Mamma: come sta quel vaso lì? Sta bene?
Io: non lo so, chiediglielo.
Mamma: come sta quel vaso lì? Sta bene?
Io: non lo so, chiediglielo.
Quando io leggo queste notizie qui, mi rendo conto che siamo – inesorabilmente – arrivati alla frutta.

C’è poco da dire, ormai il ridicolo lo si tiene stretto per mano, la pazzia o il non-senso imperversa.
Il prossimo passo è svuotare d’aria intere aree: così chi vuole fare qualcosa di illecito dovrà camminare come un palombaro col respiratore. Anche l’ossigeno, d’altronde, gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo della criminalità. Appena se ne accorgeranno arriverà la prossima genialata.
Ma vi rendete conto gli interessi economici (torniamo seri e non lasciamoci prendere per fessi) dove arrivano? Un tempo si insabbiavano le carte, oggi invece ci prendono in giro in faccia tanto sanno che ormai nessuno si indigna più. Ai loro occhi siamo pecore che belano.
Emanuele
Sabato sera tavolo per cinque. Si ordina da un menù pieno di nomi strani e qualcosa di strano come wasabi e rafano, in effetti, l’ho anche ingerita (e non ve lo consiglio proprio…!) però una cosa, dopo aver visto le portate, mi è stata chiarissima: tutti possiamo essere degli ottimi cuochi giapponesi.

Sapete fare del riso bollito con un po’ di sale? Bene. Siete già a metà dell’opera.
Il resto è semplicemente saper acquistare il pesce. Se ve lo tagliano avete già la cena pronta, altrimenti dovrete fare voi.
Tutto crudo. Era tutto – maledettissimamente – crudo.
Emanuele
In questi giorni è in mostra una collezione di opere di Dalì al Palazzo Reale accanto al Duomo (rimarrà aperta fino al 22 Gennaio, andateci, non veniva organizzata da anni!). Sarei voluto entrare ma c’era una fila di alcune ore (la gente che vedete era praticamente immobile), così ho ripreso ad immergermi per Milano con la mia bicicletta, quando ho trovato un coro improvvisato davanti il teatro La Scala… non ho capito neanche perché fossero lì. 🙂
(il video è girato col mio iPod vinto, giusto per provare la resa…).
Emanuele

Danzala la vita tua, al ritmo del tempo che va, ridila la tua allegria…
Angelo Branduardi – Cogli la prima mela
Emanuele
Oggi pomeriggio, dovevo andare a duplicare due chiavi e cambiare la batteria dell’orologio così, ho preso la bicicletta ed ho fatto una delle cose più belle che potessi fare: perdermi! Dieci chilometri percorsi non saprei dirvi dove. 43 minuti (stando al computer di bordo della bicicletta) pedalando con un po’ di musica alle orecchie. Bellissimo.
Alle 18 invece a Messa con mio papà e finalmente ho trovato un sacerdote col quale confessarmi come si deve: nessuna assoluzione meccanica ma un bel dialogo sereno. Quando ha saputo che sono scout m’ha inviato agli incontri neocatecumenali che stanno per iniziare.
Vedremo… sinceramente mi piacerebbe iniziare qualcosa qui. Gli scout purtroppo – al momento – sarebbero un impegno troppo gravoso (anche perché mi aspettano altri mesi di continui cambiamenti) ma poche riunioni serali potrebbero essere piacevoli. 🙂
Adesso però doccia, camicia e… ristorante giapponese con alcuni amici! :joy:
Emanuele
Ok, vi avevo detto che ero arrivato a quota 6 persone convertite ad un Mac ma siamo già a sette: il collega con cui ho studiato tutto l’inverno è diventato anche lui cliente della mela morsicata da una decina di giorni.
Ieri, invece, ho visto fare a mio fratello 45km in bicicletta per andare a prendere il nuovo iPod touch all’Apple Store dall’altro lato di Milano, dopo aver venduto quello che aveva da un paio d’anni, per non rischiare che finissero. Colpa mia nuovamente se adesso è così Apple-dipendente…
Inizio a credere di potervi fare sentire il bisogno – impellente – di un prodotto Apple semplicemente durante una passeggiata in cui si parla d’altro. :timid:
Anzi, a volerne parlare, non sentite già nascere in voi una strana esigenza?! :eeeh:
Emanuele
Sono felice che il Premio Nobel per la pace sia andato a Liu Xiaobo, la cui storia andrebbe letta e fatta conoscere. Una persona che si batte per il cambiamento, che entra ed esce dalle prigioni cinesi perché semplicemente, chiede democrazia e lo fa in maniera non violenta.
Sono felice che non sia andato ad Internet (si, era stato proposto e candidato un premio ad uno strumento). Come ho già scritto un anno fa, se premiamo internet perché favorisce la comunicazione, allora premiamo anche i materassi ad acqua che favoriscono l’amore in ogni angolo del pianeta.
Ogni tanto mi sembra che fini e strumenti vengano confusi tra loro o addirittura non riconosciuti completamente.
Ben venga internet, ben vengano gli strumenti di comunicazione e condivisione ma lasciamo il nobel per la pace ad altri Luther King che han bisogno di tutto l’appoggio e l’incoraggiamento possibile per continuare nelle loro lotte.
Emanuele