Tentativi di veracità.

Ogni tanto vorrei scrivere uno di quei post lì. Uno di quelli sporchi, rozzi, coi verbi tutti a casaccio e scoordinati tra loro. Vorrei provare l’ebbrezza dell’amatriciana di parole, il gusto genuino di un testo fatto in casa.

E allora mi metto seduto comodo e tranquillo, come se non avessi più nulla da fare fino alla fine dei miei giorni e tento l’impresa. Butto giù due o tre righe. Bellissime. Il correttore ortografico sviene. Gli errori zampillano e i tempi dei congiuntivi cozzano come i cavoli a merenda.

Penso – gongolando tra me e me – “questa volta ci sei riuscito Emanuele. Stai scrivendo proprio con la stessa naturalezza con cui uno scaricatore di porto erutta dopo un sorso di birra fredda”. Sorrido sornione e continuo per altri cinque minuti così, convinto che sia possibile pubblicare qualcosa di veramente illeggibile.

Ma quando son quasi arrivato alla fine, puntuale, un incredibile senso di colpa mi assale. Mi vien paura di mettere online certe corbellerie che magari, mi dico, chi passa veloce da qui pensa che questo è il blog di un contadino. E allora, in tutta fretta, inizio a scorrere dal basso verso l’alto il testo e correggo forsennatamente ciò che non va. Riguardo i tempi, sposto le virgole, seleziono meglio le parole.

A quel punto, lo so, l’amatriciana è morta e vi beccate queste pastine da ospedale.

Emanuele

4 commenti » Scrivi un commento

    • Che tradotto sta per…? 😛
      Ciao,
      Emanuele
      PS: ma si…! Quant’è bello sentire certe signore parlare sguaitamente! Vorrei saper scrivere allo stesso modo… non c’è cosa più libera e naturale di quelle frasi che volano in un mercato rionale! 🙂

  1. Che peccato! :worry:
    Adoro l’amatriciana!
    E chi se ne frega di chi leggerà?
    Non dimenticare che questo diario è per te prima che per noi 😉
    Anche una maestra può sopportare (se tu mi sentissi in certi frangenti altro che donne del mercato rionale, sono una meraviglia!!! 😡 )
    Ciao, robi

    • Sisi, è per me prima che per gli altri… ma non so se mi sopporterei a leggere post totalmente sbandati. Però mi piace la filosofia del gesto… una scelta “sporca”, come quando ci si rotolava sulla terra o si saltava in una bella pozzanghera.
      Forse sono un po’ cresciuto anch’io ed ho perso quella voglia, sai… un fil di lana per collana, andare a gattoni come i leoni… voglio tornare a fare ohhh! 🙂
      Ciao,
      Emanuele

Lascia un commento

I campi richiesti sono marcati con *.


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.