvio (ma questo software è sempre stato orrendo secondo me…).

E’ stato resettato il codice di protezione del cellulare (ma immagino sia una cosa voluta…) ed il paring con le periferiche bluetooth precedentemente salvate (ho dovuto rieseguire il paring con il modulo GPS LD-3W).

Un “complimenti” meritatissimo agli sviluppatori della PC Suite dunque… un po’ meno a quelli del servizio assistenza.

Non sono riuscito a capire, purtroppo, cosa abbia ridotto il mio cellulare in quelle condizioni e mi è stato detto solamente che è stato effettuato un aggiornamento software. La versione del firmware è rimasta però la stessa di prima (v 5.0638.3.0.1 – brand tim). Avevo sperato in una sbrandizzazione ma non sono stati così gentili… 🙂

Al momento comunque funziona tutto, e la domanda che adesso mi affligge è… ma devo davvero riprendere a portarmelo dietro? Devo dire che in queste due settimane mi ero abituato ad uscire “più leggero” da casa. Avevo un pensiero in meno e non c’era più neanche l’ossessione di dover controllare il cellulare “forse mi hanno cercato…”. L’unico momento in cui mi è davvero mancato è stato quando sono stato a quel convegno scout regionale perché, senza GPS, abbiamo dovuto chiedere informazioni…

Insomma, la riparazione si è conclusa felicemente… ed io, posso *felicemente* tornare ad essere un po’ più schiavo della tecnologia! :timid:

Ciao,

Emanuele

Dio ha la schiena sporca.

Tornando dalla palestra la prima cosa che – ovviamente – faccio è infilarmi sotto la doccia.

Quando sono li sotto con la mia bella spugna però penso sempre che, Dio, nella sua magnifica onnipotenza, poteva farci con le braccia snodate… lavarsi per bene la schiena è sempre un’impresa.

Così mi ritrovo anche a credere che l’abbia fatto per farsi 2 risate dall’alto. Vi immaginate che spasso guardare tutti questi omini infilati in quel metro quadrato mentre si dimenano per riuscirsi a strofinare?

E poi però penso… che se ci ha fatti a Sua immagine e somiglianza, anche lui in qualche modo avrà problemi con la spugna… 😉

Insomma, questa cosa, poteva pensarla meglio, non credete? 😛

Ciao,

Emanuele

Lacie ethernet disk mini 500GB: qualche test prestazionale.

Dunque dunque… ho smanettato un pochino con il mio nuovo hard disk di rete. Purtroppo non ho trovato un software utile a fare qualche benchmark prestazionale (I/O in rete) e così alla fine ho risolto alla meno peggio.

Intanto, giusto per approfondire le specifiche tecniche, il Lacie ethernet disk mini da 500GB monta un hard disk Seagate Barracuda 7200.10 (modello ST3500630AS) con Perpendicular Recording, 16Mb di cache ed interfaccia SATA (un po’ più moderno dunque dei soliti bay per hard disk con interfaccia PATA…).

Il sistema ha un kernel linux in versione 2.6.12.6 e gira su una cpu ARM (modello ARM926EJ). La versione firmware utilizzata al momento dei test è la 1.1.1 (che sembra anche essere l’ultima).

Come sapete, l’accesso al NAS è permesso anche via FTP e così ho sfruttato le doti di FlashFXP per conoscere meglio le velocità…

Lacie Ethernet disk mini 500GB - FTP transfer benchmark (01)

Il primo test che ho condotto è stato il trasferimento dal NAS verso il mio computer di un file da 1,73Gb ed il risultato è indicato in rosso nell’immagine sopra.

Il trasferimento ha richiesto 2 minuti e 39 secondi, il che significa che ha trasferito il file ad una media di oltre 91mbit/s. Davvero eccellente.

Il secondo test, indicato dalla selezione in verde, ha riguardato invece un trasferimento verso il NAS di un archivio di 396MB ed ha richiesto 50,42 secondi… che significa una velocità di oltre 64mbit/s. Anche qui non male, anche se mi sarei aspettato un valore un po’ più alto.

Il terzo ed il quarto test riguardano invece il trasferimento di una cartella di 142 foto salvate in formato jpg con una dimensione media di circa 2mb. Ho scelto questo test perché, considerato l’uso per cui è progettato questo prodotto, saranno molto frequenti trasferimenti simili.

Lacie Ethernet disk mini 500GB - FTP transfer benchmark (02)

L’immagine mostrata sopra indica il trasferimento dall’hard disk di rete verso il mio computer. L’intera cartella è stata trasferita in circa 43 secondi ad una velocità media di 75mbit/s.

Lacie Ethernet disk mini 500GB - FTP transfer benchmark (03)

L’ultima immagine, infine, è il risultato contrario. La stessa cartella con 142 foto è stata trasferita sul NAS. La velocità media è stata di 55mbit al secondo.

Insomma, in qualsiasi trasferimento il Lacie non è mai sceso oltre la metà della banda disponibile nella mia rete. Il trasferimento di grossi file dall’hard disk verso i client è a dir poco impressionante… viene sfruttato quasi l’intero canale.

Immagino che, se il protocollo lo permette, tali velocità possono risultare utili in caso di streaming di file audio/video direttamente dall’hard disk remoto e comunque, utilizzandolo come memoria di backup per Time Machine: una velocità media di 75mbit è pur sempre più che sufficiente per recuperare i piccoli file quasi in tempo reale.

Avrei tanto voluto pubblicare qualche grafico, ma come ho detto all’inizio, non ho trovato nessun software utile allo scopo. Se qualcuno riesce ad indicarmene uno vedrò di scrivere “la terza puntata” di questa storia.

Emanuele

Dreaming an Apple…

Oggi sono rimasto tutto il giorno all’università… e stasera tornando a casa ho ripensato alla notizia letta di fretta stamattina: i computer Apple venduti fino al 14 Gennaio godranno del finanziamento a tasso zero.

Logo Apple acquarellatoCosì la domanda era: meglio aspettare Dicembre e godere di quello sconto, oppure “fanculo al risparmio” e lo ordino subito?

Lo sconto posso averlo solo tramite negozio fisico… e fino ad oggi Essedi mi ha risposto via e-mail che non sa darmi tempi certi, mentre Computer Store (sono passato ieri dal punto vendita di Viale Libertà) mi ha detto che se ne parlerà per i primi di Dicembre: sono ordinati ma non si sa quando arrivano.

Purtroppo alla fine ha prevalso il raziocinio e l’umana necessità di risparmiare…

Intanto ho cambiato lo sfondo del mio desktop con quello che vedete in questo post (se vi piace, potete scaricarlo in dimensione poster da qui).

L’altro giorno insieme all’hard disk di rete, ho preso anche il mouse “Mini Optical Mouse” della Logitech, che sebbene sia ultra-economico e poco in sintonia con i colori del Mac… è già pronto per essere spinto qui e li. 😉

Apple, ti decidi a portare i nuovi MacBook a Palermo?! 😐

Ciao,

Emanuele

PS: piccola chicca… oggi internet compie 30 anni!