Io speriamo che trovo lavoro…

Parafrasando “Io speriamo che me la cavo”*, ripenso alle previsioni della Microsoft:

Ci sarà un’esplosione della domanda di forza lavoro specializzata nel settore IT nei prossimi dieci anni e il numero di persone che ora eccelle in questo ambito potrebbe non bastare.

Fonte: PI

E così adesso scendo e vado in biblioteca a studiare un pizzico più motivato… perché in fondo, la più grande preoccupazione dei giovani di quest’epoca è quella di trovare, un giorno, un posto di lavoro sicuro.

Il settore che ho scelto promette bene… tra alcuni anni proverò a dirvi come mi è finita.

Buona giornata (e buon lavoro… ;-)),

Emanuele

Grandi persone (o persone grandi?).

Sto per andare a letto… ma una volta tanto voglio dedicare un post a delle persone alle quali solitamente non si dice mai “grazie”.

Questo è un post forse un po’ smieloso, ma cercherò di esser breve per risparmiarvi la sofferenza…

Della serie “carpe diem”, voglio ringraziare tutti gli amici che ho.

Davvero. Li considero grandi persone.

Non fanno mausolei nel deserto per me… ma è proprio il loro affetto delicato la cosa che più mi piace.

Quando rimasi “solo”, non si misero a presentarmi nuove ragazze, sapevano bene che non era questo il modo giusto per aiutarmi. Quando ero triste, non mi dissero mai “è totalmente colpa degli altri”, cercavano invece di farmi riflettere ancor di più su ciò che sono io. Non si misero neanche a farmi vivere serate euforiche chiedendomi cosa volessi fare. Sapevano che illudermi per quelle poche ore non sarebbe stata una soluzione. Quando, infine, mi mostrai sereno, risposero con vari sorrisi… senza mai illudermi che tutto sarebbe divenuto perfetto da li in avanti.

Voglio ringraziarli per questo e perché, in fin dei conti, se io sono così, è anche merito loro.

Se in passato non ho commesso errori stupidi, è probabilmente anche grazie al loro esempio. Sono una persona che se vede degli esempi validi tende a seguirli… (probabilmente ho un buon intuito da questo punto di vista!).

Prima ho scritto che voglio ringraziare “tutti gli amici che ho” …e la cosa più buffa è che, a volerli contare bene, mi basta una mano. L’altra è già fatta di persone un po’ più distanti.

E’ proprio vero il detto “pochi ma buoni”… ed io sono molto selettivo. Per certi versi, forse, lo sono troppo… ci sono persone che meriterebbero pienamente la mia fiducia ma che tutt’ora tengo distante… il grazie ovviamente va anche a loro.

C’è una bellissima frase di Baden Powell, che in questi giorni mi è rimasta fissa in testa.

“Si educa attraverso ciò che si dice, di più attraverso ciò che si fa, ancor di più attraverso ciò che si è”.

Il buon esempio è “l’arte del capo” nello scoutismo. E’ l’unico vero segreto per educare da “fratelli maggiori”… e devo dire che loro incarnano bene questa qualità.

Sogni d’oro,

Emanuele

American Beauty

Rieccomi tornato dal cineforum… premetto che la macedonia è riuscitissima (mancavano i kiwi che ho dimenticato a comprare purtroppo…).

Locandina film ‘American Beauty’Detto questo, concentriamoci sul film… che come avrete capito era proprio American Beauty.

Rispetto allo scorso film, sono tornato decisamente più sereno… anche se non è risultato per niente un film banale.

American Beauty è la storia di una, anzi di un paio, di famiglie americane che se all’esterno possono sembrare normali, in realtà nascondono delle crisi e delle lacune enormi.

Il film parte da concetti tipici della nostra società e finisce per esasperarli con il passare del tempo. C’è il padre (Lester), stressato e scontento del proprio lavoro, c’è la madre (Carolyn) ossessionata dalla carriera e la figlia (Jane), insicura come tutte le adolescenti del nostro periodo.

C’è anche il padre “rigido” (Frank Fitts) con un passato come militare e la madre (Barbara) in uno stato depressivo tale che ormai risulta asettica. C’è il figlio (Ricky) che gioca un mix tra l’accettazione del padre e la sua necessità di ribellarsi a quei suoi schemi (e per questo spaccia stupefacenti).

Insomma, a guardarli così si tratta di casi comuni… intelligentemente però il film inizia a dar loro carattere e mostra ognuno di loro per ciò che sono dentro: un mix di aspetti positivi e negativi. E’ difficile trovare un personaggio “perfetto”. La trama fa evolvere le situazioni per far scoprire, per certi versi, come si va a finire vivendo in certi modi…

E così, il padre scontento del proprio lavoro che si innamora della compagna della figlia, in realtà è innamorato dei ricordi che quella ragazza giovane e bella gli ricorda. Ed è proprio quando, su un divano, lo comunica alla moglie che tutto diventa più chiaro. Dov’è finita quella ragazza che coltivava le rose? Quella ragazza che sorrideva sempre e non si preoccupava di nulla? Quella ragazza che per distrarre gli elicotteri delle tv locali si spogliava sui tetti? Lui sta ricercando quella moglie ormai persa.

La moglie è persa perché… – vittima del sistema capitalistico americano – si è lasciata trasportare dalla voglia di successo. Ha dimenticato quando, con semplicità, coltivava il proprio roseto ed è irrequieta perché vuol sfondare come venditrice di case. Per questo, tristemente, è disposta a tutto. Persino a tradire il marito… e ancor di più, a rinnegare la sua anima. Questo si evince quando si rimprovera perché non riesce ad esser soddisfatta… ma “il sistema vuole che tutti siano sempre perfetti per dare agli altri una figura vincente di se”. Dopo una giornata di insuccessi nel vendere una casa si schiaffeggerà per le lacrime che stavano scendendo.

La figlia (Jane), sta attraversando il solito periodo di distacco dalla famiglia: “i miei genitori li odio”. E così si circonda prima dei consigli della sua amica che, ostenta anch’essa sicurezza ed infinite esperienze sessuali, per nascondere invece tutta l’insicurezza che portava dentro. Poi invece si avvicina al suo vicino di casa che, per certi versi, potrebbe essere una figura che la aiuterà.

E’ interessante come questo film abbia fotografato l’andazzo della società moderna americana in cui, il successo, il capitalismo e l’essere belli sembrano esser diventate le uniche chiavi per riuscire nella vita. Il film, ogni tanto, rallenta tutto, grazie alle riflessioni poetiche del vicino di casa che si chiede… cosa è la bellezza?

E’ la “american beauty”, oppure è altro? Lui, attraverso una videocamera, proverà ad immortalarla. Ed è per questo che, guardando la registrazione di un sacchetto di plastica volteggiare in aria, risponde a Jane così:

“È stato il giorno in cui ho capito che c’era tutta un’intera vita dietro a ogni cosa, e un’incredibile forza benevola che voleva sapessi che non c’è motivo di avere paura, mai. […] A volte c’è così tanta bellezza nel mondo, che non riesco ad accettarla, il mio cuore sta per franare.”

Scoprire il vero senso della bellezza. E’ un cammino che il padre di Jane farà… abbandonando il lavoro, iniziando a fare palestra per riscoprirsi “ancora vivo” e iniziando a condurre una vita un pizzico più vicino a come la sognava…

Anche per la madre arriverà un momento in cui si accorgerà comunque di aver seguito tanti ideali sbagliati. Forse, nel film, arriva un po’ tardi considerato come ritroverà il marito a casa… ma in fin dei conti è da apprezzare il fatto che, per tutti è possibile cambiare. Anche per chi ha commesso miriadi di scelte sbagliate.

Quelle rose rosse. Giocano nel film con Lester… appaiono ogni volta che sogna l’amica della figlia… e sono probabilmente un richiamo al roseto di sua moglie, che un tempo “era tutto per lei” mentre adesso era scomparsa.

Altrettanto interessante da notare è l’assenza di personaggi di colore all’interno del film: la società capitalistica americana è infatti molto più chiusa verso le altre etnie. Ma risulta chiusa anche nei confronti dell’omosessualità che porta ad un tragico finale.

Insomma, un film su cui ci sarebbe da discutere per ore… e mi dispiace averne dovuto tirare le somme così in fretta ma so bene che se non avessi scritto adesso, non l’avrei fatto più. C’è tanto e ancora tanto altro da dire. Ci sono una marea di particolari sui quali si dovrebbe riflettere. E’ un po’ tardi purtroppo e così mi fermo qui.

Se vi va di aggiungere qualcosa, vedrò di continuare la discussione nei commenti…

Emanuele

Una pillola dal Giubileo.

Oggi non potendo andare all’università, ho colto l’occasione per dare una bella ripulita alla mia stanza.

Sono andati via 2 sacchi pieni di carte, fogli, giornali, appunti, ricordi…

Ho quasi finito… ed ho trovato un foglio del Giubileo del 2000 che, non volendo conservare, voglio quanto meno ricopiare qui…

Per questo sta scritto:

“Svègliati, o tu che dormi,
dèstati dai morti
e Cristo ti illuminerà”.

Vigilate dunque attentamente sulla vostra condotta, comportandovi non da stolti, ma da uomini saggi; profittando del tempo presente, perché i giorni sono cattivi. Non siate perciò inconsiderati, ma sappiate comprendere la volontà di Dio. E non ubriacatevi di vino, il quale porta alla sfrenatezza, ma siate ricolmi dello Spirito, intrattenendovi a vicenda con salmi, inni, cantici spirituali, cantando e inneggiando al Signore con tutto il vostro cuore, rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo.

Efesini (5, 14-20)

Scappo giù adesso… devo andare a comprare tanta bella frutta… 🙂

Ciao,

Emanuele

Il dolce e l’amaro in un biglietto dell’autobus…

Mi sono appena liberato di un biglietto dell’autobus.

Davanti c’è scritto 1,20€ e fu usato il 7 Agosto a Firenze. Il numero di serie assegnato dall’ATAF è 0704320.

Dietro invece c’è un numero. Un numero di telefono.

Lo butto.

Ci sono ricordi che hanno una doppia faccia.

C’è il dolce e c’è l’amaro.

Se un giorno doveste casualmente ritrovare il biglietto, una chiamata a quel numero fatela.

Non si sa mai che riuscite a disturbare e contribuite, inconsapevolmente, a vendicare il mio dolore.

Emanuele

Lacie ethernet disk mini 500GB: prime impressioni.

Ieri mattina ho ricevuto l’hard disk di rete che avevo ordinato qualche giorno fa.

Lacie ethernet disk miniSi tratta di un Lacie Ethernet Disk Mini da 500GB ed al momento non posso che ritenermi soddisfatto nonostante alcune piccole lacune.

Innanzitutto devo dire che per il prezzo (214€ iva inclusa) la dotazione è più che completa. Oltre all’hard disk di rete erano presenti: un cd con documenti, driver ed alcune utility (che non credo proverò), un libretto di istruzioni multi-lingua, un cavo di rete, un cavo usb, due cavi di alimentazione (uno con spina italiana ed uno con spina inglese) ed infine la chiavetta esagonale per fissare la base al corpo principale.

Rianalizzando il prezzo, il Lacie risulta essere, attualmente, molto conveniente. Un hard disk da 500gb con 16mb di cache non costa meno di 100€, un NAS di rete (con interfaccia Gigabit e USB 2.0) oltre 120€.

Il design è molto pulito, la scocca è totalmente metallica (ad occhio sembra essere una lega di ghisa) il che favorisce la dissipazione del calore, evita l’attivazione della ventolina superiore e da un bel senso di robustezza. Nonostante l’abbia fatto lavorare senza sosta per qualche oretta, non ho sentito avviarsi la ventolina, a conferma di quanto detto.

Anteriormente è presente solamente il tasto di accensione che sprigiona una lieve lucina blu quando l’hard disk è avviato.

Posteriormente invece, oltre alla presa per il cavo di alimentazione, è presente una porta ethernet (10/100/1000) e due porte USB 2.0 (compatibili anche 1.1). La prima serve per collegare l’hard disk come periferica USB ad un computer se non lo si vuol utilizzare come hard disk di rete; la seconda porta invece permette una facile espansione del disco di rete. A quella porta infatti è possibile collegare una memoria esterna che verrà aggiunta come risorsa di rete. Il prossimo acquisto potrebbe dunque essere un semplice bay usb 2.0 per hard disk da 3.5 pollici da collegare li…

La prima cosa che ho fatto è stata aggiornare il firmware dell’apparecchio: l’operazione è stata semplicissima tramite l’interfaccia web del NAS (un po’ meno facile è stato trovare il firmare più aggiornato invece…). A proposito dell’interfaccia, mi è sembrata abbastanza lenta nel caricare le pagine se confrontata a quella del mio router.

Non ho ancora avuto modo di provare l’hard disk da fuori casa ma ho già impostato un paio di “condivisioni” che permettono l’accesso tramite user/password a specifiche partizioni del disco. Una prima mancanza che ho notato è l’impossibilità di gestire le quote del disco da assegnare ad ogni “condivisione”. In questo modo, potenzialmente, qualsiasi partizione può mangiarsi l’intero disco senza garantire un certo spazio agli altri. Peccato, spero diventi possibile con future evoluzioni del firmware.

Il file system del Lacie è XFS, il processore è invece a 400mhz con 64mb di ram. Prestazionalmente non mi è sembrato sorprendente.

Attualmente ho collegato il disco ethernet dietro ad uno switch (Netgear FS605) ed un router (Netgear DG834) entrambi con interfaccia limitata a 100mbit/s ed ho trasferito oltre 50GB di dati. La velocità media si è attestata intorno ai 50mbit al secondo. Con i file più grossi raggiungeva i 65-70mbit mentre con i più piccoli scendeva intorno ai 40mbit. Niente di stupefacente insomma (leggi l’aggiornamento in basso) ma quanto basta per le esigenze di una rete casalinga. Se dovessi trovare il tempo, proverò a collegare il Lacie direttamente ad un computer, giusto per vedere se riuscirebbe a sfruttare meglio l’interfaccia di rete (potenzialmente ben più prestazionale) o se si tratta di un limite dettato dal suo hardware/firmware.

I protocolli supportati sono Samba (Windows/Linux), Apple filing Protocol (Mac), FTP, HTTP per il browsing online dei file, UPnP che lo trasforma in server multimediale per tutte quelle periferiche che cercano in rete foto/video/audio ed Apple Bonjour. Mi è dispiaciuto non trovare nessun supporto a protocolli cifrati, come ad esempio SFTP. Sarebbe stato utile quando ci si trova fuori casa e si vuol accedere ai propri dati in modo sicuro.

Un piccolo appunto di sicurezza è quello di non utilizzare l’utente admin come unico utente. La password di quell’utente permette infatti di accedere al pannello di controllo del Lacie da cui è anche possibile, in pochi secondi, formattare il disco. E’ consigliabile dunque creare almeno un nuovo utente con accesso in lettura/scrittura al disco e modificare la password di amministratore in qualcosa di più sicuro (ricordarla non è un problema se usate Keepass… ;-)).

Non ho ancora preso il nuovo MacBook (maledetti negozi palermitani…) ma ho letto di persone che avevano problemi ad utilizzare questo disco di rete con Time Machine. Aspetto dunque di avere il portatile per per farvi conoscere la mia esperienza.

Riassumendo posso dire dunque…

PRO:

  • rapporto dotazione/prezzo;
  • fattura del prodotto;
  • possibilità di accesso al disco da remoto tramite http/ftp;
  • espandibilità.

CONTRO:

  • lentezza dell’interfaccia di gestione;
  • assenza di protocolli cifrati;
  • prestazioni sufficienti ma non esuberanti; (leggi l’aggiornamento in basso)
  • gestione quote mancante.

Per finire… ho una domanda: qualcuno sa dirmi quanto consuma? 🙂 Ho cercato un po’ ovunque (dal manuale ad internet) ma non sono riuscito a trovare una risposta…

Emanuele

Aggiornamento del 23 Novembre 2007 ore 3:30: ho condotto qualche test prestazionale tramite FTP, le prestazioni si sono rivelate soddisfacenti.

Devo fare una macedoniaaa!!

Sono appena tornato da due riunioni di fila (evviva gli scout, il volontariato e tutto il resto…).

Cena ovviamente fuori – al volo – in un posto “poco raccomandabile” dato quel che ho visto.

Comunque… domani è martedi ed io nel pomeriggio dovrò preparare quella beneamata macedonia per la cena del cineforum.

Ho chiesto ad una amica ed effettivamente è semplicissimo preparare una macedonia.

Taglio la frutta di stagione in piccoli pezzi e conservo il succo (solitamente si usa quello delle arance).

Poi aggiungo un po’ di zucchero e, se proprio voglio, qualche goccia di liquore come rum o vodka.

Non ho ancora controllato se a casa ci sia qualcosa in quanto ultimamente mia madre ha fatto piazza pulita (preciso: non si è scolata tutto, piuttosto ha buttato tantissime vecchie bottiglie… :-D).

Nella mia stanza ho ancora mezza bottiglia di Ouzo (ricordo del mio viaggio in Grecia…), ma non credo che sia l’ideale…

Avete consigli? In questo periodo, che frutta mi consigliate di usare?

Su… soprattutto le lettrici donne, qual è il trucco che usate per far venire delle macedonie da leccarsi i baffi (del marito :-P)?!

Ciao,

Emanuele

Maledetto ruotino!

Sono di ritorno dall’assemblea regionale. 450km macinati tra ieri ed oggi… la stanchezza adesso si fa sentire ed influisce su tante altre cose… così non voglio dilungarmi più di tanto.

All’andata un pneumatico della Punto è gentilmente esploso… si vedono i fili della carcassa, è praticamente da buttare. Ho fatto, così, circa 300km di autostrada con il ruotino (maledetti gommisti di paese che il sabato rimangono chiusi!). 👿

L’assemblea è andata bene, ci sarebbero tante cose da dire ma probabilmente vi annoierei…

La sera prima invece c’è stata una bella tavola rotonda, e visto che ho preso appunti, magari nei prossimi giorni ne parliamo un po’…

Adesso mi rimetto a cercare dei pneumatici nuovi online, visto che le gomme erano comunque abbastanza vecchie (oltre 40.000 km se non sbaglio…) è il caso di cambiarle tutte.

La vera domanda è: perché cavolo non tornano a mettere delle ruote di scorta normali nelle auto invece di quei cosini rossi che sembrano ruote per carriole? La ruota distrutta è entrata tranquillamente nel vano del ruotino!

Emanuele

PS: nota di servizio: non so perché ma il mio blog sembra non ricevere più i pingback, sebbene i link in questi giorni non siano mancati. Se non li vedere spuntare, non prendetevela con me… non sono io che li censuro!