Tutto su mia madre

Rieccoci a martedi sera.

Sono appena tornato dal cineforum dell’arciragazzi e questa volta… sono, visibilmente, scombussolato.

Devo dire che Almodovar ha realizzato un capolavoro. Non ho una grande cultura cinematografica ma in quanto ad inquadrature, sceneggiature, colori ed atmosfere, gli altri film visti erano cartoni animati a confronto.

Locandina film ‘Tutto su mia madre’Tutto su mia madre è tecnicamente un dipinto secondo me… ogni scena è una foto da ammirare. Si sente la passione spagnola.

Tornando invece alla trama… tutt’ora non riesco a trovare le parole adatte a descriverlo.

Il tema è un tema caldo. Anzi… alla fine ne è nato più di uno… e forse è questo che non ti fa avere facilmente una idea chiara su ciò che si è visto…

Rispetto alle altre serate, sono stato piuttosto zitto… mi sono quasi ridotto ad ascoltare durante il dibattito ed ogni volta che pensavo di voler dire qualcosa, poi dentro di me la rimettevo in discussione, tanto che persino gli altri hanno notato questo mio silenzio…

Chi mi conosce però lo sa, quando ho bisogno di riflettere non riesco a trarre nessuna conclusione… non riesco a dire nulla e non trovo nulla di rilevante da dire per quanto possa sforzarmi.

Tutto su mia madre porta alla luce il tema delle famiglie “atipiche”. La storia è un intrecciarsi di mille situazioni contorte…

Ha senso chiamare famiglia, una realtà di omosessuali con un figlio?

Ha senso chiamare famiglia una realtà di sole donne? Oppure a questo punto ogni “gruppo” legato da un affetto dovrebbe risultare pari?

Ancor di più… ha senso chiamare famiglia una realtà in cui manca una figura? Nel film la figura paterna è completamente assente, in tutte le “famiglie” che vengono presentate…

C’è l’assenza fisica, c’è l’assenza per via di una malattia (morbo di Alzheimer), c’è l’assenza anche per scelta e l’assenza dal punto di vista figurativo (un padre trans, rappresenta la vera figura del padre?).

Insomma, non è stato e non è tutt’ora facile trovare delle risposte ferme e convinte a tutto questo.

C’è di mezzo la cultura nella quale viviamo, c’è – in parte – la religione in cui crediamo, c’è la natura che ha voluto uomo e donna come unici strumenti naturali per generare la vita.

A proposito, lo stesso Almodovar risulta molto ambiguo in questo, e il suo genio sta appunto nel saper lanciare i giusti interrogativi… Lola (il padre trans) alla fine si definisce come una infezione. Tutte le compagne che avrà vivranno scappando o comunque con tanta tristezza e tanti problemi da affrontare. Così, non si può neanche affermare che questo film tenda a mettere alla luce la sensibilità dei trans e li faccia uscire come figure totalmente linde e cristalline.

Non riesco a definirlo come film… ma mi è piaciuto e mi ha colpito ugualmente.

La natura vuole un uomo ed una donna accanto, la nostra società anche… ma in fin dei conti, esistono società “primitive” in cui questi schemi sono totalmente fuori concezione. Si concepisce la poligamia, il matriarcato, la pedofilia…

E allora come definire cosa sia più giusto?

Tendenzialmente sono portato a credere che sia necessario avere due figure distinte, chiare e ferme per garantire una corretta crescita psicologica di un bambino. Ma se poi questo fosse solamente un retaggio culturale?

Insomma… è stata una serata pesante. L’unica cosa buona è che… visto che le ragazze m’han preso in simpatia, la prossima volta dovrò portare una macedonia.

Quasi quasi in settimana scrivo un post così nei commenti mi aiutate per la preparazione… (ho provato a dirglielo che non sono un bravo cuoco… :-P).

Ciao,

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

2 commenti » Scrivi un commento

  1. Dai, non sai fare una macedonia?
    Basta avere della buona carne …

    … ops … ho sbagliato?! 😀

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