MacBook Air… la più sottile buona notizia del mondo.

Era chiaro che oggi pomeriggio il MacWorld avrebbe riservato sicuramente sorprese… era da tempo che i siti del settore impazzavano tentando di ipotizzare cosa sarebbe uscito fuori.

E siccome il 2008 è – secondo le dichiarazioni di Steve Jobs – l’anno dei computer, la Apple ha sfornato il portatile più sottile del mondo.

Apple - MacBook Air

Un portatile più sottile persino del mio Nokia N70.

Fortunatamente la fascia di prezzo in cui è stato collocato lo rende ben distante dalle mie tasche e così non ho pianto per aver acquistato il mio stupendo MacBook nemmeno 2 mesi fa.

Però immagino già gli studenti del futuro, con un coso di questi tra i quaderni. Si perché ha le dimensioni di un foglio A4 e pesa meno del mio libro di Fisica (vabbè che molte cose pesano meno di quel libro… :-|).

Ah, la Apple ha sfornato pure una nuova basetta AirPort con hard disk integrato… in modo da rendere ancora più facili i backup con Time Machine. Molta gente infatti, aveva gradito poco l’idea di dover attaccare e staccare continuamente un disco USB per il backup…

In realtà… Time Machine nel mio MacBook funziona già alla grande ed in modo trasparente. Quando sono a casa, grazie al mio bell’hard disk di rete, indipendentemente se sono al cesso o sul letto, effettua il suo compito, via ethernet o wi-fi. Non ho mai dovuto attaccare nulla… ma in questo caso, sono io ad esser troppo avanti. 😎

Emanuele

Leopard 2 – Windows XP 1 – Ubuntu 0

Inserisco un DVD originale nel lettore DVD.

Il Macbook, con Leopard, lo carica subito con il DVD Player che è installato automaticamente con il sistema operativo. Do un piccolo sguardo al film e decido di accendere il pc fisso.

Ubuntu – sistema verso il quale vorrei migrare – tenta di farlo partire con “player multimediale” (Totem).

Il video non si vede, ma neanche VLC, che avevo installato ieri, riesce a risolvermi il problema.

Eppure l’installazione di Ubuntu è freschissima… tanto che ancora non ho neanche configurato Firefox.

Non potendo perdere troppo tempo a smanettare, e volendo provare il dolby surround, riavvio sotto Windows.

Windows XP mi apre il DVD con Windows Media Player (siamo alla 11). Il video si vede, ma dell’audio manco a parlarne. Giro un po’ tra i menu e le impostazioni, ma non c’è modo di farlo spuntare.

Così apro VLC sotto Windows, che almeno è ben configurato, e riesco in tutto.

Certo che, se un utonto ha un DVD, e deve scegliere un computer, non c’è dubbio dove dovrebbe orientarsi.

Emanuele

Skype per Mac e download parziali.

Qualche settimana fa a casa di un amico stavo provando il trasferimento point-to-point di Skype.

La velocità era buona e così ho deciso di interrompere il download.

Arrivato a casa, mi son ritrovato il file parziale, che ricordavo di aver cancellato. Per uno strano motivo invece, Skype, ad ogni avvio ricreava il file temporaneo nella cartella di Download in attesa di un trasferimento futuro atto a completare il file.

Non riuscendo, dopo vari tentativi, a cancellare il file, decido di scrivere al supporto tecnico di Skype.

La soluzione è quella che segue:

  1. Chiudere Skype
  2. Aprire il Finder di OsX e tramite il campo di ricerca, cercare il file com.skype.skype.plist
  3. Selezionare il file e cancellarlo
  4. Svuotare il cestino di OsX

Se questa soluzione non dovesse essere sufficiente, potete provare con un’altra procedura:

  1. Chiudere Skype
  2. Andare nella cartella ˜/Library/Application Support/Skype/
  3. Cancellare il file shared.xml
  4. Svuotare il cestino
  5. Riavviare Skype

Non dimenticate di svuotare il cestino, in quanto sembra che Skype ogni tanto cerchi alcuni file persino li.

Se queste procedure non dovessero risolvere il vostro problema, ovviamente, la soluzione migliore è quella di contattare il loro supporto tecnico.

Emanuele

Ma la pensate tutti come Dat?

Il nuovo anno è iniziato da un po’.

Nella blogopalla italica in tanti hanno deciso di scambiarsi gli auguri e magari di brindare creando polemiche

Ero finito anch’io nel giro. Non vi ho partecipato perché gli auguri fatti tanto per farli sono qualcosa che non capisco, ed ho deciso di non commentare le critiche che sono saltate fuori perché… è parlare sempre delle solite cose: link popularity e black & white seo. Erano giorni di festa e volevo lasciar fuori i tecnicismi.

C’è stato un link che invece, tra i tanti… è finito nelle mie riflessioni giornaliere.

Si tratta di un post di dat, una bella critica al mio primo post del 2008.

Come potrete vedere, la sua critica è rivolta, più precisamente, verso lo scoutismo.

Lungi da me dal pensare che lo scoutismo sia “l’arte perfetta”, però mi è dispiaciuto vedere tutto quell’accanimento verso un movimento mondiale che… tenta solamente di educare.

Si, perché forse, per chi lo scoutismo lo vede da fuori e non l’ha mai vissuto… è difficile da intuire. I giochi, la strada, le notti in una tenda o il cibo cucinato su un fuoco nel bosco… sono solamente dei mezzi. Dei semplici strumenti.

Degli strumenti che il ragazzo sfrutta inconsapevolmente per via della sua innaturale voglia di giocare, scoprire, vivere… l’avventura a contatto con la natura.

E non c’è nonnismo, non c’è “il capo” che comanda.

Per far chiarezza però, riparto dalle basi. Il percorso scout è diviso in 3 grandi momenti: il “branco”, il “reparto” e il “clan”. Si cambia di unità, man mano che si cresce… il branco infatti è destinato ai bambini fino agli 11 anni, il reparto fino ai 16 ed il clan fino ai 20 anni.

Sono tre momenti diversi, perché è ovvio che ad età differenti corrispondono necessità educative differenti.

Il reparto è a sua volta suddiviso in “gruppetti” di ragazzi, denominate “squadriglie” che dovrebbero tentare di vivere in autonomia. C’è un “capo squadriglia”.

Ed è qui che volevo arrivare. Quel “capo squadriglia”, che solitamente è un ragazzo intorno ai 15 anni, non è un capo militare. Piuttosto, è “al servizio” della squadriglia… e il suo compito è quello di “guidare” la squadriglia durante le attività. E’ un ragazzo un po’ più grande, con il quale si possono fare discorsi un pizzico più maturi ed al quale si può chiedere qualche responsabilità in più. Si, perché un capo squadriglia impara a… occuparsi di ragazzi (solitamente 5-6) più piccoli di lui: un aspetto tutt’altro che trascurabile a quell’età.

Come potete vedere, sin dalla struttura, il fine dello scoutismo è quello di educare “sani e onesti cittadini”. Non c’è militarismo, non c’è alcun estremismo.

“Lo scoutismo è per tutti, ma non tutti sono per lo scoutismo”. Questa bella frase, che chi è scout avrà sentito dire ogni tanto… ha un altro significato, che anticipa, l’altro argomento che vorrei trattare.

“Per tutti”: lo scoutismo non ha confini di razza, sesso o religione. Anzi, a volerne parlare… lo scoutismo è così polivalente che sempre più psicologi indirizzano ragazzi iperattivi, timidi o con qualche patologia intellettiva verso di noi. E’ un ambiente sano con cui possono relazionarsi con altri coetanei. Mi dispiace però che Dat abbia dato per scontato che lo scoutismo sia “colluso con i cristiani”, perché nei gruppi scout (anche cattolici), vengono accettati senza problemi ragazzi di qualsiasi religione… e anche non battezzati.

Lo scoutismo non è neanche schierato politicamente a dirla tutta. Chi lo fa, sbaglia… e lo fa a titolo personale. Ai ragazzi (quelli di clan), si fa capire che bisogna essere “cittadini attivi”, impegnati socialmente. Ma l’impegno “politico”, è solamente insegnare al ragazzo a discernere il bene dal male non solo per se stessi, ma anche per la comunità in cui vive.

Lo scoutismo fa una proposta. Una proposta educativa che può o non può esser accettata… tutto qui. E a nessun Musulmano iscritto viene fatto il lavaggio del cervello per cambiar religione.

Come tutti voi saprete però (e chi è genitore lo sa sicuramente meglio), il migliore modo per educare una persona più piccola è quella di dargli l’esempio. E così, come un padre insegna ad un figlio a giocare a pallone, così uno scout più grande “da fratello maggiore”, fa vedere con la propria vita come crescere in modo sano.

Ecco perché anche “gli adulti” portano i pantaloncini corti. Il ragazzo deve vedere nell’adulto una persona a cui ispirarsi. Un modello da seguire nella sua crescita. Deve vederlo uguale a se… in modo da non creare barriere invisibili “io sono piccolo, lui è grande”. In quel caso il grande gioco finirebbe. Si creerebbero due livelli senza più una vera comunicazione.

Vi chiedete mai perché “negli anni della ribellione”, i ragazzi tentano di scappar da casa, dai genitori e dalla famiglia? Stanno prendendo coscienza di quel che sono. E non si sentono più bambini… ma non si vedono ancora neanche adulti.

L’adulto scout, gioca e si veste come il più piccolo perché non vuol creare differenze. L’abito scout si chiama uniforme e non divisa proprio per questo.

Mi dispiace che Dat abbia strumentalizzato una disgrazia successa anni fa per sparare a zero sull’intera associazione. E degli scout che partono per l’Africa per aiutare nella costruzione di scuole e villaggi ne vogliamo parlare? E di quelli che andarono subito dopo la guerra in Jugoslavia a dare una mano nei campi profughi? E di quei 5000 scout che partirono nel 1976 per spalare fango dopo il terremoto del Friuli? E, senza andare distante, di quei 2500 scout arrivati da tutta Italia per dare una mano dopo il terremoto in Umbria del 1996? E di tutti quelli che, per non parlar di disgrazie, giornalmente vanno a giocare negli asili degli immigrati? O negli ospedali? O nei centri per tossicodipendenti? O nei doposcuola?

Quelli sono pure “stupidi adulti in pantaloncini”? Inguardabili?

Per chi non lo sapesse, lo scoutismo ha anche un settore “emergenze e protezione civile”.

Si, perché fin da ragazzi, lo scoutismo insegna a rispettare se stessi e “servire il prossimo”. Nient’altro.

Inutile andare oltre, più scrivo e più mi sembra che quel post sia stato scritto senza un minimo di ragionamento.

Forse, era frutto di qualche bicchiere di champagne di troppo la sera prima.

Era solo che… avevo voglia di parlarne. Dat, non volermene, sei stato un ottimo spunto.

Emanuele

PS: il penultimo commento di quel post poi… è talmente ridicolo che non ne parlo nemmeno. E’ come un tecnico informatico che chiama “zaini” le directory e “bottoni” i pulsanti di una tastiera. Chi lo prenderebbe sul serio? Quantomeno bisognerebbe informarsi prima di aprir bocca.

Wrooom 2008

Da non perdere, oggi pomeriggio alle 17 e 30.

Online su www.fiat500.com il campione del mondo Kimi Räikkönen, il suo compagno di squadra Felipe Massa, i collaudatori Luca Badoer e Marc Gené, e niente popò di meno che sua eminenza Michael Schumacher, si sfideranno a bordo di cinque 500, personalizzate per l’occasione, sul lago ghiacciato di Madonna di Campiglio.

Una gara tra i ghiacci da non perdere. Chi vincerà?

Emanuele

Poeta freddo.

Oggi ho riempito il cestino sotto al mio tavolo di carta accartocciata.

Tutto ciò che c’è finito dentro, è parte di me.

A dir la verità, è l’inverno a portarmi l’ispirazione.

Emanuele

PS: un consiglio, non ficcateci il naso dentro. Io ho già le narici irritate… maledetto raffreddore…

HostingZoom, resisti ancora un po’!

Oggi HostingZoom è andato down per circa un paio d’ore.

A fine mese ovviamente mi rimborserà il downtime con un ulteriore mese gratuito però… non avrei voluto vederlo così, soprattutto *gli ultimi giorni* prima di salutarlo.

Mancano 3 settimane ormai alla scadenza del dominio, e contestualmente al rinnovo, vorrei spostarmi da qualche altra parte.

L’attenzione sarebbe – attualmente – ricaduta su WebPerTe (nello specifico l’offerta da 100€ l’anno), ma sto ancora tenendo in considerazione sia DreamHost che Aruba.

WebPerTe sembra godere di una bella garanzia: regge senza problemi il traffico di Beggi, potrei mai avere problemi io? Neanche se fossi una bella ragazza che pubblica le proprie foto osè immagino…

DreamHost è un bel punto interrogativo. O se ne sente parlar bene, o se ne sente parlar male. C’è chi dice “in caso chiedi di farti spostare di server o vai via…”. Beh, intanto, in quel “vai via” ci sono comunque dei soldi che hai pagato e un po’ di tempo da perdere per gestire eventuali traslochi. Idem se devi star dietro all’assistenza per convincerli a cambiarti di server.

Dal canto suo però, DreamHost ha una offerta *sorprendentemente completa*.

Infine c’è Aruba. C’è chi però, me ne ha sempre parlato male. Però su Aruba teniamo anche MondoIRC.net e non ho mai visto problemi particolari. Ma la domanda è: come si comporta con un blog? Richieste php e query sql a tempesta… E poi magari… quanti script mi bloccheranno? Aruba è nota per aver bloccato, senza avvisare il cliente, interi siti che utilizzavano script *pesanti* (php-stats ad esempio).

E allora, che fare? Continuo a considerare WebPerTe, l’offera migliore… anche se risulta un po’ cara.

Voi, cari blogger da 10.000 lettori al giorno, dove andreste se foste nei miei panni? Siete soddisfatti di dove (?) vi trovate? 🙂

Emanuele

PS: ma WebPerTe risponde alle e-mail? Ho scritto giorno 2 per ricevere alcune informazioni ma ancora non ho ricevuto nessuna risposta…