Un amico mi ha detto che ad una certa età arriva una spinta hipster che fa parte dell’invecchiamento.
Sinceramente non so se abbia ragione lui, sta di fatto che da qualche tempo ho abbandonato la barba un po’ incolta e ho sentito il desiderio di tornare in versione BBS.
Si lo so, vi starete chiedendo cosa diavolo significhi BBS: neanch’io lo sapevo prima di entrare nel trip dei rasoi da barba. BBS nel gergo sta per «baby butt smooth»: pelle liscia come il sedere di un bambino. E così, a meno del leggero baffo che ho iniziato a curare tempo fa, ogni settimana provo a tornare liscissimo.
Sono sempre stato affascinato dal rasoio del barbiere (quando torno in Sicilia una tappa fissa è dal mio storico barbiere per un giro di taglio barba e capelli) ma non avevo il coraggio di partire direttamente con una lama esposta: il rischio di uscire da casa come se avessi combattuto con una tigre era dietro l’angolo.
Pertanto ho optato per un rasoio di sicurezza, nello specifico ho iniziato con un Mulhe R89 che – insieme al Merkur 34C – rappresenta un punto di partenza per la rasatura tradizionale con uno strumento dolce sul viso ma ugualmente efficace.
Dopo questo primo passaggio, in poche settimane, ho scoperto la differenza tra la schiuma e il sapone da barba e così, nel mio kit, si è inserito anche quest’ultimo con tanto di pennello (il «tasso») per l’applicazione.
Quel momento routinario (e un po’ noioso) si è trasformato ultimamente in un rito lento, d’altri tempi, da apprezzare in ogni sua fase: il cambio della lametta, la preparazione del sapone, i passaggi della lama ordinati e delicati e la pulizia finale di tutti gli attrezzi.
A proposito di delicatezza, una delle grandi differenze con le lamette classiche sta proprio lì: la lama “esposta” ti obbliga ad esser leggero con la mano, a non tentare di scavare la pelle nel disperato tentativo di recuperare quel pelo abbandonato lasciando alla fine una pelle meno stressata e meno irritata.
E tu che tipo sei? Barba lunga o barba corta? Lametta o rasoio elettrico?
Io ho la sensazione che non tornerò più indietro.
Emanuele