Seduto, dopo l’uragano.

I don’t know if you can see
the changes that have come over me…

Amy MacDonald – Caledonia (hidden track)

Ogni tanto ripenso a questi giorni qui. E’ proprio strano. Sono fin troppo calmo. Manca circa un mese alla data della laurea e io sembro non pensarci più di tanto, come se quel traguardo, tutto ad un tratto, fosse divenuto un piccolo passo necessario per obiettivi ogni volta più grandi.

La mia famiglia ha già fatto i biglietti, persino il nipotino – che ad appena quattro mesi batterà tutti prendendo l’aereo – ha un posto prenotato verso quella giornata.

Io, solo io, non ho ancora fatto il mio biglietto. Non ho capito quando sia utile tornare e quanto non lo sia star qui. E’ un appuntamento col futuro quello che mi aspetta e ancora, sebbene sia tutto sempre più pronto, non ho ancora dato la mia conferma. Questi giorni li sto vivendo con una serenità disarmante. Non mi sento stressato, stanco o preoccupato dall’idea di dover affrontare quei 10 minuti lì. Al contrario, mi sembra di aver già superato la tempesta più grossa e adesso mi godo la quiete che ne deriva.

So semplicemente di aver già preso una decisione importante, qualcosa che maturo dentro da tempo e di cui vi parlerò meglio tra un paio di settimane.

Tutto sta procedendo secondo piani, cui io mi affido, programmati da Chi – ho imparato – sa sempre dove condurmi.

Emanuele

Tempi duri per i pini (e per tutti noi).

Quando io leggo queste notizie qui, mi rendo conto che siamo – inesorabilmente – arrivati alla frutta.

Bosco abbattuto per favoreggiamento alla prostituzione.

C’è poco da dire, ormai il ridicolo lo si tiene stretto per mano, la pazzia o il non-senso imperversa.

Il prossimo passo è svuotare d’aria intere aree: così chi vuole fare qualcosa di illecito dovrà camminare come un palombaro col respiratore. Anche l’ossigeno, d’altronde, gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo della criminalità. Appena se ne accorgeranno arriverà la prossima genialata.

Ma vi rendete conto gli interessi economici (torniamo seri e non lasciamoci prendere per fessi) dove arrivano? Un tempo si insabbiavano le carte, oggi invece ci prendono in giro in faccia tanto sanno che ormai nessuno si indigna più. Ai loro occhi siamo pecore che belano.

Emanuele

Mamma, stasera cucino io “alla giapponese”.

Sabato sera tavolo per cinque. Si ordina da un menù pieno di nomi strani e qualcosa di strano come wasabi e rafano, in effetti, l’ho anche ingerita (e non ve lo consiglio proprio…!) però una cosa, dopo aver visto le portate, mi è stata chiarissima: tutti possiamo essere degli ottimi cuochi giapponesi.

Cibo giapponese - Ristorante

Sapete fare del riso bollito con un po’ di sale? Bene. Siete già a metà dell’opera.

Il resto è semplicemente saper acquistare il pesce. Se ve lo tagliano avete già la cena pronta, altrimenti dovrete fare voi.

Tutto crudo. Era tutto – maledettissimamente – crudo.

Emanuele

Ah, l’arte.

In questi giorni è in mostra una collezione di opere di Dalì al Palazzo Reale accanto al Duomo (rimarrà aperta fino al 22 Gennaio, andateci, non veniva organizzata da anni!). Sarei voluto entrare ma c’era una fila di alcune ore (la gente che vedete era praticamente immobile), così ho ripreso ad immergermi per Milano con la mia bicicletta, quando ho trovato un coro improvvisato davanti il teatro La Scala… non ho capito neanche perché fossero lì. 🙂

(il video è girato col mio iPod vinto, giusto per provare la resa…).

Emanuele

Creo dei mostri.

Ok, vi avevo detto che ero arrivato a quota 6 persone convertite ad un Mac ma siamo già a sette: il collega con cui ho studiato tutto l’inverno è diventato anche lui cliente della mela morsicata da una decina di giorni.

Ieri, invece, ho visto fare a mio fratello 45km in bicicletta per andare a prendere il nuovo iPod touch all’Apple Store dall’altro lato di Milano, dopo aver venduto quello che aveva da un paio d’anni, per non rischiare che finissero. Colpa mia nuovamente se adesso è così Apple-dipendente…

Inizio a credere di potervi fare sentire il bisogno – impellente – di un prodotto Apple semplicemente durante una passeggiata in cui si parla d’altro. :timid:

Anzi, a volerne parlare, non sentite già nascere in voi una strana esigenza?! :eeeh:

Emanuele