Bzzers, grazie ma…

In questi giorni ho ricevuto vari inviti per iscrivermi a Bzzers.

Giovanni, Paolo, Andrea (quando metterai un titolo al tuo feed?) e Giovambattista mi hanno fatto arrivare via e-mail l’invito…

Non ho gli ho risposto privatamente, ma penso sia il caso di farlo qui. Per loro e… per gli altri.

Non ricordo se l’ho già scritto in questo blog oppure parlandone da qualche parte in giro per la blogosfera ma… sono una persona molto “web 1.0” per certi aspetti.

Mi piace conoscere e vedere l’espansione del web, caratterizzata appunto dalla continua nascita di community come quest’ultima ma… non amo prenderne necessariamente parte in prima persona.

Penso spesso di dedicare fin troppo tempo della mia vita “al web” e così ho paura di ritrovarmi a giocare con qualcosa di poco produttivo.

Quando sto al pc tendo sempre a sfruttare bene il tempo (per intenderci: quando acquistai il computer con la scheda tv integrata credevo che l’avrei tenuta sempre attiva come sfondo del desktop; la realtà è che invece la utilizzo sporadicamente e solo se realmente necessario…) e così non mi perdo in infinite registrazioni a servizi di “social network”. Che poi, gira e rigira, sono sempre gli stessi gli iscritti

E’ anche per questo che non mi trovate su Twitter, su qualche Tumblr o su qualche altra photo-community

Non riesco a percepirne il valore aggiunto per la mia vita.

Saranno idee intelligenti, che funzionano e che a tante persone permettono nuovi spunti per crescere, parlare o semplicemente fare amicizia. Con me, non attaccano.

Personalmente credo che siamo in un’epoca in cui c’è un surplus di informazioni. Siamo bombardati da tutti i lati di notizie in tempo reale. Feed, news-reader, sms sul cellulare, newsletters …ma anche tv, radio, pubblicità, giornali…

La vera difficoltà così, non è ricevere informazioni ma metabolizzarle, interiorizzarle.

Tutto rimane così superficiale… tutto arriva e scompare in pochi secondi.

Mi conoscete… non sono superficiale nei rapporti umani e, questa mia innata necessità di prender sul serio ciò che vivo si riflette anche nel mio approccio sul web.

E’ anche possibile che sia “mentalmente limitato” ma… seriamente, penso di avere già fin troppi “canali di comunicazione” con il resto del mondo.

Mi sono dilungato un po’ troppo, grazie comunque a voi quattro del pensiero e dell’invito ma… preferisco continuare a seguire il web, tramite il mio ed i vostri blog. Non credo che le cose interessanti da dire finiranno tutte rinchiuse in un bzzz… 😉

Emanuele aka P|xeL

P.S.: sisi… lo so, Bzzer tramite un sistema di karma permette di provare dei prodotti da recensire (se scrivevo “feedbackare” mi sentivo un idiota :-P) ma credo che se mi ritenete tanto valido da aver bisogno di una mia opinione su qualcosa, potete chiedermela anche senza che io sia iscritto li, no?

Il gioco delle tre carte.

Io al gioco delle tre carte c’ho giocato. E c’ho pure scommesso parecchio. Quando andai a Londra, a Piccadilly Circus c’era un tizio con un tavolino e tre carte. C’era anche tanta gente attorno…

E io non sapevo giocarci. Non pensavo che c’era un bel trucco sotto. Che non era un gioco sincero.

E così puntai con un mio amico per 3 volte 20 sterline. All’epoca erano una bella somma. Erano soldi miei però e visto che oltre a divertirmi, lavoravo, decidemmo di giocare.

Non ci fu nulla da fare. Io la regina non riuscii mai a farla uscir fuori.

Adesso Dio, sempre a proposito di giochi, mi ha ridato qualche carta. E vuole che sia io a scegliere. E devo puntare nuovamente i miei soldi.

Perché in fondo la vita è una continua scelta.

Però io le scelte amo farle in modo consapevole. Non mi piace buttarmi a destra e sinistra in base al vento.

E così adesso quel tavolino sta diventando sempre più grande nella mia testa… e quelle carte sempre più pesanti da girare.

Perché non so cosa ci sia dietro. Perché non so cosa mi prospettino.

Non amo il rischio. Amo giocare con una carta sola. Peccato sia possibile solo nei sogni.

Emanuele

Le stelle.

Quando gli occhi brillano con qualche lacrima, basta strizzarli un po’… per far volare via un po’ di luce. Un po’ di stelle. Un po’ di noi.

Sogni dorati,

Emanuele

P.S.: nuvole che passano e scaricano pioggia come sassi…”.

Distruggila, Gesù, sta Malarazza!

Malarazza è uno stornello del 1857, scritto da un cantastorie (un certo Lionardo Vigo) che per quel periodo destò così tanto scalpore da ricevere una censura dalla Chiesa.

Il suo messaggio però, in fondo, era così vero che non è mai riuscito a morire ed è diventato, oggi, oggetto di varie interpretazioni. Da Domenico Modugno a Carmen Consoli o Roy Paci ed Aretuska.

Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti…
Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti…
Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti…
Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti…

Un servo tempu fa rinta ‘na chiazza,
pregava Cristu in cruce e ci ricia:
“Cristu, lu me patrune mi strapazza,
mi tratta comu un cane pi la via,
si pigghia tuttu cu la so’ manazza,
mancu la vita mia rici ch’è mia…
Distruggila, Gesù, sta Malarazza!
Distruggila, Gesù, fallo pi mmia! Sì..fallo pi mmia!”

Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti…
Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti…
Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti…
Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti…

Ricordati che ogni persona ha una sua dignità,
sogni, emozioni che la vita ci dà.
C’è chi ancora per il potere ha venduto l’Anima,
questo può distruggere ogni briciola di verità.
C’è chi dice “Non mi va, non mi va, non mi va,
se c’è chi domina, sgomina, insulta la mia umanità!
Guerra chiama guerra! Lutto per la mia identità!
Nonostante troppe troppe siano le difficoltà!
Stato di calamità, suddito di società,
schedato dalla realtà, schierato in cattività
contro la meschinità, pronto anche a tutto (si sa),
non credo all’immunità di chi sta sopra a guardare
e alla mia gente che da menzogne e tranquillità
solo per chi sta al di là di questo bel varietà!
Presidente Marajà, oggi di servilità
ma che vedi tutto spero non nell’al di là!

Cristo me rispunne dalla croci:
Forse si so spezzate li to vrazza?
Cu vole la giustizia si la fazza!
Nisciun’ormai ‘cchiù la farà pi ttia!
Si tu si ‘n’uomo e nun si testa pazza,
ascolta bene sta sintenzia mia,
ca iu ‘nchiudatu in cruce nun saria
s’avissi fattu ciò ca ricu a ttia…
ca iu ‘nchiudatu in cruce nun saria!”

Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti…
Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti…
Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti…
Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti…

“Se ‘nna stu munnu c’è la Malarazza,
cu voli la giustizia si la fazza!
Se ‘nna stu munnu c’è la Malarazza,
cu voli la giustizia si la fazza!”

Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti…
Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti…
Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti…

Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti…

Ho questa canzone in testa dalla sera del concerto di Carmen Consoli. Sembra che Carmen stia caratterizzando, con tante canzoni, tutto il mese… persino al cantiere era un continuo sentire di sue canzoni.

La malarazza. C’è chi dice che chi nasce tondo non può morire quadrato… e una cucuzza sarà sempre una cucuzza.

Però il mondo ne è pieno, ed è questa la cosa più sorprendente.

Stamattina a Fondo Micciulla è venuto quello che è accreditato essere il “boss della zona“. Si vede che abbiamo smosso un bel po’ di acqua. L’abbiamo incuriosito abbastanza da non accontentarsi più di ciò che i ragazzini della zona potevano raccontargli. E’ entrato con la scusa di cercare suo figlio ed ha voluto dare uno sguardo in giro.

Fondo Micciulla da quando è stata confiscata alla mafia e donata all’AGESCI non ha mai avuto “pace”. Una sorta di rivalsa della mafia del quartiere…

Incendi, furti, mura sfondate, capretti morti senza sosta da anni.

E noi… non ci arrendiamo. Non ci stanchiamo e continuiamo a rialzare le mura abbattute. A trovare i soldi per comprare nuovamente il materiale rubato.

Chi nasce tondo non può morire quadrato. Devo farmene una ragione?
Si può combattere quanto si vuole certa gente. Si può provare a mostrarle un modo di vivere ed affrontare la vita diverso, ma forse non capirà. Non le basterà. Ed è per questo che, non bisogna arrendersi, ma bisogna capire che non tutti sono delle rose da addomesticare. Non bisogna lamentarsi. Bisogna impegnarsi. Uscire fuori i denti e la grinta che si ha dentro.

Vi lascio comunque all’ascolto di Malarazza, interpretato però da Roy Paci & Aretuska che secondo me, tra le tante, è la versione che più rende l’atmosfera di questa canzone. Carmen Consoli è unica… ma la voce di Roy Paci valorizza questo brano.

Non lamentiamoci sempre se qualcosa non ci piace. Cambiamola!

Emanuele

Settanta volte sette.

Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?».

(Matteo 18, 21-35)

Da alcuni giorni questa domanda mi rimbomba in testa.

Mi chiedo: io, so veramente perdonare? O so farlo solo a parole?

Se vi va di rifletterci, leggete ciò che ho letto io.

Torno al cantiere… vado a godermi la veglia, farmi due risate e… guardar le stelle.

Emanuele

Inoltro automatico?

Mi sa che sono l’unico a non conoscerlo.

Tantissimi miei contatti, per ogni e-mail che ricevono, ne fanno partire almeno cinquanta.

Problemi al cuore? Polmoni? Solitudine? Figlio malato? Le e-mail che ricevo parlano di tutto.

Però ogni tanto, seriamente, mi chiedo: ma subiscono qualche sorta di ipnosi quando ricevono queste catene? 😕

Non fanno altro che inoltrarle a tempo record.

Si vince qualche cosa? Stanno partecipando ad un nuovo reality show? Msn si blocca davvero e la Microsoft ti paga ogni 18 e-mail che invii?

Dai, seriamente. Coinvolgetemi. Non è possibile che sia l’unico che si annoia davanti a queste catene!

Dov’è il trucco?! E poi… da dove si imposta l’inoltro automatico verso tutta la rubrica?! 😡

Emanuele

Amori di plastica.

…volevo essere più forte di
ogni tua perplessità
ma io non posso accontentarmi se
tutto quello che
sai darmi
è un amore di plastica…

Carmen Consoli – Amore di plastica

In questi giorni sto riflettendo tanto sul mio futuro. E’ ovviamente un periodo di transizione e sto mostrando gli artigli un po’ a tutti… ma è perché voglio costruire il mio futuro in maniera ancora più solida e certa.

Ho voglia di tante cose… e non ho più voglia di accontentarmi.

E’ strano e mi fa male, sono una persona sentimentalmente legata al passato. So dimenticarlo con molta difficoltà… però mi sono reso conto che probabilmente era proprio questa mia ostinazione a farmi vivere come un cane.

In questi giorni, ho voglia di gratificare la mia vita più di quanto facessi in passato con quelle degli altri. Me lo ricordò tanto tempo fa una persona. Abbiamo una vita, ci è stata donata da Dio… non va svilita.

Non farò pazzie… ed anzi è proprio per questo che forse sono *ancora solo*, ma non ho intenzione di scendere a compromessi. Ho capito che portano solo a sofferenza e sacrifici.

Credo di averne fatti fin troppi. Voglio una tregua.

E non me ne frega niente se non è successo ancora,
aspetterò quand’è il momento e non sarà una volta sola…
ma spero più che posso che non sia soltanto sesso,
questa volta lo pretendo…

Alex Britti – Oggi sono io

Non voglio amori di plastica.

Emanuele

Webper… me.

Sto seriamente pensando di lasciare HostingZoom.

Era partito bene un anno fa ma, ultimamente, mi da tanti problemi (vedo fin troppo spesso il classico “errore 500“).

Adesso però, la scelta, inizia a diventare una questione economica. Dal grafico della banda utilizzata su Hostingzoom, ho visto che negli ultimi messi ho sempre raggiunto gli 8GB di traffico mensile.

Sono sicuro però che il futuro, nonostante mi impegni sempre a mantenere il più possibile leggere le mie pagine, vedrà un aumento costante di banda richiesta e così, raggiungere e superare i 10GB mensili non è un traguardo tanto distante.

Su HostingZoom la banda è *illimitata* (gli americani te la tiran dietro ed a me ne promettono 100GB) ma, se dovessi spostarmi, stavo considerando di andare su WebPerTe che attualmente sembra avere un buon feedback dalla blogosfera.

Li però, il piano di hosting “basic” ha appena 10Gb di banda mensile garantita. L’alternativa sarebbe, per 100 euro l’anno, il piano “plus” che assicura 20GB al mese.

100€ l’anno però iniziano a diventare una spesa per questo blog che è sempre stato frutto di un hobby e della mia voglia di scrivere.

Il contratto con HostingZoom scadrà ad Agosto 2008 così avrò un bel po’ di tempo per riflettere sul da farsi… anche se, una mezza idea è quella di finanziarmi con gli AdSense.

Attualmente non riuscirei a coprire quella spesa (è vietato chiedere di cliccarci su… altrimenti lo farei… ;-)) anche se dall’andamento degli ultimi mesi vedo che mi ci sto avvicinando.

Devo vedere se valga la pena migliorare la disposizione della pubblicità… oppure continuare a monitorare l’andamento in costante salita della disposizione attuale sperando in un futuro ancora più roseo.

Oggi HostingZoom mi ha rimborsato il 25% del costo perché secondo l’SLA non hanno rispettato la percentuale di uptime garantita per Agosto. Almeno, come un anno fa, piango con un occhio solo.

Staremo a vedere come si evolve il futuro…

Emanuele aka P|xeL