Feedback sincero.

Solitamente sono abituato a riflettere per conto mio, senza chiedere troppi aiuti dall’esterno. Sia perché mi piace risolvere i problemi da solo, sia perché penso sempre che l’unico ad avere il quadro completo della situazione sia sempre il soggetto principale e non chiunque possa ruotarci intorno.

Stasera però, a scanso di equivoci, voglio farvi una domanda (che spero non prendiate troppo alla leggera perché la risposta “più semplice” la so già… e al contrario, non fatevi influenzare troppo da queste parole per finire forzatamente contro corrente).

Voi, riuscireste ad avere fiducia di una persona che tendenzialmente risulta incapace di trovare il modo, l’occasione e il giusto tempo di dire la verità? Avreste la capacità di dare altra fiducia?

E’ da tanto che mi faccio queste domande… e da un lato c’è il mio essere cristiano e dall’altro il mio non voler essere cretino troppe volte.

Fino a che punto può e deve spingersi la buona volontà di un cristiano che vuol dare l’ennesima occasione a qualcuno perché, in fin dei conti, persino Paolo si convertì e diventò Santo?

Emanuele

Fiducia e sincerità: è nato prima l’uovo o la gallina?

Stasera ho voglia di scrivere. Mi sono tolto l’orologio dal polso… mi dava fastidio.

Ho voglia di scrivere perché in questi ultimi tempi la frenesia della vita quotidiana mi ha permesso poco di “fermarmi”… e forse è stato anche un bene.

Oggi è stata una giornata da cataclisma… e se si potesse sentire il rumore del terremoto interiore, scommetto che tanti telegiornali griderebbero alla fine del mondo.

Poi però, Dio vuole che per caso (guardando gli accessi della giornata), riscopra questo post. E quei due occhi: i miei.

Dio… il caso… i miei occhi. In questo periodo mi sono ritrovato spesso a pensare che tutto ciò che vivo in fondo ha un senso: è un progetto di Dio su di me.

Tendo a capirlo poco ma cerco di accettarlo… tanto.

Ho pure messo una bella canzone di sotto fondo… “ti prego o Madre Luna, fammi trovare anche oggi fortuna…”.

Avevo bisogno di una bella, dolce e lenta, ninna nanna. Mi coccola e mi fa sentire protetto… come un bambino che si addormenta beato, dondolato dalle braccia della sua mamma…

Ho bisogno di un po’ di serenità… perché oggi è la cosa che è più mancata attorno a me.

In queste settimane ho fatto caso a tantissime coincidenze che, dopo poco, mi facevano dire… “toh… che magia, Dio sa sempre come fare andare tutto a pennello…”. E’ bello quando accade. Capisci che anche la luna è storta solo perché sei tu in una posizione particolare…

Le parole del momento sono come al solito sincerità e fiducia.

Vanno secondo me di pari passo, in una maniera indivisibile. Se c’è fiducia, c’è sincerità. Se c’è sincerità c’è fiducia. E’ un legame così forte che a volerli paragonare ad un classico quesito, ci si dovrebbe chiedere se sia nato prima l’uovo o la gallina.

Non è banale il passaggio… e non è neanche così poco importante. E sebbene possa sembrare più “importante” il secondo passaggio, il primo è, secondo me, un tantino più profondo.

Se c’è fiducia, c’è sincerità. Fiducia nell’altro quando bisogna dir qualcosa… fiducia che questi possa capire, fiducia nella sua comprensione e nella sua saggezza. Ma, ancora più importante e profondo, fiducia in Dio… (altro non è che FEDE). Fede in lui… perché lui “sa tutto” e sa anche come è più giusto che le storie si evolvano per noi. E allora perché non aver fede ed esser sempre sinceri? Perché non affidarci a Lui se proprio ci vien duro affidarci alla comprensione dell’altro? “Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita…”. Ogni domenica lo ripetiamo a Messa. Ma è un automatismo o riflettiamo seriamente sulle parole che pronunciamo? Siamo ancora bambini del catechismo o persone (cresimate?) che hanno fatto delle precise scelte cristiane?

Se c’è una cosa che tende a darmi particolare fastidio, è la mancanza di sincerità. Oltre a quanto detto sopra, parto sempre dal preconcetto che, secondo me, le parole sanno ferire molto più di una spada. E una parola non detta per mancanza di sincerità… è una pugnalata alle spalle. Meschina, bastarda.

Sono felice di me. Più passa il tempo, più mi rendo conto che la mia sincerità naturale mi porta ad essere apprezzato e stimato.

Non so mentire. Non so nascondere le cose e non mi piace vivere nascondendo qualcosa. Sto male… e si vede così tanto che ogni volta mi rendo conto che la cosa migliore che possa fare è dire tutto.

Peccato però che il mondo non giri così… e questa volta non è questione di luna storta. E’ una triste realtà.

E’ poca la gente che è pronta ad “affidarsi” al giudizio dell’altro tanto da mettere in chiaro i propri errori.

Si ha sempre paura dell’altro. Si ha paura che questi possa far cattivo uso della propria sincerità.

E invece… mi sono accorto che persino le persone meno sincere alla fine apprezzano la sincerità dell’altro. Ma allora perché non imparano a vivere senza nascondere le cose nel pugno dietro la schiena?

E’ colpa della natura? E’ una questione genetica? O… è solo una brutta abitudine presa da bambini?

Chi ha qualcosa da nascondere… è una persona che ha senza dubbio sbagliato. Persino la sua coscienza, nonostante non l’abbia fermata dal cadere in fallo, ne è consapevole.

E allora è solo colpa del proprio auto-controllo? Della propria maturità?

E’ apprezzabile che dentro di se, si sia ammessa una colpa. Ma questo non basta. Sia un bambino che un uomo respirano, mangiano e dormono. A fare la differenza sono dunque i particolari. A fare di un bambino un uomo è la sua voglia di dimenticare l’infanzia in cui si nascondevano le marachelle alla mamma o i compiti non fatti alla maestra.

Un uomo non è colui che ha un lavoro e che porta avanti la famiglia. E’ solamente colui che è capace di essere responsabile, nel bene e nel male, delle proprie azioni.

Vedo gente dire bugie anche ad una età che per me è “della saggezza”…

Credo che difficilmente mi troverò alla loro età con tale difetto.

Ma forse… la gente si “affida” poco al giudizio dell’altro perché in fondo… immagina che l’altro debba essere *spietato* com’è lei nei confronti del mondo. C’è così poca bontà dentro di se che si immagina che anche l’altro debba essere tale e quale a lui.

Durante il mio anno di servizio civile a Santa Chiara (oratorio salesiano), ho imparato una cosa che ogni tanto vado ripetendo in giro che… mi è rimasta impressa per sempre.

La santità non è una cosa che bisogna sperare di meritare dopo la morte. La santità è una cosa alla quale bisogna aspirare. E non si rischia di essere poco modesti. E’ la voglia di vivere in un certo modo.

Un ragazzino adolescente molto sveglio e schietto, lo aveva ben presente, tanto che il suo “grande sogno” che descrisse a Don Bosco era appunto quello di “farsi santo”. Don Bosco gli consigliò i suoi “4 punti”: allegria, impegno nella preghiera e nello studio, far del bene agli altri, devozione a Maria.

San Domenico entrò così nell’oratorio di Don Bosco e ad un ragazzo appena arrivato, descrisse la vita li dentro così: “Sappi che noi qui facciamo consistere la santità nello stare molto allegri. Facciamo soltanto in modo di evitare il peccato, come un grande nemico che ci ruba la grazia di Dio e la pace del cuore, di adempiere esattamente i nostri doveri”.

Mi fece impressione San Domenico Savio, forse più di Don Bosco stesso che poteva aver acquisito quella saggezza con l’età. San Domenico morì ad appena 15 anni: non ci vuole una vita per diventare santi.

Io nel mio piccolo – ve lo dico – ci provo.

Sarà un successo? Sarà un fallimento? Non lo so… ma in fondo, non è peggio di me chi non vuol tentarci neanche?

E così domani è nuovamente un altro giorno. Stasera con un amico riflettevamo su quanta gente viva, in fondo ,in condizioni peggiori delle nostre… tanto che avere speranza debba essere una cosa talmente difficile da avere che è già un mezzo miracolo vederla “credere in Dio”.

E noi? Ce la prendiamo così comoda? Con tutta la fortuna che abbiamo?

Non è il caso di scoraggiarsi.

Adesso vado a letto… domani mattina lezione (sperando che non piova visto che sono in Vespa) e di pomeriggio vedrò di finire quel pc che se non fosse stato per il terremoto di oggi, avrei già sicuramente consegnato.

Sogni d’oro…

Emanuele

Vento o destino…?

“Non so se mamma aveva ragione, o se ce l’ha il Tenente Dan… non lo so… se abbiamo ognuno il suo destino o se siamo tutti trasportati in giro per caso come da una brezza… ma io credo, può darsi le due cose, forse le due cose capitano nello stesso momento.”

Forrest Gump (riflettendo sulla tomba di Jenny)*

Registrato su MyBlogLog… e adesso?

Ok, oggi preso dal dolce far niente mi sono registrato su MyBlogLog.

E adesso? Che me ne faccio?

Mi secca mettere in sidebar le faccie di chi passa di qui… (voglio viver sereno e preferisco non vederle…).

Che potrei fare oltre a questo?

Per le statistiche ho già risolto qualche tempo fa…

Dov’è il vero successo di questa web-app 2.0?

Emanuele

Thunderbird: è amore “senza tempo”?

Logo ThunderbirdIeri sera, preso da un raptus stranissimo, ho deciso di rinnovare la mia esperienza con Thunderbird.

Come sapete vorrei tanto fare il grande passo ma, alcuni programmi a cui sono assuefatto non mi facilitano il passaggio.

Per fare tutto a piccoli passi, pian piano vorrei sostituire quei software con alcuni alternativi e multi-piattaforma.

Tra questi, abbandonare l’Outlook (non Express!) è difficile.

Thunderbird è un bel client di posta ma… ancora è un po’ scarno come manager della propria “corrispondenza”.

Ho installato alcune belle estensioni (Additional Folders View, Change quote and reply format, Minimize to tray enhancer) che mi stanno aiutando ad ambientarmi, ma c’è ancora un po’ di lavoro per raggiungere la perfezione.

Una cosa bella (e comoda) di Outlook è il calendario (e non ditemi di usare calendari web based tipo Google Calendar perché per le mie necessità è assurdo dover fare un login per guardare 2 appuntamenti…). Ho installato Lightning che, sebbene sia un pizzico meno accattivante graficamente, sembra svolgere la sua funzione.

Però (ed è qui il problema…) non riesco a trovare un modo per farlo sincronizzare rapidamente con il mio N70. La Nokia Pc Suite non supporta Thunderbird e, non sembra esistere una estensione apposita per risolvere il problema. Ho letto in giro di persone che fanno girare la sincronizzazione da Google Calendar (via WAP!) prima di farla arrivare al client… ma trovo assurdo dover attuare una cosa simile.

E’ mai possibile che quando tento di trovare alternative debba esserci sempre qualcosa che mi demoralizza?

Qualcuno di voi utilizza il calendario del cellulare per gestire gli appuntamenti? Avete mai provato a sincronizzarli con Thunderbird?

Diciamo che risolto questo “problema”, potrei anche decidere di abbandonare definitivamente l’Outlook (attualmente uso il 2003…).

Infine, avete qualche altra utile estensione da consigliarmi per migliorare la mia thund-esperienza? 🙂

Emanuele aka P|xeL

Spammer per… prova.

Forse il titolo è esagerato. Non mi sono messo a mandare e-mail a raffica sperando che qualcuno acquisti le mie pillole magiche per migliorare le prestazioni sessuali… (per pubblicizzarle così tanto si vede che tante persone hanno problemi del genere…), però, ho voluto acquistare un dominio per fare un test. Anche acquistare è forse una parola grossa. Diciamo che, come al solito, ho voluto sfruttare una possibilità per vedere cosa ne esce fuori.

Ho giusto un anno a disposizione… anzi, ancora meno. I primi giorni di settembre ho registrato infatti il dominio Sfondi-dekstop-wallpapers.net dove ho inserito l’intero archivio di sfondi che fin ora ho ospitato su interfree.

E’ già volato un mese… ma di tempo ne ho avuto poco. Altrettanto scarsa è stata la fantasia nello scegliere il nome del dominio… ma, tra la fretta che avevo nello scegliere il nome prima che scadesse l’offerta (che mi sembra sia tutt’ora attiva invece!) e l’ignoranza nel capire quali fossero le migliori parole per il test, alla fine ho optato per qualcosa che – secondo me – potesse piacere ai motori di ricerca.

In cosa consiste il test? Voglio vedere quanto un dominio influisca sulla rendita della pubblicità AdSense. Il sito infatti, nonostante sia orribilmente scarno, è pressoché uguale a quello su interfree (e per questo ho paura anche di qualche penalizzazione…) e c’è anche da considerare che gode già di una buona dose di backlink (il colmo è che la maggior parte dei visitatori arriva da siti giapponesi…).

Personalmente immagino che Google AdSense non faccia sostanziali discriminazioni tra i nomi dei domini ma preferisca basarsi sul numero degli accessi e sulle percentuali dei clic per decidere quanto pagare. Staremo a vedere!

Il test durerà un anno perché il dominio è gratuito per 12 mesi (e a meno di future promozioni – ma ne dubito – non ho intenzione di mantenerlo…). L’unica possibilità è scoprire che il gioco vale così tanto che… mantenerlo diventa una forma di reddito.

Intanto ieri sera ho finalmente sistemato i filtri di AdSense e ho segnalato il sito a Google. Vedremo come viene valutato ed indicizzato. Spero che la pulizia della pagina (e dell’html) giochino a mio favore.

Il nome aiuterà? E’ forse la domanda che mi pongo di più. Il nome è palesemente spammoso ma ho visto che Google da sempre più importanza ai termini presenti nell’url (e nel dominio a maggior ragione).

Porterà più visitatori e quindi più clic? Ho inserito Google Analytics tra le pagine per monitorare anche questo…

Intanto voi, se volete, fatevi un giro e se vi piacciono gli sfondi usateli ma ovviamente… non dimenticatevi di segnalarlo in giro! 🙂

Emanuele aka P|xeL

P.S.: si accettano consigli da provetti SEO… 😉

Aggiornamento del 20 Marzo 2012: Il sito dei wallpapers è offline perché Interfree ha chiuso il servizio di hosting gratuito e non ho rinnovato il piano di hosting a pagamento.

Gradi di difficoltà.

Se perdonare è una cosa che ho imparato a fare, mi rendo conto che tutt’ora non so ridare fiducia.

Ho paura… faccio difficoltà a fidarmi di chiunque tenti di starmi vicino.

Sento ancora la scottatura ed è difficile farla scomparire.

E’ più difficile persino di un perdono sincero.

Emanuele

Caratterino.

Ho un carattere talmente difficile che Dio quando dovette occuparsi del mio, dopo svariati tentativi si arrese, lasciandomi una bozza.

Emanuele

P.S.: è vero, per certi versi pretendo tanto dalle persone. Però penso anche di saper donare tanto. E’ una forma di baratto che impongo?