Settanta volte sette.

Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?».

(Matteo 18, 21-35)

Da alcuni giorni questa domanda mi rimbomba in testa.

Mi chiedo: io, so veramente perdonare? O so farlo solo a parole?

Se vi va di rifletterci, leggete ciò che ho letto io.

Torno al cantiere… vado a godermi la veglia, farmi due risate e… guardar le stelle.

Emanuele

Pubblicato da

Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

9 commenti » Scrivi un commento

  1. A parole è facile… nei fatti, direi molto difficile. Si fa presto ad invocare il perdono, in tante occasioni, ma quando ci si trova difronte all’ occasione, non ci si riesce. A volte si è incapaci di eliminare la rabbia, l’ amarezza, la delusione dentro di sè. E quindi il perdono risulta impossibile.

    Molte volte si sente dire che il perdono è dovuto, che bisogna perdonare. Io invece ritengo che uno debba perdonare solo quando si sente di farlo, non perchè gli viene imposto o magari è abitudine far così. Per avere il perdono, bisogna meritarselo, non semplicemente dire “mi dispiace” e poi magari ricadere nella stessa cosa. E’ così complicato…

  2. No… io non penso che “perdonare” sia una cosa solamente che vada *attesa*. Il perdono va, certamente richiesto… ma l’altra persona deve impegnarsi. E’ un bisogno che, da bravo cristiano, deve sentire tanto quanto la fame che lo spinge a mangiare ogni giorno.
    “Aver fame di perdono”.
    Ciao,
    Emanuele

  3. …l’ho sempre fatto. Lo faccio ogni giorno in continuazione quasi, è la mia natura. Non è ne un modo di fare ne una scelta di vita, ne un credo a farmi perdonare. Io perdono, perchè non riesco a non perdonare.

    P.S. Emanuele, scusa l’ulteriore commento ma dovevo concludere una frase che ho avuto premura di scrivere sul tuo blog.

  4. ho perdonato una persona che si è arrabbiata ancora di più con me.è andata via impaurita dicendomi che avevo dei problemi.forse avrà pensato che la prendevo in giro.in realtà credo che le persone non siano abituate al perdono.NON SI USA PIU’.è un’azione che spaventa e scaridina l’equilibrio interiore.là dove ci si aspetta AGGRESSIVITA’,RABBIA,VIOLENZA,arriva la gentilezza e la forza del perdono.il perdono è destabilizzante,è un’onda d’urto nella routine dei nostri rapporti…

  5. Hai proprio ragione kostanze, chi perdona viene spesso preso per “elemento di disturbo”. Ti viene persino detto che si è insopportabili per l’aria che si ha.
    Aria? Insopportabile? Dovrebbe essere la norma… ed invece, al contrario, è un caso raro che da persino fastidio.
    Il mondo gira in un senso assurdo. 😐
    Ciao,
    Emanuele

  6. Pingback: Quale sarà la prossima? - …time is what you make of it…

Lascia un commento

I campi richiesti sono marcati con *.


This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.