Creo dei mostri.

Ok, vi avevo detto che ero arrivato a quota 6 persone convertite ad un Mac ma siamo già a sette: il collega con cui ho studiato tutto l’inverno è diventato anche lui cliente della mela morsicata da una decina di giorni.

Ieri, invece, ho visto fare a mio fratello 45km in bicicletta per andare a prendere il nuovo iPod touch all’Apple Store dall’altro lato di Milano, dopo aver venduto quello che aveva da un paio d’anni, per non rischiare che finissero. Colpa mia nuovamente se adesso è così Apple-dipendente…

Inizio a credere di potervi fare sentire il bisogno – impellente – di un prodotto Apple semplicemente durante una passeggiata in cui si parla d’altro. :timid:

Anzi, a volerne parlare, non sentite già nascere in voi una strana esigenza?! :eeeh:

Emanuele

Nobel per la pace a Liu Xiaobo.

Sono felice che il Premio Nobel per la pace sia andato a Liu Xiaobo, la cui storia andrebbe letta e fatta conoscere. Una persona che si batte per il cambiamento, che entra ed esce dalle prigioni cinesi perché semplicemente, chiede democrazia e lo fa in maniera non violenta.

Sono felice che non sia andato ad Internet (si, era stato proposto e candidato un premio ad uno strumento). Come ho già scritto un anno fa, se premiamo internet perché favorisce la comunicazione, allora premiamo anche i materassi ad acqua che favoriscono l’amore in ogni angolo del pianeta.

Ogni tanto mi sembra che fini e strumenti vengano confusi tra loro o addirittura non riconosciuti completamente.

Ben venga internet, ben vengano gli strumenti di comunicazione e condivisione ma lasciamo il nobel per la pace ad altri Luther King che han bisogno di tutto l’appoggio e l’incoraggiamento possibile per continuare nelle loro lotte.

Emanuele

Scemetto.

La realtà è che un bambino ti rende stupido, idiota. Da quando è nato il mio nipotino, tutta la famiglia è rincretinita di almeno un 60%. Lo dico così almeno chi ci frequenta è informato.

Pranziamo e abbiamo gli occhi su di lui, caga e lo seguiamo fino al fasciatoio, arriva a casa e quasi non salutiamo mia sorella e suo marito che già, in pieno stile natività del presepe, siamo tutti rincitrulliti intorno a lui, sul divano. Mio fratello fa il bue, io l’asinello. Tutti iniziamo a emettere gemiti strani, miagolii, le voci cambiano tono, neanche avessero posato il piede del tavolo sul nostro.

Credo sia persino necessaria una clessidra, un sistema a tempo, un arbitro. Qualcosa che stabilisca il turno. Ecco, forse dovremmo usare i numerini delle poste. Al più presto. E’ incredibile che, mentre lo tengo in braccio, arrivi mia madre e con la scusa – palese – del mettiamolo meglio lo prende tra le sue. E io rimango lì, incredulo che sia accaduto. Me l’hai strappato via.

Ancora non parla. Ancora piange, sorride (e lì ti sciogli come neve al sole) e agita gambe e braccia come un ranocchio. E’ bellissimo.

E’ un bellissimo rospetto, e io parlo come un cretino dopo appena tre mesi. Sarà pericoloso quando inizierà ad interagire, lo penso da tempo. Ga-ghe-ghi-gho-gu: lui farà così e noi a seguirlo a ruota. Senza. Più. Dignità.

Già adesso – più volte – come un giocattolo telecomandato, mi son ritrovato a bussare a casa di mia sorella pur di vederlo un po’ dopo una giornata di studio: “sai, ho posteggiato proprio qui dietro… a che c’ero… magari volevi compagnia…”. Ha qualche strano potere telepatico, telecinetico. Qualche magnetismo particolare. Secondo me sarebbero questi gli esami da fare a quel marmocchio cui non posso dire “scemettocon la voce da idiota che mia madre mi guarda male apostrofandomi ferma e perentoria: “no, non voglio.. Ve l’ho detto. Un frugoletto vi cambia la vita. Non posso neanche più dire scemetto in maniera dolce.

E però ieri sera, quando dopo la poppata si è addormentato tra le mie braccia, con un pugnetto che mi stringeva la magliettina, beh… mi son sentito felice d’essere scemetto. Io.

Emanuele

Da rimanere senza parole (sul campanile).

Ieri sera, per noia, sono andato a controllare le statistiche del blog.

Ebbene, a Settembre ho avuto – mediamente – 1129 visitatori al giorno, 4238 pagine viste ogni 24 ore e un totale di 33873 visitatori in un mese. Ottobre, in appena 6 giorni ne ha già sommati 6657 promettendo un andamento simile.

Numeri incredibili per me che scrivo per puro diletto, che non ho un progetto editoriale, una linea da seguire, una redazione o un committente che mi consiglia cosa pubblicare. Le mie parole lette da millecentoventinove persone al giorno è qualcosa di spaventoso, qualcosa che solo internet può permettere.

Vi immaginate se ogni giorno poteste urlare a cotante persone con un megafono dall’alto del campanile del paese?

E dunque grazie a tutti voi che rendete questo blog un continuo flusso di bit. Vi immagino sparsi tra le più grandi città d’Italia e i paesi più sperduti dello stivale. Tutti lì, ogni giorno, con cinque minuti da spendere da queste parti. 🙂

Emanuele

Il tramonto è rosso perché ha il sole dietro.

Fare tanta strada in auto – ogni giorno – ha un risvolto incredibile: hai tempo per stare con te stesso. La mattina tutto ciò si traduce nella possibilità di svegliarti per bene, arrivare sul luogo di lavoro attivo e carico (la buona musica aiuta) mentre la sera le energie un po’ al limite trasformano il tragitto in qualcosa di diverso.

E’ l’ora dei resoconti, delle riflessioni, dei pensieri sul passato-presente-futuro. Qualche giorno fa leggevo che parlare da soli fa bene (ve l’avevo segnalato nell’area “linkblog” nascosta dal menù a tendina…) e così l’occasione non mi spaventa.

C’era il cielo rosso stasera e mentre quella lunga autostrada a tre corsie mi indicava la direzione di casa mi piaceva osservare come le nuvole più rarefatte rendevano quel rosso un po’ appannato mentre, a tratti, tornava intenso. Mi domandavo quante altre persone stessero guardando il cielo con me lungo quel rettilineo e, con tanta curiosità, osservavo i conducenti delle auto che sorpassavo per capire cosa stessero fissando. C’è gente di tutti i tipi in questo mondo, è proprio bello.

Chissà come sarà il mio inverno. Ho percorso tanta strada in questi mesi, ho vissuto miliardi di cambiamenti e ogni tanto mi chiedo persino se – nell’intero arco della mia vita – tornerà un periodo così intenso, perché adesso tutto sta divenendo stabile e non sarà semplice ritrovarsi sommersi da novità che ti sorprendono da ogni punto di vista. E’ stato strabiliante ciò che è successo in questi anni. Il futuro sarà bello per altri versi, questo è certo.

Attendo tante cose dai prossimi mesi. Sto continuando a costruire, come una formichina, ciò che un giorno sarò e questa è la cosa più importante: non si è mai arrivati ma sempre in viaggio.

Emanuele

Ho dovuto fornire spiegazioni.

E’ bello quando la Guardia di Finanza ti ferma, ti chiede documenti, generalità, occupazione e, lì su due piedi, finisce per chiederti come sistemare un file Excel per gestire la stampa delle contravvenzioni. 😐

Sembra che, nella maschera che hanno creato, non riescono ad inserire più di 255 record perché i successivi – per quel che mi dicevano – non vengono stampati.

Situazione surreale. La gente che passava mi vedeva parlare intensamente e chissà, magari avranno pensato che avessi commesso qualche infrazione o stessi trasportando chissà cosa mentre ero lì per cercare di risolvere l’annoso problema.

Alla fine – per sicurezza – ho chiesto che numero fossi… 🙂

Emanuele