Il tramonto è rosso perché ha il sole dietro.

Fare tanta strada in auto – ogni giorno – ha un risvolto incredibile: hai tempo per stare con te stesso. La mattina tutto ciò si traduce nella possibilità di svegliarti per bene, arrivare sul luogo di lavoro attivo e carico (la buona musica aiuta) mentre la sera le energie un po’ al limite trasformano il tragitto in qualcosa di diverso.

E’ l’ora dei resoconti, delle riflessioni, dei pensieri sul passato-presente-futuro. Qualche giorno fa leggevo che parlare da soli fa bene (ve l’avevo segnalato nell’area “linkblog” nascosta dal menù a tendina…) e così l’occasione non mi spaventa.

C’era il cielo rosso stasera e mentre quella lunga autostrada a tre corsie mi indicava la direzione di casa mi piaceva osservare come le nuvole più rarefatte rendevano quel rosso un po’ appannato mentre, a tratti, tornava intenso. Mi domandavo quante altre persone stessero guardando il cielo con me lungo quel rettilineo e, con tanta curiosità, osservavo i conducenti delle auto che sorpassavo per capire cosa stessero fissando. C’è gente di tutti i tipi in questo mondo, è proprio bello.

Chissà come sarà il mio inverno. Ho percorso tanta strada in questi mesi, ho vissuto miliardi di cambiamenti e ogni tanto mi chiedo persino se – nell’intero arco della mia vita – tornerà un periodo così intenso, perché adesso tutto sta divenendo stabile e non sarà semplice ritrovarsi sommersi da novità che ti sorprendono da ogni punto di vista. E’ stato strabiliante ciò che è successo in questi anni. Il futuro sarà bello per altri versi, questo è certo.

Attendo tante cose dai prossimi mesi. Sto continuando a costruire, come una formichina, ciò che un giorno sarò e questa è la cosa più importante: non si è mai arrivati ma sempre in viaggio.

Emanuele

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