Avvolto in un bel plaid di pile…

Domani devo partire… c’è un incontro regionale per Capi dalle parti di Catania.

Mi aspettano due ore di guida ed un pernottamento fuori… e sono in condizioni pietose. E’ tutta la sera giornata che mi soffio il naso e adesso sono avvolto in un caldissimo plaid.

Però sono arrivate pure alcune fitte forti alla testa, così tra 5 minuti scappo a letto.

Spero di sentirmi meglio domani, mi dispiace star male soprattutto quando ho impegni che non posso rimandare.

Ho visto che sudando in palestra sembra passare tutto… ma non appena mi raffreddo riappaiono tutti i sintomi di un bel raffreddore.

Sarà colpa delle mie giornate in Vespa… qui è arrivato del vento freddo.

Come si sta dalle vostre parti? In ogni caso non so se domani avrò il tempo di scrivere ancora, così vi auguro in anticipo un buon weekend…

Emanuele

Voto: Malissimo.

Da piccoli era brutto ricevere brutti voti… c’era la gara con il compagno di banco, c’era la vergogna con il resto della classe e c’erano i rimproveri dei genitori.

La scuola però è maestra di vita… e così, io stasera sto cercando di dare un voto a questa mia giornata.

Non ne esco felice come le altre sere… ho fatto parecchi errori e questo ha influenzato costantemente il mio umore.

Rileggendo la mia giornata però, ho capito dove ho sbagliato… ed ho già pensato alle possibili soluzioni. Devo solo trovare la forza nuovamente dentro me.

Non deve svanire, non devo distrarmi.

Stasera sono stanco, e il raffreddore mi fa sentire più abbattuto, però vorrei mettermi a leggere un po’.

Non so che risultati darà… ma un bel letto caldo ed un buon libro, a quest’ora, sono la cosa più bella che possa esistere.

Emanuele

PS: sono stato breve, visto che qualcuno si è lamentato per la mia logorrea… 😡

Che giornata del cactus!

Giusto per dirlo in modo educato.

Stamattina – raffreddatevolissimevolmente – in facoltà: non parliamo di cosa ho fatto.

Poi a casa… nervoso per mille pensieri. E se di solito si pensa che la casa sia il luogo in cui ci si può sentire protetti… così non è stato.

Me ne sto andando in palestra giusto per uscire da qui.

E mi sento persino la febbre… e fuori c’è abbastanza freddo.

E stasera, poi, non sarò neanche a casa…

L’unica cosa pazzia positiva che ho fatto è stata quella di comprare questo hard disk di rete, sperando che tra qualche settimana Time Machine non mi dia rogne…

Appena arriva vi faccio sapere come mi trovo…

Intanto vado a preparare un thé e poi scendo.

Emanuele

Blogger si nasce, e io – modestamente – lo nacqui.

Ieri Napolux mi ha fatto una domanda, e siccome mi è sembrata molto carina, provo a rispondere.

Come sei diventato blogger?

Il mio blog nacque una notte di mezza estate del 2003.

Era un periodo sereno… ero felicemente fidanzato da un paio di mesi e tutto era di un rosa chiaro… sebbene ancora tante cose andavano sistemate (ma poi nella vita impari che al peggio non c’è mai fine…).

Ero al pc, ricordo benissimo quella serata… avevo sentito parlare di Splinder che all’epoca era ancora .it ed era ancora una macchina in costruzione. Niente video o audio blog, niente podcast, niente sistema di tagging, niente di niente…

C’era solamente la classifica dei blog aggiornati più recentemente… ed era simpatico ritrovarsi li.

Però non scrivevo per quello. Sinceramente ho sempre avuto uno strano rapporto con i blog.

Erano uno strumento di comunicazione, eppure volevo far sapere di me quanto meno possibile.

E infatti quell’indirizzo rimase nascosto per molto tempo. Ricordo che lo feci conoscere solamente a qualche amico e qualche amica su IRC (di cui ho perso quasi ogni traccia adesso…).

Non mi interessavano completamente i commenti, le classifiche e la notorietà. E forse quello è stato un bel modo per iniziare. Gli interessi erano quelli che ripeto sempre: il desiderio di riflettere per me e il piacere di rileggere, come un bel libro, il mio passato.

Adesso invece vedo tantissimi blog che fanno dell’indicizzazione, delle classifiche, della supremazia la loro ragione di vita… ed è triste. E’ come praticare uno sport per vincere una medaglia invece che per amore di quella disciplina…

Farà un po’ parte del “web che cambia”, così come sono cambiati i canali irc con l’avvento delle “connessioni veloci” ma… è comunque un po’ triste.

Pian piano però Splinder iniziò a starmi stretto… in quel periodo avevo letto di blog chiusi dalla redazione per motivi poco chiari ed io ero troppo geloso dei miei racconti per poter rischiare una cosa simile. Non valevano un soldo bucato, ma era comunque il mio passato. Erano le mie riflessioni… e non dovevano esser gestite da nessuno oltre me.

E poi iniziò a starmi stretto, perché su Splinder tante cose erano “o così, o pomì”. Non potevi installare granché… così, un giorno, complice anche la voglia necessità di un nuovo template, decisi che era arrivato il momento di fare il grande salto.

Le piattaforme più in voga al momento erano WordPress, e Movable Type. La seconda però era a pagamento, e così, considerate le mie limitate ambizioni, non ebbi dubbi su cosa scegliere.

Fortunatamente la scelta nel tempo pagò, e ad oggi non cambierei WordPress per nessun’altra piattaforma.

Quando feci il salto però, non volli perdere nulla del passato, e così conservo ancora qui… tutto ciò che “fu” da quelle parti.

C’è il mio primo post che fu subito contestato (ed io non ebbi mai la gentilezza di rispondere…), c’è il post di addio a Splinder e quello con i due template che nella storia del mio blog hanno preceduto quello attuale.

A proposito di quel post, vengono fuori varie riflessioni. Innanzitutto che sono un tipo estremamente abitudinario. Mi sono affezionato a questo template, tanto che a parte qualche piccola limatina, è rimasto tale e quale da quando son passato a WordPress.

E poi, altra cosa interessante è che le preoccupazioni che avevo nel 2005 sono diventate in questi anni realtà: ci sono blogger licenziati e infiniti regolamenti che cercano di limitare “le dita” dei dipendenti…

E’ qualcosa su cui prima o poi voglio soffermarmi di più.

Comunque, andando avanti col tempo, questo blog divenne anche un pizzico più “sociale”. Si perché, i primi tempi che commentavo altrove, continuavo nella mia voglia di riservatezza e non pubblicizzavo mai il blog (alla faccia di tutti quei ragazzini che stanno con milioni di feed aperti solo per guadagnare visibilità nella blogosfera…), pian piano invece iniziai a cambiare stile ed iniziarono ad arrivare anche i commenti.

Personalmente non saprei dire quale sia il mio post preferito. Ce ne sono tanti che porto nel cuore… molti risalgono al 2003, ma forse perché ricordo che dedicavo più tempo alla scrittura… era un relax, a luce bassa ed in silenzio…

Ricordo con piacere ed orgoglio anche il mio disclaimer, in cui mi rivedo ancora parecchio, sebbene ci siano cose da aggiornare

Ultimamente invece corro sempre e così non riesco mai a scrivere “il post che immagino” e rimango spesso deluso da quel che rileggo.

Ci sono cose dette male, cose dette di fretta e cose da non dire. Dovrebbero legarmi le dita… o quanto meno obbligarmi a scrivere con quei guanti mono-dito da neve… giusto per permettere ai miei pensieri di arrivare più sereni sul monitor…

Nelle ultime settimane sono finito per parlare solo di me, e sebbene questo possa risultare interessante quanto osservare una nuvola che passa, mi sembra di essere noioso e così non sono completamente felice dell’andazzo di queste pagine.

Non voglio dilungarmi ancora… e una volta tanto, giusto per festeggiare l’evento, faccio anch’io il classico finale da “meme” ben organizzato.

Passo dunque la parola ad Andrea e anche l’altro Andrea, a Stefano, a Daniela, a Matteo (e consorte, che credo abbiano due date d’inizio differenti), a Federico, a Gerlando (ho indovinato?! :-D), a Luca e Luca e Luca (no, non mi sono incantato…), ad Antonio (che con appena 700 lettori lo ritengo uno dei blogger più sottovalutati della blogosfera italiana), a Fabio, a Davide, a Claudio, a Riccardo (che credo sia stato uno dei primi ad inserirmi tra i suoi “amici” ed al quale ho fatto la testa tanta per mesi affinché personalizzasse il suo tema drupalliano… :-P) ed a Paolo!

Chiedo perdono se non ho aggiunto altri nomi ma devo correre a nanna. Sarei comunque curioso di sentire le vostre storie… così, se per caso non vi ho citati ma decidete di parlarne ugualmente, lasciatemi il link tra i commenti: prometto che passerò… 🙂

Emanuele

PS: mi sono accorto che ultimamente anche una persona è diventata una piccola blogger. Chissà, le ho lasciato anche questo esempio?

Acciderbolina!

Sono appena tornato dalla biblioteca… e stasera l’aria fresca che finiva nei polmoni mi ha spinto a fare due passi in più a piedi.

Poi stavo scivolando… ed ho letto quella “quasi-caduta” come un segno.

Devo tirare per la mia strada, senza lasciarmi prendere da stupide malinconie…

Eppure poi, arrivato accanto l’auto, tra il buio dell’università tutta spenta e la pioggia che era caduta, mi è sembrato di vedere una persona seduta dietro.

E’ stato bello e brutto allo stesso momento.

Però non è il caso di farne un dramma… sto reggendo bene. Ogni tanto qualche debolezza può pure accadere… sto – giornalmente – ripetendomi di non lasciare spazio al cuore, ma ogni tanto la mia sensibilità esce fuori.

Adesso vado a stancarmi in palestra… spero di distrarmi a sufficienza…

Emanuele

PS: è da un giorno che ho un post mezzo scritto… spero di trovare stasera il tempo, la forza e l’ispirazione per finirlo… (e dire che non è niente di che…).

Tutto su mia madre

Rieccoci a martedi sera.

Sono appena tornato dal cineforum dell’arciragazzi e questa volta… sono, visibilmente, scombussolato.

Devo dire che Almodovar ha realizzato un capolavoro. Non ho una grande cultura cinematografica ma in quanto ad inquadrature, sceneggiature, colori ed atmosfere, gli altri film visti erano cartoni animati a confronto.

Locandina film ‘Tutto su mia madre’Tutto su mia madre è tecnicamente un dipinto secondo me… ogni scena è una foto da ammirare. Si sente la passione spagnola.

Tornando invece alla trama… tutt’ora non riesco a trovare le parole adatte a descriverlo.

Il tema è un tema caldo. Anzi… alla fine ne è nato più di uno… e forse è questo che non ti fa avere facilmente una idea chiara su ciò che si è visto…

Rispetto alle altre serate, sono stato piuttosto zitto… mi sono quasi ridotto ad ascoltare durante il dibattito ed ogni volta che pensavo di voler dire qualcosa, poi dentro di me la rimettevo in discussione, tanto che persino gli altri hanno notato questo mio silenzio…

Chi mi conosce però lo sa, quando ho bisogno di riflettere non riesco a trarre nessuna conclusione… non riesco a dire nulla e non trovo nulla di rilevante da dire per quanto possa sforzarmi.

Tutto su mia madre porta alla luce il tema delle famiglie “atipiche”. La storia è un intrecciarsi di mille situazioni contorte…

Ha senso chiamare famiglia, una realtà di omosessuali con un figlio?

Ha senso chiamare famiglia una realtà di sole donne? Oppure a questo punto ogni “gruppo” legato da un affetto dovrebbe risultare pari?

Ancor di più… ha senso chiamare famiglia una realtà in cui manca una figura? Nel film la figura paterna è completamente assente, in tutte le “famiglie” che vengono presentate…

C’è l’assenza fisica, c’è l’assenza per via di una malattia (morbo di Alzheimer), c’è l’assenza anche per scelta e l’assenza dal punto di vista figurativo (un padre trans, rappresenta la vera figura del padre?).

Insomma, non è stato e non è tutt’ora facile trovare delle risposte ferme e convinte a tutto questo.

C’è di mezzo la cultura nella quale viviamo, c’è – in parte – la religione in cui crediamo, c’è la natura che ha voluto uomo e donna come unici strumenti naturali per generare la vita.

A proposito, lo stesso Almodovar risulta molto ambiguo in questo, e il suo genio sta appunto nel saper lanciare i giusti interrogativi… Lola (il padre trans) alla fine si definisce come una infezione. Tutte le compagne che avrà vivranno scappando o comunque con tanta tristezza e tanti problemi da affrontare. Così, non si può neanche affermare che questo film tenda a mettere alla luce la sensibilità dei trans e li faccia uscire come figure totalmente linde e cristalline.

Non riesco a definirlo come film… ma mi è piaciuto e mi ha colpito ugualmente.

La natura vuole un uomo ed una donna accanto, la nostra società anche… ma in fin dei conti, esistono società “primitive” in cui questi schemi sono totalmente fuori concezione. Si concepisce la poligamia, il matriarcato, la pedofilia…

E allora come definire cosa sia più giusto?

Tendenzialmente sono portato a credere che sia necessario avere due figure distinte, chiare e ferme per garantire una corretta crescita psicologica di un bambino. Ma se poi questo fosse solamente un retaggio culturale?

Insomma… è stata una serata pesante. L’unica cosa buona è che… visto che le ragazze m’han preso in simpatia, la prossima volta dovrò portare una macedonia.

Quasi quasi in settimana scrivo un post così nei commenti mi aiutate per la preparazione… (ho provato a dirglielo che non sono un bravo cuoco… :-P).

Ciao,

Emanuele

Fineco, denghiù!

L’ho sempre detto io, per guadagnare qualcosina, basta un blog! 😎

Sono tornato a casa ed ho trovato nella posta una busta con una bella carta prepagata MasterCard da 50€.

Non c’è voluto molto per capire che qualcuno avrà aderito alla promozione di qualche mese fa

L’unica pubblicità che avevo fatto era solo quel misero ed insignificante post… insomma, 50€ guadagnati tramite il blog!

Sarebbe bello poter ringraziare l’anonimo benefattore (se leggi, dichiarati! :-P) che ha sfruttato la promozione… avevo visto nelle scorse settimane che Google portava parecchi visitatori da quelle parti, ma non potevo avere alcuna certezza circa l’esito della visita…

Cambiano discorso, una piccola nota negativa arriva dal mio mondo Apple. Oggi pomeriggio sono passato dall’Apple Store di Palermo e tristemente venderanno i vecchi MacBook fino ad esaurimento scorte (e il tizio -che tentava spudoratamente di consigliarmi il vecchio – non mi ha voluto indicare alcuna data per i nuovi…) e così, dovrò aspettare. Non posso prenderlo via internet perché ho una riduzione del prezzo da poter sfruttare solo tramite negozio fisico… e purtroppo a Palermo non conosco altri Apple Store se non quello di Via Notarbartolo (palermitani, ditemi che non è l’unico… :-)). Tra l’altro molte delle scatole hanno ancora Tiger ed obbligano gli utenti a richiedere Leopard tramite internet a 9€… insomma, davvero deludente come Apple Store. Sembrava quasi un negozio di informatica qualsiasi…

Scappo in palestra adesso. Grazie ancora a Fineco e grazie anche all’anonimo visitatore! 😉

Emanuele

Emanuele va in città.

Ho provato a non farci caso… ma è stato inevitabile.

Quando Caterina ascoltava la musica chiusa nella sua stanza… era finalmente se stessa.

Vespa e liberta’Penso che ognuno di noi, possa in qualche modo, sentirsi davvero libero… e io, in questo periodo, lo sono quando giro in città sulla mia Vespa con l’iPod acceso…

E’ inutile. Mi torna l’allegria, mi ritrovo a cantare continuamente tanto che ogni tanto mi chiedo se la gente intorno mi senta…

Ai semafori tengo il tempo delle canzoni con il piede o con la mano… e vorrei non arrivare mai dove sto per andare.

Mi ritrovo, solo e felice. E non c’è niente di più bello.

Mi dimentico di tutto e di tutti. Dei miei pensieri, delle mie sfortune e delle mie fortune. Mi immergo nelle curve, nelle frenate e nei cambi di marcia… e faccio prender loro il ritmo di ciò che ascolto.

Il rumore della mia Vespa diventa un sottofondo dolcissimo… e il vento, il risucchio del freno motore, il pedale che ogni tanto cigola rendono tutto ancora più divertente.

Adoro guidare le auto – penso di essere anche più bravo rispetto alle due ruote – ma girare in Vespa mi fa star bene. La mia 500 sarebbe troppo grande e vuota e poi il traffico, le strade strette, le auto in doppia fila, non potrebbero che stressarmi.

Con la Vespa invece supero tutto. Sia mentalmente che fisicamente… Senza fretta, perché la Vespa non è nata per correre. Gustandomi ogni metro di strada che percorro. Azzardando si potrebbe anche dire che la Vespa sia un valido strumento per ritrovare un po’ di nostalgica serenità in un mondo sempre più frenetico.

E così, adesso mi vesto… e nonostante siano cadute 2 gocce d’acqua, vado a sbrigare alcune cose in Vespa.

Un casco, una bella sciarpa, un giubottino ed un paio di cuffie bianche al seguito.

Emanuele

PS: fare un bel viaggio con degli amici su due ruote sarebbe proprio una bella idea… 🙂

PPS: voi, non avete un metodo per sentirvi liberi?