Silenziosamente!

Forse è questo l’avverbio che descrive meglio il lavoro di questi giorni.

Ho quasi finito la tesi. O meglio, è “abbastanza definitiva“, ora inizia la fase di revisione e sperando che non sia smontata tutta dovrei aver finito.

Quest’avverbio mi piace, perché ho fatto le cose con calma, senza grosse preoccupazioni, senza neanche parlarne troppo in famiglia, senza vivere stressato o agitato ma semplicemente programmando gli obbiettivi da raggiungere giorno per giorno. Avevo una scaletta e l’ho seguita. E’ il mio modo di vivere. La serenità è quel pianoforte che anni fa inseguivo e che ormai so suonare. 🙂

Però non mi sta bene. Ho vissuto questi anni con un livello di euforia sopra la media e mi dispiace assopirla proprio adesso, così oggi in macchina ho cercato di tornare in me. Coldplay a palla mentre le ruote della PandaPanda mordevano un chilometro dopo l’altro. In poco più di 15 giorni ne ho cavalcati oltre 1000. Viaggio molto si direbbe. 🙂

E la mente vola già ai prossimi impegni, alle prossime scadenze, alla voglia che ho di riprendere il monociclo e tornare a pedalare un po’.

Spensierato. Con tanta musica alle orecchie e un mondo che ho colorato come piace a me intorno.

Emanuele

Preavviso.

Io sono abbastanza fesso. Appena ho tempo vi spiego meglio perché. Comunque è qualcosa talmente insita in me che ho poco da farci. Ma almeno poi cammino a testa alta.

Emanuele

Ikea Brada.

Dopo avervi parlato malissimo delle caramelle e benissimo di Spoka (ricordo della mia prima visita a Milano…), la scorsa settimana ho comprato il supporto per il portatile in figura.

Ikea Brada - supporto per pc portatile

Non ne avevo mai avuto uno prima (anche perché solo a Milano sono sistemato così male che i miei fratelli hanno un tavolo da quasi 2mq l’uno e io non ho neanche un letto…) e devo dire che vale i 16€ che costa.

La tasca del cellulare è inutile (non ho guardato neanche se ci sta o meno) ma rispetto a tenere il portatile libero sulle gambe che ti costringe a mantenere le gambe abbastanza unite, il cuscino riempito di polistirolo si adatta a qualsiasi posizione e il portatile è sempre dritto.

Un unico appunto: se l’Ikea ha fatto la zona anteriore così arcuata perché si aspetta che mi cresca la pancia come il tizio in figura si sbaglia di grosso! 😎

Emanuele

Questione di atteggiamento.

Kara: La sconfitta è qualcosa con cui tutti dobbiamo convivere. Ma è come la superi che definisce il tipo di persona che sei.

Smallville, stagione 10, episodio 03: “Supergirl

Ve l’ho già detto, di Smallville non apprezzo solo la storiella affascinante del supereroe capace di sconfiggere chiunque. C’è sempre una vena filosofica che scorre in mezzo ed è quella che ammiro tanto. Rende il telefilm – oltre che piacevole – utile. 🙂

Emanuele

Provando le comunità milanesi.

Ieri sera sono andato all’incontro neocatecumenale cui ero stato invitato sabato scorso. Ero un po’ stanco, dopo una lunga giornata e un’ora di autostrada per tornare a casa, però ho preparato al volo una fetta di carne per cena e sono sceso.

Immaginavo di trovare gente anziana, magari poche persone. Non avevo mai partecipato ad incontri simili al di fuori dell’ambiente scout. Tutto in quest’ultimo è tagliato come il mio vestito migliore e so sempre sentirmi a casa. Come vi dicevo però non voglio morire dentro. Ancora non ho aperto bocca dall’ultimo campo estivo ma so che quel mondo mi manca tanto e devo trovare qualcos’altro capace di scuotermi dentro in questo periodo di transizione.

Sorprendentemente ho incontrato tanti giovani, non saprei dire se numericamente più presenti della gente di una certa età, ma è stato comunque positivo.

Ho cercato di vivere quell’oretta su più livelli, un po’ come mi piace sempre fare nella vita: nel primo mi immergevo anch’io e cercavo di cogliere il più possibile dagli spunti di riflessioni lanciati mentre nel secondo riflettevo sul tipo di approccio utilizzato in quell’ambiente distante e vicino allo stesso tempo al mio.

Si è parlato di desacralizzazione, del fatto che la gente sempre più difficilmente riconosce ciò che è Sacro nella vita. Il Sacro è sostituito non dal profano, ma da altre sicurezze che non necessariamente sono negative (il lavoro, una bella famiglia, l’onestà tra la gente…) ma che – ovviamente – non sono Sacre. Interessante, un aspetto che forse si tende a sottovalutare.

Penso proprio che parteciperò ai prossimi incontri, alla fine si tratta di meno di un’ora la sera. 🙂

Emanuele

Seduto, dopo l’uragano.

I don’t know if you can see
the changes that have come over me…

Amy MacDonald – Caledonia (hidden track)

Ogni tanto ripenso a questi giorni qui. E’ proprio strano. Sono fin troppo calmo. Manca circa un mese alla data della laurea e io sembro non pensarci più di tanto, come se quel traguardo, tutto ad un tratto, fosse divenuto un piccolo passo necessario per obiettivi ogni volta più grandi.

La mia famiglia ha già fatto i biglietti, persino il nipotino – che ad appena quattro mesi batterà tutti prendendo l’aereo – ha un posto prenotato verso quella giornata.

Io, solo io, non ho ancora fatto il mio biglietto. Non ho capito quando sia utile tornare e quanto non lo sia star qui. E’ un appuntamento col futuro quello che mi aspetta e ancora, sebbene sia tutto sempre più pronto, non ho ancora dato la mia conferma. Questi giorni li sto vivendo con una serenità disarmante. Non mi sento stressato, stanco o preoccupato dall’idea di dover affrontare quei 10 minuti lì. Al contrario, mi sembra di aver già superato la tempesta più grossa e adesso mi godo la quiete che ne deriva.

So semplicemente di aver già preso una decisione importante, qualcosa che maturo dentro da tempo e di cui vi parlerò meglio tra un paio di settimane.

Tutto sta procedendo secondo piani, cui io mi affido, programmati da Chi – ho imparato – sa sempre dove condurmi.

Emanuele