Oh mamma, mi ci vuol la fidanzata…

Iniziava così una canzone, di oltre 10 anni fa, degli Articolo 31.

E diceva proprio… “oh mamma, mi ci vuol la fidanzata… perché io devo mettere la testa apposto…”.

Ecco. Io ho la sensazione di aver messo “la testa apposto” da quando la fidanzata non l’ho più… o forse, la testa apposto l’avevo già… e adesso ho semplicemente trovato il coraggio di saltare. Non so.

Però questa canzone oggi m’ha fatto sorridere perché… boh, anche questa cosa la sto vivendo sottosopra rispetto al resto del mondo… 🙂

Emanuele

PS: forse dovrei andarlo a raccontare al club delle zitelle… chissà cosa ne penserebbero! 😉

Post da moltiplicare per n volte.

I miei post di Ottobre sono tutti uguali.

“Vado di corsa”, “ho fatto questo questo e quest’altro…” e bla bla bla, sempre allo stesso modo.

Anche oggi non è andata diversamente.

Studiato la mattina, preparato il pranzo, corso a *far vedere una casa* ed infine volato agli scout… fino ad adesso.

E domani sarà ancora peggio, tanto che in palestra ci andrò nel primissimo pomeriggio per non saltarla.

Chissà. L’orologio corre, le giornate volano. Io mi domando dove mi porterà questo periodo.

Eppure, me lo domando con serenità. E’ la vita – mi dico – che ci proietta sempre in nuove avventure. Non voglio aver paura…

Ah, una cosa buffa ve la racconto. Ieri sera ho scritto su msn come messaggio personale “Un giorno mi dissi “Sia fatta la tua volontà”. Non volevo che rimanesse solo una frase ripetuta la Domenica… :-)”.

Beh, stamattina mentre ero in biblioteca con un amico, un collega mi contatta chiedendomi se avessi deciso di farmi sacerdote perché – a detta sua – le mie frasi non sono sempre di facilissima interpretazione.

Che c’è di male nel volersi affidare a Dio ed iniziare a vivere realmente liberi come gli uccelli del cielo?

Perché una persona che tenta di farlo viene subito associata ad una particolare scelta di vita?

Non possiamo essere dei semplici Fedeli con la F maiuscola? Pecorelle di Dio in cammino? 🙂

Con questo vado a nanna…

Emanuele

Carne in scatola.

Mia sorella si è comprata tela e tempere. Questo collage è il suo primo esercizio di stile.

Io, in questi giorni, mi sento un po’ come quella carne.

Strapazzato, fatto a pezzettini. Impacchettato e trasportato qua e la.

Mi ritrovo spesso a pensare a questo blog. Credete che non avrei mai immaginato che scegliere di volare avrebbe comportato la scomparsa del tempo per scriver qui?

Riesco a malapena a scrivere 2 righe la sera… mi manca mettermi con la mia musica a riflettere, mi mancano quei post programmati perché “sono così tanti che è meglio dividerli un po’”

Mi manca anche leggere i feed con calma. Ho tanti(ssimi) blog in arretrato, rimasti in grassetto sul mio feedreader… e difficilmente riesco a farli scalare.

Quelli delle news, addirittura, li segno spesso come “già letti” perché raddoppierei il tempo da dedicare…

Non sono scomparso, non ho perso la voglia di commentare o leggere con attenzione ciò che scrivete. Il problema è il tempo.

Sta diventando un fattore determinante. Questi ultimi giorni, la frenesia della mia “voglia di fare” è stata accompagnata da tutte le nuove necessità che si sono presentate a casa mia.

Vivo con l’agenda strapiena di impegni.

Per farvi capire, vorrei andarmi a prendere un semplicissimo gelato con due amiche che non vedo “come si deve” da tempo… ma anche per questo non trovo il tempo. Ho già detto loro che – probabilmente – se ne parla la prossima settimana e che dobbiamo confermare una data al più presto, altrimenti spunterà sicuramente qualcosa da fare.

Non riesco neanche più a fare tardissimo al computer. La stanchezza regna sovrana la sera.

Così, stasera mi chiedevo perché Dio mi stia mostrando un periodo così strano ed intenso.

I problemi sembra siano raddoppiati, eppure io sto cercando di mantenere alto l’animo e lo spirito (anche con i miei…) e sto cercando di farmi forza.

Oggi, mentre preparavo il pranzo, raccontavo tutto ciò a mia zia.

Mi diceva che quando Dio presenta, tutte insieme, tante novità, è perché sta preparando grandi cose.

Stasera andrò a letto pensando a questa frase… con un solo desiderio. Non mi interessa vedere presto i frutti o vedere tanti pensieri e problemi scomparire, mi importa più che altro che Dio continui a darmi questa forza. “Concentrato e molto attento, si ma con la testa fra le nuvole…”.

Non voglio finire come la gelatina della Simmental. 🙂

Emanuele

Me l’ha data!

Dopo mesi di corteggiamento… me l’ha data!

Sono appena tornato dall’ennesima intensissima giornata. Oggi avevo un colloquio a due (che è finito con un menage a trua…) ed io ho avuto la meglio.

Avevo bisogno di una bella notizia stamattina… ed è arrivata. 🙂

In realtà, sono entrato in quella stanza dicendomi un’Ave Maria e cercando di essere pronto a tutto.

Vi racconterò meglio i particolari di questa assurda e lunghissima storia la prossima settimana, quando tutto diventerà ufficiale (non si sa mai che qualcuno legga…).

Mi cambio e scappo in palestra adesso… :joy:

Emanuele

Camper due posti.

Camper Pelotas Arial blackSi… ho comprato un camper, ma sono ancora a piedi. 😐

Il camper è quello in foto.

135€ da Fransal. E adesso spero che le spese siano finite.

Non credevo che prima o poi anch’io sarei entrato nel mondo Camper.

Non perché sia taccagno… ma perché penso che spendere così tanti soldi per un paio di scarpe sia assurdo. Provate a convertire la cifra in lire… avreste mai comprato, qualche anno fa, un paio di scarpe da quasi 300 mila lire?! Io sinceramente no.

E lo so che il paragone non si può fare… però a me piange il cuore ugualmente. Speriamo almeno che la pelle sia resistente all’acqua… :worry:

Emanuele

Boris, un ottimo prodotto italiano.

Boris - LocandinaAlcune settimane fa, per distrarmi un po’ la sera, ho guardato Boris, un telefilm prodotto in Italia.

Solitamente (triste ammetterlo) i prodotti italiani non possono competere con le serie televisive americane. Siamo troppo mielosi, troppo surreali. Le scene sono ovattate e gli attori sembrano uscire più dal teatro che dalla realtà.

Boris è un telefilm umoristico. Fa le pernacchie proprio ai telefilm nostrani, mostrando “la vita sul set”.

Mi è piaciuto. Non è riuscito a spodestare dal trono i miei preferiti (Smallville e The Big Bang Theory) ma mi ha fatto capire che – quando vogliamo – sappiamo fare qualcosa di decente anche noi. 🙂

Per dirla alla René Ferretti, Boris non è per nulla un telefilm “alla cazzo di cane!”.

Emanuele