Forse è ora di farla finita!

Maledizione… da 2 o 3 giorni è arrivato il caldo infernale. Oggi al sole, ci sono oltre 35 gradi.

Andare in bicicletta è diventata quasi una tortura… soprattutto in salita dove la lingua ti finisce spesso tra i raggi della ruota anteriore… 😛

Oggi sono arrivato a casa. Ho scaraventato lo zaino da un lato.

Camminando verso il bagno ho perso al volo scarpe, maglietta e jeans… e mi sono andato a piazzare 5 minuti sotto l’acqua fredda.

Dannazione… dovrò inventare un sistema di refrigeramento per ciclisti! 😛 Qualcuno ha qualche idea non ancora brevettata?!

Uffa mi dispiace doverla conservare… ma non posso arrivare all’università accaldato. Devo studiare “fresco e pettinato”… 😐

Tra l’altro non sapete che rabbia quando in salita ti supera una biciclettina elettrica con un trentenne che neanche pedala: non c’è proprio modo di mantenere quel ritmo! Non le facevo così potenti… 😯

Però… preferisco sudare che sedermi su una biciclettina da settantenni! (con tanto rispetto verso i settantenni che continuano a muoversi…).

Vado a preparare il pranzo vah…

Emanuele

Scouting is my life.

Ci sono momenti in cui bisogna aprire gli occhi e darsi una bella pacca sulla spalla.

Sono appena tornato dall’inizio di una nuova avventura e penso che titolo più azzeccato non esista.

Sono dentro lo scoutismo da quando ero un ragazzino. Ho iniziato nel 1995.

Di esperienze ne ho fatte tante… mi sono anche preso la libertà di starmene fuori dopo aver concluso il cammino da “educando” un paio di anni con la piacevole sorpresa che in gruppo si litigavano tra chi mi rivoleva dentro al più presto e chi diceva di dar tempo per la mia vita.

Perché quella persona mi conosceva bene ormai. Sapeva che nello scoutismo mi butto a capo fitto. Metto corpo e anima, nei limiti delle mie possibilità.

Sono timido, però effettivamente ero io l’anno scorso su un cavallo, vestito da San Giorgio, davanti a 400 scout di Palermo.

Ma ero anche io ad organizzare, nonostante l’inesperienza, per due anni di seguito una grossa attività di zona.

La cosa più buffa di tutto questo è che non credo di essere uno di quelli che in zona si fa notare più di tanto.

Faccio il mio lavoro al mio posto, silenziosamente. Forse… alle riunioni di zona mi conoscono di più per le mie battute che per altro (voglio vedere se avreste voi lo spirito ironico-cretino – lo ammetto – di far finta di incappucciare una capo di cinquant’anni suonati perché non la finisce più di parlare senza farvene accorgere… THAT’S ME… all’ultima riunione di zona! :dogarf:).

E adesso… una nuova esperienza che già mi gasa tantissimo solo all’idea: sarò responsabile di una specialità per un campetto di specialità regionale.

Una nuova esperienza che senza dubbio mi farà imparare tante nuove cose.

Stasera – tristemente – ci siamo ritrovati in tre. Però sono già uscite tante belle idee.

L’idea che ho sfornato per la specialità è già piaciuta, passata ed approvata… e magari ve ne parlerò prossimamente perché sono sicuro che interesserà anche a tanti di voi!

Che non si dica che con gli scout si fanno solo stupidi canti e cose pallose!

Emanuele

La mia parte intollerante.

Sono appena tornato – sudatissimo – dall’università. 😐

Mentre pedalavo verso casa, ho risentito una canzone di Caparezza che mi è piaciuta tanto.

Sto rivalutando questo cantante che, con il suo stile abbastanza particolare, dice spesso cose buone e giuste.

3° B di un I.T.C. Una classe di classici figli di.
Ho dubbi amletici tipici dei 16: essere o non essere… patetici.
Eh si, ho gli occhiali spessi, vedessi.. amici che spesso mi chiamano Nessy,
indefessi mi pressano come uno stencil..
Bud Spencer e Terence Hill repressi, con grossi limiti
ma imbottiti di bicipiti da divi che invidi,
vengono i brividi se per fare i fighi lasciano lividi.
Non vivo di pallone,
non parlo di figone,
non indosso vesti buone,
quindi sono fuori da ogni discussione.
No, non mi conoscono ma tirano le loro nocche sul mio profilo da Cyrano,
se sei violento tutti qua dentro ti stimano,
se sei mite di te ridono come di Totò,
però chi è mansueto come me sa che quando le palle si fanno cubiche,
come un kamikaze che si fa di sakè metto a fuoco intorno a me.

Trovo molto interessante la mia parte intollerante
che mi rende rivoltante tutta questa bella gente…!!

Affianco al mio banco un hippoppettaro sniffa polvere da sparo,
dice che un tipo è capace per quanti buchi ha nel torace,
lo capisco ma preferisco Karol a dischi di artisti muscolosi,
orgogliosi dei loro trascorsi malavitosi,
vanitosi ripresi con pose da bellicosi
mentre io sono fiacco ed ho la mononucleosi,
studio in una classe di rissosi eccitati dai globuli rossi
manco fossero Bela Lugosi.
Tieni presente che sono commosso cerebralmente da gesti
eccessivamente affettuosi.

A 16 anni le opzioni sono 2 visto che o diventi pugile o diventi come me che sono debole,
che non ho regole,
che ho roba demodè,
che detesto il chiché dell’uomo che non deve chiedere mai,
dato che se non chiedi non sai,
dato che adoro Wharol e Wilde,
dato che se mi cerchi mi troverai nel viavai di un gay pride,
ma sappi che se mi provocherai sono guai,
Dottor Jekyll diventa Mr Hyde e ti ammazza stecchito col Raid.

Trovo molto interessante la mia parte intollerante
che mi rende rivoltante tutta questa bella gente…!!

Cari professori miei, io vorrei che in giro ci fossero
meno bulli del cazzo e più gay,
più dreadlock e meno monclair, più Stratocaster e meno DJ,
chiama la strega di Blair che ho un progetto in mente:
rimanere sempre adolescente.
Io sono molto calmo ma nella mente ho un virus latente incline ad azioni violente.
Si sente sempre più spesso che sono un pazzo depresso.
Meglio depressi che stronzi del tipo “Me ne fotto” ,
perché non dicono “Io mi interesso”?
Che si inculino un cipresso, dunque, tanto il mio destino è stare solo con chiunque.
Alle bestie regalerò i miei sorrisi
come Francesco d’Assisi e Pippi Calzelunghe
!

Trovo molto interessante la mia parte intollerante
che mi rende rivoltante tutta questa bella gente…!!
Trovo molto interessante la mia parte intollerante
che mi rende rivoltante tutta questa bella gente…!!
Trovo molto interessante la mia parte intollerante
Trovo molto interessante la mia parte intollerante
Trovo molto interessante la mia parte intollerante
Trovo molto interessante…

Caparezza – La mia parte intollerante

Si potrebbe fare un tema su questa canzone. Ci sono migliaia di spunti di cui parlare per ore ed ore.

Mi piace quando dice “Perché non dicono “io mi interesso?””. Viviamo in una società in cui il menefreghismo ha la meglio su tutto.

Non si approfondisce mai nulla. Tutto rimane in superficie e ci accontentiamo di “ciò che abbiamo intuito”.

E se sei uno di quelli che invece tenta di vivere al contrario ecco che sei la persona “non normale”. “Strana”. Pazza depressa.

Devi essere come questa società impone per sentirti al sicuro da critiche.

E non parlo facendo filosofia. Qualche giorno fa ho avuto una discussione con un ragazzo che sosteneva proprio questa filosofia. E’ la massa a decidere e dunque lui sta con la massa.

Come se non avessimo un cervello noi. Come se il potere decisionale esistesse solo nella maggioranza. NO! Il potere decisionale è dentro ognuno di noi. Non esistono cliché da rispettare.

Non esiste “io mi sento con la coscienza apposto davanti a tutti”. Ma viviamo per avere la coscienza apposto o per portare avanti ciò in cui crediamo?

Certe cose mi mettono i brividi. E così… divento intollerante. E rifletto su me stesso.

E sebbene sappia che “la società è così” e non posso alienarmi, non posso vivere come un eremita, so anche che non mi piegherò mai a questo modo di ragionare.

E mi sta anche bene perdere contro questa maggioranza più grande di me. Ma diventerò almeno martire di ciò in cui credo.

Non è una scelta banale. Non è una scelta da stupidi.

Ed è così che ci ritrova a fare buon viso a cattivo gioco mentre dentro di se si pensa tutt’altro. E’ così che… si spargono sorrisi come Francesco d’Assisi.

Ricordatevi però che non tutti i sorrisi hanno lo stesso significato. 🙂

Emanuele

Wind mi regala Autoricarica 15+15.

Si sono accorti che in questi giorni, più di una volta, ho dimenticato il cellulare a casa?

Si sono accorti che da qualche tempo la batteria è tornata a durarmi anche 4-5 giorni prima di scaricarsi perché praticamente “non lo tocco più”?

Oppure è semplicemente “l’amore che provano per me”? 😛

Intanto oggi una signorina (che leggeva palesemente come una scimmietta) mi ha telefonato informandomi che la Wind mi regala “Autoricarica 15+15” per 6 mesi.

Se spenderò in un mese solare oltre 15€ di credito (per chiamate vocali), ne riceverò altrettanti.

Sono sicuro però che… non sfrutterò la promozione neanche una volta in questi sei mesi. Non spendevo 15€ al mese neanche nei “tempi d’oro”!

Intanto il mio numero si conferma “benedetto” in quanto a promozioni! Non è passato neanche un mese dall’ultima! 🙂

Emanuele

Le cose in cui credo.

Ci sono cose, sentimenti, emozioni, parole, in cui credo così tanto che son disposto a mettere entrambe le mani sul fuoco.

So che sono così “giusti e perfetti” che – mai e poi mai – li tradirò. Mai e poi mai li baratterò per altro.

In questo periodo sto abbandonando tutto, però mi chiedo già che progetti abbia Dio per me.

Perché mi stia spingendo in questa direzione. Perché mi stia dando il coraggio di questo grande salto nel vuoto.

Vedo il resto del mondo sistemarsi e non mi fa paura. Lo lascio ruotare da solo… per la sua strada.

Sono seriamente nel pieno del salto, e questa sensazione mi gasa invece di mettermi paura. Invece di spingermi indietro.

So che alla fine del salto troverò ciò che cerco. Troverò anzi, ciò di cui ho bisogno ma che ancora neanche immagino di avere la necessità probabilmente.

Non so letteralmente dove atterrerò. Se ritroverò lo stesso mondo che ho lasciato, oppure un mondo nuovo.

Però so che crescere è questo: avere il coraggio di spingersi oltre.

Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me anche se è morto vivrà, e chiunque vive e crede in me non morirà in eterno.

(Giovanni 1,25-26)

Bisogna aver Fede, bisogna tornare a Credere.

Emanuele

Troppo buoni non va bene.

Stasera ho giocato nuovamente.

Non sono riuscito a segnare… e neanche ad entrare in partita come l’altra volta.

Però ho imparato una nuova cosa: bisogna saper dare le spallate se necessario.

Forse prima giocavo un po’ troppo “bonariamente”. Cercavo di marcare educatamente evitando i contatti.

Stasera invece, un paio di palloni li ho guadagnati di forza, di prepotenza.

Una spallata e mi ritrovavo col pallone.

Niente falli, solo un po’ di sana prepotenza.

Bisogna sapersi imporre contro gli avversari. Loro, in fin dei conti, non avranno il tuo stesso rispetto nei tuoi confronti.

Perché il calcio in fin dei conti è così: non basta colpire il pallone. Devi aver voglia di farlo esplodere.

Adesso vado a nanna…

Emanuele

Montecarlo stregata per la Ferrari.

Non aggiungo altro. Grande Ferrari quest’anno… eppure a Montecarlo non si vince dal 2001.

Non è bastato neanche che le due rosse partissero nelle prime due posizioni.

Il gran premio è stato molto avvincente… ma per le Ferrari è diventato solamente un disastro andato via via crescendo.

Beh… ci rifaremo nella prossima gara…

Emanuele

La televisione dei gechi.

Sono appena tornato da una cena a casa di un amico.

Abbiamo arrostito carne con il suo nuovo barbeque e con meno di 4€ a testa è uscita fuori una bella serata.

A fine serata, riportando le cose dentro, ho visto un geco attaccato al muro vicino un lampioncino.

Stranamente, mi ha fatto volare indietro di oltre 15 anni…

Quando eravamo piccoli infatti, d’estate ci trasferivamo in una casa di campagna a circa 20km da Palermo immersa in un piccolo bosco.

Eravamo così piccoli che ricordo che mio fratello imparò li ad andare in bicicletta… e per questo io non avevo più di 6-7 anni.

Erano insomma “i primi ricordi”.

Uno di questi, che probabilmente porterò sempre nel cuore, era una cosa bellissima.

Le sere di queste meravigliose estati, le passavamo in un terrazzo che aveva una parete con un po’ di edera ed un bel neon abbastanza lungo attaccato al centro.

Non avevamo la televisione e così, durante la cena era nata una cosa bellissima: la televisione dei gechi.

Io, mio fratello e mia sorella ci mettevamo – puntualmente ogni sera – a fissare quei simpatici animaletti nei loro tentativi di mangiare gli insetti attratti dal neon.

Era un gioco semplice… ma ricordo che ci affascinava un mondo. Alcune volte dimenticavamo la cena perché ci perdevamo nel seguire le loro avventure.

Erano loro a fare “lo spettacolo serale”. Ad intrattenerci al posto di un qualsiasi conduttore televisivo.

E’ una cosa che raccontata adesso sembra di una banalità assurda… ma provate a dirlo ad un bambino di 6 anni e vedrete come una cosa simile possa generare storie fantastiche in una sera d’estate.

Adesso è tardi… ma domani proverò a raccontarlo a mio fratello, sono sicuro che piacerà ricordarlo anche a lui.

Buona notte,

Emanuele

PS: tenete a mente la parola fantasia, tra qualche giorno – tempo ed adsl permettendo – vi racconto dell’altro… 🙂