Someone you loved.

Non conosco approfonditamente la musica di Lewis Capaldi ed ho scoperto di recente della sua malattia (è affetto dalla Sindrome di Tourette). Nonostante ciò Capaldi continua nella sua attività e, con estrema autenticità, si mostra al pubblico nelle sue difficoltà.

In concerto a Glastonbury fatica nell’intonare il ritornello di una delle sue canzoni più famose, «Someone you loved», scritta in memoria della nonna.

Mi auguro che questo periodo di feste possa essere per ognuno di noi il momento in cui allenarci ad esser sempre noi stessi accettando i limiti altrui e riconoscendone i talenti.

Buone feste,

Emanuele

La mia esperienza con il Concierge Service BMW.

Sei su una strada statale, direzione autostrada, una decina di chilometri dal casello e riconosci del traffico anomalo in direzione opposta. Ti viene il dubbio che qualcosa non sia come dovrebbe e ti domandi se proseguire verso il casello. Sei alla guida così non hai modo di approfondire le ricerche. Nel 2023 un assistente personale ti viene in soccorso.

Due tocchi sul display dell’auto e raggiungi l’opzione per chiamare il «Concierge Service», una delle funzionalità BMW garantite dal pacchetto Driving Assistant Professional.

L’auto si collega al servizio e un operatore, 24 ore su 24, è subito pronto per darti informazioni. Chiedi se ci sia qualche incidente in autostrada e in pochi istanti ricevi la risposta utile per comprendere che scelta fare.

Ho usato il Concierge Service di BMW dozzine di volte. In un’altra occasione stavo accompagnando il suocero in aeroporto e durante il viaggio avevamo dubbi circa l’orario di imbarco. Contatto il servizio e chiedo l’orario di partenza del volo indicando solo aeroporto di partenza e destinazione, scopro che l’aereo è in ritardo così il resto del viaggio continua con più serenità.

Durante le vacanze, l’estate scorsa, con la famiglia volevo capire dove prendere dei dolci prima di raggiungere degli amici. Cercando su internet l’operatore ha verificato le pasticcerie aperte nella zona, letto e confrontato con noi le recensioni e suggerito l’opzione migliore. Ho chiesto di mandare la destinazione all’auto e conclusa la chiamata il navigatore mi stava già guidando verso la nuova tappa intermedia.

La mia BMW supporta anche Siri (o – brrrrrrrr – Alexa) ma la qualità di un servizio gestito da esseri umani è impareggiabile e ad oggi impossibile da replicare con l’automazione.

Nel tempo e senza mai dover togliere le mani dal volante, ho chiesto le informazioni più disparate: dal conoscere lo stato di un volo in arrivo, ad informazioni su passaggi di proprietà di un’auto, a numeri di telefono di servizi o orari di apertura di uffici o di partenza dei traghetti. Ho sempre ricevuto una risposta, evitando di dovermi fermare per cercare le informazioni sul telefono (o ancora peggio distrarmi alla guida!). Per chi è spesso in auto questo supporto fa la differenza sui tempi e, in certi contesti, sullo stress.

Penso inoltre che con servizi come questo le case automobilistiche premium abbiano una buona occasione per ritrovare spazio tra i rami sempre più fitti della Silicon Valley nel settore automotive. Il marchio torna centrale, il valore aggiunto è evidente e si frena un po’ quella sensazione che le auto, al posto di guida, stiano diventando sempre più uguali tra loro.

Emanuele

Resize di una partizione ext4 su virtual machine VMWare

Dovevo aumentare lo spazio sul disco primario di una virtual machine linux ospitata su un server vSphere. La knowledge base di VMWare però non è esaustiva e la procedura indicata non funziona con le nuove versioni di ESXi, così appunto qui la soluzione.

Prima di tutto – chiaramente – va spenta la macchina e aumentata la dimensione del disco virtuale dalle impostazioni della macchina (non inserisco uno screenshot, do per scontato che chiunque lavori con VMWare sappia a cosa faccio riferimento).

Successivamente, riavviando la VM ci si ritrova in una situazione simile:

emanuele@ubuntu:~$ lsblk
NAME   MAJ:MIN RM   SIZE RO TYPE MOUNTPOINTS
sda      8:0    0    20G  0 disk
├─sda1   8:1    0     1M  0 part
└─sda2   8:2    0    16G  0 part /

In pratica, il disco sda è aumentato a 20GB ma la partizione primaria (sda2) è rimasta da 16GB.

Per completare l’operazione è necessario eseguire:

emanuele@ubuntu:~$ sudo growpart /dev/sda 2

E successivamente:

emanuele@ubuntu:~$ sudo resize2fs /dev/sda2

Eseguire infine un riavvio della VM e verificare con lsblk il risultato.

Emanuele

Padri contro padri.

La guerra non è l’inferno. La guerra è la guerra e l’inferno è l’inferno. E, tra i due, la guerra è molto peggio perché all’inferno non trovi innocenti.

Io non so chi, in questa guerra, abbia torto e chi ragione. Nel mio piccolo ho imparato che quando litigo – quando si litiga – la colpa è sempre nel mezzo.

In quella terra di tutti e nessuno però, oltre a chi litiga, ci son tanti bambini che sono coinvolti senza volerlo, senza comprendere.

Il mio pensiero in questi giorni bui va a loro, affinché possano stringere mani, scaldare cuori, interrompere l’inferno, fermare la guerra.

Emanuele

Lato B.

Avere tre figlie significa occupare un’auto intera durante qualsiasi spostamento. Avere tre figlie nell’arco di sei anni, nel 2023, significa riempire l’auto di seggiolini. Così, per i nostri spostamenti in Sicilia, da un po’ di tempo non possiamo più fare affidamento sugli affettuosi passaggi da parte dei parenti.

Negli ultimi anni avevo preso l’abitudine di percorrere tutto lo stivale (poco meno di 1700km alla nostra destinazione) lasciando che moglie e figlie andassero in aereo. Anche quest’anno non è andata diversamente: io alla guida di un’auto starei anche 24 ore al giorno e sulla mia Serie 3 il viaggio verso la Sicilia è letteralmente volato. Una volta arrivato a destinazione ero quasi dispiaciuto fosse finito (spoiler: mi son goduto il ritorno).

In Sicilia però, le strade mal tenute e l’idea di andare al mare in BMW mi – ehm – destabilizzavano. Così, per risolvere l’annoso problema estivo (e visti i prezzi assurdi delle auto a noleggio durante l’estate), quest’anno ci siamo lanciati nell’acquisto di un’auto usata che ci aspetterà in Sicilia ogni volta che torneremo.

Opel Vectra vista di profilo con un cielo azzurro e nuvole sullo sfondo

La storia ha voluto che un egregio signore, probabilmente appassionato di auto più di me, abbia lasciato in eredità una Opel Vectra di ben ventotto anni tenuta in maniera maniacale.

L’auto, con poco più di 11.700km percorsi (per intenderci: per lavoro ho percorso quella distanza negli ultimi tre mesi) era stata tenuta chiusa in un garage per anni e aveva ancora tappetini originali e accessori post-vendita originali Opel.

Nel lascito, l’erede che voleva liberarsi dell’auto, si è ritrovato anche una collezione di musicassette di opera novecentesca. Magicamente, il destino ha voluto che arrivassero a noi tutta la cura e l’attenzione di questo strambo signore che l’auto l’ha comprata ma praticamente mai usata.

Così quest’estate abbiamo vissuto un vero salto nel passato. La musica con la sua imperfezione ci ha fatto compagnia in un’auto che dovunque la si guardi ricorda l’infanzia: dall’antenna che fuoriesce dal bagagliaio quando parte l’autoradio (con il frontalino estraibile e l’inversione automatica del verso di avanzamento della cassetta!) alle manovelle nei finestrini posteriori al posto dello zigbiii moderno. Dal cruscotto pieno di pulsanti (aveva una specie di climatizzatore automatico!) alla panca posteriore quasi senza sagoma per le sedute.

Andare al mare ha avuto un gusto diverso, le figlie erano molto divertite e le nostre piccole ma necessarie cure spero siano sufficienti per garantire a quest’auto ormai alle porte dall’esser targata come auto storica altrettanti anni di vita.

Emanuele

Vent’anni dopo i miei vent’anni.

Il 27 Agosto non era nulla di speciale finché, per puro caso e un po’ per gioco, un giorno di venti anni fa decisi di aprire questo blog.

E vent’anni dopo eccoci qui: vent’anni di blog, vent’anni dopo i miei vent’anni.

Barca in viaggio sul mare al tramonto

Ho pensato spesso negli anni a questo stupido traguardo. Questo compleanno non verrà festeggiato in alcun modo oltre questo piccolo post celebrativo ma l’idea di aver vissuto metà della vita accompagnato da queste pagine mi affascina parecchio.

So che i blog non siano la prima forma di diario della storia ed ho pieno rispetto per chi era o è tutt’ora in grado di tenere in ordine un taccuino cartaceo per tempi così lunghi ma mi domando spesso se questi archivi digitali possano in qualche modo diventare, un giorno, un regalo per le mie figlie.

Mi rimprovero spesso di non dedicare più, a queste pagine, il tempo che dieci o quindici anni fa ero in grado di trovare ma l’età e la vita mi han cambiato e questo ritmo nuovo ne è specchio e testimone.

I silenzi, tanto quanto certi racconti, sono il risultato di una vita vissuta con intensità e passione.

Chissà cosa mi aspetta nei prossimi venti, trenta o quaranta ma, come cantava Guccini, mi auguro di aver sempre la forza di scegliermi la vita masticando ogni metro e – aggiungo io – raccontandolo a tratti anche qui.

Emanuele

Pressappoco.

Susine in due cassette per la frutta

Prende in mano oggetti scompagnati – una pietra,
una tegola rotta, due fiammiferi bruciati,
il chiodo arrugginito del muro di fronte,
la foglia entrata dalla finestra, le gocce
che cadono dai vasi annaffiati, quel filo di paglia
che ieri il vento portò sui tuoi capelli, – li prende
e là nel suo cortile costruisce pressappoco un albero.
In questo “pressappoco” sta la poesia. La vedi?

Ghiannis Ritsos

Non so se sia merito del meteo assurdo di fine primavera (pioggia incessante per un mese) o se la potatura eseguita due inverni fa abbia ridato vigore alla pianta ma quest’anno il susino ci ha regalato una raccolta indescrivibile.

In un paio di weekend ho raccolto oltre 90kg di succose e dolcissime susine.

Emanuele